Cercando di essere il più equilibrato possibile, cerchiamo di mettere insieme un po’ di fatti e dati:
tre giorni fa, ad opera di G.A. Stella, (sempre grandissimo…) usciva un articolo sul Corriere, (vedi qui), nel quale si dava conto di un piccolo articoletto di un disegno di legge nel quale, per farla breve, veniva messo nero su bianco, il ridimensionamento della Corte dei Conti.
Per chi non lo sapesse, la Corte dei Conti è un’istituzione che, fino ad oggi, ha fatto sempre le pulci a qualsiasi Governo di qualsiasi colore, riguardo le folli spese di cui solo i nostri politici sono capaci.
Benissimo, se l’articoletto in questione venisse approvato, probabilmente niente di tutto ciò accadrà più.
Secondo fatto: durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, sono saltate fuori le classifiche internazionali che vogliono il nostro bel paese al 156° posto su 181, (vedi qui) se non erro, in fatto di giustizia.
In pratica i tempi sono talmente lunghi che persino in Gabon ci mettono meno ad arrivare a sentenza.
Terzo fatto: di fronte alle dichiarazioni del Presidente della Corte d’appello di Milano, (vedi qui), che ha affermato doversi rispettare le sentenze definitive, (riguardanti, nello specifico il caso Englaro), il Senatore, nonché capogruppo del PdL, ha risposto che tali dichiarazioni sono anticostituzionali e…eversive e che sono la dimostrazione della sindrome da onnipotenza dei giudici.
Quarto ed ultimo: il tribunale di Bolzano, con una riorganizzazione esemplare ed una responsabilizzazione dei magistrati presenti, viene considerato uno dei migliori tribunali d’Europa, pur essendo in Italia ed applicando, suppongo, le stesse Leggi, di tutti gli altri.
Ora, di fronte a questi fatti sorge la stessa domanda che si pone il nostro caro Stella: davvero di fronte a tutto questo è centrale la battaglia sulle intercettazioni e la separazione delle carriere?
Meditate gente, meditate, sempre che abbiate voglia di usare la testa
L’articolo comincia così: “ Il mondo dell’editoria può tirare un sospiro di sollievo[…]”, (pag 22 del Sole 24 ore di
oggi)
Il Governo, dopo aver deciso l’aumento dell’iva sulla TV satellitare per avere soldi da utilizzare nell’attuale crisi, ha deciso di togliere il tetto dei 4 milioni di euro per ogni singola testata, (ripeto: PER OGNI SINGOLA TESTATA…), ai contributi per l’editoria.
Personalmente non mi fa ne caldo ne freddo che si aumenti l’iva su un bene voluttuario, lasciando perdere il conflitto di interesse che, a parte questi pochi giorni, è dimostrato, purtroppo, non interessare affatto gli italiani.
Ciò che ritengo grave è che i giornali, che dovrebbero informare e muovere l’opinione pubblica, ricevano soldi, e tanti, dal governo.
Pensate che chiunque abbia ricevuto dei soldi da un governo di qualsiasi colore esso sia, farà di tutto per entrare in contrasto con esso?
Pensate che i nostri grandi quotidiani, che si battono da anni per le liberalizzazioni, siano credibili quando parlano di libero mercato per gli altri ma continuano a prendere i soldi dei contribuenti per andare avanti?
Nessuno si ricorda, per esempio, della casa editrice finanziata in toto dai contributi editoriali dello stato di tal Italo Bocchino, figura di spicco del PdL, (vedi qui), per la bellezza di 380.000 euro?
Questi sono i risultati dei contributi editoriali dati, come sempre a pioggia, dal nostro Stato spendaccione che quando si tratta di farsi gli affari propri è generosissimo.
Da parecchi anni, da più parti si denuncia l’aumento per le spese dell’alta velocità avvenuto dal ’92 ad oggi, (vedi qui, e qui: per esempio
Pare, direi è accertato visto che tutte le fonti concordano, che il costo è triplicato negli anni e siccome si parla di miliardi di €, mi chiedo come mai, a tutt’oggi, nulla sia successo.
Facendo un’analisi casereccia mi pare che il debito pubblico italiano sia enorme, le famiglie, (così almeno denunciano da un quinquennio destra e sinistra), sono in seria difficoltà, l’economia sta entrando in recessione e, per concludere e riferendosi alla nuova edizione de: “La Casta” di Stella e Rizzo, i nostri politici continuano a spendere e spandere.
Entro la fine di quest’anno, dopo dieci anni di lavori, verrà inaugurata la tratta Milano Bologna e, con un risparmio di un’oretta, si potrà arrivare fino a Roma andando a 250 km orari.
Senza entrare nel merito della discussione sull’utilità o meno dell’alta velocità, (per approfondire vedi qui) ciò che sconcerta è la mancanza di indignazione per lo sperpero pubblico dei nostri soldi dimostrato a più riprese da giornalisti che sanno fare il loro lavoro.
Nonostante tutti sappiano che la nostra alta velocità sia costata un’enormità in più rispetto a qualsiasi altro paese europeo, non si è creato nessun comitato contro chi ha rubato, (di questo si tratta), i nostri soldi.
Non è stata creata nessuna commissione d’inchiesta sui costi dell’alta velocità, nessuno fra i tribunali che hanno perseguito penalmente Corona e veline varie, ha avuto l’obbligo di guardare dentro quel calderone…
Nessuno si è incatenato davanti a Palazzo Chigi, insomma: tutti sappiamo che ci stanno rubando soldi ma pare non ce ne possa fregare di meno.
Perché avviene questo? Come mai tanta indifferenza davanti ad uno sperpero di dimensioni bibliche?
Lascio aperta la domanda avendo solo una cosa da dire: difficilmente ci si può lamentare se le cose vanno in un certo modo se, quando vengo fatte denunce circostanziate da parte dei media, il cittadino medio se ne frega.
Ci risiamo,
il Governo sta portando avanti, con urgenza, un provvedimento che, se passasse,
porterebbe al ritorno, mascherato, dell’autorizzazione a procedere.
Di cosa si tratta?
Si vuole che, anche per i reati derubricati a comuni, i ministri e gli ex ministri, non siano giudicati direttamente da un tribunale ma prima si debba richiedere la possibilità di procedere alla camera di appartenenza.
Chiaramente questo provvedimento sarebbe retroattivo.
Come mai questa urgenza?
pare che tutto derivi da un certo Altero Matteoli, ora ministro delle infrastrutture e nel passato governo Berlusconi, Ministro dell’ambiente, il quale si trova coinvolto in un processo per favoreggiamento nell’ambito di un’inchiesta su presunti illeciti edilizi commessi sull’isola d’Elba durante la precedente esperienza ministeriale del nostro.
Non sembra fatta a puntino questa legge urgentissima?
Colpisce, oltretutto il fatto che questa vicenda sia apparsa sul Sole 24 ore in un trafiletto a pag.18 e, che io sappia in poche altre testate, sempre comunque in posizione ben defilata,(inutile citare i telegiornali abituati a dire ciò che pensa chi governa).
Torna l’allarme droga, (corriere della sera) che ultimamente si ripete sempre più spesso.
Il problema grosso credo derivi dalla presentazione dei dati che sono spesso, se non sempre, molto parziali.
Giusto per fare un esempio e direi fra i più eclatanti, quando si legge che i morti per overdose nel 2007 sono stati 589, viene quasi da ridere, se non ci fosse da piangere.
Ma vogliamo renderci conto che vengono considerati morti per overdose solo coloro i quali muoiono per effetto diretto dell’abuso di eroina?
Questo non vi dice niente? Avete mai sentito parlare di morte per overdose di cocaina? Non credo proprio dal momento in cui, la cocaina può portare sì a morire, ma molto, molto difficilmente per overdose; nella maggior parte dei casi si può trattare di: infarto, ictus, suicidio, incidente stradale.
Ogni qual volta qualcuno muore per droga ma la causa diretta è una di quelle citate in precedenza, non viene conteggiato fra i morti per overdose.
Forse da un punto di vista clinico potrà essere giusto ma, per quel che riguarda la comunicazione di un fenomeno galoppante e tremendo, non riesce a esprimere la gravità della situazione.
Purtroppo neppure esistono statistiche che diano un disegno del reale numero di morti per droga.
Se vogliamo continuare possiamo tranquillamente parlare di ecstasy, buprenorfine, metadone, ketamine e potremmo andare avanti per parecchio facendo notare che se si chiede alle statistiche ufficiali quanti sono i morti causati da queste sostanze, la risposta sarà se non altro imbarazzata, registrandosi davvero pochi casi di morti direttamente riconducibili alle sostanze citate.
Ogni tanto salta fuori il problema della mancanza di controlli nei confronti degli autisti ubriachi, ma non si parla mai di chi guida sotto l’effetto di droghe.
Se si guarda al rapporto annuale sulle tossicodipendenze del 2006, salta all’occhio che tutta la problematica è incentrata sul bere: 24.000 morti per alcool e 517 per droga.
Peccato sia una bufala: non che i morti legati all’alcool siano meno, sono, purtroppo, molto più di 500 quelli morti per droghe.
Chiaramente, fino a quando Kate Moss verrà beccata a sniffare e guadagnerà più soldi di prima, i politici insabbieranno lo scandalo legato ai tamponi delle “Iene”, si continuerà a considerare la cocaina una droga più alla moda dell’eroina semplicemente perché fa sentire “più bulli”, il senatore a vita Colombo potrà tranquillamente dichiarare di utilizzare cocaina per motivi terapeutici senza che nulla gli accada e Lapo Elkan, personaggio pubblico, dopo la storiaccia dell’overdose verrà perdonato con una pacca sulle spalle e un bel: “tanti auguri”; bè, fino a quando le cose andranno in questo modo, continueremo a credere che basta allontanare qualche migliaio di ROM per tornare a stare bene.