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Il 2008 sarà il nuovo inferno per gli italiani!

Thursday, December 27th, 2007
Le previsioni per il 2008 sono, come al solito, nefaste.
Per il prossimo anno, sarà ancora più difficile riuscire a risparmiare a causa dei continui aumenti della materia prima, con queste bollette che si rincarano, ci chiediamo “cosa dobbiamo fare per vivere in santa pace?” e la risposta è quella di resistere magari ci sarà un momento di pausa e quindi di flessione dei prezzi.
Il guaio più grande è il possibile aumento del tasso variabile, al 95% ci sarà questo passaggio dal 4,00% al 4,25% con conseguente aumento della rata del mutuo, attendiamoci di trovare parecchie famiglie insolventi, cioè che non saranno in grado di saldare i loro debiti.

Il 2007 è stato un anno terribile e il 2008 non sarà da meno anzi sara ancora peggio (spero che il pessimismo non mi attanagli!) ci sono troppi speculatori che ci guadagnano in questa situazione di crisi economica.

Le domande che ci poniamo tutti noi sono le seguenti:
Ce la faremo? quando finirà tutto questo?
Chi ci risponderà?…..

Adusbef e Federconsumatori lanciano un altro allarme caro-vita e calcolano che nel biennio ’07-’08 tra alimentari, mutui e bollette la spesa per le famiglie sia aumentata di oltre 2.500 euro. Solo per l’anno alle porte l’aumento potrebbe superare i 1.700 euro. La stangata è attesa su tutto: dalla luce al gas, alla nettezza urbana, a banche e assicurazioni, dai mezzi pubblici alle autostrade, dal canone Rai ai bolli auto e moto.
Per le famiglie (3,2 milioni) che hanno contratto un mutuo a tasso variabile ‘per precisa responsabilità delle banche’, dal 1 gennaio 2008 ci saranno aumenti di rate pari a 550 euro su base annua, nel caso di un mutuo trentennale di 100.000 euro; di ben 1.100 euro l’anno, nel caso peggiore di un mutuo trentennale di 200.000 euro.

Vai tgcom

L’aumento di spesa maggiore su base annua sarà per i generi alimentari, con un impatto pari a 420-440 euro, seguita da riscaldamento (125-135 euro), benzina e carburanti (120-130 euro), gas (72-85 euro), tariffe ferroviarie (65-75 euro), luce (38-45 euro), rc auto (26-40 euro), nettezza urbana (30-40 euro), servizi bancari (25-30 euro), tariffe autostradali (24-30 euro), bolli auto-moto, addizionali regionali (25-35 euro) e infine il canone per l’abbonamento della Rai (2 euro in più).

Vai notizie.alice

Benzina, Diesel, Gpl, Metano cosa scelgo?

Monday, December 10th, 2007
Con l’euro alle stelle, il prezzo petrolio in costante crescita, il costo della vita che diventa sempre più caro, l’automobile sta per diventare un bene di lusso in quanto costa tanto mantenerla tra bollo, assicurazione, tagliando, gomme e carburante.
Intanto voglio fare una considerazione sul carburante, attualmente ci sono 4 tipi di alimentazione per le macchine e sono (l’ordine è in base al costo):

1) Benzina;
2) Diesel;
3) Gpl;
4) Metano.

1) La benzina è il carburante più costoso e se lo abbiniamo a una macchina superiore ai 2000 cc ecco che il costo diventa isostenibile a meno che non siate benestanti con un buon conto in banca. I pregi sono: prestazione.
I difetti sono: Cosumano tanto, elevato costo di manutenzione.

2) Il Diesel è una via di mezzo, costa poco meno della benzina e conviene solo se fate più di 80.000/100.000 km all’anno e sopratutto se avete una macchina che faccia almeno 18/20 km/l. I pregi sono: prestazioni come quello della benzina se non migliori, consuma poco;
I difetti sono: Elevato costo di manutenzione, il diesel aumenta sempre di più.

3) Il Gpl sarebbe ottimo per chi ha una macchina di media cilindrata dai 800 cc ai 2000 cc e fa almeno 70.000 km all’anno ma c’è il problema dell’installazione che costa sui 2.000 euro che verrà poi ammortizzato in cira 2/3 anni, l’alternativa è quella di comprare quelle già installate come la Subaru Impreza, Forester o la Citroen C2, C3 tanto per fare un esempio.
I Pregi sono: Gpl presente anche in autostrada, costa meno della metà della benzina.
I difetti sono: Prestazioni ridotte del 5%/6%, alla lunga consuma quanto un Diesel (parlo di costo finale).

4) Il Metano sarebbe la soluzione migliore, ed è indicato per quelli che usano parecchio la macchina e che vogliono spendere pochissimi, con 15 euro puoi fare più di 500 km, ma il problema è che l’impianto costa 2.400 euro e il metano pesa parecchio e le prestazioni ne risentono. L’alternativa è quella di comprare quelle già installate come la Fiat Multipla, Punto, Panda.
I pregi sono: Minor consumo, meno inquinamento
I difetti sono: Costo dell’impianto, basse prestazioni.

Vi allego un sondaggio per capire meglio qual’è il carburante preferito dagli italiani.

Create polls and vote for free. dPolls.com

Fisco, entrate: +16 miliardi in nove mesi

Tuesday, November 13th, 2007
In 9 mesi lo stato sempre avuto la pancia piena, i contribuenti stanno facendo il loro dovere di italiani che pagano le tasse, ma nonostante questi soldi che arrivano nelle casse del governo, la situazione del contribuente non cambia di una virgola anzi le tasse potrebbero anche aumentare!

Prosegue la crescita degli incassi del fisco: nel periodo gennaio-settembre 2007, secondo il Bollettino diffuso dal ministero dell’Economia, le entrate tributarie erariali di competenza del periodo sono risult ate superiori di oltre 20 miliardi di euro (+7,7%) rispetto a quelle dello stesso periodo del 2006, al netto delle entrate cosiddette “una tantum”, cioè derivanti da prelievi straordinari. Al lordo delle “una tantum” la crescita è stata di quasi 16 miliardi (+5,9%). Nel solo mese di settembre, si legge nel Bollettino, le entrate sono aumentate del 9,7% rispetto allo stesso mese dellôanno scorso, al netto delle “una tantum”. La crescita è stata dellô8,6% se calcolata al lordo delle “una tantum”. I dati sono influenzati positivamente dai versamenti a titolo di autoliquidazione Ires effettuati dalle imprese con periodo d’imposta non coincidente con lôanno solare. Nel periodogennaio-settembre, le entrate totali, al lordo delle “una tantum”, sono ammontate a 283.786 milioni (+15.748 milioni, pari a +5,9%). Dalle imposte dirette sono provenuti 150.350 milioni (+9.126 milioni, pari a +6,5%), mentre dalle indirette 133.436 milioni (+6.622 milioni, pari a +5,2 per cento).

Vai sole24ore

A settembre gettito pari a 23,4 miliardi, con incremento dell’8,6%. Le aziende hanno versato il 35% in più Non si ferma la corsa delle entrate tributarie. Nei primi 9 mesi dell’anno il gettito è cresciuto del 5,9%, con un incremento di 15,7 miliardi che porta
gli incassi a quota 283,7 miliardi. Nel solo mese di settembre il gettito è stato pari a 23,4 miliardi, con un incremento dell’8,6% che vale 1,8 miliardi di gettito in più. È quanto emerge dall’ultimo bollettino sulle entrate tributarie del ministero dell’Economia e delle Finanze. A crescere è stato soprattutto il gettito delle imprese, che hanno versato in 9 mesi il 35,4% in più (7,2 miliardi) mentre l’Irpef ha segnato un incremento del 5,7% (+5,8 miliardi).

Vai corriere

Mutui casa, è allarme pignoramenti per l’Adusbef

Monday, November 12th, 2007
Con questi tassi d’interesse un italiano fa troppa fatica a rispettare le scadenze mensili, ci sono troppe famiglie che non riescono a pagare le rate del mutuo tra tasse, alimenti, assicurazione etc. e di fatto le banche pignorano la casa.Il fatto che in 1 anno i pignoramenti siano aumentati del 23%, fa pensare che nulla è stato fatto per arginare il problema, anzi sarà sempre peggio se i tassi aumenteranno ancora!

Le associazioni dei consumatori lanciano un nuovo allarme sui mutui. Tra il 2006 e il 2007 i pignoramenti sono balzati in media del 23% in scia all’aumento delle rate del mutuo. Lo ha comunicato l’Adusbef. In base a un’indagine condotta dall’associazione e che ha coinvolto 18 tribunali dei principali comuni italiani è stato messo in evidenza che la crescita dei pignoramenti continua e si avvicina sempre più al 30%.In dettaglio, l’incremento è stato superiore al 20% nelle principali città italiane, a cominciare da Roma e Milano, con aumenti che sfiorano il 30% in centri come Napoli (29%), Venezia (28%) e Macerata (27%). Il picco massimo di pignoramenti nel Belpaese è stato toccato, con una percentuale pari al 41%, nella città dell’Aquila. Ancora una volta l’associazione in difesa dei consumatori punta il dito contro le banche. “Su 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, ben 3,2 milioni, ossia il 91% è stato indotto – spiega Elio Iannutti, presidente dell’Adusbef – dai consigli delle banche a sottoscrivere contratti con tassi variabili quindi esposti alle turbolenze dei mercati, in presenza di tassi fissi al minimo storico, sconsigliati oppure non erogati affatto dalle banche, quando tutti gli indicatori economici che segnalavano una imminente stretta monetaria, avrebbero dovuto indurre gli istituti di credito a maggiore prudenza per debiti di così lunga scadenza”.Secondo l’associazione in difesa dei consumatori, l’insostenibile pesantezza della rate per pagare i mutui, aumentate del 40 e anche del 50% dal 2005, porta sempre più famiglie italiane a non poter onorare le rate dei mutui che si traducono, per almeno 1,9 milioni di mutuatari, a un rischio reale di insolvenza. I dati dell’Adusbef sono parziali e le stime ufficiali non sono ancora state redatte, ma questi numeri bastano per far scattare il caro casa. Una preoccupazione condivisa non solo dai consumatori. Proprio oggi si incontreranno, infatti, il ministro dello Sviluppo, le banche, i consumatori e i notai per affrontare il delicato tema della portabilità.

Vai finanzaonline

Mutui, pericolo pignoramenti per le famiglie italiane.

Il mercato immobiliare negli ultimi anni ha registrato un notevole incremento; gli economisti, infatti, ci hanno ripetutamente detto che il mattone rappresenta, a tutt’oggi, il miglior investimento possibile.Ma, a causa dell’innalzamento dei prezzi e dei relativi mutui (che risentono, ovviamente del costante aumento dei tassi di interesse), gli italiano sembrano essere giunti alla resa dei conti. Secondo quanto reso noto dall’Adusbef, infatti, vi è una crescente tendenza ai pignoramenti.Tra il 2006 e il 2007 l’incremento ha superato il 20% in tutte le principali città italiane; il quadro è stato fatto attraverso un monitoraggio in alcuni dei maggiori Tribunali italiani. Se il trend resterà questo, a fine anno lo scarto medio rispetto al 2006 dovrebbe attestarsi al 23%. Secondo i calcoli dell’associazione dei consumatori, le procedure immobiliari o i pignoramenti sarebbero pari al 3,5% del totale dei mutui, corrispondente, in valori assoluti, a circa 120 mila casi su 3,5 milioni di mutui erogati. In base alla stessa analisi, 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, ben 3,2 milioni, ossia il 91%, sono a tasso variabile e quindi, osserva l’associazione, “suscettibili a ogni ritocco del costo del
denaro”.

Vai tempostretto

Portabilità dei mutui, trattativa sospesa

Tuesday, November 6th, 2007
A quanto pare continueranno a pagare quelli che hanno sottoscritto mutui a tasso variabile e che vogliono cambiare condizioni per esempio passare al tasso fisso, non è possibile che un cittadino medio debba sobbarcare dei costi per chi vuole passare ad una migliore condizione.Le banche pensano solo ai soldi non si rendono conto che l’italiano medio fa sempre più fatica a rispettare le scadenze dei mutui sopratutto per quelli a tasso variabile e bisogna andare incontro alle esigenze di ogni singolo lavoratore che ha contratto un mutuo in modo che possano pagare ogni singola rata con tranquillità.

Portabilità dei mutui, trattativa sospesa.

Negato ancora l’azzeramento dei costi per chi volesse ottenere migliori condizioni Le associazioni dei consumatori hanno abbandonato il tavolo delle trattative che erano in corso con Abi e il Consiglio Nazionale del Notariato per l’applicazione della legge sulla «portabilità» dei mutui. Cioè quella che riguarda l’azzeramento dei costi per i sottoscrittori dei mutui che volessero ottenere migliori condizioni rinegoziando con la propria banca quelle di partenza oppure scegliendo una nuova banca che offra condizioni più convenienti.«Con rammarico siamo stati costretti a questa scelta -ha detto Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (Mdc)- dalla posizione dell’Abi, che non ha accettato quanto previsto dalla Legge Bersani 40/2007».«Riteniamo indispensabile per i consumatori -ha detto Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori- l’azzeramento dei costi della portabilità per facilitare chi ha sottoscritto mutui a tasso variabile».Intanto secondo gli analisti di Lehman Brothers le perdite complessive accumulate a valere sui prestiti ipotecari Usa potrebbero arrivare a 250 mld di dollari nel giro dei prossimi 5 anni.Gli analisti sono del parere che il passivo potrebbe ricadere sulle banche commerciali, sulle agenzie governative del settore (Fannie Mae e Freddie Mac) e sulle compagnie assicurative. Sarebbero previste perdite per circa 50 miliardi di dollari per il solo 2008.

Vai lapadania

Mutui. Consumatori: “Azzerare i costi della portabilità”

Battuta d’arresto per la trattativa tra Abi, Consiglio nazionale del notariato e alcune associazioni di consumatori sulla portabilità dei mutui. Motivo della sospensione, hanno fatto sapere i consumatori, una diversa interpretazione dell’articolo 8 del decreto Bersani, riguardante i costi dell’operazione.
“Come associazioni dei consumatori – ha dichiarato Antonio Longo, presidente Movimento difesa del cittadino – siamo ferme nell’interpretare la normativa Bersani nel senso di azzerare i costi della portabilità per facilitare, per chi ha sottoscritto mutui a tasso variabile, la possibilità di ottenere condizioni migliori oppure di scegliere una nuova banca”.Secondo Codici la legge Bersani non lascia dubbi di interpretazione e per questo si augura “che l’Abi riveda la proposta di accordo presentata che parla di auspici affinché le banche effettuino tale operazione con oneri contenuti per la clientela”.A chiedere l’intervento del Governo, invece, Adusbef e Federconsumatori “affinchè le banche rispettino una legge, finora disattesa”.

Vai tuttoconsumatori

Cambio Euro/Dollaro sulla soglia del 1.36

Tuesday, July 3rd, 2007

Da molto da pensare questo cambio, anche se gli analisti del settore manifatturiero USA non si dicono ancora preoccupati.
Il tutto condito da una divisa europea in netto rialzo e sempre più forte, siamo in attesa di un rialzo del costo del denaro da parte della Banca Centrale Europea, dal 4% al 4.50%.

All’apertura delle contrattazioni nelle piazze finanziarie del Vecchio Continente la moneta unica viene scambiata a 1,3610 rispetto al biglietto verde, in rialzo rispetto alle ultime rilevazioni della Banca Centrale Europea (1,3590) ma in calo rispetto ai valori registrati in tarda serata di ieri a New York (1,3625). Scende la divisa europea rispetto alla moneta giapponese, l’euro vale 166,35 yen dai 166,65 yen delle indicative della BCE della giornata scorsa. Il biglietto verde è stabile rispetto alla valuta nipponica, il rapporto di cambio tra dollaro/yen quota, infatti, in area 122,40 da 122,35 dell’ultima chiusura di Wall Street.

Via Trend Online: