In questo momento il potere delle banche è aumentato notevolmente e la gestione di un conto corrente può diventare oneroso alla fine e poi se ci mettiamo di mezzo anche il mutuo da pagare ecco che le spese diventano isostenibili, però ci sono degli accorgimenti per far “dimagrire” i costi di gestione del proprio conto corrente e per abbatterli bisogna usare internet.
Qualsiasi operazione effettuata su internet verrà a costare molto meno che in uno sportello bancario, se si vuole fare un bonifico su internet costerà poco o nulla, l’estratto conto potrete guardarlo online e stamparlo, le bollette potete pagarle online oppure sottoscrivre un pagamento automatico.
Recapitolando possiamo dire che la gestione del proprio conto corrente su internet permetterà di risparmiare almeno il 40% sulle spese di gestione e in più si risparmia parecchio tempo!
Però devo dire che queste operazioni richiedono la massima attenzione, dovete sempre controllare che il vostro computer non abbia virus che potrebbe catturare le vostre informazioni e valutare che che ci sia SEMPRE il certificato di protezione aggiornato.
Sono molte le voci che fanno lievitare, anche di alcune decine di euro, le spese di gestione del conto corrente. Spesso, però, secondo un’inchiesta di Radiocor, bastano alcuni piccoli accorgimenti per abbattere i costi del proprio conto fino al 40%. La strada più pratica e veloce per sgonfiare i costi di gestione è internet.
Via ilgiornale
L’operatore telefonico specializzato nella fornitura di servizi ADSL, la Fastweb, ha deciso di riprovarci ad entrare nel mercato della telefonia mobile in modo da poter dare un servizio ai propri clienti e per farlo ha deciso di affiliarsi con l’operatore H3G.
Dua anni ci aveva provato con Vodafone e nacquero delle proposte commerciali per le imprese dove si poteva chiamare chiunque, fisso o mobile, e navigare a 20 megabit al secondo, purtroppo questa intesa è durata poco in quanto la Vodafone aveva comprato Tele2 in modo da operare in prima persona sul mercato della telefonia fissa.
L’obiettivo di Fastweb è quello di espandersi e quindi offrire più servizi per i propri clienti, offrendo a loro non solo la navigazione internet ma anche il cellulare e la navigazione mobile.
Attualmente la Fastweb ha presentato le seguenti offerte per la telefoni mobile che sono:
«Parlamobile», profilo base: 300 minuti di conversazione a 25 euro al mese verso qualsiasi numero. «Navigamobile» per navigaer in internet senza fili senza limiti di tempo a 19,90 euro e «FamigliaOvunque», che comprende tutte le chiamate da e verso il telefono di casa se è Fastweb (al prezzo di 5,90 euro al mese).
Questa operazione permetterà a noi consumatori di valutare al meglio le varie proposte, nella speranza che sparisca il famoso “cartello” tra le grosse compagnie di telefonia mobile e quindi scegliere quella più conveniente.
Via ilsole24ore
L’associazione consumatori, Altroconsumo, ha voluto vederci chiaro sui prezzi imposti da Tim e Vodafone per il nuovo prodotto delle Apple, e ha trovato delle situazioni che volgono a favore solo per gli operatori a discapito del consumatore, diffatti il prodotto iPhone viene venduto a un prezzo che varia a seconda del piano tariffario dei operatori telefonici Tim e Vodafone, sotto forma di canoni mensili che variano da 30 euro ai 200 euro, mentre se si vuole comprarlo a prezzo pieno lo si deve pagare 499 euro per l’8 giga e 569 euro per il 16 giga.
In parecchi negozi non è troviamo dei operatori che vogliono aiutarti a scegliare la migliore opzione possibile, anzi cercheranno in tutti i modi di fregarti, ci sono situazioni del tipo che si rifiutano di venderti il iPhone con la ricaricabile e impongono l’abbonamento, oppure se si compra il prodotto marchiato Vodafone e usarlo per un altro operatore ti dicono che è difficile configurarlo, invece non è vero niente!
Per evitare il salasso in materia di navigazione internet con le le tariffe Vodafone e Tim, l’alternativa è quella di comprare il telefono a prezzo pieno e usarlo con la scheda wind che ha delle tariffe per la navigazione internet molto basse e quindi convenienti.
Il tutto è un problema perché, secondo Altroconsumo "le tariffe iPhone sono molto care. Sono meno convenienti persino di altri piani (che però non permettono l’acquisto a prezzo scontato) degli stessi Tim e Vodafone.
Via repubblica
Sdegno è la seconda emozione che si prova di fronte a queste notizie,.
Molise, alla fine del 2002 un terremoto colpisce e devasta popolazione, territorio e, cosa ancora più grave, mette in ginocchio un’economia. Lo stato subito si allerta per stanziare fondi per la ricostruzione, ricostruzione generica perchè in questi casi non si tratta soltanto di ricostruire case e strade, ma di ricostruire anche un economia, un mercato.
In circa 6 anni sono stati stanziati 550 milioni di euro dallo stato per il sisma. Solo 248 sono stati effettivamente investiti per la ricostruzione.
Come sono stati utilizzati questi soldi, in cosa si è investito? Nelle cose più disparate compreso le selezioni di Miss Italia, sdegno ma non basta:
Un calderone nel quale sono finiti anche finanziamenti alle attività più stravaganti: dalle selezioni per Miss Italia, passando per il progetto di ricerca sulla patata turchesca, agli impianti sciistici di Capracotta, al monitoraggio delle api, agli esperimenti per il ripopolamento delle seppie, al museo del profumo, fino alla sponsorizzazione di un reality show estivo di Mediaset. Una serie di investimenti discutibili, ora al vaglio del procuratore capo della Repubblica di Larino, Nicola Magrone, che ha aperto un’inchiesta. Fonte PrimaPaginaMolise
Secondo il commissariato straordinario per il terremoto in Molise la somma richiesta per la ricostruzione di San Giuliano di Puglia (1000 abitanti) è di 450 milioni di euro per le case private e un miliardo di euro per opere pubbliche “di interesse strategico”.
Il comune di Termoli, poi, appena sfiorato dalla scossa, alla fine del 2004 ha presentato un conto di 70 milioni di euro per la “ricostruzione”. Ed ecco così spuntare dal calderone degli investimenti per la “ripresa produttiva” il finanziamento per “far uscire i residenti dell’area del terremoto dall’isolamento tecnologico”: 880 mila euro, presi dal “fondo straordinario ministeriale per il sisma” ed il resto, sovvenzionato dai privati e dai quattro comuni interessati. Tutto attraverso un semplice decreto firmato dal commissario Iorio, che oltre a ricoprire anche la carica di presidente della Regione, è il leader regionale di Forza Italia.
In pratica, niente case, ma la connessione ad internet non vi verrà negata! Sembra però che non sia un progetto veloce e che le connessioni vengano date col contagocce, infatti ancora 600 famiglie sono ancora in lista d’attesa e, come da progetto, a partire dal Gennaio 2009 le connessioni saranno a pagamento.
Sarà possibile utilizzare questi soldi in maniera decente? Potranno vivere in una casa Normale? Magari soffrendo del classico Digital Divide all’italiana a almeno non soffrendo la mancanza di una casa.
In Italia manca una offerta per quelli che usano internet poche volte al mese, attualmente è presente solo la linea Adsl a consumo cioè circa 2 euro all’ora il che significa che se in un mese ho navigato 10 ore mi verrà a costare 20 euro! una enormità, a differenza di quelli che usano internet per parecchie ore e utilizzano il contratto flat cioè 24h su 24 e il costò è sui 20 euro al mese, si denota la differenza tra questi due tipi di contratto.
Attualmente, a livello europeo, siamo ultimi in fatto di tariffe internet a consumo, in problema è che non c’è concorrenza e le tariffe sono pressochè uguali (2 euro all’ora), mentre per quanto riguarda le tariffe internet 24h su 24, siamo messi meglio questo sta a significare che le compagnie telefoniche prediligono l’utenza che naviga spesso a discapito di chi vuole usare internet solo per reperire qualche informazione il che non è giusto (vedi anziani, casalinghe e altri).
Chi naviga poco non sorride. Sono un quinto gli italiani, che secondo i dati Istat, si collegano ad internet solo poche volte al mese. Per questo tipo di utilizzo, fino a qualche anno fa, i contratti a consumo erano la soluzione più conveniente. Oggi non è più così, il costo delle Adsl a consumo è rimasto fermo dal 2004 a poco meno di 2 euro l’ora. E con i prezzi attuali c’è il rischio di superare con facilità i 20 euro al mese di un normale contratto flat.
Via repubblica
Leggendo il feed di blogger italiani leggo un post di B&G Comunicazione riguardante la constante crescita dell’online advertising, per il 2008. Proseguo la mia ricerca scoprendo che i risultati sono emersi da una ricerca dello IAB Italia (Internet Advertising Bureau), l’associazione dei principali operatori dell’advertising online.
il 7 per cento del budget pubblicitario italiano finirà su Internet, nel 2008, stima Iab. Quota che arriverà al 10 per cento nel 2010 [...] sono arrivati ad aprile a quota 24 milioni coloro che si connettono almeno una volta al mese. E’ una crescita del 5 per cento rispetto a febbraio, stima Audiweb. Internet si diffonde anche a danno di altri mezzi di comunicazione, dice Iab: rispetto al 2003, nel 2008 il tempo passato a guardare la tv è calato del 7,7 per cento; meno 10,6 per cento per la radio e meno 11,8 per cento per i giornali. Il tempo dedicato a Internet è aumentato invece del 145 per cento rispetto al 2006. (via bat24ore)
Un dato assolutamente interessante, che fa ben sperare nella crescita italiana e nella fiducia su questo nuovo mezzo di comunicazione. Ma è ancora corretto chiamarlo nuovo?
Il convegno si è svolto per la prima volta a Roma per un preciso motivo: vedere di coinvolgere maggiormente l’opinione pubblica, ma soprattutto il Ministero delle Comunicazioni, affinchè vengano promulgate leggi per lo sviluppo del settore.
Immagine di SamanthaCambpell16.
La corsa di Google e del suo impero dell’advertising è infermabile. Nel primo quarto di quest’anno è riuscito ad aumentare i propri profitti del 30%, nonostante la crisi dell’advertising che si prevedeva.
Si parla di cifre astronomiche, guadagni di 1,31 miliardi di dollari, pari a circa 830 milioni di €. Un’azienda che investe nel mercato, nella ricerca e nella formazioni. Si parla di 19.156 impiegati in tutto il mondo. Alla chiusura dello scorso anno erano 16.805 (+2.351).
Google reported earnings of $1.31 billion (£656 billion), beating market forecasts. The US-based internet group also said that UK revenues stood at £402 million in the first three months of the year, representing 15 per cent of the group’s total sales – a slight increase from 14 per cent in the previous quarter (via dailymail).
Google, che in Italia lavora praticamente in regime di monopolio nel web advertsing, nel mondo si scontra comunque con competitor di altissimo livello quali Yahoo! o Microsoft, ma la predominanza della propria rete pubblicitaria sta letteralmente soffocando e predominando quel settore di mercato. Staremo a vedere quanto altri sistemi di Click-Advertising (Pay per Click) decideranno di sbarcare anche in Italia.
Nel frattempo è notizia di queste ora che Google ha deciso di rilasciare liberamente la beta di Google Website Optimizer, uno strumento per ottimizzare la rendita delle pubblicità, dedicato ai publisher.
No amici lettori. Non siamo a lutto per gli exit poll e non stiamo facendo alcuna forma di protesta elettorale.
L’inaspettato carico di visitatori ci stava uccidendo la banda internet, e per continuare a fruire il servizio exit poll in modo decente, abbiamo dovuto temporaneamente rimuovere un po’ di immagini per risparmiare un po’ di KByte.
Nei prossimi giorni vedremo di rimette tutto come prima, nel frattempo grazie per la fiducia che ci avete accordato e per averci aiutato con il vostro supporto ad essere i numero uno nella serp di google per la ricerca: exit poll elezioni, in ogni sua forma.
Gli editori
Essendo notizia economica e di grande attualita riportiamo anche qui una citazione dell’articolo / macro analisi del fallimento di italia.it:
Tanto perchè anche i non tecnici capiscano ecco alcuni esempi di cosa si può fare con 7 milioni di euro (mi tengo sulla cifra più bassa, ogni singola voce vale 7 milioni di € circa):
- 90 anni di hosting linux presso uno dei maggiori servizi americani per 100 server che lavorano in parallelo (avanzano anche 520.000 € per la manutenzione, pari a circa 3000 ore uomo livello supertecnico)
- 65 server AS 400 in cluster (diciamo in parallelo) più circa 1500 ore uomo livello supertecnico più la corrente per alimentari.
- 50000 ore uomo per programmatori supertecnici, pari a circa 6250 giornate uomo di lavoro, pari a circa 125 giornate uomo di un team di 50 persone.
- oltre 550 mesi (45 anni…) di banda dati (ipotizzando 8 linee dedicate dati da 4 megabit al secondo garantiti).
E voi cosa ne dite? Truffa, presa in giro o semplicemente e io e tanti miei colleghi non abbiamo capito nulla? Aspetto i vostri commenti e mi raccomando, non siate volgari altrimenti passiamo noi dalla parte del torto.
Negli ultimi anni è sempre stato un testa a testa tra il regno pubblicitario di internet e quello dei media tradizionali. Ora pare che il sorpasso sia avvenuto, o almeno così parlano le previsioni fatte dalla società GroupM e riportate da La Stampa.
“secondo le previsioni sugli investimenti nel settore pubblicitario per il 2008, il canale Internet dovrebbe detenere il primato, con un incremento pari a circa il 6 per cento in più rispetto allo scorso anno”
via LASTAMPA.it
Contiamo che l’incremento degli altri media (tv, radio, stampa) si attesta attorno al 1.5%!
Quali le ragioni di questo movimento?
Da un punto di vista tecnico sicuramente la qualità reportistica del “mezzo” internet. I giornali vanno valutati in base alla tiratura e agli abbonamenti, tv e radio in base ai dati auditel (sempre meno di riferimento) su rilevamenti a campione.
Online tutto è tracciabile, compresa la localizzazione degli utenti che accedono ad un sito. Milioni e milioni di dati che ogni giorno sono a disposizione dei reparti marketing per ottimizzare contenuti e campagne pubblicitarie. Senza contare poi la facilità con cui si raccolgono informazioni e si profilano utenti creando banche dati di indirizzi mail (e non solo) targettizzate e precise.
Altro dato sicuramente importante è però la crescita vertiginosa del popolo internet, anche in Italia. Lo attesta una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen:
secondo la quale il 54 per cento degli Italiani (27 milioni di individui dai 14 anni in su) ormai al piccolo schermo preferisce di gran lunga il web
via Repubblica
I motivi? La quantità e la qualità dei contenuti sempre disponibili e la decandenza della televisione italiana.
Un trend positivo importante, specie se affiancato al fatto che l’Italia a livello di comunicazioni è tra gli ultimi paesi d’Europa!
la Commissione Europea argomenta invece che il tasso di penetrazione della banda larga nel nostro paese è inferiore alla media comunitaria