
Tre rumeni hanno picchiato, rapinato e violentato due turisti olandesi: questi i fatti.
Pochi giorni fa un altro rumeno è stato al centro della cronaca per un episodio di delinquenza di cui, francamente, non ricordo neanche i particolari.
Ciò che non mi torna è il risalto, davvero strano, dato, da tutti i maggiori quotidiani, per non parlare dei telegiornali, a tutte le vicende che riguardano i rumeni.
Nella zona dove io abito: Parma, negli ultimi anni sono decuplicate le rapine in banca e ad altri esercizi commerciali, (fino a 10 anni fa se succedeva qualcosa del genere era un evento), e, spesso purtroppo, ad opera di delinquenti che dal sud arrivano, rapinano per poi tornare immediatamente a casa loro.
Sono un leghista che odia i terroni? Non credo, dico semplicemente che, a seconda di come si presenta un avvenimento il risultato può essere ben diverso.
Il 14 agosto, il Sole 24 ore ha presentato i dati dei crimini commessi fra il 2007 ed il 2008 nelle tre principali città italiane: Milano, Roma e Napoli ed il risultato è che c’è stato un calo di circa il 10% sul totale dei reati.
I politici ci hanno spiegato che, se anche diminuiscono gli omicidi, la gente comune non ne viene colpita se non in minima parte perché sono i furti e gli scippi ciò che più ci spaventa.
Bene, a Milano, per esempio, i furti in casa che nel secondo semestre 2007 sono stati 7804, nel primo semestre del 2008 si sono abbassati a 7316.
Vogliamo parlare dei furti d’auto? Primo semestre 2007: 12.463, primo semestre 2008: 10.012
Possiamo andare avanti con i furti con destrezza: primo semestre 2007 – 14.312, primo semestre 2008 – 12.484.
Questi dati non sono stati citati, che io sappia, dai nostri governanti i quali, invece, ci hanno spiegato il nostro senso di insicurezza dopo la violenza perpetrata ad opera dei tre rumeni.
Non voglio dire che l’Italia sia diventato il paradiso, semplicemente mi piacerebbe ci rendessimo conto si abitare in un Paese, da questo punto di vista, normale.
Finalmente l’esercito interverrà e presidierà le nostre insicure città.
Finalmente 3.000 uomini addestrati e senza paura cammineranno per le nostre strade facendo capire ai malintenzionati che è lo Stato che comanda e per i delinquenti non c’è posto.
Finalmente potremo uscire alla sera senza la paura di essere scippati e/o malmenati per un’occhiata storta perché loro veglieranno su di noi.
Una sola domanda: pensano davvero di apportare qualche cambiamento alla situazione attuale dislocando tremila militari, (per quanto il Tuscania sia un’ottimo reparto), lungo una penisola che è, come già riportato in passato, quella con la maggiore presenza di forze dell’ordine per abitante rispetto ad ogni altro, (e sottolineo ogni altro), paese dell’Unione Europea?
Più volte, nel presentare questo progetto, il Ministro della Difesa ha ricordato i vespri siciliani e la gioia della popolazione che andava “da quei ragazzi ad offrirgli il caffè”…(fonte: radio24), ma mi chiedo quale senso possa avere il paragonare un’operazione che comportò l’invio nella sola Sicilia di circa 150.000 soldati che, a turno, presidiarono la regione con l’utilizzo di tremila uomini sul territorio nazionale?
E se invece si cominciasse a pensare di smetterla di utilizzare uomini preposti alla sicurezza dei cittadini: carabinieri, poliziotti, finanzieri e vigili urbani, come burocrati e passacarte e, perché no, addetti a scorte di personaggi che nessuno conosce e di nessuna importanza? E se cominciassimo ad utilizzare questi uomini per il compito che, in origine, gli dovrebbe esser stato affidato?
Non mi pare che la Germania e l’Inghilterra, pur avendo in termini assoluti un numero assai inferiore di addetti alla sicurezza, (fonte: Transcrime da dati Eurostat)vivano rinchiusi in casa per paura di essere derubati.
In ogni caso, per concludere, l’importante è fare colpo, il resto passa in secondo piano.
Personalmente continuo a non essere d’accordo con il reato di immigrazione clandestina che il Governo sta per varare, pur sapendo che altri paesi considerano reato la clandestinità:
nel Regno Unito l’ingresso illegale è punito con la reclusione fino a 6 anni di carcere,
In Germania la legge federale prevede la reclusione fino ad un anno ma, di fatto, l’espulsione immediata.
In Francia è prevista la reclusione fino ad un anno ed un ammenda di 3.750 euro,
In Spagna, pur non prevedendosi il reato di immigrazione clandestina, la legge ha stabilito il ricorso ad espulsioni si massa.
In Olanda, la legge prevede l’espulsione e, se non si ottempera, la reclusione fno a sei mesi.( fonte il Sole 24ore)
Quelli citati, sono paesi incivili? Perché noi non possiamo permetterci di legiferare in tal senso?
Ultimamente, da molte parti si sono levate lamentele e/o grida contro questo approccio nei confronti della delinquenza.
In un paese civile è giusto che ci sia una dialettica fra chi deve governare e chiunque abbia idee e progetti diversi.
Detto questo credo sia giunto il momento per il Governo, di agire secondo quanto ritengono sia la cosa migliore per il Paese lasciando da parte: avvertimenti, preghiere, chiacchiere e lamentele varie.
Ho l’impressione che la questione si stia trasformando nella solita pantomima all’italiana nella quale c’è sempre qualche contrario a prescindere e la discussione va avanti all’infinito.
Se fino a qualche giorno fa, leggendo i giornali sembrava che il problema sicurezza fosse la sola preoccupazione degli italiani, (la difficoltà ad arrivare a fine mese non si sente mai ad inizio legislatura, chiunque governi), oggi ci ritroviamo a fare i conti con chi per un motivo o per l’altro vuole, sempre in nome della giustizia, della fratellanza se non della civiltà, fermare i progetti governativi.
Credo sarebbe una grandissima svolta nel panorama nazionale se, per una volta, i nostri ministri, dopo un doveroso confronto, prendessero una decisione senza troppi tentennamenti.
Se domani il nostro ordinamento prevederà il reato di immigrazione clandestina, certamente non diventeremo un paese meno civile ed autoritario, semplicemente l’attuale classe dirigente avrà provato una strada, per noi, nuova. Fra un anno potremo cominciare a fare due conti e stabilire, questa volta davvero, se la cosa ha funzionato oppure se ci saranno modifiche da apportare.
Domenica l’Inter ha vinto lo scudetto; a Parma si sono avuti scontri fra la tifoseria interista e la polizia, danni a cose e persone: tutto normale?
Parrebbe di si dato che i giornali, per esempio il Corriere della Sera, nel dedicare quattro pagine di commenti alla finale scudetto, ha deciso di non annoiare i lettori con amenità riguardanti i soliti episodi di violenza dedicandogli alcune righe ed un trafiletto.
Facendo un rapido resoconto, due poliziotti sono stati feriti, anche se non in maniera grave, un asilo è stato demolito, la vetrina di un bar è stata frantumata, dei giardini sono stati resi inservibili ed alcune automobili sono state danneggiate.
Interessa qualcuno tutto questo? Secondo me, tolti: il centinaio di genitori costretti a tenere i figli a casa per l’inagibilità dell’asilo, i familiari dei due poliziotti, i proprietari del bar che perderanno soldi non potendo aprire subito, il comune di Parma che dovrà spendere denaro contante per ripristinare i giardini ed infine i proprietari delle auto danneggiate, a nessun altro fregherà nulla.
Addirittura, pare che il presidente dell’Inter Massimo Moratti, abbia giustificato la demolizione delle suppellettili dell’asilo, dicendo che i tifosi credevano si trattasse di una zona interna allo stadio (l’Informazione di Parma): e anche se fosse, si ha diritto a demolire uno stadio?
Mi sembra tutto davvero assurdo, per prima cosa l’ atteggiamento dei quotidiani che, spendono fiumi di parole sui rom come se fossero la sola causa dell’ insicurezza dei cittadini, (torneremo sul discorso sicurezza) mentre sugli imbecilli delle nostre parti, (per rispondere a chi giudica questi elementi non imbecilli ma vuoti, ricordo che nel passato, non molto lontano, giovani pieni di ideali/ideologie, hanno allegramente ucciso altre persone perché giudicate inferiori piuttosto che borghesi e/o perché no, nemici della patria: meglio ieri o oggi?)pare non ci sia nulla da dire: ordinaria amministrazione.
Mi hanno insegnato che le Leggi, per avere valore, devono discendere da costumi condivisi e pare che agli italiani non interessi molto che oggi il calcio rappresenta: una perdita netta in termini economici per la collettività, un rischio per chi si reca allo stadio ed uno sfogo per delinquenti che hanno, nell’ arena calcistica, la possibilità di fare il bello ed il cattivo tempo, (qualcuno ricorda i tifosi romanisti che decisero che una partita NON andava giocata?).
Potranno mai cambiare le cose se i cittadini per primi paiono contenti che il giocattolo calcistico mai si fermi, indipendentemente dai danni “collaterali” che settimanalmente provoca? Comunque: tutti agli europei e chi se ne frega.
foto di fratemarpione