“Diritti al Lavoro”, lo slogan scelto dalla SLC -Cgil, Fistel - Cisl e Uilcom- Uil promotrici del corteo del 19 settembre, riassume al meglio il senso e lo spirito di questa prima manifestazione nazionale della categoria Call Center che ha visto in piazza centinaria di lavoratici e lavoratori provenienti da tutta Italia.
Stabilizzati e precari, giovani e madri, padri di famiglia, tutti uniti dal bisogno e dalla volontà di rivendicare diritti, garanzie e tutele in un settore per anni reso invisibile e tenuto a distanza da ogni forma di sensibilizzazione e lotta sindacale; un settore cresciuto a dismisura e che oggi vede 24.000 dipendenti stabilizzati e oltre 30.000 lavoratori precari in tutta Italia.
Tra i principali obiettivi della manifestazione - ricorda Luca Alessandrini di Teleperformance- richiedere al Governo l’attuazione delle direttive dell’ex Ministro del Lavoro Damiano - solidale con i manifestanti e presente in piazza - e di tutti gli interventi messi in campo dal Governo Prodi nella direzione della progressiva stabilizzazione dei lavoratori precari nel call center. Senza dimenticare l’indispensabile e continuo lavoro di sensibilizzazione da svolgere, in tale direzione, nei confronti dell’opinione pubblica e dei clienti, cioè dei committenti delle società di Call Center.
Una “carta delle responsabilità aziendali”, ribadisce Luca, permetterebe un monitoraggio più efficace conferendo alle prestazioni degli operatori, soprattutto dei collaboratori occasionali non ancora stabilizzati, una dingità lavorativa e personale ad oggi negate.
Sul palco allestito a Piazza Venezia, nonostante la pioggia incessante, si alternano le testimonianze di lavoratrici, lavoratori e rappresentanti delle tre sigle sindacali.
Sono storie di deregolamentazioni selvaggie e di abusi, racconti di un quotidiano precariato mascherato da flessibilità e politiche aziendali, che rischiano di aggravarsi in seguito all’approvazione del decreto 112, la manovra economica triennale del governo Berlusconi in cui vengono demolite le garanzie per i precari introdotte dal governo Prodi. La riattivazione del Tavolo nazionale sui Call Center presso il Ministero del Lavoro risulta, dunque, un passaggio obbligato per evitare l’affondamento della “flotta” Call Center italiana.

Ieri a Torino è stata aperta la prima conferenza nazionale dei lavoratori dei call center in outsourcing, organizzato dalla Cgil (nello specifico dal sindacato dei lavoratori della Comunicazione).
Ecco le principali richieste:
- Al Governo si chiede di considerare il lavoro outbound (esterno/in outsourcing) come lavoro subordinato e che quindi si costituisca un tavolo interministeriale aperto alle amministrazioni locali per la definizione del contratto.
- Alle imprese committenti si chiede di sottoscrivere una “Carta della Responsabilità” per evitare in maniera decisa le cosiddette gare al ribasso che penalizzano e sfruttano i lavoratori.
- Alle imprese che gestiscono i Call Center si chiede di stabilizzare il nuovo modello organizzativo basato sui contratti di lavoro subordinato (non più i famigerati”a progetto”) e di ovviare alla precarietà salariale aumentando da 4 a 6 le ore di part time.
Da aprile 2008 il lavoro dovrebbe essere considerato come subordinato, avere diritto ad un contratto nazionale e quindi uscire dalla situazione assurda fino ad ora perpetrata.
Finalmente dopo quasi 10 mesi di trattative, tira e molla continui, con i sindacati che proponevano e che federmeccanica rifiutava.Primo aumento: 60€ lordi a gennaio 2008;
Secondo aumento 37€ lordi a gennaio 2009;
Terzo aumento: 30€ lordi a settemre 2009.
Oltre a questi aumenti ci sarà anche la tantum di 300€ che verrà erogata a marzo 2008.
Devo dire che il primo aumento di 60€ lordi (praticamente 38€/40€ netti), che verranno erogati a breve, sono una piccola parte che permetterà di tirare avanti per qualche giorno, insomma mi aspettavo qualcosa di più in virtù del fatto che il potere di acquisto è sceso parecchio dovevano almeno aggiungere 50€ in più in modo che l’economia italiana ne risenta positivamente.
In ogni modo c’è un detto “chi si accontenta, gode” ergo bisogna accontentarsi per poter vivere bene.
Ai lavoratori che non hanno un contratto integrativo aziendale la rivalutazione della retribuzione sarà di 260 euro e cioè pari a 20 euro mensili per 13 mesi su base annua. Arriverà anche una una tantum di 300 euro per compensare i 9 mesi trascorsi dalla scadenza dell’ultimo contratto. Una somma che sarà erogata in un’unica soluzione a marzo 2008. I punti dell’accordo. L’aumento dei 127 euro arriverà in tre scaglioni: 60 euro a gennaio 2008, 37 a gennaio 2009 e i restanti 30 a settembre 2009.
Vai iltempo
Oggi è in atto lo sciopero generale di 8 ore per tutti i metalmeccanici, lo scopo principale è il contratto dei metalmeccanici scaduto a giugno 2007, e doveva essere rinnovato entro Natale, ma i sindacati non erano d’accordo sui punti imposti da federmeccanica in merito alla flessibilità, ma per quanto riguarda la parte economica la direzione è quella di 100 euro lordi in più al mese.Il 15 gennaio dovrebbe sistemarsi tutto ma molto dipende da federmeccanica di accettare le condizioni imposte dai sindacati.
E’ in corso lo sciopero nazionale dei lavoratori metalmeccanici di 8 ore proclamato da Fim, Fiom e Uilm a sostegno della vertenza contrattuale, con manifestazioni in diverse città italiane, mentre non si interrompe la trattativa con Federmeccanica. L’obbiettivo è di chiudere entro il 15 gennaio, giorno previsto per il consiglio direttivo di Federmeccanica, anche se i sindacati puntano ad un accordo entro il fine settimana.
Vai wallstreetitalia
Una buona notizia per i lavoratori che operano nel settore elettrico, il contratto che era scaduto a fine giugno 2007 è stato rinnovato!I bancari e i lavoratori elettrici possono festeggiare il Natale con il sorriso a differenza di altri dove le posizioni sono ancora distanti.
I “capoccia” non si rendono conto che se non accettano l’aumento di almeno 110/120 euro, il potere di acquisto scomparirà!
E’ stata firmata nel pomeriggio di martedì a Roma l’intesa per il rinnovo del biennio economico del contratto nazionale unico del settore elettrico, scaduto il 30 giugno 2007. Il rinnovo del contratto di lavoro, che riguarda oltre 65mila lavoratori impiegati in 130 imprese del settore, pubbliche e private, italiane e straniere, prevede un aumento medio parametrato sui minimi di 116 euro in tre “tranches”: 46 euro, dal 1° gennaio 2008; 35 euro, dal 1° luglio 2008; altri 35 euro, dal 1° gennaio 2009. Inoltre una “una tantum” di 400 euro coprirà il periodo di vacanza contrattuale 1° luglio-31 dicembre 2007.
Gli operatori sanitari dovranno aspettare parecchio, forse nel 2008 si riuscirà a fare qualcosa.
Interrottosi dopo che le Organizzazioni Sindacali hanno dovuto prendere atto che le proposte economiche avanzate dall‘ARAN sono inaccettabili visto che gli incrementi salariali proposti risultano inferiori a quanto conseguito nella precedente tornata contrattuale.
Vai primapress
Per il settore metalmeccanico c’è una debole speranza che le parti si mettano d’accorto entro Natale, ma è molto difficile, in quanto federmeccanica propone meno di 100 euro mentre i sindacati vogliono 117 euro!
Resta in salita la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici mentre si scalda il clima tra i lavoratori, senza contratto da quasi sei mesi. “Le risposte di Federmeccanica non sono state soddisfacenti - ha detto il segretario generale Fim, Giorgio Caprioli - il negoziato continua domani ma è difficile”. Sulla stessa linea il numero uno della Fiom Gianni Rinaldini: “Il confronto - ha affermato - rimane difficile” e “domani - ha aggiunto il leader della Uilm Tonino Alegazzi - valutiamo se ci sono le condizioni per andare alla stretta entro Natale”.
In ogni modo auguriamoci che il Natale renda tutti più buoni….
Promettono coreografie spettacolari le tute blu per attirare l’attenzione sulla vertenza per il rinnovo del contratto nazionale del lavoro, scaduto a giugno. I sindacati metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per oggi e domani otto ore di sciopero. Questi lavoratori metalmeccanici che non ce la fanno più a vivere con 1000 euro al mese e che ora avanzano le loro richieste legittime.Anche Bombassei spera che il contratto venga fatto al più presto.
“Mi auguro che il contratto si faccia prima di Natale”. Cosi’ il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, ha replicato, a Bologna, nella sede della Confindustria regionale.
Vai aziende-oggi
Lo sciopero verrà fatto oggi e domani, come scritto qui:
E’ ancora sciopero nel settore metalmeccanico. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato, a livello provinciale, una nuova giornata di mobilitazione, per giovedì 6 dicembre, a sostegno del rinnovo del contratto nazionale scaduto a giugno. Una protesta che riguarderà, in particolare, le fabbriche della città e alcune delle principali aziende della provincia.
Vai emilianet
L’Abi ha detto sì alla richiesta di considerare superato il protocollo di luglio del 1993, avanzata dai sindacati dei bancari. La trattativa torna così a esaminare i contenuti di carattere economico. Tema questo su cui il confronto si era interrotto la scorsa primavera. «Il protocollo del 1993 stabiliva che per tutti i contratti, compreso quello dei bancari, l’adeguamento della parte economica corrispondesse al recupero dell’inflazione», spiega Lando Sileoni della Fabi. Un aumento insoddisfacente perché «non consente di mantenere invariato il potere d’acquisto dei salari – aggiunge il segretario generale della Falcri, Francesca Furfaro –. Per questo noi abbiamo chiesto anche un di più legato alla produttività, soprattutto alla luce del fatto che le banche stanno attraversando un momento positivo».
Del resto, racconta il sindacato durante l’incontro di ieri, Fabio Innocenzi che guida la delegazione sindacale dell’Abi, avrebbe detto che i banchieri sono stufi di rincorrere i contratti, quello dei bancari è scaduto da due anni ed è arrivato il momento di tirare le fila. Inoltre le banche hanno bisogno di prospettive certe. I rappresentanti sindacali sono usciti molto ottimisti dalla sede dell’Abi, anche se ora che «si è aperto uno spiraglio sul fronte economico con una disponibilità dei banchieri ad andare oltre l’aumento determinato dall’inflazione – dice Francesca Furfaro – bisogna verificare quali sono i margini di questa disponibilità». Per la parte economica resta valida la proposta fatta dai sindacati all’incontro del 3 aprile che puntava a un aumento medio a regime per il biennio 2006-2007 di 188 euro, pari al 9% in più.
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