La legge prevede che dopo ogni campagna elettorale lo stato debba rimborsare le spese di tutti i partiti politici e domani doveva essere il giorno che il governo doveva aprire le casse e procedere con il rimborso spese pari a 50 milioni di euro, invece c’è stata la brutta sorpresa: le casse sono vuote!
Diffatti Montecitorio ha comunicato ai diretti interessati che il ministero del tesoro non ha a disposizione tale somma e che devono attendere tempi migliori e arrangiarsi con le loro disponibilità, però c’è stata la piena disponibilità del presidente della Camera, Gianfranco Fini, a risolvere al più presto la situazione spronando il ministero del tesoro a trovare subito quei soldi.
C’è da dire che quei soldi, sono dei contribuenti italiani e 50 milioni di euro sono veramente tanti come rimborso spese, proviamo a pensare che se cadesse anche questo governo prima dei 5 anni previsti ecco che bisogna tirare fuori altri 50 milioni!
Insomma bisognerebbe fare una legge dove ogni partito deve arrangiarsi con le proprie risorse senza attinguere dalle casse dello stato che servono a ben altre cose più importanti.
I rubinetti si chiudono anche per i partiti, segno che la crisi è davvero nera. Niente rimborso elettorale per le forze politiche che domani 31 luglio avrebbe dovuto incassare 50 milioni di rimborso per le spese sostenute per il rinnovo della Camera del 13 e 14 aprile. Svolta obbligata all’insegna dell’austerity, comunque una novità senza precedenti.
Via repubblica
I pianisti sono quei simpatici politici, facenti parte della Camera o del Senato, che con amichevole disponibilità, consentono ai loro colleghi assenti, di votare ugualmente.
E’ una storica pratica durante le votazioni “al banco” dove un onorevole vota per il proprio compagno di banco, cliccando sul bottone anche dell’altro, o degli altri.
In questi giorni il nuovo Governo parrebbe voler risolvere anche questo problema. Secondo il neo Presidente della Camera Fini:
“Ogni due mani, un solo voto”. Tenere tutte e due le mani del parlamentare impegnate a esprimere il voto, in modo che una non possa essere dirottata sul banco del vicino assente. E’ questa la proposta del presidente della Camera Gianfranco Fini, per risolvere il problema dei “pianisti”, che tormenta ad ogni legislatura chi ha l’incarico di gestire l’aula di Montecitorio. (via Ansa)
Sinceramente, da informatico ingegnerizzato, ci potrebbero essere anche altri metodi. Primo fra tutto un rilevatore di impronta digitale. Ormai i rilevatori hanno prezzi minimi, e molti portatili lo integrano già in luogo della login “username e password”. Prima del voto, una bella strisciata sul lettore, e poi hai 10 secondi per votare. Semplice no? Utilizzabile anche come rilevatore di presenze, come in migliaia di aziende italiane già utilizzato.
Cosa ne pensate voi? Ma soprattutto la cosa bella sarebbe la drastica riduzione di stipendio nel caso di ingiustificata assenza e di mancato voto. E il giorno dopo accompagnati dai genitori!!!
foto di EnricoFede07x