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Il business del fotovoltaico

Wednesday, September 3rd, 2008

Sempre più si sente il bisogno di sfruttare queste famose fonti rinnovabili per far del bene all’ambiente, ma non solo, anche per il nostro portafoglio.

Soltanto qualche anno fa gli impianti fotovoltaici avevano costi improponibili, oggi invece i costi sono sostenibili e corroborati da un ritorno non indifferente, energia gratuita e rivendibile.
Questo infatti è il punto più interessante, il consumo gratuito è certo un incentivo ma nelle menti degli italiani c’è sempre il pungolo del guadagno ed cecco che da circa 3 anni è diventato possibile guadagnare con la propria energia prodotta infatti il 5 Agosto 2005 è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 181 il programma conto energia, con questo provvedimento è ora possibile vendere l’energia elettrica da impianti fotovoltaici direttamente al gestore GRTN. Ammesso e non concesso che l’impianto sia abbastanza prestante da fornire dei momenti di esubero di produzione. Momenti in cui la produzione di energia è superiore a quella consumata.

Ovviamente i costi di costruzione di un impianto fotovoltaico non sono esigui, per questo famiglie ed imprese chiedono sempre più spesso alle un appoggio finanziario per l’installazione dell’impianto e le hanno fiutato il business promuovendo e publicizzando pacchetti finanziari adatti al prodotto.

È nato perfino un premio per l’ecobanca più brava, il Green Globe Banking Award vinto quest’anno da Intesa Sanpaolo.

Ed ecco che sono nati proprio come i funghi i vari pacchetti e pacchettini o forme di finanziamento agevolato o addirittura impianti consigliati e finanziati dalla stessa banca. Ilsole24ore.com ci elenca una lista ben fornita delle banche che hanno annusato l’affare.

L’Italia di Sherwood ha trovato il suo Robin Hood!

Friday, June 27th, 2008

Finalmente ci siamo: qualcuno ha pensato a prendere ai ricchi per donare ai poveri.photo by veneziando.it

Dopo la tragicommedia di rifondazione comunista e dei suoi manifesti: “Anche i ricchi piangano”, il nuovo al ci ha donato la “Robin Hood tax”

Il principio sarebbe, se non erro: tolgo un po’ di soldi a chi ne guadagna tantissimi “vendendo” prodotti per i quali non si scappa, non se ne può fare a meno.

Oggi sul Sole 24 ore, si fa una prima stima e pare che solo 300 milioni andranno ai meno abbietti mentre il resto verrà trattenuto dall’erario. Oltretutto si corre il rischio, per non dire la certezza, che le perdite di ricavi dovute all’aumento dell’Ires, andranno a ricadere sui dei carburanti e dell’elettricità che non mi sembrano, attualmente, a buon mercato.

Detto tutto questo, un aspetto di questa manovra salta all’occhio: il tradimento del tanto richiamato, invocato e purtroppo vituperato liberalismo, (se non ricordo male il partito di riferimento si chiama Popolo delle Libertà) ed un grande populismo.

Se ci si tiene tanto a che le persone possano veder diminuire almeno un po’ i dell’energia, perché invece di ricorrere a sistemi pubblicitari ma inutili, non si comincia a fare un po’ di concorrenza reale?

Qualcuno a dato un’occhiata alle offerte per le famiglie sul “libero” mercato dell’energia? Tutte praticamente uguali, le differenze sono dell’ordine di 0,1 centesimo di € e, se prendete in mano, per esempio, il contratto dell’ENEL, venite informati che, riguardo l’erogazione di energia elettrica, risparmierete circa: dall’ ai 5 all’anno….

Qui sta il problema, non certo nell’aumentare le a chi guadagna molto solo per far vedere che si vuole bene al popolo, (bue, magari)

Purtroppo, in Italia, con la scusa del popolo sovrano, si cerca di fare le cose che possono compiacere e non quelle che realmente possono essere utili: lo dimostra l’ultimo richiamo della Corte dei Conti riguardo al “bonus” di 70 miliardi, (avete capito bene: miliardi) di € generato dall’adesione all’ che sono spariti nelle pieghe dei bilanci pubblici negli ultimi dieci anni, (Governi di centro sinistra e di centro destra, se non sbaglio).

Inflazione record 3,6% il picco massimo visto 16 anni

Wednesday, April 16th, 2008

La corsa dell’ L’ nella zona non ferma la sua corsa e a marzo, secondo Eurostat, ha toccato un nuovo record, attestandosi al 3,6%. In aumento anche rispetto al 3,5% della stima flash.Si tratta del 3/o rialzo consecutivo nel 2008. A trascinare in alto i il caro- e gli alimentari soprattutto latte,uova e formaggi. Nel marzo 2007, l’indice dei al consumo nella zona era all’1,9%. Nell’intera Ue l’ si è attestata al 3,8%. I prodotti alimentari a marzo hanno fatto registrare su base annua un incremento dei del 6,2% (+0,5% rispetto a febbraio). Gli aumenti nel settore dei trasporti, invece, sono stati su base annua del 5,6% (+1,3% rispetto allo scorso febbraio), dovuti essenzialmente al rincaro del carburante e dei combustibili. Questi ultimi sono alla base anche dell’aumento dell’ nel settore energia, che ha fatto registrare rispetto al marzo 2007 un balzo dell’11,2% (+2,3% su febbraio).

(more…)

Gruppi d’acquisto: l’unione fa la forza

Tuesday, April 8th, 2008

Cosa sono i gruppi d’acquisto?
I gruppi di acquisto sono formati da consumatori, in questo caso famiglie, che decidono di unirsi per acquistare all’ingrosso i prodotti alimentari, o le l’energia, per poi redistribuirli all’interno del gruppo.

Perchè creare un gruppo d’acquisto?
Le motivazioni che spingono a creare un gruppo d’acquisto sono la maggior parte delle volte economiche, dal momento che acquistare direttamente dai produttori, anziché nei supermercati, significa risparmiare sui dei prodotti. In alcuni casi, però, la motivazione può essere ascritta a ragioni etiche, con la preferenza che si riserva ad articoli ottenuti nel rispetto dell’uomo e della natura (in questo caso si parla di gruppi d’acquisto solidali).

Oggi spiego brevemente, prendendo spunto da un’articolo apparso sulla Stampa, i vantaggi e gli svantaggi della creazione di gruppi d’acquisto condominiali per la spesa e per l’energia.

Cominciamo dalla spesa:
Le famiglie che decidono di prendere parte a questi gruppi d’acquisto hanno come obiettivo primario il risparmio sulla spesa. Per ottenere uno sconto si preferiscono canali d’acquisto primari, quindi senza intermediari, ad esempio contattando direttamente i produttori agricoli. In questo modo si bypassano tutta una serie di costi, detti di intermediazione, che gravano come un macigno sul prezzo pagato dal consumatore finale.
Si crea un comitato di persone con un rappresentante che settimanalmente si occupa di creare una lista dei beni necessari alle famiglie e di reperire i soldi. Fatto ciò si reca dal venditore e compra all’ingrosso i beni precedentemente richiesti.

Vantaggi

  • più economici della merce (senza rincaro) in quanto si compra direttamente dal produttore.
  • Risparmio sulla spesa: comprare in grosse quantità permette di accedere a sconti e promozioni.
  • Risparmio di tempo e di carburante per fare la spesa

Svantaggi

  • Si acquista senza vedere direttamente la merce
  • Delega dell’acquisto

Passiamo ora alle bollette:
Con la liberalizzazione dell’energia, da luglio scorso, è possibile cambiare fornitore e quindi sottoscrivere un contratto diverso rispetto al precedente. Se più persone si uniscono, è possibile acquisire forza contrattuale e ottenere condizioni più vantaggiose che magari non sarebbero concesse se richieste da singolo utente.

Esempio per il gasolio:

Mentre una fornitura di 2.000 litri di gasolio costa 1,06 €/l, acquistandone una quantità maggiore, ad esempio 10.000 litri, il prezzo scende a 1,03 €/l. In questo modo si saranno risparmiati 270 € in tutto. Se poi si raddoppia il quantitativo ordinato a 20.000 litri, il costo diminuisce ulteriormente e arriva a 1,02 €/l, con un risparmio complessivo di 740 €

Produttività del lavoro USA in rialzo? Europa ringrazia

Wednesday, December 5th, 2007

Mattinata molto movimentata nelle borse europee. Tutte in rialzo, nonostante le aspettative.

Questo slancio dei mercati europei è dovuto all’uscita dei dati statunitensi che hanno mostrato il più forte balzo della produttività del lavoro degli ultimi quattro anni (+6,3%) e una contestuale diminuzione del costo del lavoro unitario (-2%) superiore alle attese.

Dati che hanno smosso così i nostri mercati, coinvolti nell’ascesa Mibtel, S&P/Mib, il Dax tedesco, il Cac40 francese oltre che tutti i dell’energia.

Nel settore dell’energia si sente la mano di OPEC, trainati dall’ascesa delle quotazioni del greggio

Google investe miloni per l’energia rinnovabile

Wednesday, November 28th, 2007
è sempre un passo avanti a tutti, dovrebbero prendere esempio da questo gruppo che cerca sempre di migliorarsi e quindi risparmiare sui costi sull’elettricità prodotta dal carbone, puntando sull’energia rinnovabile.
Certo che questo investimento richiede milioni di dollari, ma sono recuperabili a lungo termine. Chissà se le altre aziende, americane e non, saranno in grado di seguire l’esempio di ma non credo in quanto siamo in una società dove conta il profitto.

annuncia una nuova iniziativa volta a creare elettricità da fonti energetiche rinnovabili, ad un costo inferiore rispetto all’elettricità prodotta dal carbone. Questa nuova iniziativa, conosciuta anche come Progetto RE C (renewable energy cheaper than coal), si focalizzerà inizialmente sullo sviluppo di tecnologie per la produzione e l’utilizzo di energia termo-solare, eolica e per la realizzazione di sistemi geotermici ed altre tecnologie competitive. “Vogliamo applicare la stessa creatività ed innovazione alla sfida per la produzione di elettricità rinnovabile a livello globale e a costi inferiori rispetto a quella generata dal carbone” aggiunge Page. “E’ in atto un incredibile sforzo nei riguardi dell’energia rinnovabile. Le tecnologie sono state sviluppate in modo da evolversi in attività in grado di fornire elettricità più economica di quella prodotta dal carbone. Siamo interessati a sviluppare nuove tecnologie competitive a livello di costi e rispettose dell’ambiente. Pur essendo consapevoli dell’esistenza di alcune tecnologie molto promettenti, crediamo che ce ne siano molte altre da scoprire e realizzare”.

Vai lastampa
ha annunciato oggi il lancio di un’iniziativa strategica nel campo delle fonti rinnovabili, che punta a creare elettricità ad un costo inferiore rispetto all’elettricità prodotta dal carbone.Nel 2008 prevede di investire parecchi milioni di dollari in ricerca e sviluppo e in progetti connessi all’utilizzo di energia rinnovabile. Come parte del processo di pianificazione in atto, la società sta anticipando inoltre l’investimento di centinaia di milioni di dollari in progetti innovativi per lo sviluppo di energia rinnovabile che portino ad un ritorno positivo per la stessa.
Vai borsaitaliana.reuters.it

Nasce il quarto gruppo mondiale dell’energia: Gdf-Suez

Monday, September 3rd, 2007

Dopo il via libera dato ieri dai rispettivi consigli di amministrazione, le compagnie Suez e Gas de France hanno annunciato ufficialmente in mattinata la loro fusione, che dopo 18 mesi di trattative dà vita al quarto colosso del gas e dell’elettricità di tutta l’Europa per capitalizzazione sul mercato.

“I cda di Suez e Gaz de France hanno approvato domenica sera, 2 settembre, il progetto di fusione che farà nascere un colosso del gas e dell’energia da 72 miliardi di di ricavi e da circa 90 miliardi di capitalizzazione. Si chiamerà Gdf Suez e sarà la quarta società al mondo nel settore gas-elettricità. Lo precedono Gazprom (Russia), Edf (Francia) e Eon (Germania).”

Il primo ministro Francois Fillon si è rallegrato stamani della creazione in Francia di un «secondo gigante dell’energia» dopo EdF che sarà «terzo o quarto a livello mondiale»: «È una bella operazione» che consentirà alla Francia «di strutturare il mercato dell’energia in Europa».

«Il settore pubblico deterrà circa il 40% del nuovo gruppo. Il 40% di GdF Suez è meglio del 70 o 80% di GdF» ha detto Fillon, che ha aggiunto alla futura partecipazione diretta dello stato nel nuovo gruppo anche quella della Caisse des Depots et Consignations.

Via www.ilsole24ore.com: