Rispetto ad alcuni anni fa dove il concetto di famiglia unita era molto radicato, i problemi venivano affrontati in famiglia, si dava una buona educazione ai figli, si sapeva tirare la cinghia. Adesso, con il passare del tempo, il concetto di famigli si è sminuito, ognuno fa quello che gli pare, se c’è un problema si tende a scaricarlo al partner, segono poco i figli e il risultato è che aumentano le separazioni e i divorzi sempre di più. Purtroppo questo ha generato anche una nuova classe di poveri che sono, appunto, quella dei separati e dei divorziati che dopo aver pagato gli alimenti alla ex moglie si ritrovano con pochissimi soldi per sè stessi e quindi per mangiare. Quindi per sopravvivere sono costretti ad andare alle mense dei poveri per mangiare, in sostanza la loro vita è lavorare 8 ore al giorno, pagare gli alimenti e bollette varie, infine mangiare con i poveri, se non si hanno i genitori che li aiutano. Troppo triste! Bisognerebbe fare qualcosa per loro!
Separazioni e i divorzi,trasformano questi lavoratori in’clochard’. Il 25% degli ospiti delle mense dei poveri sono separati. Molti dormono in auto, altri tornano dalle loro famiglie di origine.
Via unità
Dopo la vicenda del divorzio annunciato da Veronica Lario nei confronti del nostro Premier Silvio Berlusconi, dove lei diceva che andava con le minorenni e la successiva difesa del Berlusca nella trasmissione “Porta a Porta”, fino ad adesso non si sente parlare di altro e questo ha generato un incremento della popolarità di Berlusconi a tutto vantaggio del Pdl che secondo certi sondaggi lo danno al 46%.
Insomma il divorzio Lario-Berlusconi è stata una sorta di campagna elettorale, manca solo che Franceschini, per stare al passo, faccia altrettanto.
Non c’è che dire siamo italiani…..
Il Pdl “grande partito, grande forza politica” secondo gli ultimi sondaggi e’ al 46 per cento.
Via adnkronos
Pare abbiano trovato i ragazzi che hanno tentato di uccidere il senzatetto di Rimini dandogli fuoco, (vedi qui).
Ciò che ancora una volta colpisce, al di la delle analisi sociologiche, psicologiche, pedagogiche che si sprecheranno consumando inchiostro senza dir nulla, credo sia una frase che si riporta ogni volta che accade qualcosa di brutto che coinvolge dei giovani: “…tutti di buona famiglia…”.
Trovo non ci sia niente di più vuoto, inutile ed insulso di definire degli imbecilli, figli di buone famiglie.
Qualcuno dovrebbe spiegarmi se esiste la possibilità fisica di nascere da buona famiglia ed essere bravo ed intelligente.
Qualcuno dovrebbe farmi capire qual è il prototipo della buona famiglia visto che, fra le altre cose, sono anni che non si fa altro che criticare il concetto stesso di famiglia parificando qualsiasi tipo di unione ad una famiglia, dando per scontato che divorzi, separazioni, carriere a pieni giri, siano quanto di più scontato ci sia dimenticando che in mezzo ci sono anche dei figli.
Solitamente, in ambito giornalistico per buona famiglia si intende una coppia con buona posizione economica, (il che rende indubbiamente intelligenti…) con figli incensurati, (anche questo rende astuti…).
Qual è la differenza fra un cinquantenne violento che prende a calci la moglie e, perché no, i figli oppure un ottantenne che abusa di una bambina, (vedi qui) ed un ragazzo che da fuoco ad un senzatetto?
Mi si scuserà per la banalità dell’analisi, ma secondo me si può essere imbecilli a qualsiasi età, (qualcuno dovrebbe rileggersi “La banalità del male” di Hannah Arendt) e giustificare sempre la malefatta del ragazzo con la noia, (il che rende colpevole la famiglia e la società che non sono in grado di provocare interessi nei giovani), mi sembra una gigantesca boiata.
Purtroppo, parlo da padre, non sempre i nostri figli sono i geni che noi pensiamo siano e sempre purtroppo, sarebbe bene che ci ricordassimo che il nostro resta il mestiere più difficile del mondo e, a volte, è previsto il fallimento.
Si era sentito nell’aria che la quota in Mediobanca non era strategica, grazie proprio alla definizione della medesima dell’amministratore delegato Merchionne.
«Le azioni sono state acquisite da Goldman Sachs International al fine del loro successivo collocamento presso investitori professionali».– Questo dice il comunicato con cui, il 20 settembre, la Fiat ha reso pubblica la vendita della sua quota di Mediobanca. Il Lingotto ha ceduto a Goldman Sachs la sua partecipazione nella banca d’affari milanese, pari all’1,83% circa del capitale, realizzando una plusvalenza di 118 milioni di euro. Il 26 settembre è previsto il regolamento dell’operazione.
Ci si prepara quindi ad un nuovo assetto manageriale per Fiat Spa, grazie alle nuove nomine come quella di Luca de Meo come responsabile Marketing e Gianni Coda agli acquisti.
Un chiaro segno che la società vuole risultare più giovane.
Merchionne dichiara di voler azzerare l’indebitamentoe entro il 2008, questi i progetti di Fiat, con una nota ottimistica fa sembrare che sia possibile anche entro il 2007.
Via CCSNews