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Oggi il petrolio è a 121 dollari, nel 2009 sarà a 200 dollari!

Tuesday, May 6th, 2008

Quando il petrolio aveva sforato la quota di 100 dollari a barile, gridavamo allo scandalo e molti auspicavano ad un imminente ribasso, invece la tendenza ad aumentare si è sempre fatta più insistente, oggi il petrolio è quotato a 121 dollari a barile.

Il problema principale di questi continui aumenti è dovuto al fatto che l’inflazione la fa da padrone nel mondo e la recessione americana non favorisce la situazione nonostante il taglio dei tassi da parte della FED, e in più l’Europa non è messa meglio.
Per calmierare questa impennata dei prezzi la OPEC dovrebbe aumentare la produzione del greggio, ma non ha alcuna intenzione di farlo e la possibilità che il prezzo del petrolio passi a 200 dollari a barile, diventa alquanto fattibile entro nel 2009 in base alla previsione di Arjun N. Murti, analista di Goldman Sachs.

Se questa previsione si avvererà, sarà l’inizio di un cataclisma che farà parecchie vittime, e ci troveremo parecchie famiglie in strada.

I prezzi del petrolio potrebbero salire tra i 150 e i 200 dollari al barile nell’arco dei prossimi due anni. È quanto prevede Arjun N. Murti, analista di Goldman Sachs. Stando all’esperto, che nel marzo 2005 aveva previsto una «super impennata» delle valutazioni tra i 50 e i 105 dollari al barile, i colli di bottiglia dal lato dell’offerta non permetteranno di soddisfare la crescente domanda dai paesi in via di sviluppo. Le previsioni di Goldman Sachs giungono in concomitanza con il raggiungimento degli ennesimi record. Il petrolio, infatti, non arresta la corsa salendo a New York fino a 120,93 dollari ed a Londra a 119,07.

Vai sole24ore

Petrolio: archivio storico al barile

Wednesday, March 5th, 2008

Ho trovato un interessante archivio storico del costo del petrolio al barile (42 galloni USA, ~ 158.99 litri).
Nella tabella si possono notare due colonne, una con il costo originale, l’altra con il costo adeguato all’inflazione (rosso), quindi il costo attualizzato.

La crescita è impressionante negli ultimi anni, come possiamo vedere dal grafico, ma la cosa che più ancora impressionante è il salto del costo del passaggio 2007-2008, di una gravità paragonabile solo alla crisi americana degli anni 80!

Siamo arrivati a quota 104$ oggi, con il dollaro sempre più leggero a 1.53$ su 1 €.
Un braccio di ferro con la fortissima moneta europea, che si sta scaricando purtroppo sul costo di carburanti e materie plastiche.

Facciamo qualche conto. Se contiamo che la benzina al distributore adesso costa circa 1.4 €, un barile di benzina costerebbe 222.58 €, pari a 338.36 $ (oggi). Quindi dal petrolio importato alla benzina c’è un incremento del 325%.

Il petrolio è ritornato a quota 100$, da oggi il prezzo della benzina costerà 1,400 €

Wednesday, February 20th, 2008
Ci risiamo, il petrolio è ritornato a fare la voce grossa riportando a 100 dollari a barile, certo che dietro a tutto questo c’è la speculazione di quelli che ci guadagnano con queste cifre.

Questa situazione arriva in un momento molto delicato per gli USA e per l’europa, come sappiamo in America è in atto una recessione e l’aumento del greggio può solo peggiorare le cose, così come in europa dove l’inflazione sta facendo dei passi da gigante.

Ovvio che se il petrolio tenderà ad aumentare ancora di più, l’inflazione lo seguirà di pari passo con il rischio che i prezzi della materia prima possano aumentare ancora con la conseguenza finale di rallentare l’economia europea con il rischio, poi, che la BCE aumenti i tassi di interesse, per contrastare l’inflazione.

Insomma alla base di tutto c’è questo aumento incontrollato del greggio che di fatto che generato, subito, l’aumento della benzina portandolo a quota 1,400 euro al litro il che significa che, se continua così, il portafoglio degli italiani diventerà sempre più magro a meno che il govero tolga qualche accise nel prezzo della benzina, ma questa è pura utopia!

Il petrolio vola a 100 dollari al barile al mercato di New York, sfiorando il record di 100,09 dollari toccato a gennaio.

Vai : wallstreetitalia/ansa

Cresce il prezzo dei carburanti con Agip che tira la volata aumentando da oggi il prezzo della benzina a 1,399 euro al litro e la rivale Esso che si prepara a rilanciare da domani, sfondando la barriera di 1,4, secondo quanto riferito dalla Federazione dei gestori degli impianti di carburanti ed affini. “La Esso modificherà i suoi listini portando a 1,405 euro al litro il prezzo della benzina e a 1,328 quello del gasolio”.

Vai : wallstreetitalia

Petrolio a 200 dollari entro la fine dell’anno!

Tuesday, January 8th, 2008
I trader di New York hanno scommesso tutto, sulla possibilità che il petrolio arrivi a 200 dollari entro la fine del 2008, e questo genererà di fatto la speculazione, avvantaggiati dalla eccezzionale crescita esponenziale del oro nero, quindi aspettiamoci questo “capestro” che di fatto genererà una crisi “quasi” mondiale e noi italiani ci rimetteremo parecchio perchè, con questo scenario, l’inflazione crescerà parecchio generando aumenti in tutti i campi, mutui compresi.Potremmo trovarci in difficoltà a gestire il patrimonio famigliare con il rischio di perdere la casa, i beni essenziali, insomma tutto.
Questo scenario nefasto, ci deve invitare a riflettere su come difenderci da questa speculazione criminale, dovremmo comporre un vademecum su come risparmiare, cito alcuni esempi:
* Per quelli che hanno un mutuo a tasso variabile, dovrebbero passare a quello fisso il prima possibile;
* Chi ha una macchina a benzina cerchi di trasformarla a metano o gas, oppure cambiarla con una già predisposta;
* Meno vacanze!

Duecento dollari per un barile di petrolio a fine anno. Sarebbe l’ultima scommessa in voga fra i trader del New York Mercantile Exchange. La conferma arriva, secondo Bloomberg, dall’incredibile crescita registrata dalle opzioni per acquistare petrolio a 200 dlr entro fine 2008.

Vai ansa
Intanto il petrolio è arrivato a 95,49 dollari, come dire che le previsioni, di cui sopra, sono fattibili!

Petrolio: lieve rialzoIl greggio a 95,49 dollari al barile, piu’ 40 centesimi

Vai wallstreetitalia
Ditemi la vostra e, se possibile, citatemi alcuni consigli per compilare un vademecum del risparmiatore.

Banche centrali in pre-allerta - Dollaro - Greggio - Materie prime

Thursday, October 18th, 2007

Si staglia all’orizzonte un panorama piuttosto strano nel mercato mondiale.

Nei giorni scorsi un brusco calo dei tassi d’interesse in vista dei nuovi tagli FED. Anche se rimangono accesi i dubbi della BCE sull’inflazione, una preoccupazione del tutto giustificata.

Dollaro in continuo deprezzamento, il calo della moneta statunitense è sempre un brutto colpo. Ad oggi si attesta su 1.4280 con sospetti di rialzi ancora più accentuati.

Il costo del barile di greggio al di sopra degli 88$ dopo aver toccato punte di 90$. Anche l’OPEC in questo caso è preoccupata dell’andamento.

Il tutto condito da una giornata nera per i metalli industriali penalizzati da un rame sempre più costoso

Negli Usa tassi di mercato in drastico calo soprattutto sul segmento a breve termine, sulla scia di rinnovate aspettative di taglio dei tassi da parte della Fed dopo i non favorevoli dati sul settore immobiliare che hanno evidenziato un brusco calo sia dell’apertura di nuovi cantieri sia delle licenze edilizie. Il Fmi ha confermato le anticipazioni rivedendo bruscamente le stime di crescita per il 2008 dal 2,8% all’1,9%. Inoltre il Beige Book della Fed ha dichiarato la crescita in decelerazione tra settembre ed ottobre. Sul fronte prezzi si conferma la moderazione dei prezzi core mentre invece l’indice generale ha risentito soprattutto del forte rialzo della componente energetica. Il mercato azionario dal canto suo ha beneficiato del favorevole accoglimento delle trimestrali pubblicate ieri tra cui quella di JpMorgan. Il tasso decennale continua a rappresentare una buona approssimazione del tasso atteso sui Fed Funds ad un anno. L’aumento delle attese di un taglio a fine mese pertanto giustifica il riavvicinamento alla soglia di 4,5%. La possibilità di un taglio dei tassi a fine mese dipenderà strettamente dalla normalizzazione del mercato monetario oltre che dai dati macro, primo fra tutti il Pil del terzo trimestre.

Via Wall Street Italia

Crisi Petrolio e Gas: inverno al buio?

Wednesday, September 12th, 2007

Aumenta il prezzo del Petrolio ma i paesi produttori non vogliono aumentarne la produzione seppur dall’inizio dell’anno i prezzi del greggio siano cresciuti del 27%.
Oggi su in preoccupante articolo dice che i falchi Opec sono contro ipotesi aumento quote produzione.

I falchi dell’Opec si scagliano contro l’ipotesi di un aumento, seppur simbolico, della produzione di petrolio per arrestare il balzo dei prezzi vicini al record storico toccato all’inizio di agosto. “Non c’è alcun bisogno di un aumento della produzione”, ha detto il ministro del petrolio algerino Chakib Khelil allineandosi alla posizione di Venezuela, Libia e Iran.

Via MilanoFinanza.it

Contemporaneamente proccupa il livello di stoccaggio del gas

Sugli stoccaggi di gas permane una situazione di attenzione e si conferma la necessita’ di tenere sotto controllo la situazione. E’ quanto e’ stato sottolineato nel corso della riunione dal comitato emergenza gas, tenutasi ieri al ministero dello Sviluppo economico.

Via Ansa.it

Come risultato di questo Bersani, ministro dello Sviluppo Economico non nasconde la fragilità del sistema.

Non siamo riusciti a tener dietro con investimenti e infrastrutture. Siamo ancora abbastanza nei guai dal punto di vista di sicurezza del sistema energetico”.

Al seminario organizzato dai deputati dell’Ulivo a Frascati, l’ad dell’Enel, Fulvio Conti, ha detto che

Il gas costerà sempre di più e sarà sempre legato al prezzo del petrolio. Anche con i rigassificatori il prezzo non scenderà.
Rischiamo ancora di rimanere al freddo e al buio. Siamo ancora più fragili di due anni fa, quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina.

Via Repubblica.it