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Sei troppo bravo e pignolo al lavoro? stai attento che ti licenziano

Friday, November 28th, 2008

Da quando il ministro Brunetta ha deciso di fare la guerra contro i fannulloni del pubblico impiego, questi si sono dovuti regolare cercando di lavorare un pò di più, di non andare a fare la spesa durante l’orario di lavoro e di ammalarsi il meno possibile altrimenti rischiavano di venire licenziati, ma c’è anche chi viene licenziato perchè lavorava troppo bene, questo fatto è successo negli uffici della Provincia di Bolzano dove hanno giustificato questo benservito dicendo che la signora è troppo pignola sul lavoro e che non fa il gioco di squadra, insomma doveva lavorare un pò meno e aiutare gli altri.

Questa vicenda mi pare troppo fantozziana, in buona sostanza se si vuole mantenere il proprio posto di lavoro bigogna lavorare il minimo indispensabile e sempre in gruppo in modo che tutti facciano qualcosa e poco, per questo troviamo delle strutture pubbliche che fanno “schifo”.

Fannulloni, state all’occhio. Ma anche voi, stakanovisti a sfondo narcisistico, drizzate le orecchie. Soprattutto se avete l’abitudine di lavorare con «eccessiva pignoleria». Sappiate infatti che un perfezionismo esasperato può - addirittura - essere giusta causa di licenziamento.

Via ilgiornale

I lavoratori onesti filmano i fannulloni del pubblico impiego

Friday, August 8th, 2008

L’effetto Brunetta si fa sentire ovunque, dopo la regola sulle malattie dei dipendenti pubblici e il conseguente dimezzamento di personale che va in malattia, adesso i lavoratori “onesti” si sono messi in guerra contro i fannulloni del pubblico impiego filmando chiunque faccia qualcosa che non riguarda il proprio lavoro.

Diffattu su youtube troviamo parecchi video che riprendono personale del pubblico impiego che fanno la spesa, le commissioni, utilizzano l’auto di servizio per i propri comodi.

Nel sito del giornale repubblica hanno diffuso due video che ritraevano un impiegato delle poste che usava la macchina di servizio per caricare la spesa appena fatta durante l’orario di lavoro e un impiegato delle poste che invece di lavorare si stava facendo un pisolino al fresco del condizionatore.

Insomma non c’è pace per i fannulloni e se non vogliono essere licenziati dovranno, per forza, lavorare in quanto avranno mille occhi intorno a loro.

L’effetto Brunetta corre sulla rete. A Grugliasco un auto di servizio delle poste si ferma davanti a una casa, il dipendente scende e scarica due casse di pomodori davanti alla porta di una casa. Il video viene ripreso da un utente e caricato su YouTube. “Si può usare una vettura delle poste per fare la spesa?”, si chiede l’autore delle riprese.

Via repubblica

Il dipendente statale in malattia paga fino a 80 euro al giorno

Monday, August 4th, 2008

Il ministro Brunetta non scherza, la sua proposta anti-assenteismo è diventata realtà, il dipendente statale con una retribuzione di 25.000 euro annui, che va in malattia per almeno 10 giorni troverà 800 euro in meno nella sua busta paga e più prendi di stipendio, più ti tolgono se vai in malattia.

Però questa regola non è uguale per tutti, insomma quelli messi peggio sono i dipendenti delle regioni e enti locali, mentre quelli che stanno “meglio” sono i dipendenti della sanità e del settore scolastico, quindi ci sono casi e casi ed per capire meglio se un dipendente del settore pubblico rischia se va in malattia bisogna informarsi meglio al proprio ufficio del personale, però ci sono alcuni punti che non sono chiari, per esempio se una donna anticipa la maternità a causa di gravidanza a rischio dovrebbero togliere tutto lo stipendio solo perchè sta male? mah.

In ogni modo queste regole hanno causato un -40% di personale che va in malattia, insomma ha dato i suoi frutti, ma bisognerebbe cambiare qualche regola in modo che sia più “umana”.

Più di 800 euro in dieci giorni. Tanto può costare l’assenza per malattia dei dipendenti pubblici con le nuove regole anti-assenteismo introdotte dalla manovra d’estate, che per i primi dieci giorni con il certificato medico taglia dalla busta paga tutte le forme di «trattamento accessorio», lasciando all’interessato solo lo stipendio tabellare e poco più.

Via ilsole24ore

Detassazione straordinari pubblico impiego dal 2009

Tuesday, July 29th, 2008

Il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, ha deciso che dal 2009 partirà in via sperimentale per un tempo di 12 mesi, la possibilità di detassare gli strordinari per gli statali come già succede per il privato.
Questa possibilità permetterà di valutare al meglio la situazione degli straordinari del pubblico impiego, tenendo anche conto che nella maggior parte dei casi gli straordinari vengono convertiti in ferie da smaltire nell’anno.

Comunque questa è una buona occasione per chi fa tanti straordinari in particolare modo per chi lavora nella sanità, sicuramente andrà a buon fine e speriamo che questa detassazione sia definitiva.

Dal prossimo anno partira’ la sperimentazione per la detassazione degli straordinari anche per i dipendenti del pubblico impiego. Lo ha annunciato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, spiegando che l’impegno del governo e’ nel documento che verra’ presentato oggi ai sindacati a Palazzo Chigi.

Via ansa

Dopo i priviliegi dei politici eccovi i priviliegi dei sindacalisti

Monday, June 16th, 2008

Dopo aver fatto conoscere a tutta Italia i privilegi dei politici, i doppi stipendi, l’auto blu etc., il ministro Brunetta ha voluto fa sapere a tutti quali sono i privilegi di chi cerca di tutelare gli interessi dei dipendenti pubblici, i sindacalisti, devo dire che se noi lavoratori avessimo una piccola parte di questi privilegi ne saremmo ben felici.
Bisogna anche considerare che facendo il sindacalista e al contempo stesso lavorare nel pubblico impiego fanno doppia carriera, anche se lavorano a tempo pieno nel sindacato e lo stato è costretto a prendere un’altra persona per coprire il posto lasciato vacante ma che prendono lo stipendio lo stesso anche se di fatto non lavorano, insomma una fregatura per il contribuente, se poi consideriamo che alcuni dei funzionari del sindacato sono nel libro paga dello stato e non del sindacato di appartenenza, vuol dire che qualcosa non va!

Se poi valutiamo i sindacalisti dei ministeri che prendono più di tutti, 27.000 euro lordi annui, e in più percepiscono lo stipendio di lavoratore dipendente, premi produzione compresi e fanno anche carriera.

Qualora uno abbia finito il suo “distaccamento” da sindacalista, può tranquallamente riprendere il suo lavoro a discapito di chi c’era al suo posto, che può essere spostato in un altro ufficio o addirittura trasferito.

Ci sono anche dei casi eclatanti dove uno spazzino di un piccolo comune della provincia di Firenze essendo sindacalista distaccato, non può compiere il suo dovere di pulire le strade, il suo compito è quello di tutelare i lavoratori e quindi il sindaco di quella città è costretto a fare lui stesso il lavoro di operatore ecologico, ma non prende niente anzi è lo spazzino che percepisce lo stipendio per dei lavori fatti dal sindaco!

Insomma si capisce del perche il ministro Brunetta abbia alzato un polverone su questi privilegi, che dovrebbero essere, in gran parte, eliminati e quindi dividere il sindacato con il lavoro.

Ci si può fingere malati, timbrare il cartellino e poi uscire a fare shopping, o passare la giornata chiacchierando alla macchinetta del caffè. Ma c’è un modo più sicuro per prendere lo stipendio senza lavorare in ufficio: fare il sindacalista. O meglio, il «distaccato». È questa una particolare specie di sindacalista, tra i 700mila in Italia (sei volte i carabinieri), che riesce a tenere il piede in due scarpe. Uno nell’organizzazione sindacale in cui fa carriera, l’altro nell’amministrazione pubblica di provenienza da cui riceve regolare stipendio, contribuiti, integrativi e premi produzione compresi, come se passasse il suo tempo in ufficio per davvero.

Via ilgiornale

Ora sarà più facile licenziare i dipendenti pubblici

Thursday, June 5th, 2008

Con la riforma del attuale ministro del lavoro pubblico, Renato Brunetta, sarà più facile licenziare i dipendenti del pubblico impiego che non sono produttivi in ambito lavorativo, che invece di lavorare leggono il giornale o fanno la spesa, oppure che si fingono malati mentre stanno giocando a tennis da qualche parte, e se, in caso di esubero, rifiuteranno il trasferimento in un altro ente pubblico.

Questa riforma permetterà di snellire la situazione e quindi di cancellare il famoso pregiudizio che chi lavora in un impiego pubbico vive da papa, stavolta hanno equiparato il pubblico con il privato, il che i sindacati non possono non tenere conto, non si può fare due pesi e due misure, bisogna che il tutto sia nello stesso piatto.

Il vantaggio è tutto per quelli che lavorano sodo, diffatti vige la regola della meritocrazia, cioè più bravo sei, più carriera fai e viceversa come per il privato.

I pubblici dipendenti potranno essere licenziati per scarso rendimento, ma anche se si fingeranno malati o se, in caso di esubero, rifiuteranno il trasferimento in un altro ufficio. Verranno rafforzati i controlli giornalieri durante le assenze per malattia.

Via ilsole24ore