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Conti Dormienti, cosa fare?

Saturday, December 13th, 2008

Ad agosto 2007 è entrato in vigore il Regolamento di attuazione della Finanziaria 2006 in materia di depositi dormienti, che ha reso obbligatoria una campagna di informazione per il risveglio dei conti, prescrivendo l’obbligo per gli intermediari di dare avviso ai titolari dei conti inattivi delle giacenze, prima che queste vengano introdotte, se non reclamate, in un fondo gestito dal Tesoro destinato prevalentemente a risarcire coloro che sono rimasti vittime di crack finanziari (Parmalat, Bond Argentini e in ultimo Alitalia).

Rientrano in questa categoria tutti quei rapporti contrattuali (conti correnti, fondi comuni, certificati di deposito, azioni e obbligazioni) di importo superiore a 100 euro, per i quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione da parte del titolare, o di un suo delegato, negli ultimi dieci anni.

Cosa fare?
Andate sul sito del Ministero delle finanze a questa pagina e cercate inserendo nome e cognome se voi o qualche parente siete titolari di un conto considerato dormiente. Mi raccomando fate più prove poichè può essere che il sistema riconosca male le keyword inserite.

Una volta fatto ciò, se risultate titolari di un conto o un deposito dormiente, basta fare un’operazione sul conto, ma consigliamo comunque di recarsi presso la vostra Banca o Posta e chiedere informazioni.

Paura in Borsa, l’Europa apre in rosso

Friday, November 2nd, 2007

Apertura in calo per Piazza Affari.L’indice Mibtel ha iniziato le contrattazioni in ribasso dello 0,65% a 30.794 punti, lo S&P/Mib segna un calo dello 0,66% a 39.451 punti mentre l’All Stars arretra dello 0,35% a 16.854 punti. Inizio di seduta in discesa per la borsa di Madrid con l’indice Ibex che cede lo 0,36%.Borsa di Londra in ribasso in apertura. Nei primi scambi l’indice Ftse-100 dei principali titoli cede lo 0,85% a 6530,00 punti. Apertura in flessione oggi alla borsa di Francoforte, con l’ indice Dax in calo dello 0,43%,a quota 7,846,91 punti. Inizio di seduta in calo per la borsa di Parigi con l’indice Cac 40 che perde lo 0,75%.Chiusura pesante per la Borsa di Tokyo, intimorita dallo scivolone accusato nella notte da Wall Street. Il report di Cibc World Market che ipotizza tagli delle cedole per Citigroup ha creato un vero e proprio scompiglio sui mercati finanziari.

MILANO - Il «giovedì nero» delle Borse non ha portato via la paura: i listini
in Europa tremano ancora e hanno aperto anche l’ultima seduta della settimana
con il segno meno. Partenza in calo per Piazza Affari con lo S&P/Mib che cede lo 0,69%. In rosso anche Parigi, -0,79%, Francoforte -0,87% e Londra -0,35% che scontano tutte lo scivolone accusato giovedì da Wall Street. A Milano ancora sotto pressione il comparto finanziario con Unicredito che prosegue il calo (-1,23%) seguito da Mediobanca (-0,87%), Intesa Sanpaolo (-0,87%), Montepaschi (-1,34%) e Banca Popolare di Milano (-1,16%).

WALL STREET - A New York all’indomani dell’annuncio della Fed di abbassare i tassi di 25 punti base, il Dow Jones ha accusato giovedì sera la quarta peggiore performance dell’anno, con un ribasso del 2,6%, mentre il Nasdaq ha perso il 2,25% e l’S&P 500 il 2,64%. Male le banche, sulla scia dei timori legati a Citigroup. Ma anche un colosso petrolifero come Exxon Mobil ha perso il 3,8% dopo l’annuncio di un utile netto trimestrale in calo del 10%.

ASIA - Forte ribasso generalizzato per i mercati azionari di Asia e Australia. Chiusura
pesante per la Borsa di Tokyo, trascinata dallo scivolone di Wall Street e dal «giovedì nero». Il report di Cibc World Market che ipotizza tagli delle cedole per Citigroup ha creato scompiglio sui mercati finanziari. L’indice Nikkei ha chiuso con una flessione del 2,09% (a 16.517,48 punti). Durante la seduta il calo ha toccato anche il -2,94%. La Borsa di Hong Kong ha perso quasi il 3 per cento (-2,7% al termine della mattinata), Sydney cede quasi il 2 per
cento. Anche in India, Cina, Singapore e Malaysia le Borse hanno registrato
forti perdite.

Via Corriere

Boom di home banking ma costano ancora troppo

Thursday, July 26th, 2007

Con l’avvento dei conti correnti on line, di home banking e di trading on line, il canale internet ha ridotto i costi di struttura delle banche, questo dovrebbe aver fatto abbassare i costi di conti correnti, ma ancora una volta in italia i costi sono tra i più alti d’europa.

Lo rivela Anna Ponziani, responsabile Ufficio Studi KPMG Advisory e curatrice del rapporto “In una fase caratterizzata da operazioni di concentrazione e d’internazionalizzazione del sistema bancario italiano sara’ interessante capire quali leve saranno utilizzate dalle banche per aumentare la penetrazione della finanza on line nel nostro Paese, nella consapevolezza che questo canale permette di ridurre sensibilmente la loro struttura di costo”.

Molti tra noi hanno uno o due conti correnti, se non di più, coi quali si collegano periodicamente da casa o dall’ufficio, con conseguente calo delle operazioni allo sportello.
Chi fa trading e chi fa semplici bonifici, il tutto senza il classico bancaio davanti.
Grazie a questo, il canone annuo è sceso da 42 a circa 31 euro l’anno in media per conto.

E pensare che in Olanda è addirittura gratis avere un conto corrente!

Lo studio fornisce anche delle stime in merito ai risultati ottenuti dall’e-Banking nella riduzione dell’operativita’ allo sportello: con il progressivo utilizzo del canale internet l’operativita’ allo sportello tradizionale per quanto concerne bonifici e altri pagamenti si e’ ridotta del 30%; ancora piu’ rilevante l’impatto nella compravendita di titoli, in cui il coinvolgimento dello sportello e’ diminuito del 40%. Secondo il rapporto, infine, i primi cinque gruppi bancari italiani (BancoPosta, Capitalia, Intesa, SanPaolo e Unicredit) detengono quasi il 60% delle quote di mercato dell’e-Banking nel nostro Paese. (AGI)

Via Carte oggi

L’Abi promette: costi chiari e confrontabili

Monday, July 23rd, 2007

L’ABI promette più trasparenza per l’utenza delle banche.
Per chi vede l’estratto conto e nemmeno lo legge perchè nulla ci capisce, ora viene aiutato dall’ABI che con un documenti rivolto agli istituti di credito richiede più trasparenza, un estratto conto comprensibile, dati di costo confrontabili.

Ecco i punti essenziali del documento
- L’estratto conto facile e confrontabile
- Entro l’anno trasferimento automatico delle bollette
- Prezzi chiari per i prelievi bancomat
- In futuro consulenza a tutto tondo

A un anno dall’entrata in vigore della legge Bersani che ha abolito i costi di chiusura dei conti correnti, l’Associazione bancaria lancia ufficialmente una campagna per rendere più trasparente e semplice il rapporto con i clienti, compresi quelli che vogliono cambiare banca. Il progetto, dal titolo “Autoregolamentazione concertata”, prevede tre interventi a breve: l’arrivo dell’Indice sintetico di costo del conto corrente, il trasferimento automatico delle bollette e i Bancomat dal costo trasparente. Più in là anche la consulenza finanziaria a tutto tondo, basata però “sugli interessi del cliente”. Ci sono voluti un legge in vigore da un anno, e diversi autorevoli richiami – dal governatore Draghi, al presidente della Consob, allo stesso ministro del Tesoro - ma ora, finalmente, pare che le banche abbiano capito.

Via Economia - La Repubblica