Da quest’anno, viene introdotta, a livello sperimentale, l’imposta municipale propria IMP, che verrà applicata in tutti i Comuni Italiani fino al 2014; dal 2015 entrerà a regime, diventando la vera e propria Imposta municipale unica IMU. Qui di seguito le istruzioni su come calcolare l’Imposta Muncipale Unica:
Il presupposto dell’imposizione è il possesso di immobili, così come definiti dall’art. 2 del D.Lgs. n.504/92, compresa l’abitazione principale e le sue pertinenze. La base imponibile dell’imposta è costituita dal valore catastale rivalutato in base alle categorie catastali.
Il valore dei fabbricati è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 5%, i seguenti moltiplicatori:
Per quanto riguarda il valore dei terreni, questo è costituito da quello ottenuto applicando al reddito dominicale risultante in catasto al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25%, un moltiplicatore pari a 130. Per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali il moltiplicatore è pari a 110.
Dopo aver calcolato il valore bisogna moltipicarlo alle tipologia di aliquote, qui elencate:
Le agevolazioni sono ben poche e riguardano tutti i cittadini italiani possessori di immobili adibiti ad abitazione principale, dove possono essere detratti € 200. Tale detrazione può essere maggiorata di € 50 per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente. L’importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base, non può superare l’importo massimo di € 400.
Per quanto concerne le modalità di versamento IMU, il primo versamento dovrà avvenire entro il 18 giugno 2012.
Si continua a parlare di crisi economica, fine della crisi, inizio della ripresa. Ma sarà veramente vero? Il settore immobiliare, come chiunque può testimoniare, è uno dei settori che negli ultimi due anni ha risentito maggiormente della situazione finanziaria. Il mercato si è arrestato e la tendenza popolare all’indebitamento è stata assaltata dalla paura e da una condizione peggiore: l’impossibilità di onorare le rate.
Dall’ISTAT arriva invece una ventata di buone nuove, o almeno così parlano i numeri, come riportato da Il Corriere:
In Italia nel primo trimestre del 2010 le compravendite di unità immobiliari sono aumentate del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. [...] nel primo trimestre 2010 le compravendite di immobili a uso residenziale crescono del 3% [...] le compravendite totali di unità immobiliari aumentano in maggior misura nel Nord-est (+3,7%), il Centro e il Sud appaiono sostanzialmente in linea con il dato nazionale (rispettivamente +2,7% e +2,6%), mentre nel Nord-ovest e nelle Isole si hanno aumenti più contenuti (rispettivamente +1,5% e +1,1%). [...] in Italia nei primi tre mesi del 2010: +13,7% rispetto allo stesso periodo del 2009
Incrociamo quindi le dita e soprattutto speriamo che la situazione di crisi politica Berlusco-Bosso-Finiana termini quanto prima a tarallucci e vino riportando la stabilità anche sul piano governativo.

La crisi dei Mutui Subprime, la cosiddetta bolla immobiliare, si manifesta nei diversi paesi con un’intensità differente e con problematiche differenti.
Qualche dato indicativo:
Negli USA i prezzi delle case scendono del 10% all’anno. In Spagna le compravendite crollano di circa il 30%. In Italia i listini segnalano un contenuto rallentamento della crescita delle quotazioni immobiliari – dal +6% del 2006 al +5% del 2007 – ma le compravendite scendono del 10% e i tempi medi di vendita di un immobile salgono intorno ai 5 mesi.
Im ercato immobiliare, quindi, dopo anni di continua crescita tende a decrescere, anche lentamente, l’Italia rimane uno dei pochi casi di crescita (ma in calo). Se ricordate ne avevamo parlato tempo addietro, rigurado all’andamento dei prezzi delle case nel 2007, in quel caso dicemmo che la situazione era in decrescita in tutta Italia tranne che a Roma e Milano. I dati odierni confermano la tendenza del 2007, Roma e Milano trainano il mercato immobiliare italiano, ma si prevede, a breve, una brusca frenata anche in queste due città.
Per chi ha investito sulle case non dovrebbero esserci grosse problematiche, anche perchè era prevedibile che la crescita non sarebbe potuta essere continua e infinita, il mercato attuale in stallo comporterà una flessione nel breve medio termine dei ricavi, ma è prevedibile una ripartenza del mercato nel lungo periodo.