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La Cina fa rimpatriare i messicani per paura dell’influenza suina

Tuesday, May 5th, 2009

Influenza maialaTutti i paesi del mondo stanno cercando di far fronte al problema relativo all’influenza suina con dei accorgimenti come pulirsi bene le mani, quando si starnutisce bisogna mettersi la mano davanti alla bocca, in attesa dei farmaci anti-virali che possano contrastare l’influenza, ma la Cina addirittura fa di peggio, ha fatto rimpatriare tutti i cittadini messicani che sono stati messi in isolamento per paura che potessero attaccare la febbre suina ai cinesi, questo non ha senso non si può pensare che tutti i cittadini del Messico siano portatori del virus.

Questa operazione ha messo in crisi i rapporti tra i due paesi, in quanto la Cina doveva collaborare invece ha voluto eliminare il problema alla radice il che non è la soluzione migliore.

Adesso nel mondo ci sono stati ben 1.124 casi di febbre suina e gli esperti dicono che arriverà una seconda ondata che metterà in crisi parecchi paesi, ma con i dovuti controlli e la collaborazione di tutti riusciremo a far fronte a questo problema, come ha fatto l’Italia.

Pechino oggi si prepara a rimpatriare i cittadini messicani che sono stati messi in isolamento per il timore della nuova influenza, mentre il Messico ha annunciato dei progetti per la ripresa dell’economia colpita dall’epidemia.

Via reuters

Risparmiare tutti i giorni: Gas, AssoLowCost e Cohousing

Thursday, May 15th, 2008

Nuove, funeste previsioni di aumenti per gli italiani quest’anno. Secondo le prime stime del centro studi del Rie (Ricerche industriali ed energetiche), dal luglio prossimo sulle famiglie potrebbe abbattersi una nuova stangata per luce e gas. All’origine di questi rincari il costo del petrolio che influenza l’acquisto di energia in Italia. Si tratta di almeno 51 euro in più in bolletta. In questo attuale mercato globalizzato per chi è digiuno di politica economica ed macroeconomia difficile comprendere il perché degli aumenti dei prezzi. Come spiegare al pensionato o al giovane precario che fanno la spesa sotto casa, comprando meno e spendendo di più per cause da rintracciare oltreoceano? I consumatori stanno però mutando insieme al mercato. Chi acquista oggi è mediamente più consapevole di 20 o 30 anni fa. La situazione attuale ha avviato una riflessione importante finalizzata al cambiamento, profondo, nel proprio stile di vita. Il cosiddetto consumo critico era inizialmente portato avanti da persone che avevano maturato autonomamente la decisione di contrastare con il proprio comportamento d’acquisto, logiche di mercato ostili al singolo e troppo piegate al profitto di multinazionali e grandi imprese. Questo popolo discreto e autonomo di consumatori critici, lentamente, sta aumentando.

GAS

Tra le iniziative autonome in crescita da segnalare i GAS, i Gruppi di Acquisto Solidale ,il più imponente fenomeno “spontaneo” legato al consumo critico. I Gas sono gruppi di consumatori che decidono di acquistare collettivamente prodotti alimentari e di consumo quotidiano, orientando la scelta dei produttori da cui rifornirsi in modo etico ed ecologico. Nuovi gruppi d’acquisto nascono a ciclo continuo, soprattutto al Nord. Potenzialmente una famiglia potrebbe acquistare circa l’80% del proprio fabbisogno alimentare e d’igiene personale presso il proprio gruppo d’acquisto. I GAS sono espressione di un nuovo stile di vita che, accanto al consumo critico e al risparmio etico, fornisce una possibilita’ di impegno concreto per chiunque desideri cominciare a lavorare nella vita quotidiana per un nuovo modello di sviluppo costruito dal basso dove tornano importanti le relazioni umane e la condivisione con amici e vicini di casa di cose buone da mangiare e dal prezzo decisamente inferiore allo stesso tipo di alimento che si troverebbe nei supermercati. Il consumatore critico è colui che è consapevole del proprio potere, ovvero della capacità di influenzare in modo determinante persone o situazioni. Fare la spesa non e’ soltanto un atto privato ma può assumere una forte e chiara valenza sociale, economica e politica, può essere alla base di una strategia che condiziona le politiche di approvvigionamento, produzione e distribuzione delle imprese.

Assolowcost

Dell’aumento di potere da parte del consumatore si sono accorte anche alcune aziende che hanno fatto del Low Cost non solo uno stile di consumo ma una moderna filosofia aziendale in grado di generare elevati vantaggi ai singoli cittadini oltre a stimolare l’affermarsi di comportamenti virtuosi all’interno dei processi produttivi dal punto di vista della qualità dei prodotti/servizi, dal punto di vista del rispetto dei consumatori e dal punto di vista dell’etica e della responsabilità sociale d’impresa. Con queste finalità è nata ASSOLOWCOST, un’associazione di imprese nate e cresciute con la produzione e la commercializzazione di beni e servizi proposti sul mercato a prezzi decisamente minori di altre analoghe aziende e tuttavia rispettando standard di qualità elevata grazie a gestioni basate sull’innovazione e sulla ottimizzazione reale dei processi produttivi. Tra le associate spiccano Ikea, Ing Direct e Renault.

Cohousing

Tra le altre forme di consumo critico e di rispetto per il territorio e l’ambiente non può mancare il Cohousing, come non pensarci prima!! Si tratta semplicemente di persone che hanno scelto di vivere in una comunità residenziale a servizi condivisi. Nato negli anni ’60 in Scandinavia il Cohousing si diffuso in tutto il mondo, soprattutto in Danimarca, Svezia, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone. L’abitazione resta privata, in comune ci sono servizi, risorse e ulteriori spazi condivisi (micronidi, laboratori per il fai da te, auto in comune, palestre, stanze per gli ospiti, orti e giardini…) con benefici dal punto di vista sia sociale che ambientale. La coresidenza si costruisce a partire dal progetto architettonico delle case poiché il nei criteri edilizi occorre prestare attenzione a tutto ciò che può facilitare i contatti e le relazioni sociali. Il progetto di comunità inizia dai mattoni, uno per uno oppure dalla ristrutturazione collettiva di un edificio preesistente dove i futuri inquilini scelgono di ritrovare dimensioni di socialità perdute, aiuto reciproco e buon vicinato oltre al voler ridurre i costi della vita quotidiana. In Italia alcuni esempi di cohousing si possono vedere in particolare a Milano e dintorni.
E’ evidente come, dalla spesa di ogni giorno alla costruzione della propria abitazione, i consumatori/cittadini possono orientare realmente l’andamento dell’economia che dovrebbe anteporre le persone e le relazioni ai vantaggi di enti economici spersonalizzanti come gruppi bancari e multinazionali.

Immagini di monchoparisAlessio ProiettiFerroninja