Nel campo della medicina sono stati fatti dei progressi rilevanti in ambito prenatale, sono stati fatti dei test semplici per scoprire se il feto presente in una donna gravida, è affetto dalla sindrome di down, e hanno scoperto che con una semplice analisi del sangue si potrà trovare, subito, se sono presenti tre cromosomi 21 che determinano questa sindrome, questa scoperta permetterà di eliminare il test amniocentesi che essendo un esame invasivo che prevede l’utilizzo di un ago per prelevare il liquido presente nella placenta però aveva i suoi rischi di aborto il che non è totalmente affidabile.
Dobbiamo ringraziare dei ricercatori americani della Stanford University che hanno permesso di dare una svolta alla diagnosi prenatale, generando un test del sangue molto più sicuro e più immediato in quanto si potrà farlo alla 10°ma settimana e non alla 15°ma come viene fatto attualmente per l’amniocentesi, e i risultati sono immediati.
Sappiamo che fare un esame amniocentesi costa parecchio e in più comporta dei rischi, per questo dico che questo test è comodissimo e tenderà a tranquilizzare le donne in gravidanza in quanto non comporta alcun rischio.
Un semplice esame del sangue per scoprire se un feto è affetto dalla sindrome di Down. Il test, che apre nuovi orizzonti sul fronte della medicina, è stato messo a punto da un gruppo di ricercatori californiani della Stanford University. “Basta un piccolo campione di sangue della madre per capire se c’è traccia della malattia”
Via repubblica
Wall Street Journal ha stilato una classifica delle migliori 50 donne manager, nessuna italiana è presente, potevo pensare che almeno Marina Berlusconi fosse in lista, evidentemente sono in un livello altissimo!La classifica del Wall Street Journal «incorona» 3 cinesi e 2 indiane Cinquanta donne che contano, ma non una italiana. Donne «to watch», perché di potere, perché lasceranno il segno, nelle imprese, nella finanza, nel governo dell’economia. La classifica del Wall Street Journal ogni anno ne sceglie solo 50 nel mondo. Più 10 «da tener d’occhio», in Europa. Per lo più wonder woman americane come la numero uno, Angela Braly, a capo di WellPoint, colosso dell’assicurazione sanitaria privata. In un momento delicato per la sanità a stelle e strisce (dopo il film di Michael Moore «Sicko» che denuncia un sistema di speculazioni e ritardi sulla pelle dei malati) mentre il numero dei «non assicurati» sale a 50 milioni e si intensificano le riforme sanitarie, Angela Braly, per il Wsj, «giocherà un grosso ruolo nel dibattito in corso sulla sanità Usa». La novità sono le etnie: molte boss di origine asiatica (tre cinesi e due indiane), due nere, un’araba e qualche europea (la commissaria dell’Antitrust europeo Neelie Kroes che ha avuto il merito di negoziare con Steve Ballmer la resa di Microsoft.
L’impresa rosa stenta a partire, anzi in calo.
negli ultimi anni si e’ registrato un calo del 60% dei finanziamenti alle imprese in rosa. Dal 2001 al 2006 i finanziamenti alle Pmi guidate da donne sono passati da 10,4 a 4,2 mln di euro
via Ansa