Manca pochissimo alla soglia di 1,50 dollari per 1 euro, quindi sarebbe il momento migliore per comprare in dollari, provate a pensare di comprare un bel cellulare a 300 dollari con soli 150 euro, o forse è meglio aspettare ancora qualche mesetto in modo che l’euro arrivi a 2,00 dollari, sarebbe il massimo per comprare per poi rivendere!In ogni modo in ogni pro c’è sempre un contro: prenderemo sempre meno con adsense, e altro.
Continua inarrestabile la marcia dell’euro nei confronti del dollaro in attesa della riapertura delle Borse europee. Negli scambi del premercato, la divisa comune è arrivata a toccare quota 1,4967 dollari prima di assestarsi intorno a quota 1,4921. La fatidica soglia di 1,50 sul dollaro appare ora sempre più vicina. In avvio dei mercati europei l’euro ha aperto in rialzo sopra quota 1,49 a 1,4912 dollari. Secondo le rilevazioni della Bce, giovedì veniva scambiato a 1,4829.
Dollaro ai minimi, euro verso soglia psicologica di 1,50. Il dollaro ha toccato nuovi minimi contro la moneta unica e un basket di valute sulle attese di un ulteriore taglio dei tassi d’interesse Usa, mentre dopo aver aggiornato il suo massimo a 1,4873 dollari l’euro,punta alla soglia psicologica di 1,50 dollari.
Oggi il petrolio ha raggiunto i 99$ al barile, manca poco al record dei 100$, ormai la benzina e il diesel costano come oro, fare un pieno ci costerà sempre di più. Bisogna che il governo tolga qualche accisa in modo che i prezzi alla pompa siano più accettabili e meno onereosi per il contribuente italiano!
Il petrolio corre verso i cento dollari: il record storico del barile è stato segnato sui mercati asiatici: durante le contrattazioni del mattino, infatti, lo Sweet Light Crude americano ha fatto segnare un picco di 99,29 dollari per barile, per poi arretrare al di sotto di quota 99 nel pomeriggio; alla vigilia a New York era arrivato a 98,03 dollari. La soglia psicologica dei 100 dollari-barile appare comunque ormai a pieno tiro. Il Brent del Mare del Nord a sua volta è cresciuto di 86 centesimi al barile per raggiungere un massimo di 96,35 dollari, ben al di sopra del primato registrato ieri di 95,49.
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Il petrolio punta a quota 100, nuovo primato anche per l’euro.
La corsa del barile non si arresta. Dopo i primati fatti segnare sui mercati americani, le quotazioni del greggio hanno raggiunto nuovi record negli scambi in Asia: a Singapore il barile ha superato quota 99 dollari, toccando il record a 99,29. Il record precedente risale al 7 novembre scorso, quando il greggio toccò i 98,03 dollari.
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L’euro sul dollaro si è assestato a poco meno di 1,47, anche stavolta le quotazioni sono a livelli alti, attualmente in america la produzione è in calo, e quindi questa incertezza ha permesso l’evolversi di questa situazione. Euro sotto 1,47 dollari in apertura dei mercati europei, con una quotazione massima di seduta a 1,4688. Il cross dollaro/yen ha toccato invece un massimo a 111,07 ed attualmente scambia a 110,51.
Il dollaro è scivolato contro la valuta giapponese, compromesso dai timori sulle perdite delle istituzioni finanziarie legate al credito e sulle voci di vendite di valuta Usa da parte di investitori istituzionali nipponici. Ad aggiungere sfiducia sul dollaro sono intervenuti anche i deboli dati macro Usa della scorsa settimana che hanno mostrato il maggiore calo della produzione industriale da gennaio e investimeti esteri inferiori alle attese in asset Usa in settembre. Il dollaro ha toccato stamane il minimo di 12 anni sul franco svizzero
. Attorno alle 8,05 l’euro vale 1,4667/68 dollari (dopo una chiusura Usa a 1,4657 dollari venerdì a New York) e 162,11/16 yen (162,51 yen). Il dollaro/yen si attesta invece a 110,52/58 da una chiusura Usa venerdì scorso a 110,92.
Ormai il petrolio sta raggiungendo livelli mostruosi, la soglia dei 100$ ormai è imminente, aspettiamoci rincari della benzina e gas e nessuno fa niente per fermare questa ascesa, anzi per gli speculatori più aumenta più guadagnano!Bisogna trovare al più presto l’alternativa alla benzina, tipo l’idrogeno, l’energia solare, olio di colza etc. Sempre più vicina la soglia storica dei 100 dollari il barile per i prezzi del petrolio, che oggi sui mercati asiatici si sono ulteriormente impennati fino a toccare brevemente il nuovo record di tutti i tempi, vale a dire 98,03 dollari per barile, anche se nel prosieguo delle contrattazioni si sono lievemente assestati, scendendo al di sotto del picco dei 98 dollari: alle 12,45 ora di Singapore, le 6,45 in Italia, il future sul Light Sweet Crude passava di mano a 97,86 dollari a barile il contratto principale, 1,16 dollari in più rispetto al precedente top di 96,70 dollari registrato in chiusura a New York. Il Brent del Mare del Nord a sua volta ha superato per la prima volta il limite dei 94 dollari al barile arrivando a essere scambiato a 94,48 per le consegne a dicembre. In Italia nuovi rialzi per i prezzi dei carburanti. La benzina, nei prezzi consigliati della Shell, è salita fino a 1,364 euro al litro, mentre il prezzo consigliato dalla Total per il gasolio ha toccato l’ennesimo record a 1,259 euro al litro. Tokyo in calo. La Borsa di Tokyo ha chiuso oggi gli scambi in ribasso a -0,94%. Il Nikkei, l’indice dei 225 titoli guida, è sceso a 16.096,68 punti, 152,95 in meno della chiusura di ieri, dopo un’apertura a +0,32%.Valute, euro ancora da primato. L’euro continua a macinare record. Alle 8 la moneta unica viene scambiata a quota 1,4665 sul dollaro, in progresso rispetto alla rilevazione ufficiale della Bce fissata ieri a 1,4557.
Il biglietto verde risente ancora una volta dei timori di rallentamento dell’economia americana - sulla scia delle turbolenze di mercato scatenate dalla crisi dei mutui subprime - e della manovra espansiva da parte della Federal Reserve.Metalli in orbita, nuovo massimo per l’oro. Ennesima impennata anche per i prezzi dell’oro. Sul mercato a contanti di Londra, l’oncia ha segnato il primo fixing a quota 817 dollari, nuovo massimo dei 28anni. La spinta arriva dal calo della valuta Usa, scivolata a 1,4571 sull’euro, e dalle turbolenze dei mercati finanziari. Ma c’e anche la corsa dei prezzi del petrolio e delle merci agricole, fattori che potrebbero alimentare una fiammata inflazionistica. Il prezzo a contanti dell’oro si trova, ora, a soli 33 dollari di distanza dal massimo assoluto di 850 dollari, livello raggiunto nel gennaio del 1980. Sui mercati future, invece, il record storico é di 873 dollari, anch’esso raggiunto nel gennaio 1980. La febbre dei preziosi contagia anche il platino, con un record a 1.466 dollari l’oncia mentre l’argento a 14,96 dollari si sta sta avvicinando al picco dei 25 anni.Borse contrastate, Milano negativa. Piazza Affari ha archiviato la seduta di martedì in ribasso frazionale. Il Mibtel ha ceduto lo 0,05% a 30.711 punti mentre lo S&P Mib ha segnato un -0,07% a 39.426 punti. Hanno chiuso in territorio positivo, invece, le principali Borse europee, anche se sotto i massimi di seduta in scia all’andamento contrastato di Wall Street, che era partita in verde. Il Cac40 ha guadagnato lo 0,44%, il Dax lo 0,25%, il Ftse100 lo 0,21%. A Parigi forti acquisti su Edf (+3,2%), sui massimi storici, in attesa dei conti trimestrali che verranno diffusi giovedì e che dovrebbero portare buone sorprese. A New York poco dopo le ore 18 italiane il Dow Jones segnava +0,11% a 13.558,28, il Nasdaq composite -0,13% a 2.791,44 e lo S&P 500 +0,24% a 1.505,72.Penalizzata Unicredit. Più in dettaglio in piazza Affari, contrastate le banche, bene il settore dell’energia. Tra i bancari Unicredit ha ceduto 0,93% dopo che il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni ha annunciato che l’istituto centrale sta estendendo la vigilanza sull’attività in derivati delle banche italiane e negli ultimi mesi ha avviato accertamenti su quattro gruppi bancari (tra i titoli in calo anche Ubi, Banco Popolare e Mps) anche in relazione all’attività con gli enti locali. Dal Reuters Finance Summit a Londra il vice ceo Sergio Ermotti ha dichiarato che la banca di Piazza Cordusio consoliderà le poste fuori bilancio se le fosse richiesto dalle authority. «Conterà per meno dell’1% dei nostri risk weighted asset, perciò non è significativo per noi», ha anche detto Ermotti. Sull’andamento del comparto investment banking del gruppo, Ermotti ha confermato che la seconda parte del 2007 non andrà come la prima metà, che ha registrato una forte crescita, ma resta l’obiettivo di battere i target per l’intero anno. Prysmian sull’ottovolante, denaro su Telecom. Bene Telecom (+1,02%) in attesa che si sciolga il nodo delle nomine ai vertici e in vista della trimestrale di giovedì, deboli gli assicurativi con Generali a -0,65%. Pesanti Fastweb, che aggiunge un calo del 2,62% al meno 5,6% di lunedì, sull’onda lunga del downgrade di JP Morgan, e Prysmian. Quest’ultima prima è balzata di oltre il 5% sulla notizia dell’offerta della coreana Taihan Electric per il 9,9% del capitale che valorizza la società 22 euro per azione, poi nel finale la brusca frenata su realizzi. Il titolo ha terminato in calo del 4,87%. Bene, infine, Saipem (1,91%), grazie a un contratto da 285 milioni di euro in Algeria. Per Parmalat rimbalzo tecnico (+2,62%) dopo la lettera della vigilia.Conti deludenti per Bmw. Quanto all’Europa, a Francoforte pesante Bmw (-3,3%): a deludere il mercato il risultato dell’utile lordo trimestrale, cresciuto del 6,3% a 765 milioni. Su Commerzbank (+1,1%), che ha visto i profitti crescere nel terzo trimestre del 56% a 339 milioni nonostante la crisi dei mutui subprime Usa. A Londra in evidenza il rimbalzo dei gruppi minerari, con in testa Bhp Billiton (+4,1%). In evidenza la catena Marks & Spencer (+3,5%) che ha chiuso il primo semestre fiscale con profitti in crescita del 43%. In rosso British Airways (-4,1%).
Petrolio, nuovo record storico vicina la soglia dei 100 dollariSingapore, 7 novembre 2007 - Sempre più vicina la soglia storica dei 100 dollari il barile per i prezzi del petrolio, che oggi sui mercati asiatici si sono ulteriormente impennati fino a toccare brevemente il nuovo record di tutti i tempi, vale a dire 98,03 dollari per barile, anche se nel prosieguo delle contrattazioni si sono quindi lievemente assestati, scendendo al di sotto del picco dei 98 dollari: alle 12,45 ora di Singapore, le 6,45 in Italia, passava di mano a 97,86 dollari-barile il contratto principale, il future sul Light Sweet Crude.
Comunque 1,16 dollari in più rispetto al precedente primato, cioè 96,70 dollari registrato in chiusura a New York. Il Brent del Mare del Nord a sua volta ha superato per la prima volta il limite dei 94 dollari al barile arrivando a essere scambiato a 94,48 per le consegne a dicembre.
Vai quotidiano
Cambi: euro in lieve ribasso in avvio sul dollaro a 1,4382.
Avvio in lieve ribasso per l’euro che viene quotato 1,4382 dollari, in calo rispetto agli 1,4412 della chiusura di ieri. Da ricordare che ieri la divisa comune ha toccato un nuovo massimo intraday di 1,4438 dollari. L’euro cede anche rispetto allo yen a 164,57 (da 165,17) mentre e’ invariata rispetto alla sterlina a 0,6990. Il dollaro recupera invece rispetto alla sterlina (da 2,0614 a 2,0572) mentre perde rispetto allo yen a 114,41 da 114,73.
Vai sole24ore
I mercati dei cambi attendono di conoscere la decisione domani del Federal Open Market Committee. Rispetto alla riunione del 18 settembre, che porto’ a un taglio del costo del denaro di 50 punti base al 4,75%, questa volta vi e’ maggiore incertezza anche se la maggior parte dei commentatori vede come probabile un’ulteriore riduzione di un quarto di punto al 4,50%. Ieri tuttavia l’andamento dei futures sui fed funds ha indicato che cresce il numero di quanti ritengono che la Fed potrebbe rimanere ferma in attesa in quest’occasione e rimandare un eventuale taglio al meeting di dicembre. L’euro da parte sua risente del dato deludente sulle vendite all’ingrosso in Germania che in settembre sono calate dello 0,3% su base mensile e dell’1,7% su base annuale.
Positivo invece il trend dello yen grazie all’andamento ben migliore del previsto delle spese delle famiglie nel mese di settembre.
Vai sole24ore
Se volete essere informati sul cambio Euro/Dollaro:
Vai borsainside
In USA, come in Europa, si attendono i tagli dei tassi da parte della FED. La crisi economica internazionale, scaturita in modo particolare dai mutui subprime e dall’insolvenza degli americani, smuove l’intero mondo economico.
Tutto ciò insieme porta la nostra moneta a nuovi record (1,3860).
A nostro avviso comunque il Made in Italy (esportazioni) non dovrebbe subire grosse difficoltà, in quanto la fascia dei prodotti rimane medio-alta: sufficientemente indifferente alle flessioni monetarie.
“Sono questi i due fattori principali che hanno spinto al suo nuovo record storico la moneta unica europea. Che rimane sopra 1,38 dollari nonostante il riassestamento dopo aver toccato il suo massimo livello.”
Ricordiamo l’articolo del 3 Luglio che affermava il dollaro a 1.36
ad oggi la valuta è ancora in discesa, dritta verso quota 1.4 sull’euro, anche la quotazione contro il franco svizzero non è delle più rosee.
Il dollaro non può e non deve scendere a picco, causerebbe il panico sui mercati mondiali.
Deve essere una discesa costante per permettere agli Stati Uniti di difendersi dal deficit commerciale di una valuta così debole.
Il dato di ieri dagli States, il Ny Empire Manufacturing Index è salito a 26.46 in Luglio rispetto al 25.8 di Giugno, ma già oggi attendiamo altri dati tra cui il Tics, ovvero quello sui flussi di capitali da e verso gli Stati Uniti. Le attese sono per un numero intorno ai 70 miliardi di dollari, ancora sufficiente eventualmente a coprire il buco dato dal deficit commerciale. Intanto dal vecchio continente sono usciti i dati sui prezzi al consumo, usciti inferiori alle attese (+1.9%), a dimostrazione che forse per il vecchio continente si arriverà alla fine del ciclo di rialzo dei tassi, e quindi forse l’Euro potrà correggere qualcosa, ma prima di questo crediamo che il livello di 1.4000 possa essere visto nelle settimane a venire.
La situazione dei mercati internazionali è veramente pericolosa, alcune monete si sono affermate ai massi storici, mentre altre ai minimi, con un periodo di riferimento di 30-40 anni.
Infine dal Regno Unito abbiamo un rallentamento del mercato immobiliare con un conseguente stop del rialzo dei tassi.
Via SoldiOnline.it
Nuovo record massimo assoluto dall’agosto del 2006, il prezzo del greggio è sempre in rialzo (+1.39%) al costo di 72.54 dollari all’unità, il tutto da imputare probabilmente alla riduzione di delle esportazioni dalla Nigeria verso gli USA. In calo anche la produzione statunitense.
Deprezzato anche il dollaro che nell’ultimo periodo soffre contro l’euro:
Dollaro in deprezzamento verso Euro, invertendo la prima reazione al dato Usa sul mercato del lavoro che aveva portato il cross in prossimità di 1,3570. L’andamento del biglietto verde ha probabilmente risentito della ricostituzione di posizioni lunghe di Euro da parte degli operatori speculativi. Per oggi indichiamo come resistenza di rilievo 1,3640, prima di puntare al record storico di 1,3680. Primo supporto a 1,3550-1,3570. Yen in deciso deprezzamento verso Dollaro rispecchiando questa volta le indicazioni macro Usa. L’Euro continua a segnare nuovi massimi storici verso Yen sulla scia dell’intensificarsi delle posizioni di carry trade in seguito al maggior ottimismo sulle condizioni dell’economia mondiale dopo i favorevoli dati Usa. Verso Dollaro prima resistenza a 123,75 e successivamente 124,14. Verso Euro la prima resistenza è a 168,50 e successivamente 169.
Da molto da pensare questo cambio, anche se gli analisti del settore manifatturiero USA non si dicono ancora preoccupati.
Il tutto condito da una divisa europea in netto rialzo e sempre più forte, siamo in attesa di un rialzo del costo del denaro da parte della Banca Centrale Europea, dal 4% al 4.50%.
All’apertura delle contrattazioni nelle piazze finanziarie del Vecchio Continente la moneta unica viene scambiata a 1,3610 rispetto al biglietto verde, in rialzo rispetto alle ultime rilevazioni della Banca Centrale Europea (1,3590) ma in calo rispetto ai valori registrati in tarda serata di ieri a New York (1,3625). Scende la divisa europea rispetto alla moneta giapponese, l’euro vale 166,35 yen dai 166,65 yen delle indicative della BCE della giornata scorsa. Il biglietto verde è stabile rispetto alla valuta nipponica, il rapporto di cambio tra dollaro/yen quota, infatti, in area 122,40 da 122,35 dell’ultima chiusura di Wall Street.
Via Trend Online: