Tutto il mondo sa che Bush non ha fatto delle cose perfette, anzi ha messo in ginocchio l’economia americana e mandato in guerra i soldati americani in irak per delle inesistenti armi chimiche, adesso gli iracheni lo odiano tanto come questo gornalista iracheno che ha mostrato tutto io suo odio tirandogli una scarpa, per fortuna Bush l’ha schivata, adesso questo signore è diventato un eroe nazionale nonostante rischi sette anni di carcere, in quanto lanciare le scarpe contro qualcuno è uno dei peggiori insulti nella cultura araba.
Mi domandavo cosa sarebbe successo in Italia se qualcuno avesse lanciato una scarpa al nostro presidente del consiglio, Silvio Berlusconi? forse lo avrebbero condannato ma sicuramente non avrebbe fatto alcun giorno in carcere grazie al indulto, questa è la giustizia italiana.
Il giornalista iracheno che ha scagliato le sue scarpe contro il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, atto visto come un enorme insulto, è diventato improvvisamente famoso in Iraq.
Via corriere
Dopo che avevano arrestato Stefano Ricucci per i seguenti reati di corruzione, aggiotaggio, falso e appropriazione indebita nell’abito della fallita scalata a RCS, alla gestione dei fondi previdenziali e alla assegnazione della gara di appalto del patrimonio immobiliare Ensarco, ha deciso di rendersi colpevole e quindi di patteggiare la pena che è stata pari a 3 anni di reclusione che sono stati “azzerati” dall’indulto e così se ne va a casa tranquillo e beato, magari se ne andrà alle Maldive per scaricare lo stress subito.
Insomma Ricucci il furbetto dopo che ha voluto arricchirsi sulle spalle dei poveri consumatori, non si farà neanche un giorno di carcere e continuerà la sua vita di prima anzi meglio di prima, quindi mi domando, ma questa è la giustizia? se fosse stato un povero disgraziato lo avrebbero messo in galera, invece adesso è fuori per lo shopping natalizio come se non fosse successo niente.
Tre anni di condanna, previo patteggiamento, per Stefano Ricucci. Al manager sono stata concesse le attenuanti generiche ed i benefici della scelta del rito alternativo. La pena è completamente coperta dall’indulto
Via repubblica
Due anni fa quando al governo c’era la sinistra di Prodi, l’allora ministro della giustizia, Clemente Mastella, aveva creato una proposta di legge che riguardava coloro che sono stati condannati fino a 4 anni ma che sono incensurati e si poteva metterli alla prova mandandoli a lavorare in ruoli socialmente utili.
Questa possibilità permetterà di “salvare” la fedina penale rendendola immacolata, però questa legge riguarderà coloro abbiano commesso un reato di piccola entità come il furto, danni a cose, evasione fiscale etc., prima di questa legge era stata fatta una sperimentazione dal 1999 al 2004 che ha generato buoni risultati, in ogni modo questo serve solo per non aumentare il già cospicuo numero di detenuti nelle carceri italiane.
Io non sono d’accordo con questa legge perchè uno che commette un reato punibile fino a 4 anni di prigione per me è un criminale, semmai poteva andare bene solo per pene fino ad 1 anno, così si rischia di far aumentare i ladruncoli di città che danneggiano i cittadini italiani.
Potrà essere estinto il reato commesso da chi è incensurato. A patto che non sia punito con una pena superiore a quattro anni. Servirà un congruo periodo di «messa alla prova» e poi il delitto potrà essere cancellato e la fedina penale resterà immacolata.
Via ilsole24ore
Giorni fa, in un post su questo sito, mi chiedevo come mai, fra le altre cose, la giustizia italiana costasse così tanto ed avesse dei risultati così scarsi.
Forse oggi abbiamo una prima, se pur molto parziale risposta:
tutto parte da quella splendida sentenza della Cassazione che obbligherebbe la Germania, a risarcire le vittime delle stragi naziste, (leggi qui).
Chiaramente c’è, fra i nostri nonni e fra i lobotomizzati dalle ideologie, chi considera sentenze come quella, una dimostrazione di giustizia.
C’è un solo particolare: oltre al procedimento giudiziario che ha occupato avvocati, giudici, pubblici ministeri, cancellieri e via discorrendo, per decidere a proposito di fatti legati alla II guerra mondiale, in Italia ci sono, circa 50 procedimenti giudiziari aperti, (fonte vivavoce) per fatti inerenti gli anni fra il 1940 ed il 1945.
Vi sembra normale che nel 2008 ci si possa permettere di non lasciare certi argomenti agli storici per impegnarci tribunali che, a sentire tutti, sono oberati di lavoro?
Non mi si verrà mica a dire che è il risultato dell’obbligatorietà dell’azione penale quando è scientificamente dimostrabile che, se ho sulla scrivania migliaia di cartelle pendenti, mi basta scegliere dalla lista quello di cui,”obbligatoriamente”, mi voglio occupare ed il gioco è fatto, (altrimenti come si spiegherebbe che certi giudici si occupano solo di doping, altri solo di veline e compagnia cantando?).
Meditate gente, meditate.
Il Parlamento italiano: dati della Camera dei Deputati, è il più costoso d’Europa.
La giustizia italiana: dati OCSE, costa molto di più, in assoluto, rispetto alla giustizia
francese, tedesca o inglese.
L’università italiana, facendo i giusti calcoli: dati OCSE, ha un costo fra i più elevati al mondo, (nonostante le proteste).
In tutti e tre questi casi, il costo elevatissimo non rende neppure decente il servizio avendo un parlamento che si commenta da solo, (basta guardare le interrogazioni da terza elementare delle jene davanti al parlamento, per non parlare dei privilegi della casta); la giustizia, pur contando sul più elevato numero di avvocati, (superano i 200.000 mentre in Francia, paese che per numero si avvicina di più al nostro sono poco più di 100.000 e, in Inghilterra ed in Germania sono meno di 100.000), ed un gran numero di magistrati, (ci sono grandi buchi, però ci sono anche tribunali in posti impensabili…), viene punita dalla UE, ad ogni piè sospinto per i ritardi biblici.
Riguardo la scuola credo sia perfettamente inutile tirar di nuovo in ballo la classifica OCSE che ci informa essere, i nostri ragazzi, ignoranti e con una propensione, vedi classifica OCSE 2004, ad esserlo sempre di più, (per chi non lo sapesse: l’OCSE non è ne una cellula comunista e neppure un covo di fascisti): perché guardando i notiziari in questi giorni, sembra interessare di più il decreto Gelmini, (che poco incide: piaccia oppure no), rispetto allo stato comatoso del sistema scuola.
Come può essere che spendiamo così tanto, (si parla di decine di miliardi di euro), e otteniamo risultati così scarsi?
Qualcuno dice essere colpa degli italiani che, come cittadini, valgono poco; qualcun altro accusa la classe dirigente, (ammetto di essere fra gli accusatori).
Resta il fatto che, un paese piccolo come il nostro sperpera miliardi ottenendo come unico risultato, il continuo calo in ogni classifica internazionale, (compreso quello della libertà di stampa…).
Qualcuno è in grado di farci comprendere?
Mi ricordo benissimo della vicenda di Pietro Maso quando aveva 19 anni, nel 1991, insieme ai suoi 3 amici uccise i genitori a Montecchia di Crosara in provincia di Verona, con il solo scopo di impossessarsi dell’eredità in modo da potersi comprare la Lancia Delta integrale che all’epoca costava ben 60 milioni di lire.
Il motivo del perchè questa vicenda abbia suscitato tanto clamore 17 anni fa e ancora adesso lo ricordano, è dovuto alle modalità del delitto, infatti Pietro Maso uccise la mamma e il papà a suon di sprangate e quando lo arrestarono, durante il processo era vestito bene senza alcun pentimento e quando lo condannarono a 30 anni di prigione lui fece un sorriso beffardo.
Adesso a 17 anni di distanza si dice che lui si sia pentito di quello che ha fatto ma a prescindere dal pentimento e dalla buona condotta, doveva scontare tutta la condanna in carcere vista la modalità del suo assassinio.
Mi viene da pensare che chiunque potrebbe uccidere per poi uscire nel giro di poch anni, tanto l’ergastolo non lo sconta nessuno! Ma è questa la giustizia?
Massacrò i genitori per impossessarsi dell’eredità. Oggi, a distanza di 17 anni, il Tribunale di sorveglianza di Milano ha concesso a Pietro Maso il regime di semilibertà.
Via lastampa

Credo sia giusto riflettere attentamente prima di toccare argomenti quali: le sorti di quella povera ragazza che da 16 anni vive in stato vegetativo e che risponde al nome di Eluana Englaro.
Personalmente ho già chiarito quale sia la mia posizione al riguardo e, nonostante abbia cercato di comprendere meglio, resto dubbioso sul cosa sia giusto fare.
Ciò che mi lascia allibito e mi sconvolge è l’arroganza con cui buona parte della nostra classe politica gioca con le sorti di una persona per la quale pochissimi di loro provano realmente pietà.
Mi infastidisce l’atteggiamento della Chiesa, a me cattolico, che, nelle parole di Mons. Fisichella: uomo di grande spessore intellettuale e morale, si dice soddisfatto della decisione della Camera di voler dar contro la sentenza di appello che ha, ad oggi, dato il permesso al padre della ragazza di staccare il sondino che la nutre.
Chi da il diritto a questi signori di indicare la via giusta? Chi sono per poter giudicare la richiesta di un padre convinto di fare la volontà della figlia?
Per quel che riguarda la Chiesa: se è inevitabile, da parte Sua, la difesa ad oltranza della vita, credo sarebbe necessario, in frangenti quale quello di cui stiamo parlando, se non altro di un po’ di riserbo e di carità cristiana.
In Italia, le centinaia di persone che vivono in stato vegetativo permanente sono, per lo più, abbandonate a loro stesse e, in misura massima, sulle spalle dei famigliari che vivono “non vite” dedicando ogni sforzo economico, psicologico e fisico alla cura del corpo di coloro i quali, un tempo, furono i loro compagni/e e/o figli.
Allora, lor signori, prima di prendersi la briga, in nome della morale cristiana che, molti di loro non sanno neppure dove stia di casa, di andare contro le richieste di un padre che, semplicemente, ama la figlia, si mettano una mano sulla coscienza e smettano di voler arrogarsi il diritto di decidere per altri su cose troppo elevate per loro, (il riferimento è ai politici).
Come ho scritto in passato, non credo si possa immaginare una legge che possa permettere l’eutanasia attiva e/o passiva e tutto ciò che ne consegue, per mille motivi fra i quali l’ignoranza credo stia al primo posto ma, in un caso come quello di Eluana, forse, la cosa migliore, sarebbe il silenzio ed il rispetto per scelte che, a mio parere devono restare personali.
Un articolo del Sole 24 ore, mi ha riportato ala mente le parole di Montanelli nell’ultima battaglia che lo contraddistinse nei mesi precedenti la morte: “ Il diritto alla morte è un diritto sacrosanto come il diritto alla vita” ed a questo aggiungeva: “ Noi non pretendiamo che lo Stato riconosca i nostri principi, noi ci accontentiamo che non li perseguiti in pratica”
Credo non resti altro da dire.
Ci risiamo ecco Fabrizio Corona con una delle sue entrate ad effetto, stavolta ha voluto difendere l’amico imprenditore del machio "Guru", Matteo Cambi, dicendo che la colpa non è sua ma di quei giudici che vogliono punire chi fa la bella vita, anche se non fa accenno al fatto che abbia infranto la legge causando la bancarotta del marchio di abbigliamento "Guru".
E Corona vuole dare un supporto morale a Cambi, dicendogli che deve tendere duro e che si farà solo pochi giorni di carcere e alla fine la sua popolarità si ingigantirà proprio come il paparazzo Fabrizio che era stato messo in galera durante l’inchiesta Vallettopoli gestita da Woodcock.
Questa uscita ci fa capire quanto sia arrogante Fabrizio Corona e che sta prendendo in giro gli italiani che si fanno il mazzo per poter tirare a fine mese, mentre i tipi come Matteo Cambi fanno la bella vita aggirando le leggi pensando di farla franca, spero che il Sig. Guru si faccia qualche mese in cella in modo da fargli capire che niente è facile e che nessuno regala nulla, ma devo anche sottolineare che, purtroppo, i tipi come lui la fanno sempre franca vedi i Ricucci, i Fiorani, i Tanzi e altri.
La premessa: «Si vede che anche a Matteo, come a me, è capitato un giudice che vuole punirlo perché è giovane e fa la bella vita». L’alternativa: «Si poteva aggiustare tutto con un pagamento, un accordo come aveva proposto lui. E invece lo mettono in galera solo per una bega economica…».
via corriere
Dopo questo fatto di oggi. una domanda mi sorge spontanea: voi cosa fareste se vi capita un ladro in casa? Lo uccidete? lo immobilizzate? lo lasciate fare? se avessi una arma, lo farei desistere dal suo intento di rubare le mie cose, però se questo ladro avesse una pistola lo lascerei fare, anche perchè ho una sola vita e non voglio sprecarla.
La cronaca odierna ha segnalato un "omicidio" da parte di un industriale che ha sorpreso un ladro in casa e dopo una breve colluttazione gli ha sparato, e la polizia dopo i rilievi del caso lo ha incriminato per omicidio colposo.
Questa persona che ha avuto il coraggio di affrontarlo, probabilmente è stato minacciato altrimenti non avrebbe impugnato l’arma, in ogni modo questa è legittima difesa ergo dovrebbe stre tranquillo, invece la giustizia italiana con le sue leggi lo considera come un omicidio.
Cosa dovremmo fare se capitasse ad uno di noi? lasciarlo fare? e se ci minaccia? non è mica facile prendere una decisione, ci sono istinti di soppravvivenza in ognuno di noi, c’è anche che cerca di essere lucido e quindi considerare i pro e i contro.
Imprenditore spara e uccide un ladro sorpreso a casa sua mentre rubava. In una villa inizio ‘900 a Fucecchio, in provincia di Firenze, un immigrato, forse un albanese, è stato colpito a morte dai proiettili esplosi dal padrone di casa risvegliato di soprassalto alle quattro del mattino. Il ladro indossava i guanti di lattice: non voleva lasciare impronte. In tasca non aveva documenti, ma dai tratti somatici dovrebbe essere un uomo dell’est europeo.
Via repubblica
Alla fine dopo ben 13 anni, il colpevole è venuto fuori anche se non è più perseguibile penalmente in quanto la legge americana prevedere che non si può processare una persona più di una volta per lo stesso reato.
Quasi tutto il mondo si ricorda i momenti dell’arresto di O.J Simpson avvenuto in diretta mentre lui cercava di scappare in autostrada e il successivo processo avvenuto nel 1995 che divise l’America tra colpevolisti e innocentisti, poi si concluse con la completa assoluzione dell’ex campione di football.
Questa confessione la troviamo nel libro "Come ho aiutato O.J. a farla franca dopo l’omicidio" di Mike Gilbert, un ex amico di O.J. Simpson, dove confessò ubriaco e pieno di droga con queste parole «Se non avesse aperto la porta con quel coltello in mano, forse ora sarebbe ancora viva», mesi dopo la sua assoluzione.
Ovviamente O.J. Simpson, tramite il suo legale, smentisce tutto e accusa il suo ex amico di aver scritto queste cose solo per guadagnare soldi speculando sulla sua immagine, ma anche se la verità venisse fuori non cambierebbe nulla a livello penale, ma per quanto riguarda l’immagine ecco che subirebbe un vero colpo, gli americani lo odierebbero sempre!
Si era recato a casa della moglie senza portare con sé alcun coltello o altre armi da taglio. Fu invece la moglie, Nicole Brown Simpson, che si presentò alla porta con una lama lunga diversi centimetri. «Se non l’avesse impugnata probabilmente sarebbe ancora viva», avrebbe confidato l’ex campione di football a Gilbert. «Non c’è nulla da aggiungere - scrive nel libro - O.J. ha confessato, non ci sono dubbi al riguardo».
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