Adesso non vota più, hanno chiuso le urne e adesso si attenderà chi sarà il nuovo sindaco di Roma 2008, Rutelli o Alemanno.
Gli elettori romani che hanno votato per il ballottaggio hanno già deciso chi diverterà il nuovo sindaco di Roma.
Per adesso ci sono i dati provvisori per l’elezione a presidente della provincia di Roma, Zingaretti o Antoniozzi
Eccovi i dati per l’elezione del presidente della provincia di Roma sono i seguenti:
ZINGARETTI AL 54,89%
ANTONIOZZI AL 45,1%
Fonte Messagero
Anche nelle elezioni 2008 le polemiche contro exit poll e proiezioni sono state molto accese, nonostante i risultati previsti o interpolati non fosse così distanti dalla realtà.
Quindi per i risultati elettorali in attesa oggi niente exit poll! Punto!
Non sono stati diffusi exit poll e quindi i primi ragionamenti sul voto potranno essere fatti solo quando lo spoglio delle schede sarà stato avviato e avrà raggiunto una discreta copertura. (fonte corriere)
Bisognerà quindi attendere fino a questa sera per aver notizia. Ma cosa c’è ancora in ballo?
Per ora sappiamo che l’affluenza è stata in netto calo, ma dubitiamo la colpa sia del bel tempo arrivato dopo settimane di cielo nero.
Ieri, nella prima giornata, affluenze in forte calo in tutta Italia. Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno, alle 22 si erano recati alle urne per il secondo turno delle comunali il 46,258% degli aventi diritto contro il 58,744% del primo turno. Una flessione di circa 12 punti e mezzo. (via La Stampa)
Il titolo segna una minusvalenza del 2,22% a 5,945 euro, sui minimi intaday, dopo l’esordio positivo di questa mattina.
I corsi azionari risentono chiaramente dell’impatto psicologico dei risultati elettorali, che vedono per ora uno scarto piuttosto modesto fra le due principali coalizioni. Infatti alla Camera la coalizione PDL-Lega sarebbe vista al 42%, che si confronta con un PD-IDV al 40%.
Situazione poco diversa al Senato, dove la PDL avrebbe preso il 42,5% contro il 39,5% del PD. Penalizzati i partiti minori, UDC e Sinistra Arcobaleno, che risulterebbero sotto la soglia dell’8% al Senato e attorno al 4-5% alla Camera.
Mediaset recupera dai minimi verso la chiusura, con una limatura dello 0,25% a 6,065 euro, dopo essersi appesantita nelle prime ore pomeridiane. Il titolo continua a scontare l’arrivo di novità sul fronte delle elezioni, mentre gli exit poll sembrerebbero ora allargare la forbice fra PDL e PD.
Dal lato opposto brilla Mondadori, anch’essa psicologicamente legata agli esiti elettorali, con un guadagno del 3,69% a 5,51 euro. Il titolo ha progressivamente allungato in scia alle proiezioni in arrivo dalle principali agenzie.
Questi i dati percentuali del Ministero sull’affluenza registrata alle ore 22, ieri sera, nelle diverse regioni per l’elezione della Camera dei Deputati.
Il secondo dato si riferisce alle precedenti elezioni.
VALLE D’AOSTA 60,0 - 63,6,
PIEMONTE 63,5 - 68,2,
LOMBARDIA 69,9 - 73,0
TRENTINO ALTO ADIGE 68,3 - 72,1
VENETO 68,0 -72
FRIULI VENEZIA GIULIA 61,8 - 63,2
LIGURIA 60,4 - 66,4
EMILIA ROMAGNA 70,4 - 75,3
TOSCANA 67 - 71,8
MARCHE 65 - 69,9
UMBRIA 66,1 - 70,1
LAZIO 62 - 67
ABRUZZO 61,13 - 65,35
MOLISE 57,4 - 63,3
CAMPANIA 55,7 - 59,3
PUGLIA 56,11 - 59,4
BASILICATA 56,5 - 61,8
CALABRIA 51,5 - 55,8
SICILIA 55,1 - 56,3
SARDEGNA 51,3 - 56,8.
Consultate la pagina degli exit poll per vedere i dati sempre aggiornati
Il fantasma del pareggio plana sulle elezioni italiane. Il titolo su alcune testate internazionali veicola i timori italiani di un Paese sempre ingovernabile. All’indomani dello scrutinio i due principali partiti potrebbero essere costretti a cooperare per uscire da una nuova impasse elettorale: «Nonostante le gesticolazioni di fine campagna», né Silvio Berlusconi né Walter Veltroni hanno escluso l’ipotesi di una larga intesa per riformare la legge elettorale. «La possibilità di andare al di là, verso un governo di “grande coalizione” dipenderà dal risultato delle urne». Le Monde mette on line un editoriale, intitolato «Il ritorno di Berlusconi?», durissimo nei confronti del leader del Pdl: «Ogni volta che ha occupato Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi ha fatto vergognare i suoi concittadini e ha ostacolato l’integrazione europea. Rischia di andare allo stesso modo se gli italiani, in tutta libertà, gli daranno una maggioranza, per quanto tenue». In un’intervista dal titolo «La grande stanchezza degli italiani», Marc Lazar, docente alla Luiss, che nel 2006 ha scritto “L’Italia alla deriva” pensa che il Belpaese sia ancora alla deriva e non crede a un governo di grande coalizione, almeno non guidato da Berlusconi, «che provoca ancora troppe reticenze a sinistra». Senza pretese di obiettività, il quotidiano di sinistra Libération titola «In Piazza del Popolo la sinistra vuole crederci», mettendo sulla home page una foto della folla al comizio finale del leader del Pd. Altri siti francesi che hanno aggiornato domenica la home page riportano con grande evidenza titoli di cronaca sull’Italia alle urne, come il Nouvel Observateur e Le Figaro che ricordano gli ultimi sondaggi secondo i quali il Cavaliere era favorito nei sondaggi. Il leader del Pdl, scrive Le Figaro «si mostra fiducioso». Gli istituti tuttavia gli attribuiscono al Cavaliere «una maggioranza incerta al Senato che potrebbero obbligarlo a negoziare alleanze». Parla di «gara serrata» il britannico Economist, che apre il sito web domenica con il titolo «Cercando di afferrare la vittoria» e le foto dei due principali contendenti. Secondo il settimanale, la prospettiva di un Parlamento bloccato rende più probabile che i due maggiori partiti debbano venire fare un patto post-elettorale, o perfino una “grande coalizione” per assicurare la governabilità. L’Economist, che nell’edizione cartacea ha parlato del “ritorno del giullare”, non perde l’occasione per punzecchiare Berlusconi e – ricordando l’autogol su Totti – mette in evidenza come all’ultimo comizio del Cavaliere al Colosseo c’erano solo poche migliaia di sostenitori, mentre Veltroni ha attirato una folla di decine di migliaia a Milano, roccaforte dell’ex premier. Il sito del Telegraph mette on line un clip dissacrante, che circola da tempo su You Tube e sulla cui veridicità non si ha conferma, che mostra Berlusconi mentre mima un atto osceno nei confronti di una donna vigile avvicinata da dietro, prima di salire in macchina, dopo essere sceso da una scalinata bianca che potrebbe essere quella del Vittoriano. La corrispondenza da Roma del Telegraph ha un titolo sui sospetti di brogli che «non fanno deragliare Berlusconi». Un commento paragona la politica italiana a «un gioco di sedie musicali dove nessuno perde mai la poltrona». Una serie di domande e risposte sui due principali candidati premier è irriverente nei confronti di Berlusconi, ma di Veltroni scrive che, per sua stessa ammissione, ha bisogno di un miracolo per farcela. Dopo avere ottenuto un’intervista con il Cavaliere, il Sunday Times titola: «Il gran seduttore Silvio Berlusconi corteggia di nuovo l’Italia ma questa volta ha compagnia». Il domenicale del Times è stato – scrive - il solo giornale straniero ammesso sul suo jet durante la campagna. Un «esuberante» Berlusconi dichiara di essere la sola speranza dell’Italia per combattere la sinistra. «Anche la vittoria di stretta misura prevista dai sondaggi – secondo il Sunday Times - sarebbe un ritorno sbalorditivo per questo miliardario di 71 anni che è stato abbandonato dagli alleati di centro-destra dopo avere perso le elezioni due anni fa». Il sito riporta anche un articolo sul principe Emanuele Filiberto che «vuole diventare primo ministro». La smentita di ogni coinvolgimento in brogli elettorali da parte dell’alleato di Berlusconi, Marcello Dell’Utri, fa il titolo dell’Observer, il domenicale del Guardian. La faccenda «scuote» il candidato in testa nei sondaggi, scrive l’Observer, che osserva come il voto all’estero possa rivelarsi decisivo. L’Independent mette sulla home page una foto di Daniela Santanchè con il titolo «Il “volto accettabile” del fascismo potrebbe costare a Berlusconi la vittoria». La Santanché, sola donna candidata premier, ha fatto sensazione su Peter Popham, che la definisce la rivelazione di questa campagna elettorale, anche se sarà «rimarcabile» se il suo piccolo partito prenderà qualche seggio in entrambi i rami del Parlamento. La Bbc mette sul sito le foto dei due principali rivali, il Daily Mail solo quella di Berlusconi, favorito per «la vittoria».
Stanotte dopo gli exit poll sapremo, salvo imprevisti di sorta, chi governerà l’Italia e se il vincitore avrà la maggioranza alla Camera e al Senato o se ci sarà il tanto temputo pareggio che potrebbe peggiorare la situazione attuale.
In ogni modo si sa che Berlusconi o Veltroni quando saranno al potere non avranno vita facile tra debito pubblico in crescita e economia in ribasso e con annessa crescita pari a zero.
Le promesse dei leaders politici fatte in piena campagna elettorale verranno mantenute? chi lo sa! Comunque quello che più serve all’Italia per rialzarsi da questa crisi sono le riforme, prima si fanno meglio è, altrimenti rischiamo grosso.
Chi vincerà deve, quindi, rimboccarsi le maniche, evitare le polemiche con l’opposizione, partire a spron battuto con il taglio del cuneo fiscale, detessare gli straordinari e così via. Devono anche considerare che le entrate fiscali non sono eterne, prima o poi si fermeranno e quindi bisogna mettere la mano nella spesa pubblica, tagliare tutto ciò che è superfluo, cosa che il Pd ha detto di fare, mentre il Pdl è stato vago in questo contesto.
Riassumendo, martedì 15 Aprile, il vincitore dovrà capire che non sarà facile tirare avanti questa “baracca” e per farlo dovrà prendere decisioni impopolari, e in questo caso dico Auguri a Berlusconi o Veltroni (o Casini se ci sarà il fatidico pareggio).
Ma c’è un’altra cosa di cui, a partire da martedì, verremo poco per volta informati, ed è lo stato effettivo dell’Italia. Solo allora, infatti, i partiti potranno alleggerire la pressione che li induce a rappresentare la situazione dell’Italia in modo tendenzioso, evasivo, parziale. E solo allora, finalmente, i vincitori saranno costretti a suddividere le rispettive promesse in due gruppi: quelle che si possono mantenere subito e quelle che, «vista la situazione», non si possono che spalmare lungo i cinque anni della legislatura. Che cosa ci diranno, dunque?
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Poi non dovete fare altro che comunicarci via commento o trackback l’url del vostro post. Data di scadenza non oltre le 23.59.59 di Sabato 12 Aprile. Periodicamente su questo post verrà aggiornato un foglio excel con il vostro Nickname e le vostre previsioni. Per regolarità nel commento / trackback devono essere presenti le quotazioni. Se nel trackback non vengono fuori inserite un commento. Faranno fede le sole quote inserite nei commenti, non quelle riportate nei singoli post.
Vincerà chi si avvicinerà maggiormente ad entrambe le percentuali di voto, sommando le differenze e premiando chi ha il gap inferiore. In caso di pareggio si andrà ad estrazione.
I siti che si occupano di contest che ci segnalano:
Le elezioni 2008 si contraddistinguono dalle altre elezioni, secondo me, per due precise caratteristiche:
Mai come quest’anno è così alta la titubanza del voto. Ma non di rispondere alla domanda “per chi voti?” ma di rispondere alla domanda più semplice “voti?”. Il clima di insicurezza degli ultimi mesi, le molte delusioni dell’ultimo governo di non-sinistra hanno generato uno stato di totale sfiducia nei confronti della classe politica, priva di colori.
Proprio ieri, parlando del contest in corso sugli exit poll, molti non volevano partecipare per non immischiarsi con la politica. Molti non hanno partecipato perchè non votando, non vedevano la cosa sensata. Quel diritto di voto che in Italia è costato migliaia di morti e al quale molti immigrati rinunciano con tristezza.
Mai come quest’anno i comizi elettorali sono stati così poveri di idee innovative e di proposte concrete. Ma soprattutto mai come quest’anno c’è stata così poca differenziazione tra un programma e l’altro. Una campagna elettorale nata sulla bocca di Berlusconi e Veltroni come dai toni pacati, finita nella solita rissa verbiale tra ubriaconi che si divertono a far ridere il locane prendendo per i fondelli l’altro. Ma soprattutto tra un comizio e l’altro le poche cose proposte sono sempre quelle. Sempre le solite irragiungibili promesse che alla fine comportano per il cittadino il tanto odiato “…e io pago!”. Cosa si può pretendere comunque da quel minestrone riscaldato che è la politica moderna? Nuovi gruppo nuove bandiere, ma sempre le stesse sessantessi faccie.
Sinceramente anch’io sono molto deluso, però per adesso sono ancora alla fase “chi votero?”, non ce la faccio di rinunciare ad un diritto così imporante. La cosa comica di questa campagna elettorale però è che i politici parlano con le parole di Stella e di Rizzo!!!
p.s.: post dedicato al giovane B83. Foto originale di G. Galizzi - www.valbrembanaweb.com
fonte Corriere - rilevamento definitivo 61062 su 61062 sezioni
In questa pagina raccogliamo i migliori servizi di exit poll disponibili nella rete. Al momento attuale i siti propongono informazioni di contorno, in quanto la pubblicazione degli exit poll è consentita solo a seggi chiusi (dopo le ore 15.00 inizierà la guerra).
Ricordiamo che prima delle elezioni è in corso il nostro exit poll contest, in premio una splendida cornice digitale.
AnsaAnsa presenta un sito pulito e ricco di informazioni, come da loro standard. Gli exit poll sono disponibili nella barra laterale, espendibili. Nel sito molte informazioni tecniche sul tema elezioni, che elencano ruoli e modalità. Inoltre news minuto per minuto di tutto ciò che sta accadendo attorno al 13-14 aprile.
RepubblicaRepubblica spinge forte su grafica e interattività. In questi giorni di campagna elettorale utilizza addirittura le mappe di google per mostrare dove sono i principali politici oggi, domani e dopo domani. Inoltre propone link particolari come il politometro, scopri dove sei e i manifesti elettorali taroccati. Inoltre un link alla propria sezione gossip…
Tg5Tg5 purtroppo presenta sempre la solita grafica un po’ caciarona e piena di elementi lampeggianti, il tutto racchiuso da ermetici riquadri. Positivo però il senso civico verso i lettori, presentando in modo multimediale quali errori evitare votando e come si vota correttamente.
Corriere della SeraAnche il Corriere non rinuncia al proprio Speciale Elezioni, in forma più di categoria semantica che di mini sito. Molte le informazioni presenti. Da notare il box con le news più lette e il box con i link al “come votare”. Diversamente da altri siti troviamo anche la videoChat elettorale, molto web2.0!
Il Sole 24 OreAnche il Sole non rinuncia al proprio layout. Poche immagini e una valanga di link in testo piccolissimo, tanto per fare perdere la testa ai navigatori meno maliziati. Principalmente le sezioni sono suddivise in: news, interviste, come votare e sondaggi.
La StampaNon poteva certo mancare il dossier de La Stampa. Largo spazio alle news e a una miriade di piccole immagini che nel web2.0 potrebbero benissimo essere scambiate per grandi avatar. Punti focali: i candidati, la legge elettorale, il forum di discussione la la rubrica tendenze (completamente OT).
Questa volta le polemiche suscitate dalla Destra, ma inizialmente nate da una segnalazione bipartisan iniziata da un’esponente della sinistra, sulle difficoltà legate al voto sono realmente fondate. Da anni mi occupo di comunicazione online e grafica e devo dire che questa volta lo stato italiano si è realmente impegnato per rendere più difficile possibile la votazione, creando larghi margini interpretativi che saranno sicuramente degli scogli all’atto dello scrutinio delle schede.
Guardiamo l’immagine e commentiamola insieme.

A fianco di ogni singola riga il risultato. Ok uguale voto corretto. No uguale voto annullato.
La regola è: fare la “X” solo e unicamente sul sito del partito che desiderate votare. Solo sul singolo simbolo. Ogni “X” che uscirà da un singolo simbolo e andrà a toccare anche solo due simboli sarà una scheda nulla (fac simile della scheda sul sito politica online).
Il problema diventa quindi l’interpretazione che gli scrutinatori e i presidenti di seggio daranno delle schede elettorale: parlare di interpretazione e di esprime un voto mi sembrano due cose non conciliabili! Mettetevi nei panni degli ultra 70enni che si troveranno davanti questa scheda…
Elezioni 2008 quindi sicuramente ricche di polemiche: tante ancora prima del voto, sicuramente di più dopo il voto. Senza contare il caos che gli Exit Poll susciteranno secondo dopo secondo.
Attenzione!!!
L’amica Stefania ci segnala che in base agli articoli agli articoli 64 e 69 del D.P.R. n. 570/60.:
“Tali norme stabiliscono, come e’ noto, che la validità dei voti contenuti nella scheda deve essere ammessa ogni qualvolta se ne possa desumere la volontà effettiva dell’elettore, salvo i casi di schede non conformi a legge, o che non portano la firma o il bollo dell’ ufficio elettorale di sezione o, infine, di schede che presentano scritture o segni tali da far ritenere, in modo inoppugnabile, che l ‘elettore abbia voluto far riconoscere il proprio voto.”
La riga di esempio B potrebbe essere considerata valida per il principio che:
la validità dei voti contenuti nella scheda deve essere ammessa ogni qualvolta se ne possa desumere la volontà effettiva dell’elettore
Grazie Stefania. Una conferma in più di quanto inadatta sia la scheda e quanto conterà in queste elezioni la buona fede e la professionalità degli scrutinatori.