A causa del prezzo del petrolio che aumenta di giorno in giorno, che sta causando delle impennate sui prezzi del carburante a trazione, i pescatori per continuare a fare il loro mestiere devono spendere molti soldi per il gasolio della loro barca da pesca e di fatto questo genererà un aumento ulteriore sul costo di pesce in modo che possano da contenere i costi.
Quindi se vogliamo andare a mangiare il pesce, dobbiamo tenere conto che i prezzi non saranno più quelli di prima, potrebbero essere maggiorati di parecchio. Attualmente in un buon ristorante di pesce si spendono circa 40-50 euro per un pasto completo, tra qualche mese verrà a costare anche 70-80 euro e forse più.
Questo problema è stato sollevato da dailymail, importante rivista inglese, e ha fatto capire agli inglesi che il prezzo del pesce verrà a costare il 50% in più, mentre in Italia il problema è più a livello generale con i prezzi della materia prima che sono lievitati del 10%-20%.
The cost of fish and chips could rise by up to 50 per cent because of rising fuel costs, a government body warned today.
The Sea Fish Industry Authority (Seafish) said rises in the price of diesel used to power fishing vessels would have a "significant effect" on the cost of fish over the next 12 to 18 months as trawlermen struggle to break even.
via dailymail
Il costo del petrolio sale ancora e da giovedì primo Maggio aumenterà di 2 centesimi al litro, il che porterà diesel e verde a livelli mai raggiunti, colpa della scadenza dello “sconto f2 centesimi al litro,iscale” voluto dall’ancora attuale governo, in applicazione della finanziaria 2008, che prevede la possibilità di emanare un provvedimento che riduca l’impatto del caro petrolio, prevista per il 30 Aprile 2008. Nella capitale la benzina è quotata a 1, 43 euro al litro, mentre il gasolio a 1,40 euro a litro, ciò sta a significare che per un pieno di gasolio gli italiani dovranno spendere oltre 12 euro in più rispetto allo scorso anno. Per capire quanto è aumentata la benzina dobbiamo portarci indietro nel tempo fino agli inizi di maggio 2007 quando la essa costava circa 1,30 euro al litro e il gasolio 1,15 euro; ciò sta a significare che il carburante è aumentato in un anno di circa 13 centesimi, mentre il gasolio di circa 25 centesimi. L’aumento della benzina ha portato scompensi in tutte le nazioni; a Londra il 27 Aprile è stato chiuso per uno sciopero, un oleodotto del Mare del Nord che garantisce al paese britannico il 40% del fabbisogno di petrolio e gas, lavorando il greggio proveniente da circa 70 giacimenti; tutto ciò ha causato un aumento dei prezzi nell’ultima settimana, in Europa. Negli Stati Uniti d’ America la debolezza del dollaro nei confronti dell’euro ha contribuito all’aumento del prezzo del greggio; il cartello dei Paesi produttori di petrolio, l’ OPEC ha aumentato la produzione giornaliera di 500.000 barili. Un altro fattore importante è dato dagli attacchi in Medio Oriente; l’Arabia Saudita, il primo produttore al mondo di greggio sta esaurendo le sue risorse, come successe che in passato, durante la prima guerra del golfo quando la produzione di petrolio crollò in Iràq e in Kwait.
I carburanti non accennano a diminuire, benzina e gasolioaumentano ancora toccando quota 1,398 per la verde e 1,367 per il diesel.
Dopo i rialzi decisi ieri dall’Agip, anche le altre compagnie hanno rivisto al rialzo i listini dei prezzi consigliati ai gestori. La verde si porta così, per tutti i marchi, a ridosso di 1,40 euro al litro, mentre il diesel sfiora quota 1,37 euro, a tre centesimi dalla benzina.
Tutto ciò nonostante il taglio di 2 centesimi al litro effettuato dal governo sulle accise che al momento gravano sul prezzo della benzina e del gasolio.
La notizia passata relativamente in sordina, crea però disappunto in particolare fra le associazioni dei consumatori, riporto integralmente quanto detto a tale proposito da Carlo Rienzi (presidente di Codacons):
“Con la benzina e il gasolio a questi livelli si profila una stangata di circa 510 euro annui a famiglia: 150 euro annui in più solo per il pieno alla propria auto, a cui si aggiungono, sempre su base annua, 140 per il riscaldamento domestico, 80 per il gas, 40 per la luce, e 100 per rincari generalizzati nel settore alimentare”.
Rienzi fa riferimento anche ad altri aumenti, molti dei quali derivano direttamente dall’aumento dei prezzi dei carburanti, ricordiamo infatti che il sistema Italia è quasi totalmente basato sul petrolio. Sarebbe ora di cambiare no?
Cosa sono i gruppi d’acquisto?
I gruppi di acquisto sono formati da consumatori, in questo caso famiglie, che decidono di unirsi per acquistare all’ingrosso i prodotti alimentari, o le l’energia, per poi redistribuirli all’interno del gruppo.
Perchè creare un gruppo d’acquisto?
Le motivazioni che spingono a creare un gruppo d’acquisto sono la maggior parte delle volte economiche, dal momento che acquistare direttamente dai produttori, anziché nei supermercati, significa risparmiare sui prezzi dei prodotti. In alcuni casi, però, la motivazione può essere ascritta a ragioni etiche, con la preferenza che si riserva ad articoli ottenuti nel rispetto dell’uomo e della natura (in questo caso si parla di gruppi d’acquisto solidali).
Oggi spiego brevemente, prendendo spunto da un’articolo apparso sulla Stampa, i vantaggi e gli svantaggi della creazione di gruppi d’acquisto condominiali per la spesa e per l’energia.
Cominciamo dalla spesa:
Le famiglie che decidono di prendere parte a questi gruppi d’acquisto hanno come obiettivo primario il risparmio sulla spesa. Per ottenere uno sconto si preferiscono canali d’acquisto primari, quindi senza intermediari, ad esempio contattando direttamente i produttori agricoli. In questo modo si bypassano tutta una serie di costi, detti di intermediazione, che gravano come un macigno sul prezzo pagato dal consumatore finale.
Si crea un comitato di persone con un rappresentante che settimanalmente si occupa di creare una lista dei beni necessari alle famiglie e di reperire i soldi. Fatto ciò si reca dal venditore e compra all’ingrosso i beni precedentemente richiesti.
Vantaggi
- Prezzi più economici della merce (senza rincaro) in quanto si compra direttamente dal produttore.
- Risparmio sulla spesa: comprare in grosse quantità permette di accedere a sconti e promozioni.
- Risparmio di tempo e di carburante per fare la spesa
Svantaggi
- Si acquista senza vedere direttamente la merce
- Delega dell’acquisto
Passiamo ora alle bollette:
Con la liberalizzazione dell’energia, da luglio scorso, è possibile cambiare fornitore e quindi sottoscrivere un contratto diverso rispetto al precedente. Se più persone si uniscono, è possibile acquisire forza contrattuale e ottenere condizioni più vantaggiose che magari non sarebbero concesse se richieste da singolo utente.
Esempio per il gasolio:
Mentre una fornitura di 2.000 litri di gasolio costa 1,06 €/l, acquistandone una quantità maggiore, ad esempio 10.000 litri, il prezzo scende a 1,03 €/l. In questo modo si saranno risparmiati 270 € in tutto. Se poi si raddoppia il quantitativo ordinato a 20.000 litri, il costo diminuisce ulteriormente e arriva a 1,02 €/l, con un risparmio complessivo di 740 €
Però dobbiamo porci una questione: Cosa succederà se il prezzo del gasolio supera quello della benzina? cambiamo macchina e ci convertiamo al GPL o al metano? o restiamo fedeli al gasolio?
In ogni modo non è una idea malvagia passare al GPL o al metano in quanto il risparmio è considerevole, anche se nel nostro paese ci sono pochi distributori, ma stanno crescendo sempre di più. Provate a fare un confronto di quanto spendete all’anno di gasolio e confrontatelo con quanto spenderete con il GPL o con il metano e vedrete che la differenza è notevole.
Per adesso il ministero dello Sviluppo economico comincerà, oggi, a tagliare l’accise sui carburanti pari a 2 centesimi a litro, ma serve a poco anzi a nulla in quanto il prezzo del carburante sta aumentando sempre di più, sopratutto il diesel.
L’annunciato taglio di 2 centesimi sulle accise dei carburanti ieri non c’è stato, ma il ministero dello Sviluppo economico lo dà per sicuro oggi (con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, e si tratterà di un provvedimento immediatamente esecutivo). Nel frattempo il prezzo del gasolio ha aggiornato il suo record e si è avvicinato di un altro passetto all’«ex aequo» con la benzina. Ieri nei distributori Tamoil il carburante per le auto diesel ha toccato il massimo storico a 1,379 euro e tutti i marchi lo hanno seguito dappresso portandosi sopra quota 1,375 (se già non ci erano). Quanto al prezzo massimo della benzina ieri risultava di 1,405 euro.
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