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La febbre suina porterà un calo dei prezzi della carne di maiale

Tuesday, April 28th, 2009

carne_maialieDopo la mucca pazza che aveva fatto calare i consumi e i prezzi della carne e in particolare modo della fiorentina, poi l’influenza aviaria che aveva portato i prezzi del pollo a 0,50 centesimi l’uno, adesso con la febbre suina troveremo nei supermercati della carne di maiale, insaccari di vario genere, prosciutti, etc a basso prezzo con il vantaggio del consumatore italiano, in quanto i rischi in Italia sono mimini vista la sicurezza degli allevamenti nostrani, anche se certi medici asseriscono che il virus non viene trasmesso mangiando carne di maiale quindi la paura sarebbe fuori luogo, ma i morti in messico fanno paura a chiunque generando di fatto una psicosi collettiva.

Io sono tranquilissimo, mi basta andare in un agriturismo certificato per mangiare sano e bene senza alcuna paura e continuerò a comprare il salame e il prosciutto perchè so che in Italia la sicurezza alimentare è al primo posto, ma come consumatore sono contento che i prezzi tenderanno a scendere a mio vantaggio!

Le notizie che si susseguono sull’influenza suina rischiano di provocare una psicosi collettiva che, oltre ad avere conseguenze sui consumi, puo’ innescare pericolose speculazioni da parte di chi vuole sfruttare l’allarme, peraltro infondato, per compiere veri atti di sciacallaggio commerciale.

Via asca

Arriva la spremuta finta…E chi se ne frega?!

Tuesday, March 31st, 2009

L’Italia, facendo sua una direttiva dell’Unione Europea, ha accettato che, da ora in poi, i succhi di arancia possano non contenere neanche l’ombra di un arancio.

 

Apriti cielo: qualcuno ha già calcolato che andranno al macero 270 quintali di aranci, i nostri figli, già a rischio obesità, grazie a questa disgraziata iniziativa, diventeranno ancora più ciccioni, si perderanno posti di lavoro e la nostra salute rischia grosso.

Insomma un nuovo armageddon…

 

Qualcuno a pensato di avvisare lor signori che essendo cittadini liberi di scegliere, per fortuna, possiamo benissimo prenderci la briga di leggere l’etichetta e decidere di prendere i succhi al 100%?

Qualcuno ha pensato che l’unica differenza fra ieri e oggi è un misero 12% di frutta che era obbligatoria?

Per concludere: le aziende faranno ciò che credono meglio per loro ma noi consumatori, dotati, a qualcuno pare strano, di intelletto, potremo scegliere ciò che più ci aggrada.

Non ci sono soldi, ecco la tassa sulla pioggia

Monday, September 29th, 2008

Sembra di essere tornati al tempi del medioevo dove c’èrano tasse di qualsiasi tipo anche per fare i propri bisogni, adesso che siamo in piena crisi e i comuni senza l’ici, devono inventarsi delle tasse per rimpolpare le casse del comune, come nel caso del comune di Ravenna dove l’ente pubblico territoriale, ATO, ha deciso di creare un balzello sull’acqua piovana in quanto i costi per lo smaltimento delle acque piovane, devono essere compresi nella tariffa del servizio idrico, insomma una vera tassa sulla pioggia e se più piove, più salata sarà la tassa.

Ovviamente è soppraggiunto l’unione consumatori per protestare contro questa tassa assurda che non ha senso, in quanto i costi di questo tipo possono essere recuperati sulla fiscalità generale e non tamite tassa, è come se l’energia elettrica dei lampioni la pagassero i cittadini tramite bolletta, il che è fuori luogo.

In ogni modo spero che questa tassa sulla pioggia venga eliminata altrimenti tutti i comuni d’Italia seguiranno questo esempio e noi cittadini siamo già stufi di pagare balzelli e in più con questa crisi economica facciamo già fatica a vivere fino a fine mese.

Con la bolletta. Un temporale, in media, incide quasi per il tre per cento sulla tariffa dell’acqua potabile stabilita per ogni utente. La pioggia si paga non solo a Ravenna, ma anche in tutti i comuni della provincia. E non si tratta di uno scherzo.

Via repubblica

Fastweb diventerà anche operatore di telefonia mobile

Tuesday, September 2nd, 2008

L’operatore telefonico specializzato nella fornitura di servizi ADSL, la Fastweb, ha deciso di riprovarci ad entrare nel mercato della telefonia mobile in modo da poter dare un servizio ai propri clienti e per farlo ha deciso di affiliarsi con l’operatore H3G.
Dua anni ci aveva provato con Vodafone e nacquero delle proposte commerciali per le imprese dove si poteva chiamare chiunque, fisso o mobile, e navigare a 20 megabit al secondo, purtroppo questa intesa è durata poco in quanto la Vodafone aveva comprato Tele2 in modo da operare in prima persona sul mercato della telefonia fissa.

L’obiettivo di Fastweb è quello di espandersi e quindi offrire più servizi per i propri clienti, offrendo a loro non solo la navigazione internet ma anche il cellulare e la navigazione mobile.

Attualmente la Fastweb ha presentato le seguenti offerte per la telefoni mobile che sono:

«Parlamobile», profilo base: 300 minuti di conversazione a 25 euro al mese verso qualsiasi numero. «Navigamobile» per navigaer in internet senza fili senza limiti di tempo a 19,90 euro e «FamigliaOvunque», che comprende tutte le chiamate da e verso il telefono di casa se è Fastweb (al prezzo di 5,90 euro al mese).

Questa operazione permetterà a noi consumatori di valutare al meglio le varie proposte, nella speranza che sparisca il famoso “cartello” tra le grosse compagnie di telefonia mobile e quindi scegliere quella più conveniente.

Via ilsole24ore

Il prezzo della carne è alle stelle…almeno per i consumatori

Tuesday, August 5th, 2008

I prezzi dei beni di prima necessità, specie negli ultimi mesi, hanno visto aumentare i prezzi, solitamente, con percentuali a due cifre.

La carne: bianca o rossa, poco importa, non è stata scevra da questi aumenti e persino Mr Prezzi, il nostro utilissimo guardiano senza arte ne parte, dalla parte dei consumatori, (mi si scuserà il gioco di parole), è arrivato a lamentarsi di aumenti eccessivi.

Poi succede casualmente di sentire una trasmissione radiofonica, (il gastronauta), nella quale il conduttore intervista più di un produttore di carne, fra i quali il mitico Dario Cecchini e tutti gli intervistati, sorprendendo conduttore ed intervenuti vari, affermano essere il prezzo della carne, al produttore, ferma da una quindicina d’anni.

Aumentando il disagio per questa notizia che sembra una vera presa in giro per il consumatore medio, si scopre che anche il pezzo del latte, alla fonte non è cambiato quasi per nulla e, un produttore dimostra questa affermazione leggendo una fattura del 1996 nella quale un litro di latte gli veniva pagato 650 lire: oggi per lo stesso litro di latte il prezzo, alla produzione è di 0,32 €.

Qualcuno non ci starà guadagnando un po’ troppo?

Meditate gente, meditate

Maggiore libertà minore spesa?

Thursday, June 19th, 2008

Nonostante l’attenzione sia, in questo momento, focalizzata sui problemi giudiziari del premier e sulle sue photo by caffedemocratico.itdiscutibili scelte che presupporrebbero, almeno, una spiegazione articolata nei confronti dei cittadini sempre citati quali punto di riferimento; buone notizie vengono dal fronte liberalizzazioni, infatti pare verrà inserito nel D.L. all’attenzione del Consiglio dei Ministri, (fonte Il Sole 24 ore),  l’articolo sulle liberalizzazioni dei servizi locali, (quelli ai quali paghiamo, nel 70% dei casi e solo per citare un esempio: acqua luce e gas).

In pratica, fino ad oggi succedeva che, nella maggior parte dei casi le aziende municipalizzate affidavano a loro stesse, (in house) oppure a loro consociate, servizi dei quali, spesso arrivavano ad avere il monopolio facendo pagare ai cittadini, prezzi maggiorati rispetto ad uno stesso servizio reso ai cittadini del resto d’Europa.

Dal 30/06/2009, scatterà il divieto assoluto, per le società che hanno acquisito gestioni senza gara, di avere altre gestioni oltre a quella principale; dal 01/12/2010, cesseranno gli appalti in house e, per finire, dal 01/01/2011, scatterà il divieto di acquisizione di ulteriori affidamenti anche per i titolari di gestione di reti pubbliche: in pratica la liberalizzazione dei servizi locali.

Certamente, come è successo per un’analoga proposta del ministro del Governo Prodi: Lanzillotta, dimenticata in un cassetto per evitare le ire dei contrari bipartisan, fino al giorno in cui la legge non vedrà la luce, bisognerà stare sul chi vive ma la proposta pare interessante ed innovativa, oltre che utile per i consumatori.

Pensioni? Si ma pensioni integrative!

Thursday, April 10th, 2008

Prendiamo spunto da questo articolo apparso ieri su blogonjob, si parla sempre di pensioni soprattuto quando si è vicini alle elezioni politiche che staimo seguendo con tanta ansia.

L’italiano inteso come lavoratore, sia esso precario o a tempo indeterminato o magari padre di 4 figli oppure felicemente single, è ormai disilluso sulla propria pensione, si trova di fronte a pensioni sempre più lontane nel tempo e difficilmente sono pensioni che riportano una cifra decente.

Una delle soluzioni migliori, e di immediata realizzazione per chi può permetterselo ovviamente, è la stipula di una pensione integrativa sotto forma di assicurazione sulla vita.
Questo tipo di accumulo di denaro permette di versare mensilmente una piccola quota di denaro in modo da aumentare, negli anni, il capitale di investimento. Alla fine del contratto, ci verrà corrisposto l’intero capitale versato più la percentuale di guadagno accumulata nell’intero periodo.

L’assicurazione sulla vita si distingue in tre diverse polizze:
• assicurazione per il caso di morte
• assicurazione per il caso di vita
• assicurazione mista tra le prime due

I contratti sulle pensioni vita sono molto simili tra loro ma comunque mai uguali e sul mercato è possibile trovarne davvero tanti.
Le differenze possono interessare: i rendimenti, i periodi dell’anno in cui versare la quota (mensilmente, trimestralmente, annualmente), il denaro trattenuto in caso di recesso anticipato del contratto, clausole particolari riguardo il caso di morte (molte polizze trattengono una grande fetta del capitale) , ecc.

Il Centro Tutela Consumatori Utenti Alto Adige ha pubblicato un’ottima guida scaricabile qui consigliamo a tutti di leggere attentamente, putroppo questo argomento è sempre molto delicato e muoversi nella bolgia delle agenzie assicurative è veramente difficile.

Carburanti: benzina raggiunge 1,40 Euro

Wednesday, April 9th, 2008

I carburanti non accennano a diminuire, benzina e gasolioaumentano ancora toccando quota 1,398 per la verde e 1,367 per il diesel.

Dopo i rialzi decisi ieri dall’Agip, anche le altre compagnie hanno rivisto al rialzo i listini dei prezzi consigliati ai gestori. La verde si porta così, per tutti i marchi, a ridosso di 1,40 euro al litro, mentre il diesel sfiora quota 1,37 euro, a tre centesimi dalla benzina.

Tutto ciò nonostante il taglio di 2 centesimi al litro effettuato dal governo sulle accise che al momento gravano sul prezzo della benzina e del gasolio.

La notizia passata relativamente in sordina, crea però disappunto in particolare fra le associazioni dei consumatori, riporto integralmente quanto detto a tale proposito da Carlo Rienzi (presidente di Codacons):

“Con la benzina e il gasolio a questi livelli si profila una stangata di circa 510 euro annui a famiglia: 150 euro annui in più solo per il pieno alla propria auto, a cui si aggiungono, sempre su base annua, 140 per il riscaldamento domestico, 80 per il gas, 40 per la luce, e 100 per rincari generalizzati nel settore alimentare”.

Rienzi fa riferimento anche ad altri aumenti, molti dei quali derivano direttamente dall’aumento dei prezzi dei carburanti, ricordiamo infatti che il sistema Italia è quasi totalmente basato sul petrolio. Sarebbe ora di cambiare no?

Gruppi d’acquisto: l’unione fa la forza

Tuesday, April 8th, 2008

Cosa sono i gruppi d’acquisto?
I gruppi di acquisto sono formati da consumatori, in questo caso famiglie, che decidono di unirsi per acquistare all’ingrosso i prodotti alimentari, o le l’energia, per poi redistribuirli all’interno del gruppo.

Perchè creare un gruppo d’acquisto?
Le motivazioni che spingono a creare un gruppo d’acquisto sono la maggior parte delle volte economiche, dal momento che acquistare direttamente dai produttori, anziché nei supermercati, significa risparmiare sui prezzi dei prodotti. In alcuni casi, però, la motivazione può essere ascritta a ragioni etiche, con la preferenza che si riserva ad articoli ottenuti nel rispetto dell’uomo e della natura (in questo caso si parla di gruppi d’acquisto solidali).

Oggi spiego brevemente, prendendo spunto da un’articolo apparso sulla Stampa, i vantaggi e gli svantaggi della creazione di gruppi d’acquisto condominiali per la spesa e per l’energia.

Cominciamo dalla spesa:
Le famiglie che decidono di prendere parte a questi gruppi d’acquisto hanno come obiettivo primario il risparmio sulla spesa. Per ottenere uno sconto si preferiscono canali d’acquisto primari, quindi senza intermediari, ad esempio contattando direttamente i produttori agricoli. In questo modo si bypassano tutta una serie di costi, detti di intermediazione, che gravano come un macigno sul prezzo pagato dal consumatore finale.
Si crea un comitato di persone con un rappresentante che settimanalmente si occupa di creare una lista dei beni necessari alle famiglie e di reperire i soldi. Fatto ciò si reca dal venditore e compra all’ingrosso i beni precedentemente richiesti.

Vantaggi

  • Prezzi più economici della merce (senza rincaro) in quanto si compra direttamente dal produttore.
  • Risparmio sulla spesa: comprare in grosse quantità permette di accedere a sconti e promozioni.
  • Risparmio di tempo e di carburante per fare la spesa

Svantaggi

  • Si acquista senza vedere direttamente la merce
  • Delega dell’acquisto

Passiamo ora alle bollette:
Con la liberalizzazione dell’energia, da luglio scorso, è possibile cambiare fornitore e quindi sottoscrivere un contratto diverso rispetto al precedente. Se più persone si uniscono, è possibile acquisire forza contrattuale e ottenere condizioni più vantaggiose che magari non sarebbero concesse se richieste da singolo utente.

Esempio per il gasolio:

Mentre una fornitura di 2.000 litri di gasolio costa 1,06 €/l, acquistandone una quantità maggiore, ad esempio 10.000 litri, il prezzo scende a 1,03 €/l. In questo modo si saranno risparmiati 270 € in tutto. Se poi si raddoppia il quantitativo ordinato a 20.000 litri, il costo diminuisce ulteriormente e arriva a 1,02 €/l, con un risparmio complessivo di 740 €

Detrazione per mutui valide anche se è avvenuta l’estinzione anticipata

Friday, June 15th, 2007

L’estinzione anticipata del debito relativo a finanziamenti a medio-lungo termine, anche prima di 18 mesi dalla stipula e anche se prevista espressamente come clausola nel contratto, non preclude la possibilità di godere del regime fiscale agevolato.

Il chiarimento arriva con la Circolare n. 6/2007 emanata congiuntamente dall’Agenzia del Territorio e dall’Agenzia delle Entrate, che tiene conto anche della recente normativa in tema di tutela dei consumatori per quanto riguarda l’estinzione anticipata senza penali e la portabilità del mutuo

Via Business On Line