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Fallimento: quanto sarebbe stato utile al Paese…

Tuesday, November 18th, 2008

Sono ormai mesi che la politica italiana è impegnata a legiferare, discutere e litigare su Alitalia.

Il centro destra al governo ha preso i provvedimenti che sono sotto gli occhi di tutti ed il centro sinistra, ai suoi tempi, ha fatto il possibile per salvare, nella maniera più decorosa, la nostra compagnia di bandiera.

Tutti hanno in comune questa caratteristica: la certezza che il fallimento della compagnia sarebbe stata una tragedia nazionale.

Ora, a questo punto della vicenda mi chiedo:

Visto che i reali esuberi saranno più di 9.000, (fonte il Sole 24 ore)

Visto che i continui scioperi hanno fatto ottima pubblicità ala compagnia aerea ed al sistema paese,

visto che almeno il prestito ponte di 300 milioni di euro andrà a gravare le nostre gia appesantite spalle,

visto che negli ultimi 10 anni Alitalia ci è costata più di 5 miliardi di €,

vsto che l’unione con Air One produrrà monopolio sulla rotta regina,

visto che Air One è indebitata fino al collo, (vedi qui)

vista la figuraccia internazionale che questa soap opera comico-drammatica, (comica per i concorrenti che gongolano e drammatica per noi che perdiamo tempo dietro un carrozzone decotto), ha provocato e sta provocando.

Non era meglio il fallimento?

Capisco che la storia non si faccia con i se, ma almeno mi auguro che questa vicenda ci serva da lezione per il futuro, quando ancora, sono certo, verranno tirati in ballo l’interesse nazionale, i poveri lavoratori ed il dovere di difendere l’italianità.

Lehman Brothers dichiara il fallimento

Monday, September 15th, 2008

Image Hosted by ImageShack.us Prima o poi doveva succedere. Lehman Brothers, la famosa Banca d’affari americana, nonostante i tentativi del Tesoro di salvarla, non ce l’ha fatta.

Il destino della Lehman Brothers è stato segnato dall’abbandono delle trattative per il salvataggio da parte di Barclays e di Bank of America. In mancanza di un appoggio da parte delle autorità tutti i possibili acquirenti si sono tutti tirati indietro rendendo inevitabile la richiesta di bancarotta.

Il fallimento di Lehman Brothers è il più grande nella storia delle bancarotte mondiali.

Le Borse Mondiali non hanno tardato a manifestare il proprio disappunto  e sono letteralmente crollate causa la sfiducia e l’incertezza per il futuro. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: - Londra -3,41% - Parigi -4,28% - Francoforte -3,35% - Madrid -3,12% - Milano -3,84% - Amsterdam -3,62% - Stoccolma -3,68% - Zurigo -2,94%.

Tornando a Lehman Brothers, la banca lascia la bellezza di 155 miliardi di dollari di esposizione nei confronti degli obbligazionisti (che ricordiamo non sono creditori privilegiati e quindi saranno pagati per ultimi…), inoltre il debito totale supera i 600 miliardi di dollari.
Si teme al momento per le altre banche in difficoltà…

Fallisce la First Priority Bank

Monday, August 4th, 2008

Si allunga la lista delle banche fallite in seguito alla crisi del mercato immobiliare. Le autorità hanno chiuso la First Priority Bank, istituto della Florida. La Federal Deposit Insurance Corp. ha ceduto 227 milioni di dollari di depositi a SunTrust Bank. La First Priority Bank è l’ottavo istituto statunitense a fallire quest’anno.

Al 30 giugno gli asset di First Priority risultavano pari - secondo i dati della Fdic, l’ente che assicura depositi bancari per 13′000 miliardi - a 259 milioni di dollari. Al momento della chiusura, l’istituto conta su 13 milioni di depositi non assicurati.

First Priority è la prima banca a fallire in Florida dal 12 marzo 2004, quando fu costretta a chiudere i battenti la Guaranty National Bank. “E non sarà l’ultima”, sottolineano alcuni operatori. La Florida è, insieme alla California, lo stato più colpito dalla crisi del mercato immobiliare.

Le difficoltà della First Priority risalgono allo scorso anno. Per cercare di salvare e rilanciare la banca venne chiamato Kevin Hale, che cercò in primo luogo di rafforzare il capitale dell’istituto. “Venne messo in una posizione quasi impossibile per salvare la banca e, ovviamente non ha potuto farlo”, sottolinea Ken Thomas, consulente bancario di Miami.

Il 25 giugno, la Fdic aveva lanciato l’allarme, affermando che l’istituto era sotto capitalizzato: l’ente aveva concesso 30 giorni per aumentare il capitale.

Alitalia non interessa più a nessuno…e facciamo male

Monday, July 14th, 2008

Che palle: sempre le stesse cose…me lo dico da solo così sono a posto, sta di fatto che anche i nostri soldiphoto by ciao.com continuano a prendere il volo.

Il Ministro dell’economia Tremonti ha affermato che tutti dovranno sorbirsi i tagli preventivati perché non ci sono soldi.

Probabilmente però qualche “spicciolo” è rimasto se stiamo continuando a sovvenzionare Alitalia considerata, dal mercato, in bancarotta gia da anni.

Cito qualche dato preso direttamente dai reportage di G. A. Stella:

Nella tabella degli aerei a lungo raggio, nell’autunno 2007, KLM-Airfrance aveva 170 velivoli, British Airways 130 mentre Alitalia, (proprio quella compagnia che si vuole salvare per farla competere in campo internazionale), 23.

Se guardiamo alle destinazioni: Alitalia ne ha 83, Iberia 105, Sas 112, Air France 187, Lufthansa 188 e British 222…

Un’ultimo dato: nel 1997, il fatturato di Air France era di 8 miliardi di euro mentre quello di Alitalia era di 5 miliardi. Nel 2007, il fatturato di Air France, (senza KLM), era di 16 miliardi mentre quello di Alitalia era scivolato a 4.

Per carità, in un momento storico come l’attuale in cui tutti fanno profitti a go-go, i beni di prima necessità costano una cantata e la classe media vive di rendita, cosa vuoi che incida un’Alitalia, sul budget nazionale?

Ben altre sono le priorità dato che sinistra e destra, non si scannano più sulla compagnia di bandiera ma attendono pazientemente che l’advisor, (Banca Intesa che fra le altre cose era in cordata con Air One per l’acquisto…), decida cosa è meglio fare.

Nessuno si ricorderà la lettera che l’Ambasciatore degli USA in Italia: Ronald Spogli, inviò al Corriere della Sera il 19 aprile dello scorso anno quando la At&t si ritirò dalla corsa per l’asta di Telecom. Potrà essere simpatico o antipatico, potremo apprezzare o meno gli Stati Uniti ma l’Ambasciatore snocciola una serie di numeri impressionanti, per esempio i 165 miliardi di dollari che la Gran Bretagna ha attirato nel 2005, in nuovi investimenti stranieri ed i 20, (venti), attirati dall’Italia.

Se poi consideriamo che la nostra quota è ulteriormente calata…pensiamo un po’ quanto abbiamo bisogno di salvare Alitalia dopo aver sputato sui soldi di Air France accusata di volersi fare gli affari propri, (ma và…).

P.s. e anche oggi, come ci ricorda quotidianamente e giustamente Radio24, Alitalia perderà 2,36 milioni di euro…