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Non sarà un’a-Ventura…

Wednesday, September 17th, 2008

Aldo Grasso vs Simona VenturaCorreva l’anno 1969 quando Lucio Battisti, ricordato proprio in questi giorni per i 10 anni dalla sua morte, cantava Un’avventura, un successo fantastico. Correva l’anno 2008, mese di settembre, quando ha avuto il via l’ennesima isola dei Famosi. Uno dei tanti format per lanciare nuovi personaggi ma soprattutto che disperatamente cercano di fare da paracadute / lanciarazzi a personaggi che ormai non hanno più nulla da dire, o che la gente non vuole più ascoltare.

Da tutte le critiche però ne è sempre uscita praticamente indegna la neo-regina della RAI, Simona Ventura. Ma diversamente da Un’avventura, il per sempre forse non esiste. E a un certo punto l’ascia affilata di Aldo Grasso arriva sulla testa della super show girl onnipotente e onniscente senza alcun timore, in pieno stile Corriere della Sera.

Riporto solo alcuni brani, ma l’articolo veramente merita.

Simona Ventura ormai è qualcosa di più e qualcosa di meno di una presentatrice

E ancora…

una sorta di agenzia umana di lavoro interinale. Con tre trasmissioni a disposizione sistema tutti: il figlio dei Pooh e Morgan, ex famosi e sfigati storici, Mara Venier e Luca Giurato, parenti dei concorrenti e parenti serpenti; ripesca Massimo Caputi per la domenica e un bidello che ha studiato con Umberto Eco per il lunedì; convince Michi Gioia a uscire dai suoi divani & salotti e Antonio Cabrini dalla leggenda (che subito si abbandona a un patetico sfogo contro la Casta che domina il calcio). Per Vladimir Luxuria crediamo non abbia avuto difficoltà.

Non bastando:

perso l’antica autoironia che le riconoscevamo, si veste e agisce come una Vanna Marchi rivisitata da Briatore, è diventata una cinicona [...] della sociologia con i poveri cristi in cerca di fama

A questo punto non aggiungo altro. Forse i reality hanno rotto le palle. Specie se i non famosi, sono sempre più famosi e “predestinati” e i famosi sono elementi di recupero.

via Corriere della Sera

Tera Patrick, il porno e Obama

Monday, September 8th, 2008

Tera Patrick vota ObamaChe il porno abbracci la politica da tempo, noi italiani possiamo dirlo forte. Forse i primi nella storia politica ad avere deputate pornostar (vedesi Moana e Cicciolina riunite nel partito dell’Amore) e i primi ad avere un deputato drag queen (Vladimir Luxuria) che recentemente ha fatto outing di essersi pure prostituito…

La mossa americana invece è molto più sottile. Parliamo della pornostar Tera Patrick. La splendida attrice porno, protagonista di numerosi video hard, non si è accontentata di diventare la madrina del nuovo videogame per adulti (violentissimo) Saint Row 2, ma ha pensato bene di esprimere pure un meta-consenso politico.

Il prossimo 4 novembre sarà quindi chiamata alle urne. Cosa ne pensa? «Voterò Barack Obama. Non ho una vera opinione di entrambi, solo non voglio un altro governo repubblicano». Non ha neanche un’idea chiara su Sarah Palin, la candidata alla vicepresidenza di McCain, molto chiaccherata e criticata negli States. «Chi? La donna? Non so nulla..», dice Tera che non intraprenderebbe mai un carriera politica: «Troppo lavoro». (via Corriere della Sera)

Interessante il commento finale del Corriere:

Dopo neanche mezz’ora, qualche foto, Tera il suo dovere l’ha fatto

Che volevano dire secondo voi? Banale espressione di una pornostar che sta alla politica come l’acqua nel Sahara, oppure l’ennesima spintina multimediale-comunicativa per affascinare un altro target di persone a favore del bel Obama?

p.s.: il video della presentazione di Tera Patrick a Praga per Saint Row 2 lo trovate su girlpower.

Prodi rifiuta la presidenza del Gasdotto «South Stream»

Tuesday, May 6th, 2008

Molti parlano di regime, tanti altri di casta dei giornalisti. Fino ad oggi non ho voluto crederci.

Oggi leggendo in Wall Street Journal un dubbio mi è venuto.

Copio e incollo due inizi di articolo uno proveniente dal sopracitato WSJ e uno dall’italiano Corriere della Sera.

No, Spasiba
April 30, 2008; Page A16

So the Kremlin can’t buy every retiring European leader. Romano Prodi, for one, won’t soon be bunking with Gerhard Schröder in Moscow.
Vladimir Putin personally tried to tap the outgoing Italian Prime Minister to become chairman of South Stream, a new pipeline project by Russian gas monopolist Gazprom to link Russia to Europe. Mr. Prodi was “flattered” by the offer, his spokesman said, but won’t be available.

WSJ

«No grazie». Romano Prodi sembra insistere nella scelta di voler fare il nonno e rifiuta l’offerta del numero uno di Gazprom, Alexei Miller, di diventare presidente di South Stream Ag, la società di diritto svizzero costituita dall’Eni e dalla stessa Gazprom per la realizzazione del gasdotto dal Mar Nero all’Europa». Dell’offerta a Prodi ne parla «Quotidiano energia», testata online di settore (www.quotidianoenergia.it), citando il russo «Kommersant», secondo cui il colosso del gas russo «intenderebbe seguire per il South Stream lo stesso schema utilizzato per il gasdotto Nord Stream attraverso il Baltico», presieduto dall’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder.

CdS

Il tono degli articoli è completamente diverso (vi invito a leggerli cliccando sui link), ma vorrei farvi notare una frase del WSJ:

So the Kremlin can’t buy every retiring European leader

Quindi il Cremlino non può comprare tutti i leader europei che si ritirano.

La notizia in sostanza è questa:
Il presidente russo Vladimir Putin ha offerto a Romano Prodi la presidenza del consorzio per la realizzazione del gasdotto South Stream nel quale sono impegnati il gigante russo del gas Gazprom ed Eni, ma il capo del governo italiano uscente “non è interessato”.
E’ quanto riferisce una fonte di palazzo Chigi in vista della colazione di oggi tra Prodi, l’amministratore delegato di Gazprom Alexei Miller e l’Ad Eni Paolo Scaroni.
Il quotidiano economico russo Kommersant ha scritto stamani che Miller potrebbe offrire a Prodi la presidenza di South Stream.

Il modo di darla è ovviamente differente.