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Italiani: mangiare meno, telefonare di più?

Friday, May 16th, 2008

I dati sono i seguenti: ancora un calo nei consumi alimentari, - 1,7% nel primo trimestre 2008, mentre continuano a salire i consumi per comunicazioni, (dicasi i telefonini e affini), + 9,8% e per la cura della persona, + 3,3%, (La Stampa).

Altri dati interessanti da incrociare ai primi sono: in appena cinque anni, dal 2002 al 2007, l’indebitamento delle famiglie italiane è cresciuto in maniera impressionante! Uno studio della Cgia di Mestre ha rivelato che l’incremento è da quantificarsi nella misura del 91%. Negli ultimi due anni l’indebitamento medio è cresciuto del 9,2% ed ammonta a 15.578 euro.

Nessuno nega che economicamente l’Italia stia vivendo un periodo a dir poco complicato: gli stipendi perdono potere, la classe media scivola sempre più in basso e gli esempi potrebbero proseguire; però il fatto che diminuiscano i consumi alimentari mentre continuano, costantemente ad aumentare i consumi per comunicazione, ritengo ponga degli interrogativi.

Non sarà che vige il sempreverde detto: “piove: Governo ladro”?

Se la nostra propensione al risparmio continua a calare, (fino a non molti anni fa eravamo i secondi maggiori risparmiatori al mondo dietro i giapponesi), non si può sempre incolpare le finanziarie che ti suggeriscono di comprare qualsiasi cosa a rate, comprese le vacanze, perché alla fine sono io, individuo, a scegliere.

Se il mio desiderio di stupire gli amici è tale che preferisco avere in casa un magnifico televisore al plasma, piuttosto che il telefonino più moderno in commercio trovandomi ben presto senza soldi, non posso poi lamentarmi che faccio fatica ad arrivare a fine mese.

Ribadisco che non è mia intenzione sottovalutare una situazione che, parlando in generale è sicuramente allarmante, certo che, una certa fascia di popolazione, farebbe meglio a cominciare ad assumersi le proprie responsabilità senza guardare ai nostri politici come ad un consorzio di maghi preposti a risolvere qualsiasi problema agitando la bacchetta magica.

foto di biciclila

Mutui e indebitamento: l’Italia che cambia

Monday, December 10th, 2007

Rispetto ai paesi anglosassoni, gli italiani sono più “affezionati” alla moneta sonante. Il dileguarsi di moltissime banche nelle città, soprattutto nelle zone meno sviluppate, è un fenomeno di sviluppo degli ultimi anni. L’italiano medio fino a 50 anni fa preferiva i soldi “sotto il materasso”, come molte nonne ancora raccontano e come molti film cult testimoniano.

Ancora oggi per l’italiano il denaro contante è importante: la sicurezza di averlo in mano / casa, di poter pagare contante, da ancora oggi un senso di sicurezza. Lo stesso commercio elettronico, nonostante gli incrementi degli ultimi anni, subisce da questa mentalità danni notevoli, rispetto ai paesi anglosassoni.

Lo scorso anno in Italia solo il 20% degli individui adulti ha fatto acquisti sul Web, nonostante il dato sia in crescita. Entro il 2011 l’Italia dovrebbe generare 14 miliardi di euro in e-commerce, il 6% dell’intero ammontare europeo.
via businessonline


Anche rispetto all’indebitamento l’Italia è diversa, con percentuali inferiori rispetto al resto d’Europa e agli USA. La tendenza però si sta adattando alle altre medie:

sono stati elaborati nel rapporto Assofin-Crif-Prometeia dall’Osservatorio sul credito al dettaglio. Uno scenario che per Enrico Finzi, presidente di Astra Demoskopea, vede l’Italia “correre veloce e avvicinarsi, dal gruppo di coda in cui si trovava, al gruppo di testa” dei paesi più indebitati come il Regno Unito (120,2%) la Germania (111,8%), la Spagna (83%). Per proseguire sul filo della metafora ciclistica, l’Italia che indossava “la maglia nera nell’uso di carte di credito e nel ricorso ad altre forme di indebitamento” adesso “accelera in volata verso la testa della corsa”. Nel 2002 l’indebitamento pro-capite degli italiani è stato di 5.340 euro: una strada ancora in salita, ma che inizia a seguire quella percorsa dalla Spagna, che ha un indebitamento pro-capite di 9.174 euro e della Francia, a 10.057 euro.
via Corriere


Un Italia che cambia, un’Italia che si sta abituando alle transazioni online e all’indebitamente, pagando il dazio di essere una tra le nazioni con l’età media più alta. Un’Italia che vive costantemente problemi finanziari ma soprattutto enormi differenze tra abbienti e ceto povero e un 7% di famiglie a rischio di insolvenza mutuo: più di 500.000!

Dal punto di vista immobiliare lo stato pare preveda incentivi anche sul piano immobiliare, con progetti di edilizia sociale, che si scontra però con il problema dell’immigrazione: nelle liste di attesa gli italiani ormai sono costantemente fanalino di coda. Costante è la presenza di immigrati senza reddito e con numerosi figli a carico, che primeggiano in lista.