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Conti correnti e mutui: come cambiare

Sunday, January 8th, 2012

Spesso come condizione per l’accettazione del mutuo per la casa viene richiesta l’apertura di un conto corrente presso la stessa banca. Se è vero che in alcuni casi si tratta di un’imposizione, è vero anche che per il cliente è possibile sfruttare questa condizione a suo vantaggio. Di solito infatti sono previsti benefici economici, cioè rate più basse, per chi sceglie l’accoppiata conto e mutuo nella stessa banca. Ma cosa succede se decidiamo di cambiare?
CAMBIARE IL CONTO CORRENTE E TRASFERIRE IL MUTUO

La cosa più importante da sapere prima di aprire un conto corrente e un mutuo è se il conto corrente deve essere mantenuto aperto per l’intera durata del mutuo. Nella maggior parte dei casi è così. In alcuni casi invece è possibile cambiare il conto corrente e mantenere il mutuo. Oppure, se non si può fare altrimenti, si può scegliere di trasferire entrambi, in tempi piuttosto veloci, grazie a una procedura completamente gratuita. O almeno così prevede la legge, ma non sempre è così semplice.

Mettiamo ad esempio che non siamo più soddisfatti del nostro conto corrente – e del mutuo ad esso collegato – e di conseguenza abbiamo deciso di cambiare banca perché ne abbiamo trovato un’altra che offre un tasso migliore o perchè utilizzando comparatori come conticorrenti.net abbiamo scoperto un conto più conveniente per le nostre esigenze. La richiesta del trasferimento dev’essere presentata alla nuova banca: a loro spetterà il compito di portare avanti la procedura entro i 30 giorni, in modo che il cliente non perda nemmeno un centesimo. Spesso però sono proprio le banche a mettere degli ostacoli o a lasciare a carico del cliente spese non previste.

Il consiglio, come spesso accade in finanza, è dunque di informarsi prima, presso l’agenzia, di quelle che sono le condizioni che legano il mutuo al conto corrente.

Situazione Euribor al 28 Maggio 2010

Thursday, May 27th, 2010

Con la crisi della Grecia che ha fatto crollare i mercati europei e le successive manovre finanziarie dei governi della UE per evitare un ulteriore patatrac ha fatto si che l’euro si indebolisse. Questa crisi finanziaria del 2010 che sta diventando sempre più consistente  doveva “tagliare” i tassi interbancari. Invece è successo quello che tutti temevano: il tasso euribor è salito di 0,02 – 0,03 punti percentuale rispetto a marzo. Pian pianino il tasso sta aumentando, per adesso non c’è motivo di allarmarsi, può anche capitare che la BCE decida di tagliare il tasso per agevolare il percorso del risanamento dei conti UE. Staremo a vedere i prossimi mesi cosa succederà in Europa, se troviamo un’altra Grecia i scenari potrebbero essere devastanti.

Vi allego la situazione euribor dal 19/05/2010 al 27/05/2010:

Draghi sale in cattedra e bacchetta gli alunni capitanati da Prodi

Tuesday, July 17th, 2007

Draghi, governatore della Banca d’Italia: “aumentare gradualmente l’età media effettiva di pensionamento e sviluppare le forme di previdenza complementare”. Punta tutta la sua attenzione sulle pensioni e sulla trattativa in atto tra governo e sindacati.

Cruciale secondo il governatore il controllo della spesa pubblica per sanare l’italia.

Controllo della spesa. Il controllo della dinamica della
spesa pubblica “è cruciale”, spiega Draghi parlando del Dpef. Il documento, osserva, “ribadisce l’importanza del controllo della qualità e della quantità della spesa al fine di conciliare il risanamento dei conti con la riduzione della pressione fiscale, che attualmente si colloca in prossimità dei valori massimi degli ultimi decenni”. In particolare, ha rilevato l’inquilino di via Nazionale, “la pressione fiscale è passata dal 40,6 al 42,3%”. Per raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2011 – ha aggiunto il numero uno d Palazzo Koch – l’incidenza delle spese primarie sul Pil dovrà scendere di tre punti percentuali tra il 2008 e il 2011 con una riduzione media annua delle erogazioni in termini reali pari a circa lo 0,5%, a fronte dell’aumento medio del 2,3% registrato nell’ultimo decennio”. Draghi, poi, indica anche il modello da seguire. “Negli ultimi anni altri paesi europei sono riusciti a ridurre i disavanzi di bilancio agendo sul livello e la composizione delle spese”, afferma, aggiungendo che “in Germania, ad esempio, l’incidenza della spesa primaria sul prodotto è scesa dal 45,5% nel 2003 al 42,9% nel 2006, valore inferiore a quello dell’Italia”.

Infine un occhio di riguardo ai contribuenti onesti: “la linea guida deve essere quella di far pagare le tasse a tutti quelli che le devono pagare per diminuire le aliquote di tutti i contribuenti onesti”.

Un moderato ottimismo da parte di Draghi, un italia che ce la può fare e che deve ripetere il successo degli anni 93-95.

Via Repubblica.it

Uno sguardo ai settori. Dove investire?

Tuesday, July 10th, 2007

“Quali settori sono quelli da privilegiare? Quali quelli da accantonare? “

Una chiara e simpatica analisi dei vari settori dove poter investire nei prossimi mesi, Paolo Sassetti ci guida.
Il settore delle auto (vedi alla voce Fiat) è da seguire con interesse.
Anche i settori Risorse di base e Chimici vanno molto forte.

Il commento a questi grafici fa parte di un servizio di consulenza che svolgo per investitore professionale.
Tale servizio si sostanzia nel valutare la forza relativa dei settori dell’Eurostoxx 600 e di indicare quali settori privilegiare e quali accantonare.
Judo Finanziario contiene un file in Excel che consente di ricreare i grafici qui sotto rappresentati.
I grafici della forza relativa sono ‘fotografati’ al distanza di 15 giorni e consentono di apprezzare l’evoluzione della forza relativa dei settori nel tempo.
I commenti sono quelli che ho effettuato, con le valutazione giuste e gli errori.
Alla fine dell’intervento sono specificate le indicazioni sintetiche su cosa fare

Paolo Sassetti – Analista finanziario indipendente

Via SoldiOnline.it