Con il nuovo decreto legge attuato con le misure anti-crisi, ci sarà meno burocrazia e più controlli in ambito fiscale, che permetterà di snellire le formalità rendendo più semplice e quindi più efficare l’operatività dell’agenzia delle entrate, insomma hanno tolto gli obblighi relativi all’invio, in via telematica, del resoconto delle operazioni effettuate tramite distributori auomatici, l’usabilità dei crediti in compensazione per importi superiori a 10.000 euro, l’incasso da parte dei professionisti tramite strumenti finanziari tracciabili e infine hanno tolto l’obbligo di presentare tutti gli elenchi clienti e fornitori.
Bisogna considerare che questo tipo di obblighi erano praticamente inesistenti in quanto non erano mai entrati in vigore e per questo li hanno soppressi, infine ci saranno dei controlli approfonditi in base al tenore di vita e al reddito percepito dal contribuente in modo da trovare eventuali discrepanze,
Non so se questo contribuirà a debellare l’evasione fiscale ma di furbi ce se sono sempre e quindi non sarà facile trovarli.
Meno adempimenti formali, più controlli sostanziali. Per la lotta all’evasione, sembra questa la strada che è stata tracciata dal Governo, prima con la manovra d’estate (decreto legge 112/08, convertito nella legge 133), poi con le misure anti-crisi (decreto legge 185/08, in corso di conversione).
Via ilsole24ore
All’agenzia delle entrate hanno nominato un nuovo amministratore delegato di Equitalia, Attilio Befera, che conosce molto bene il sistema fiscale ed in più questa nomina è stata anche apprezzata dall’opposizione.
Questo nuovo amministratore delegato ha già creato un piano per l’agenzia delle entrate e si basa sull’intensificazione dei controlli per contrastare ogni eventuale evasione fiscale senza però coinvolgere i contribuenti onesti, insomma ci saranno pià controlli per quelli che hanno la residenza all’estero (vedi Valentino Rossi) e valutare il loro reddito annuale in modo da verificare eventuali discrepanze.
Questi controlli verranno fatti a tappeto e non coinvolgeranno solo i piccoli contribuenti, ma anche le grosse aziende che per pagare meno tasse usano dei sporchi trucchi e altre che eludono l’iva.
Insomma tutto questo si tramuterà in ulteriori entrate per lo stato e quindi meno tasse per i cittadini onesti e più servizi.
L’Agenzia dovrà mantenere ferma l’azione di contrasto all’evasione e, nel contempo, migliorare l’offerta dei servizi ai contribuenti all’insegna della semplificazione, della duttilità e della flessibilità. E questo dovrà farlo senza gravare ulteriormente sui cittadini onesti, i cui adempimenti, anzi, andranno ridotti».
Via ilsole24ore
Ecco a voi la lista pubblica dei correntisti italiani del Liechtenstein, 390 persone che hanno cercato di evadere le tasse convertendo i soldi nel Liechtenstein in modo da non versare alcun centesimo allo stato per complessivi 1,3 miliardi di euro!
Speriamo che lo stato possa spuntarla su questi furbi in modo da far capire che il crimine non paga!
La lista completa la potete scaricare in questo sito del sole24ore.
Intanto vi mostro alcuni nomi con la relativa cifra che hanno cercato di nascondere:
Mario D’Urso, 250 milioni euro;
Gruppo farmaceutico Mian, 200 milioni euro;
Gruppo Menarini 476 milioni euro;
Giampaolo Corabi, 15 milioni euro;
Milva (la cantante) 7,5 milioni euro;
Zanussi, 5 milioni euro;
Marco Piccinini, 60 milioni euro
Famiglia Bax, 20 milioni euro;
Famiglia Ryan, 15 milioni euro;
Famiglia Pichler, 35 milioni euro;
Famiglia Amenduni, 15,5 milioni euro;
Famiglia Groppo, 13 milioni euro;
Famiglia Garbagnati, 15 milioni euro;
Famiglia Marcora, 20 milioni euro;
…. etc, etc e mi fermo qui perchè mi è già venuta la bile, non è possibile nascondere certe cose e quelli che ci rimettono siamo noi! Volete leggerla tutta, andate dal babbo »
In ogni modo so benissimo che morto un papa se ne fa un altro, voglio dire che se i conti del Liechtenstein non sono più adatti per nascondere i soldi, troveranno un altro posto, magari nel Borneo!
La lista italiana del Liechtenstein è pubblica. Le 157 posizioni, a cui corrispondono 390 nominativi e un ammontare complessivo di 1,3 miliardi (1.337.250.000) sono stati resi noti ieri. Sono poi in consegna alle 37 Procure gli atti inviati dalla magistratura romana per competenza territoriale. Il reato ipotizzato è omessa e infedele denuncia dei redditi: ma il rischio-prescrizione è concreto, trattandosi di fatti risalenti a un’epoca che finisce nel 2002 e questi reati decadono in sette anni e mezzo.
Avrete già letto ovunque lo scandalo dei conti segreti in Liechtenstein, lentamente le indagini stanno andando avanti e emergono particolari sempre più interessanti.
Gli evasori italiani ammontano a circa 400, con un patrimonio evaso stimato intorno a un miliardo di euro.
Di questi 400 evasori di solo di una quarantina si conoscono i dati anagrafici, sugli altri la Procura di Roma e le fiamme Gialle stanno lavorando alacremente al fine di scoprire maggiori dettagli.
Le problematiche che stanno sorgendo sono però di due ordini:
Prescrizione.
Non usabilità dei dati raccolti.
Per quanto riguarda la prima cito testualmente:
I reati tributari contestati ai 400 di Vaduz sono ormai sulla soglia della prescrizione (2009) che pure potrebbe essere interrotta dall’avvio di un procedimento fiscale. Ma, soprattutto, il processo che dovrebbe accertare le responsabilità di “omessa o infedele dichiarazione dei redditi” ha di fronte un ostacolo che difficilmente potrà essere aggirato.
La seconda problematica riguarda i dati raccolti, come possiamo vedere:
I dati sui correntisti della Lgt oltre ad essere monchi (su 388 beneficiari, solo per 19 esiste una documentazione che indica chi, quando e come accese i depositi) sono una prova processualmente “inutilizzabile”, perché “acquisita irritualmente”, senza cioè la collaborazione ufficiale delle autorità del Granducato.
La collaborazione, però, potrebbe ancora arrivare nei prossimi giorni, quando a Vaduz sarà notificata la rogatoria già predisposta dalla Procura di Roma. Ma sono molti gli scettici riguardo questa possibilità, in quanto, l’unico procedimento che sin qui è stato aperto in Liechtenstein è nei confronti dell’ex funzionario della Lgt che ha venduto i segreti ai Servizi tedeschi.
Staremo a vedere.
Oltre a Valentino Rossi, e Fabio Capello, anche Lele Mora è caduto nella trappola del fisco e deve 5,6 milioni di euro, mica briciole, ha voluto seguire le orme di tanti famosi personaggi dello spettacolo e dello sport facendo il furbetto con l’agenzia delle entrate, ma è stato pizzicato dalgli agenti del fisco!
Grazie alla società intestata a lui la L.M. Management ha provato a richiedere il rimborso per un volo aereo di Maradona, per un concerto annullato, per i le tante vacanze, per gli elettrodomestici della sua casa e per il noleggio di vari beni di lusso.
Anche le fatture di ristoranti, negozi, benzina e parcheggi non sarebbero valide, in quanto non inerenti all’attività della sua agenzia.
Credeva di essere il più furbo degli altri, invece dovrebbe capire che il crimine non paga! Questo tipo di persone sono il cancro dell’Italia dovrebbero metterlo in galera! In Italia c’è gente onesta che paga le tasse con il sudore, mentre lui campa tra champagne e donne.
“Lele Mora e’ nei guai con il Fisco: deve all’Erario 5,6 milioni di euro per aver illegittimamente portato a deduzione nella dichiarazione dei redditi, costi che non erano inerenti all’attivita’ della sua societa’, la L.M.Managment. Il valore della lite ammonta a 2 mln e 739.420 euro per il 2003 e a 2 milioni e 931.376 per il 2004: comprendendo anche le sanzioni (389.171 euro per il 2003 e 1 mln e 157.973 euro per il 2004), il suo debito arriva quindi alla ‘bellezza’ di oltre 5 milioni e mezzo.”
Vai agi