Giorni fa, in un post su questo sito, mi chiedevo come mai, fra le altre cose, la giustizia italiana costasse così tanto ed avesse dei risultati così scarsi.
Forse oggi abbiamo una prima, se pur molto parziale risposta:
tutto parte da quella splendida sentenza della Cassazione che obbligherebbe la Germania, a risarcire le vittime delle stragi naziste, (leggi qui).
Chiaramente c’è, fra i nostri nonni e fra i lobotomizzati dalle ideologie, chi considera sentenze come quella, una dimostrazione di giustizia.
C’è un solo particolare: oltre al procedimento giudiziario che ha occupato avvocati, giudici, pubblici ministeri, cancellieri e via discorrendo, per decidere a proposito di fatti legati alla II guerra mondiale, in Italia ci sono, circa 50 procedimenti giudiziari aperti, (fonte vivavoce) per fatti inerenti gli anni fra il 1940 ed il 1945.
Vi sembra normale che nel 2008 ci si possa permettere di non lasciare certi argomenti agli storici per impegnarci tribunali che, a sentire tutti, sono oberati di lavoro?
Non mi si verrà mica a dire che è il risultato dell’obbligatorietà dell’azione penale quando è scientificamente dimostrabile che, se ho sulla scrivania migliaia di cartelle pendenti, mi basta scegliere dalla lista quello di cui,”obbligatoriamente”, mi voglio occupare ed il gioco è fatto, (altrimenti come si spiegherebbe che certi giudici si occupano solo di doping, altri solo di veline e compagnia cantando?).
Meditate gente, meditate.
I tedeschi rivoglino il Mein Kampf, il manifesto ideologico e bellico di Adolf Hitler. Il più pericoloso nemico che la popolazione mondiale abbia mai conosciuto. Il libro è disponibile oggi in lingua inglese e italiana, ma in Germania la sua pubblicazione è stata strettamente regolata.
German historians want Adolf Hitler’s infamous manifesto, Mein Kampf, to be republished in the country before the copyright lapses in 2015. (via daily mail)
Nel 2015 per, 70 anni dopo la morte di Hitler (April 30, 1945), il libro sarà di pubblico dominio e decorranno i termini di copyright.
Ma cosa sta succedendo? C’è una cosi voglia di ritorno al passato e di nazionalismo?
I problemi di sicurezza e di immigrazione si stanno trasformando in desiderio di cambiamento radicale?
Speriamo vivamente che ciò possa non accadere più e che stragi simili possano essere presenti sempre e solo nei libri di storia, di una storia passata e non legata al futuro odierno.
Draghi, governatore della Banca d’Italia: “aumentare gradualmente l’età media effettiva di pensionamento e sviluppare le forme di previdenza complementare”. Punta tutta la sua attenzione sulle pensioni e sulla trattativa in atto tra governo e sindacati.
Cruciale secondo il governatore il controllo della spesa pubblica per sanare l’italia.
Controllo della spesa. Il controllo della dinamica della
spesa pubblica “è cruciale”, spiega Draghi parlando del Dpef. Il documento, osserva, “ribadisce l’importanza del controllo della qualità e della quantità della spesa al fine di conciliare il risanamento dei conti con la riduzione della pressione fiscale, che attualmente si colloca in prossimità dei valori massimi degli ultimi decenni”. In particolare, ha rilevato l’inquilino di via Nazionale, “la pressione fiscale è passata dal 40,6 al 42,3%”. Per raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2011 - ha aggiunto il numero uno d Palazzo Koch - l’incidenza delle spese primarie sul Pil dovrà scendere di tre punti percentuali tra il 2008 e il 2011 con una riduzione media annua delle erogazioni in termini reali pari a circa lo 0,5%, a fronte dell’aumento medio del 2,3% registrato nell’ultimo decennio”. Draghi, poi, indica anche il modello da seguire. “Negli ultimi anni altri paesi europei sono riusciti a ridurre i disavanzi di bilancio agendo sul livello e la composizione delle spese”, afferma, aggiungendo che “in Germania, ad esempio, l’incidenza della spesa primaria sul prodotto è scesa dal 45,5% nel 2003 al 42,9% nel 2006, valore inferiore a quello dell’Italia”.
Infine un occhio di riguardo ai contribuenti onesti: “la linea guida deve essere quella di far pagare le tasse a tutti quelli che le devono pagare per diminuire le aliquote di tutti i contribuenti onesti”.
Un moderato ottimismo da parte di Draghi, un italia che ce la può fare e che deve ripetere il successo degli anni 93-95.
Via Repubblica.it