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Massimo Tartaglia rischia il carcere o no?

Monday, December 14th, 2009

MILANO - AGGRESSIONE A SILVIO BERLUSCONI DOPO IL COMIZIO DEL POPDopo il deplorevole gesto che il Signor Massimo Tartaglia ha fatto nei confronti le premier Silvio Berlusconi, cuasandogli un dolore non di poco conto. L’avvocato del Presidente del Consiglio, Niccolò Ghedini, sta valutando, insieme a Berlusconi, se sporgere denuncia o meno. Anche se l’aggressore è già condannabile per tentato omicidio, potrebbe rischiare gia una decina di anni vista lo spessore della persona colpita, ma essendo uno psicolabile, potrebbe essere rilasciato per infermità mentale. Secondo me il Presidente del Consiglio potrebbe valutare benissimo di non sporgere denuncia e quindi perdonare il Sig. Tartaglia, in questo modo guadagnerebbe dei consensi in più.

Ma se nel caso il nostro Premier volesse una pena esemplare per questo povero ragazzo, in modo che possa essere da lezione, che i giudici decidessero per la sua liberazione per infermità mentale. In tal caso il Berlusca definerebbe i giudici, ancora una volta, dei sporchi comunisti.

In ogni modo è molto probabile che Massimo Tartaglia venga rilasciato.

L’avvocato del premier e parlamentare del Pdl Niccolò Ghedini ha detto oggi che valuterà nei prossimi giorni con Silvio Berlusconi se presentare denuncia nei confronti dell’aggressore che ieri ha colpito al volto il presidente del Consiglio.

Via reuters

Per i condannati fino a 4 anni possono lavorare invece di stare in carcere

Wednesday, November 19th, 2008

Due anni fa quando al governo c’era la sinistra di Prodi, l’allora ministro della giustizia, Clemente Mastella, aveva creato una proposta di legge che riguardava coloro che sono stati condannati fino a 4 anni ma che sono incensurati e si poteva metterli alla prova mandandoli a lavorare in ruoli socialmente utili.
Questa possibilità permetterà di “salvare” la fedina penale rendendola immacolata, però questa legge riguarderà coloro abbiano commesso un reato di piccola entità come il furto, danni a cose, evasione fiscale etc., prima di questa legge era stata fatta una sperimentazione dal 1999 al 2004 che ha generato buoni risultati, in ogni modo questo serve solo per non aumentare il già cospicuo numero di detenuti nelle carceri italiane.

Io non sono d’accordo con questa legge perchè uno che commette un reato punibile fino a 4 anni di prigione per me è un criminale, semmai poteva andare bene solo per pene fino ad 1 anno, così si rischia di far aumentare i ladruncoli di città che danneggiano i cittadini italiani.

Potrà essere estinto il reato commesso da chi è incensurato. A patto che non sia punito con una pena superiore a quattro anni. Servirà un congruo periodo di «messa alla prova» e poi il delitto potrà essere cancellato e la fedina penale resterà immacolata.

Via ilsole24ore

Pietro Maso in semilibertà, secondo voi è giusto?

Wednesday, October 15th, 2008

Mi ricordo benissimo della vicenda di Pietro Maso quando aveva 19 anni, nel 1991, insieme ai suoi 3 amici uccise i genitori a Montecchia di Crosara in provincia di Verona, con il solo scopo di impossessarsi dell’eredità in modo da potersi comprare la Lancia Delta integrale che all’epoca costava ben 60 milioni di lire.

Il motivo del perchè questa vicenda abbia suscitato tanto clamore 17 anni fa e ancora adesso lo ricordano, è dovuto alle modalità del delitto, infatti Pietro Maso uccise la mamma e il papà a suon di sprangate e quando lo arrestarono, durante il processo era vestito bene senza alcun pentimento e quando lo condannarono a 30 anni di prigione lui fece un sorriso beffardo.

Adesso a 17 anni di distanza si dice che lui si sia pentito di quello che ha fatto ma a prescindere dal pentimento e dalla buona condotta, doveva scontare tutta la condanna in carcere vista la modalità del suo assassinio.

Mi viene da pensare che chiunque potrebbe uccidere per poi uscire nel giro di poch anni, tanto l’ergastolo non lo sconta nessuno! Ma è questa la giustizia?

Massacrò i genitori per impossessarsi dell’eredità. Oggi, a distanza di 17 anni, il Tribunale di sorveglianza di Milano ha concesso a Pietro Maso il regime di semilibertà.

Via lastampa