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Addio Alitalia. Addio posti di lavoro.

Friday, September 19th, 2008

La CAI (compagnia aeronautica italiana) ha ritirato l’offerta, dopo durissimi scontri contro i sindacati e le organizzazioni di piloti e assistenti di volo. 19.800 dipendenti (fonte dedalonews) sono ora a serio rischio di trovarsi senza lavoro. In mesi di trattative non si è in grado di giungere ad un accordo che non sia o tutto bianco o tutto nero.

Il governo concede alla CAI ancora tre giorni per rientrare nella trattativa, prima del baratro chiamato Fallimento. Il ministro del lavoro Sacconi segnala però, agli esultanti dipendenti che festeggiano l’ennesima caduta delle proposte contrattuali, che non ci sono altre aziende / cordate disposte a entrare in trattativa. Nemmeno Lufthansa né di Airfrance!

Ma all’estero cosa si dice di questa terrificante e umiliante situazione?

Il sito boston.com scrive:

Alitalia, a national symbol for more than six decades, has been the victim of political interference, labour disputes, mismanagement and, more recently, soaring fuel costs [...]

Travelmole rincara la dose:

Alitalia remains on the ‘edge of an abyss’ after an investor group walked away from a rescue bid. [...]

Dalle colonne del Financial Times:

A consortium of Italian investors yesterday withdrew its takeover offer for Alitalia because of opposition from trade unions, leaving the loss-making flag carrier staring at bankruptcy, barring last-minute government intervention. [...]

Insomma. L’ennesima figura di me**a davanti al mondo!

La crisi alimentare è la possibilità di riformare globalmente l’agricoltura

Wednesday, April 30th, 2008

Delle due inquietanti crisi che l’economia mondiale sta attraversando - caos finanziario e aumento dei prezzi dei prodotti alimentari - la seconda è la più preoccupante. In molti paesi in via di sviluppo, la parte della popolazione più povera spende circa tre quarti del suo reddito in prodotti alimentari. Inevitabilmente, i prezzi elevati minacciano disordini, nel migliore dei casi, e la fame di massa nel peggiore dei casi.

I recenti picchi di prezzo colpiscono quasi tutti gli alimenti. Ma questi picchii sono essi stessi parte di una più ampia gamma di aumenti di prezzo delle merci in generale.
Sono forze potenti che agiscono sui prezzi di energia, materie prime industriali e alimentari. Quali sono queste forze? Esse comprendono la rapida crescita economica nei paesi emergenti, la debolezza del dollaro USA e le pressioni inflazionistiche a livello mondiale.

Come mai avviene ciò?
Sul lato della domanda, i forti aumenti dei redditi pro capite in Cina, India e in altri paesi emergenti hanno sollevato la domanda per i prodotti alimentari, in particolare, le carni e i relative mangimi per animali. Questi cambiamenti hanno influito anche sulla riduzione dell’uso del territorio per la fornitura di cereali a disposizione per il consumo umano.

Inoltre, l’aumento di produzione dei biocarburanti, ulteriormente stimolato dall’impennata dei prezzi del petrolio, aumenta la domanda di mais, olio di colza e gli altri cereali che sono un alternativa a colture alimentari. Il World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale osserva che “anche se ancora i biocarburanti rappresentano solo l’1 ½ per cento dei combustibili liquidi globali, essi hanno rappresentato quasi la metà della crescita del consumo di grandi colture alimentari nel 2006-07″.

Questi dati rappresentano un punto di riflessione importante da cui è necessario partire per una riforma sostanziale dell’agricoltura mondiale.

Liberamente tradotto da: Financial Times