L’attuale situazione economica sta mettendo in crisi molte famiglie italiane e ci sono anche delle coppie che non possono fare figli perchè non sono in grado di supportare economicamente una persona e in più si fa sempre più fatica a trovare lavoro sopratutto se si è precari.
Il tutto per un piccolo comune è deleterio in quanto le probabilità che possano diventare delle città fantasma sono molto alte, pochi nascituri e troppi anziani fanno si che i comuni con scarsa popolazione si estingueranno, diffatti Legambiente ha diffuso un rapporto dove dice che per i prossimi 20 anni almeno 1650 comuni tenderanno a scomparire mentre aumenteranno i comuni disagiati cioè con popolazione compresa tra i 10/100 abitanti.
A parte che ci sono gli immigrati a fare numero, non basta però a tenerli in vita e le regioni con il maggior numero di comuni che tenderanno a sparire sono Molise, Basilicata e Calabria tutte con percentuali superiori al 80%
Purtroppo non c’è la soluzione per arginare questo problema anzi andrà sempre peggio, alla fine ci saranno solo città da 500.000 abitanti in su e nessun piccolo comune.
Il numero di quelli «disagiati», più poveri, con poche opportunità di lavoro e con scarsa popolazione, da alcuni anni continua a crescere e si prevede che entro il 2016 raddoppierà rispetto al 1996. Ed entro questo ventennio 1650 comuni sono addirittura destinati a scomparire diventando delle vere e proprie «ghost town», città fantasma.
Via iltempo
Oggi il Ministro dell’Interno Maroni, intervistato da Radio24, ha affermato che il Governo non ci pensa neanche
ad abolire le province le quali, anzi sono utilissime e bisognerebbe ampliarne i poteri ed aumentarne gli stanziamenti.
Come esempio, il nostro, ha portato il paesino nel varesotto nel quale abita e che, avendo 1000 abitanti, senza provincia, per rifare una strada, dovrebbe rivolgersi alla regione che è troppo distante.
Ora io mi chiedo: ma davvero, per fare le strade di un paesino di mille abitanti, (a proposito, è indispensabile che quel paesino sia un comune con sindaco, assessori, giunta e quant’altro?) è necessaria la presenza di persone elette dai cittadini? Non sarebbe sufficiente un’agenzia con un amministratore, qualche impiegato e dei tecnici?
Ma davvero è fondamentale il presidente della provincia per rifare le strade? Sono indispensabili i messi provinciali, i vigili provinciali gli impiegati i portaborse ecc. ecc.
Dimenticavo l’importantissima delega alla formazione professionale e quella rivolta alle strutture scolastiche, in mano alla provincia.
Questi compiti, non possono essere trasmessi ai comuni che, fra le altre cose gia si occupano della scolarità infantile e, per inciso, con ottimi risultati dalle mie parti, (Emilia).
Ma chi vogliono prendere in giro.
Come si fa ad affermare, (testuale del Ministro), che in Italia ci sono 8.000 comuni il 90% dei quali ha meno di 5.000 abitanti non avendo il minimo dubbio che tutti siano assolutamente vitali, (compresi quelli, esistenti, di 30/50 abitanti).
Poi ci vengono a dire che non ci sono soldi!
Il sole 24 ore, in un reportage di alcuni mesi fa, aveva calcolato che, l’abolizione delle province, porterebbe ad un risparmio di oltre 10 miliardi di euro…mettiamo pure se ne spendano la metà in agenzie che coprano alcune delle competenze provinciali che non possono essere date ai comuni: vi sembran pochi?
Comunque la cosa peggiore è che probabilmente, di tutto questo, non ce ne può fregare di meno.
Nico Cereghini è il mammasantissima del giornalismo motoristico italiano o almeno così lo definiscono su Riders. Personalmente lo vedo come una persona matura, schietta, senza peli sulla lingua e con una capacità di trasferire l’emotività quando scrive.
Proprio come nel suo ultimo articolo “Monza, 8 luglio 1973″ (e parte 2). Racconta la storia di un tragico quanto storico incidente. Incisa nella sua memoria e nella sua anima. Quasi il tempo si fosse fermato.
Il suo racconto, e alcuni episodi della mia vita, mi hanno spinto a scrivere un commento. Un commento pesante, lungo, che sicuramente infastidirà molti. Questo un breve passo:
Perchè dal terrazzo di casa mia odo continuamente moto che fanno “i gareji”, diciamo noi in Veneto, per le strade pubbliche. Fanno le gare in tangenziale. 10-12 mila giri, si odono tutti. Flotte di 3-4 motociclisti, bardati fino al collo, che si impossessano delle strade.
Ho io il super udito oppure a qualcuno non gliene frega nulla di sangue per le strade? O ritengono più redditizio controllare che sul limite 70, nessuno osi andare a 80?
Perchè? E’ necessario tutto ciò? E’ necessario continuare a piangere morti. Morti di chi spesso cerca la follia lungo le strade pubbilche o di chi magari era solo nel posto sbagliato al momento sbagliato? Sono proprio necessari in una moto “civile” 180 cavalli? O ogni cavallo in più è una possibilità in più perchè si perde il controllo del mezzo e della ragione?
Sono proprio necessari 150 cavalli per sentirsi un uomo migliore (migliore di chi???), o forse per sentirsi un po’ più pilota. Ma soprattutto (e questo secondo me è gravisso) perchè tutti piangono e nessuno ferma questa continua agonia che miete dolore ogni weekend? Perchè invece di controllare i 5km/h in più con autovelox nascosti, che fanno straboccare le casse comunali, non si pattugliano per un paio di week end le notissime strade della follia su due ruote, o anche solo le banali tangenziali? Non ci vuole molto, bastano 2 orecchie: a 12-13 mila giri le moto fanno un gran bordello, anche perchè quelli che vanno forte non sono mai originali.
Magari con i soldi risparmiati dei funerali, potremo avere delle agevolazioni per gli ingressi in pista. Dove la velocità e il rischio sono sotto controllo, o almeno un po’ di più. E lasciare sulle strade italiani i “mezzi di trasporto” in quanto tali. Magari con un po’ di prevenzione, quella vera, in più potremo sentire meno mamme piangere. E il pianto di una mamma e la peggior cosa si possa udire.
foto di acetosella
Oramai l’assurdo sta inoltrandosi nella nostra vita senza tregua. Non bastano più telecamere in ogni punto della città, nè tanto meno postazioni nascoste dei vigili stile CIA. Non bastano neppure più gli autovelox in strade sperdute, dove il limiti di velocità è assolutamente segreto, e ci si inserisce nella strada da una via laterale o va via ai cinquantallora oppure è fregato.
Ora è il momento delle biciclette, l’unico mezzo realmente sano comodo e veloce. A Verona…
inflitta a un ciclista che parlava al telefono mentre pedalava nel centro storico della città. Secondo il comando dei vigili urbani Nicola Abati, 23 anni, avrebbe trasgredito l’articolo 173 del Codice della strada perché la bicicletta è un veicolo come un altro, e per ragioni di sicurezza entrambe le mani vanno tenute sul manubrio. (via repubblica)
Ricorso chiaramente richiesto immediatamente dal ciclista, ma beffa assolutamente non passata inosservata. Ora vogliono fare passare le biciclette al pari di moto e motorini, e addirittura vogliono proibire di andare in bicicletta con il lettore mp3. Ma come siamo messi? Ricordo ancora da ragazzino che i vigili mi hanno fermato un paio di volte perchè portavo un’amichetta sul tubo…
Secondo me oramai siamo a livelli ridicoli. Vogliono giustificare tutto con la sicurezza, per poi arricchire le casse dei Comuni.
foto di Amodiovalerio Verde