Personalmente continuo a non essere d’accordo con il reato di immigrazione clandestina che il Governo sta per varare, pur sapendo che altri paesi considerano reato la clandestinità:
nel Regno Unito l’ingresso illegale è punito con la reclusione fino a 6 anni di carcere,
In Germania la legge federale prevede la reclusione fino ad un anno ma, di fatto, l’espulsione immediata.
In Francia è prevista la reclusione fino ad un anno ed un ammenda di 3.750 euro,
In Spagna, pur non prevedendosi il reato di immigrazione clandestina, la legge ha stabilito il ricorso ad espulsioni si massa.
In Olanda, la legge prevede l’espulsione e, se non si ottempera, la reclusione fno a sei mesi.( fonte il Sole 24ore)
Quelli citati, sono paesi incivili? Perché noi non possiamo permetterci di legiferare in tal senso?
Ultimamente, da molte parti si sono levate lamentele e/o grida contro questo approccio nei confronti della delinquenza.
In un paese civile è giusto che ci sia una dialettica fra chi deve governare e chiunque abbia idee e progetti diversi.
Detto questo credo sia giunto il momento per il Governo, di agire secondo quanto ritengono sia la cosa migliore per il Paese lasciando da parte: avvertimenti, preghiere, chiacchiere e lamentele varie.
Ho l’impressione che la questione si stia trasformando nella solita pantomima all’italiana nella quale c’è sempre qualche contrario a prescindere e la discussione va avanti all’infinito.
Se fino a qualche giorno fa, leggendo i giornali sembrava che il problema sicurezza fosse la sola preoccupazione degli italiani, (la difficoltà ad arrivare a fine mese non si sente mai ad inizio legislatura, chiunque governi), oggi ci ritroviamo a fare i conti con chi per un motivo o per l’altro vuole, sempre in nome della giustizia, della fratellanza se non della civiltà, fermare i progetti governativi.
Credo sarebbe una grandissima svolta nel panorama nazionale se, per una volta, i nostri ministri, dopo un doveroso confronto, prendessero una decisione senza troppi tentennamenti.
Se domani il nostro ordinamento prevederà il reato di immigrazione clandestina, certamente non diventeremo un paese meno civile ed autoritario, semplicemente l’attuale classe dirigente avrà provato una strada, per noi, nuova. Fra un anno potremo cominciare a fare due conti e stabilire, questa volta davvero, se la cosa ha funzionato oppure se ci saranno modifiche da apportare.
La sicurezza oggi è al primo posto nei pensieri di: giornalisti, politici e, di conseguenza, dei cittadini che, pur hanno vissuto sulla loro pelle negli ultimi dieci anni, un peggioramento della qualità della vita dovuto all’espandersi di episodi di micro-criminalità: furti, scippi, rapine, specie nelle città di medie dimensioni.
Molto spesso, quando si parla di questo argomento, fra le cose primarie si elenca la necessità di potenziamento delle forze dell’ordine per venire incontro alle nuove e più ampie necessità.
Giusto per cercare di capire, mi sono preso la briga di controllare i numeri di addetti alla sicurezza: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia penitenziaria e Corpo Forestale, in Italia e negli altri Stati europei.
Ebbene, spulciando i dati, risulta che non esiste alcun paese in Europa che abbia un così gran numero di operatori appartenenti ai corpi di Polizia.
Per l’ esattezza, i dati riferiti al 2006, ci dicono che in Italia ci sono: 324.339 preposti i quali equivalgono a 550 operatori ogni 100.000 abitanti.
Il Paese che più si avvicina a noi è la Germania che, considerando i suoi 80 milioni di abitanti, ha (sempre dati 2006) 248.188 addetti equivalenti a 300 ogni 100.000 abitanti.
Se vogliamo prendere un altro esempio possiamo puntare sull’Inghilterra che, come numero di abitanti si avvicina all’Italia ma come controlli, per esempio, con l’etilometro, ne fa qualche milione in più; la perfida Albione, sempre stando ai dati del 2006, ha 141.381 operatori equivalenti a 266,5 ogni 100.000 abitanti, (fonte: Transcrime di dati Eurostat pubblicati in data 23/11/2007).
Ritengo sia inutile andare avanti; questi dati ci devono far porre una serie di domande: se tanti altri paesi hanno meno operatori di polizia: come mai noi viviamo questa emergenza? Credo intervengano almeno un paio di fattori il primo dei quali è l’effetto moltiplicatore che i media producono sugli eventi criminali: i fatti di cronaca suscitano la nostra attenzione ed alimentano le nostre preoccupazioni. Più siamo preoccupati più vogliamo sapere e leggere dei fatti di cronaca e più ci preoccupiamo.
Il secondo fattore credo riguardi il continuo invecchiamento della popolazione: più siamo anziani, soli e magari malati, più ci sentiamo insicuri e, sentendoci vulnerabili domandiamo sicurezza allo Stato del quale, però ci fidiamo poco. A quel punto, cercando un bersaglio, diventa facile guardare all’immigrato del quale nulla sappiamo e che spesso ci appare diverso.
Non credo sia demagogia il pretendere che chiunque: immigrato, rom, italiano e/o europeo, debba, sul nostro territorio, rispettare le nostre Leggi. Fino a quando chi delinque avrà buone probabilità di restare pochissimo, se non affatto, in carcere, (a proposito: l’effetto indulto è finito, siamo nuovamente al collasso della struttura carceraria), avremo un bel parlare di nuove leggi, decreti, nuove forze di polizia, ronde e quant’altro ma chi delinque continuerà a vederci come il paese del bengodi.
foto di aandrea65
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni non cede di un millimetro: “Insisterò perché il Consiglio dei ministri introduca il reato di immigrazione clandestina e lo faccia già nel decreto legge”. Poi annuncia che “entro luglio le norme del pacchetto sicurezza entreranno in vigore”. Nel corso della trasmissione Porta a porta il titolare del Viminale sottolinea che “in paesi civilissimi come la Francia e la Germania il reato di immigrazione clandestina esiste già: consente il giudizio immediato e l’espulsione dopo la sentenza di condanna”.
Repubblica
Questo quanto detto, in sostanza, ieri sera a Porta a Porta dal Ministro dell’Interno Maroni.
Di cosa tratterà questo famoso “Pacchetto Sicurezza“?
Misure di Sicurezza Urbana:
Queste dovrebbero essere le principali novità. Ad una prima analisi il provvedimento sembra essere positivo, l’inasprimento delle pene per alcuni reati è, a parere di chi scrive molto importante, parlo ad esempio del reato di sfruttamento dei minori.
Si tralascia purtroppo, totalmente, l’aspetto di solidarietà, citato solo marginalmente per la questione delle donne straniere che denunciano una violenza. Si tratta purtroppo di un palliativo.
Purtroppo è necessario rispondere alle richieste della cittadinanza che chiede sicurezza e certezza della pena. Resta da capire quanto questa insicurezza percepita sia reale o indotta dai media.
In questi giorni si prepara il decreto sicurezza che prevede una stretta sull’immigrazione.
Salgono sempre più insistenti le lamentele dei cittadini offesi dalla presenza di persone che, senza né arte né parte, possono permettersi il lusso, (perché di questo si tratta), di farsi i propri comodi contando sull’italico buonismo.
Detto questo, oggi ritengo si stia rischiando di legiferare in senso demagogico solo per il gusto di far vedere quanto il nuovo Governo sia fermo e credibile sull’argomento dimenticando, fra le altre cose, che siamo parte dell’Europa, comprese le sue regole.
Il presupposto dal quale partire è che il flusso di immigrati dai paesi poveri è e sarà sempre più inarrestabile per tanti motivi: non si può impedire a chi soffre la fame di cercare luoghi in cui migliorare il proprio tenore di vita, (noi italiani lo abbiamo fatto fino a quarant’anni fa…), i cambiamenti climatici stanno riducendo alla fame, grazie alla desertificazione, popolazioni che fino a non molti anni fa, riuscivano a sopravvivere con la pastorizia e l’agricoltura e questi, volendo sopravvivere, cercheranno rifugio in occidente e, come ultimo esempio, non si possono tacere i finanziamenti dati a pioggia all’agricoltura occidentale atti ad impoverire sempre più i coltivatori dei paesi del terzo mondo.
Detto questo ritengo che le frontiere non si possano chiudere, sarebbe un errore madornale, e non si può neanche pretendere, come si vuole oggi, che chi giunge in Italia abbia gia un lavoro; in questo modo si impedisce a molti irregolari, magari partiti con ottimi propositi, di dimostrare quanto valgono arrivando a diventare contribuenti regolari.
Se non erro, degli irregolari che arrivano con i barconi sulle nostre coste: in molti casi gli analfabeti ed i delinquenti restano in Italia mentre chi ha un titolo di studio e nutre qualche ambizione, prosegue il viaggio verso il nord Europa.
Vogliamo privarci di queste persone? La soluzione migliore potrebbe essere il contingentare gli arrivi praticando una realistica politica di controllo delle coste e costringendo chi viene al rispetto delle Leggi italiane, (a questo punto si apre il problema giustizia di cui è meglio parlare in altro luogo), facendo in modo che, dopo un certo periodo di tempo, l’immigrato debba dimostrare di avere un reddito che gli permetta di vivere decentemente, pena l’allontanamento forzato dal Paese.
Cinismo? Può essere, ma se vogliamo che il razzismo montante, non cresca a dismisura provocando guasti, dobbiamo fare in modo di salvaguardare i cittadini residenti non permettendo a chiunque di stare sul territorio solo perché l’Italia ha fama di impunità e, nello stesso tempo, non possiamo privarci dell’arrivo di forze fresche che possano aiutare la stantia economia italiana a tornare a crescere: non solo con la bassa manovalanza, ma anche accogliendo chi ha idee e voglia di mettersi in gioco.
L’opinione pubblica nelle pubbliche settimane pare esterefatta: la destra ha vinto! Sembra di tornare indietro di un paio di anni, quando tutti erano sbalorditi per la vittoria di Prodi e fino a pochi giorni fa sembrava che nessuno lo avesse votato. Oggi è il contrario… sembra che tutti siano schifati dal successo di Silvio e Umbertone “Celoduro” Bossi nazionale.
Il fatto più eclatante però ha un nome. Si chiama Angela Maraventano. Classe 1964 e vicesindaco di Lampedusa. Cos’ha di particolare? E’ Senatrice della Repubblica per la Lega Nord, eletta in Emilia Romagna.
Ieri sera in televisione ho visto l’intervista. La sua lampedusità non è minimamente repressa. L’orgoglio per la sua isola è più forte che mai. E’ proprio il suo Lampedusa Pride è il responsabile del suo accanimento. Vedere la sua splendida isola decadere sotto i colpi dell’isolamento e dell’immigrazione l’ha portata a contattare qualsiasi forza politica, per poter migliorare la situazione. L’unica forza che ha risposto è stata la Lega Nord e con orgoglio le indossa il fazzoletto verde della Padania e sogna il tuffo nel Po!
Lampedusa schiacchiata dall’immigrazione. Bersagliata da migliaia di arrivi, soprattutto Libici, nel ponte del 25 aprile: mare calmo, tempo buono!!! Lampedusa che vorrebbe essere annessa alla provincia di Bergamo… speriamo non abbiano problemi con i dialetti.
Uno dei temi più scottanti della passata campagna elettorale, ma soprattutto uno dei più attuali e caldi temi attuali, è quello della sicurezza.
In ogni sfera societaria il lamento della sicurezza è pressochè totalitario. Le persone hanno spesso paura. Spesso nelle grandi città non è consigliato camminare da soli. Quali i motivi per cui la società italiana è arrivata a questo livello?
C’è chi da tutta la colpa all’immigrazione, ma poi come spieghiamo il caso del pestaggio di Verona? C’è chi invece colpevolizza l’economia in costante calo. Chi infine attacca la magistratura, rea di non essere in grado di assicurare la certezza della pena, a volte anche di non assegnare le dovute pene. Infine la magistratura attacca la politica, rea di non legiferare in modo corretto. Dell’indulto non parlo!
Secondo voi la situazione è così grave?
Rispondeteci con i vostri preziosi commenti e votando al sondaggio. La vostra opinione per noi è preziosissima.
Nel sito on-line del dailymail, il famoso giornale inglese, ha analizzato la situazione degli immigrati clandestini che affligge l’Italia e ha capito che noi italiani siamo stufi e impauriti di fronte alla criminalità dovuta all’immigrazione clandestina che a causa della loro povertà e dell’impossibilità di trovare lavoro, fanno gli spacciatori di droga, si ubriacano, molestano, violentano e, in alcuni casi, uccidono.
Ha valutato la vittoria della Lega Nord che ha garantito misure forti in tema sicurezza, d’altronde Treviso con Gentilini e Cittadella con Bitonci, entrambi della Lega, fanno capire che tutto si può fare basta applicarlo.
Gli inglesi sanno anche che non si può fare dell’erba, un fascio in quanto ci sono degli immigrati onesti e regolari che sono quelli che portano avanti l’economia italiana, visto che la maggior parte dei lavori onerosi vengono svolti da loro, il problema principale sono i clandestini e per risolverlo bisogna attuare delle misure restrittive e forti per evitare che le violenze successe a Milano e a Roma possano ripetersi.
I romeni sono quelli più propensi alla violenza, e quindi più pericolosi, forse è un fatto di cultura o condizione economica, rispetto agli albanesi, marocchini e cinesi, e il fatto che dal 2007 la Romania è entrata nella UE ha complicato le cose.
In ogni modo queste situazioni fanno capire agli inglesi che prima o poi la situazione scoppierà anche da loro e si aspettano che il governo laburista faccia qualcosa come sta facendo la Lega Nord in Italia.
Indeed the League’s controversial leader Umberto Bossi (he once called on the Italian Navy to turn its guns on boats bringing in illegal immigrants across the Mediterranean) now finds himself at the helm of the third largest Parliamentary party and a key prop to the incoming government of Silvio Berlusconi.
With the immigrants, he explains, the number of burglaries has risen sharply. Such are concerns of the locals that they have even organised a nightly patrol, something that sounds dangerously close to vigilantism.
Even in Britain the Labour Government, after a decade of appalling mismanagement, is finally making faltering steps to regain control of the UK’s borders.
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