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Inflazione sale, borsa vuota

Tuesday, July 15th, 2008

L’ galoppante colpisce questa estate italiana, come la cinese ci aveva colpiti durante l’inverno qualche anno fa. La ormai è sensibile. Il dollaro vale sempre meno, il di contropartita costa sempre di più. L’Italia purtroppo vive di trasporti via ruota, dove l’incidenza del è massima. E tutto si riversa nell’ familiare, colpendo direttamente i generi di prima necessità.

L’Istat conferma: a giugno ai massimi da 12 anni, con l’indice che sale al 3,8%, in accelerata rispetto al 3,6% di maggio. A correre di più sono soprattutto i di alimentari (+6,1%), acqua, elettricità e combustibili (+7,2%), trasporti (+6,9%). All’origine dei maxi-rincari c’è ancora una volta la corsa delle quotazioni del , che da mesi continua ad aggiornare i suoi massimi. (via tgcom)

Sul sito Rivaluta potete analizzare per conto vostro i dati storici relativi all’. Noi vi abbiamo semplicemente mostrato il grafico degli ultimi 2 anni, pensiamo possa bastare per scuotervi un attimino…

Tutto aumenta. Dagli stabilimenti balneari al pane, per arrivare alle bollette acqua, luce, gas. Vere e proprie stangate. E la rata del mutuo, che si impenna a sua volta, diventa sempre di più un cappio al collo!

In Italia l’inflazione ha raggiunto il massimo +3,6%

Friday, June 13th, 2008

L’Istat ha fornito, stamattina, i dati relativi sull’indice dei al consumo a maggio, che è salito del 0,5% rispetto ad aprile e +3,6% rispetto a amggio 2007, che rappresenta il massimo record da 12 anni (dal 1996), però se spostiamo l’analisi relativa alla spesa quotidiana vediamo che l’incremento è più elevato: +5,4% su base annua, senza poi considerare i del che hanno raggiunto livelli altissimi.

Per quanto riguarda il campo alimentare, il prezzo del pane ha raggiunto il 13,3% rispetto ad un anno fa mentre per la pasta l’incremento è del 20,7% su base annua e 1,8% rispetto ad aprile, insomma il cibo costa come l’oro, e preparare la colazione, il pranzo e la cena, sta diventando oneroso e ci sono padri e madri che non mangiano pur di far mangiare i loro figli, roba da dopoguerra.

Poi se la manterrà il proposito di aumentare i di interesse a luglio, per far fronte a queste impennate di , potrebbe essere una buona soluzione, ma ci sono anche quelle famiglie che hanno contratto un mutuo a tasso variabile e non possono spostarlo a fisso, anche se con il decreto Bersani sulla portabilità dei mutui dice che non dovrebbero esserci spese, però le banche hanno trovato l’inganno e si fanno pagare caro per quelli che vogliono cambiare mutuo e/o banca.

In ogni modo questo 2008 è da considerarsi un "annus horribilis" sotto tutti gli aspetti, e possiamo solo sperare che vada meglio anche se l’ascesa del non sta facilitando la situazione.

L’ Istat, che ha diffuso oggi i dati sui , conferma che l’ e’ salita del 3,6% su base annua a maggio, ai massimi dall’agosto 1996. Ad aprile i al consumo erano al 3,3%. L’ su base mensile è stata invece dello 0,5%. Per la spesa quotidiana però i a maggio sono cresciuti più in fretta del tasso generale: l’ e’ salita al 5,4%, dal 5,1% di aprile. Questo il dato relativo ai beni ad ‘’alta frequenza d’acquisto’’, che vanno dagli alimentari alle bevande, dall’affitto alle spese al ristorante, dai carburanti ai trasporti, dai giornali ai tabacchi.

Via panorama

Stiamo diventando più poveri o più ricchi?

Thursday, May 29th, 2008

L’Istat ha rilevato che nonostante l’occupazione si invariata, gli lordi dei dipendenti sono calati del 5% su base stagionale, anche se dice, in caratteri grandi che gli spipendi sono aumentati del 10,9% su base annua, ma questo dato non dice tutto in quanto ci sono 2 giorni in meno di rispetto all’anno precedente.

Insomma a parità di giorni lo stipendio è cresciuto, e questo valo solo per quei lavoratori delle grandi aziende, chissà come sono messi i dipendenti delle piccole aziende, forse stanno peggio.

In ogni modo Istat o no, non dobbiamo affidarci a queste statistiche che non focalizzano per bene la situazione economica dell’Italia, cioè che facciamo troppa fatica a soppravvivere a fine mese, 10 euro in più in busta paga non cambia la vita a nessuno!

Le retribuzioni lorde per ora lavorata nelle grandi imprese hanno registrato a marzo un aumento del 10,9% su base annua a fronte di una diminuzione congiunturale del 5%.

Via agi

Istat: metà degli italiani con la licenza media

Thursday, May 8th, 2008

L’Istat parla chiaro e senza mezzi termini. Stiamo messi male.

Ieri si parlava di sicurezza, oggi parliamo di istruzione. Il dato che emerge è sconcertante:

Nel 2007 infatti il 48,2% della popolazione di età compresa tra i 25 e i 64 anni aveva conseguito come titolo di studio più elevato solo la licenza di scuola media inferiore. Nel contesto europeo l’Italia presenta al 2006 un valore dell’indicatore pari al 48,7%, che posiziona il nostro Paese in fondo alla graduatoria insieme a Spagna, Portogallo e Malta.

Quasi un italiano su due non ha come ultimo diploma conseguito la licenza media. Il dato, inoltre, ci pone ai livelli più bassi in (ricordiamo che l’ adesso è a 27 Stati membri, fra cui Romania, Slovvacchia ecc che presentano di scolarizzazione molto bassi).

Il Mezzogiorno presenta poi un peggioramento: dal 2004 al 2007 le regioni del Sud hanno visto aumentare la popolazione in possesso della sola licenza media di 2,4 punti percentuali. Nell’analisi per regione emerge che Sardegna, Sicilia, Campania e Puglia presentano un maggior numero di abitanti fermi agli studi di scuola media inferiore, con quote intorno al 56-57%. Al Nord le situazioni in cui si rilevano le quote più elevate degli adulti che hanno conseguito solo la licenza media inferiore sono quella della provincia autonoma di Bolzano (52,6%) e della Valle d’Aosta (52,3%).

Il dato su cui vorrei farvi riflettere è però questo:

Mentre quella che si mantiene costantemente bassa è la spesa per l’istruzione: nel 2005, rileva l’istat, l’incidenza di questa voce sul Pil era pari al 4,4%, ampiamente al di sotto della media dell’Ue27 che era del 5,1% nel 2004.

Le motivazioni, a volte, si trovano anche abbastanza facilmente…

Fonti parziali:
Istat
Repubblica

Metà delle famiglie vive con meno di 1900 euro al mese, aumenta la povertà in Italia. La fine si avvicina!

Friday, January 18th, 2008
L’Istat ha calcolato che il 50% delle famiglie italiane vive con meno di 1900 euro al mese, quasi 3 milini e 700 mila delle vecchie lire se 8 anni fa una avesse avuto questi soldi era considerata benestante di categoria medio-alta e adesso si fa fatica ad andare avanti con questi soldi tra mutuo, , dei della materia prima e questa situazione rischia di crescere, negativamente, ancora nel 2008 se non si fermera’ l’escalation dei e delle tariffe.

Una con due figli e con 1900/2000 euro al mese fa dei salti mortali per poter vivere bene, ci sono anche dei casi che i genitori pur di sfamare bene i loro figli mangiano solo pane oppure vanno alla mensa dei poveri!
Il 14,6% delle famiglie italiane dichiara di arrivare con molta difficolta’ alla fine del mese, è un dato che deve far riflettere, quasi il 15% significa che i poveri stanno aumentando e se il governo non abbassa le tasse rischiamo il collasso!

Attualmente la situazione è che le famiglie piu’ numerose e povere sono al sud, mentre i piu’ alti li troviamo al nord (è sempre stato così ma la differenza è ancora più notevole di qualche anno fa).

Facendo bene una analisi si capisce che il reddito netto familiare e’ tanto maggiore quanto piu’ alto e’ il livello di istruzione del principale percettore/capofamiglia. Quando il reddito prevalente e’ guadagnato da un laureato, il reddito mediano della risulta piu’ che doppio rispetto al caso in cui il percettore piu’ importante ha la licenza elementare o nessun titolo, ergo per prendere parecchi soldi bisogna almeno laurearsi.

La metà delle famiglie italiane vive con meno di 1900 euro al mese (1.872 nella media). È quanto rileva l’Istat nell’indagine sui e le condizioni di vita in Italia (2005-2006). Leggermente più alto è invece il reddito medio: 2.311 euro al mese, ma la maggioranza delle famiglie risulta avere un reddito inferiore a questa media.

Vai ilsole24ore

Inflazione galoppante e paniere istat senza mutui

Wednesday, January 16th, 2008

L’ galoppa e lo confermano pure i dati istat, nonostante vengano mosse, come ad ogni pubblicazione, numerose critiche rivolte al paniere di prodotti che l’istat osserva per verificare gli aumenti dei e gli indici di .
Qualche esempio?

  • nel 2007 il pane è aumentato del 12,6%
  • la pasta dell’8,6%
  • il gasolio del 15,3%
  • la benzina del 11,6%

sempre nel 2007, l’ media annua è risultata pari all’1,8% e quella tendenziale di dicembre (rispetto al dicembre 2006) è pari al 2,6%. Qualcosa non quadra..
via ilGiornale.it


Qualcosa da commentare? La situazione è assolutamente gravissima, senza contare che l’aumento degli medi non ha seguito assolutamente questa tendenza.
Quindi sempre meno risparmio, sempre meno soldi disponibili per le cose non indispensabili e la tendenza ad un continuo aumento dell’indebitamento.
A ciò associamo che i mutui sono sempre più cari, come testimonia l’articolo di Agi News. Si parla del 7,6 % del reddito delle famiglie. Se però pensiamo ai casi delle famiglie “normali” con 2000 € di reddito (e sono già famiglie fortunate) la percentuale tocca anche il 40%!!!

Il comunicato ufficiale istat del dicembre 2007 riporta:

Nel mese di dicembre 2007 l’indice nazionale dei al consumo per l’intera collettività comprensivo dei tabacchi è stato pari a 133,9, registrando una variazione di più 0,3 per cento rispetto al mese di novembre e una variazione di più 2,6 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; al netto dei tabacchi l’indice nazionale dei al consumo per l’intera collettività pari a 133,4, ha presentato nel mese di dicembre 2007 una variazione congiunturale di più 0,3 per cento e una variazione tendenziale di più 2,6 per cento.
via Istat


Secondo loro l’aumento è del 2,6%. Noi siamo convinti invece che nella sensibilità generale tale indice sia di molto inferiore rispetto alle reali esigenze di una italiana.

Inflazione in crescita a settembre Antitrust. Istruttoria sui prezzi del pane

Monday, October 15th, 2007

L’ a settembre è salita all’1,7% (su base annua), dall’1,6% di agosto. Grazie soprattutto agli enormi rialzi dei del pane. Lo comunica l’Istat, che conferma così la sua stima preliminare. I , su base mensile, sono rimasti invariati. Dati che arrivano proprio nel giorno in cui l’Antitrust annuncia di aver aperto un’istruttoria sui panificatori di Roma e provincia. Per verificare l’esistenza di un possibile cartello, “che potrebbe aver causato aumenti indifferenziati”.

Ma l’ cresce in quasi tutti i generi alimentari: l’Istat rileva
che per l’intero comparto è salita al 2,9% dal 2,4% di agosto, con punte
soprattutto per i cereali. In particolare, il prezzo del pane è aumentato del
7,5% rispetto a settembre 2006 (in accelerazione dal +4,2% di agosto) mentre il
prezzo della pasta è cresciuto del 4,5%. Sotto pressione anche i di carne
(+2,8% con in particolare il pollame in rialzo del 6,7%) e latte (+3,2%).
Elevato anche il tasso di crescita annuale della frutta, che mette a segno un
+5,6%.

Via Repubblica

Iea:petrolio,domanda mondiale 2008 aumenterà a ritmo più elevato

Friday, August 10th, 2007

Si prevede per il 2008 una crescita della domanda di 2,2 milioni di barili per giorno, questo quanto dice il rapporto mensile della Iea sul .
Il tutto condito da un crescente peggioramento dei mercati finanziari dovuto soprattutto alla tutta statunitense del settore immobiliare.

Secondo l’agenzia, la domanda di greggio raggiungerà il prossimo anno una media di 88,2 milioni di barili al giorno.

L’incremento della domanda farà salire le richieste all’Opec di 700 milioni di barili al giorno, portandole a 32,1 milioni di barili.

La Iea ha ribadito la sua intenzione di richiedere all’Opec un incremento nella produzione, in occasione della riunione di quest’ultima a Vienna, in settembre.

Debolezza sui petroliferi. ENI cede il 2%; peggio ERG, che scivola del 7,2% dopo che i risultati, annunciati stamani prima dell’apertura del mercati, sono stati sotto le attese di qualche analista.
Nel frattempo Piazza Affari quest’oggi apre decisamente in ribasso e recupera lentamente forte delle grosse perdite registate a Wall Street ieri e sui mercati asiatici di stamani.

“E’ un mercato molto speculativo in un momento di forte tensione sui mercati”, dice un trader.

Alle 9,20 l’indice S&P/Mib perde lo 0,84% il Mibtel l’1%, Allstar -1,42%.

* Lettera diffusa su tutti i settori. In fondo al listino principale perdite di oltre il 4% per BULGARI, e IMPREGILO. Colpiti anche i finanziari.

* Uno scostamento al ribasso tra contratti ha fatto balzare GENERALI alle prime battute determinando un breve congelamento del titolo che segna in riapertura un rialzo di 1%.

Ed anche la Francia dice la sua sulla sua apertura al ribasso: “Siamo in un periodo di depressione globale. Durerà un po’, almeno fino a quando non si capirà l’esatta consistenza dei danni nel settore (subprime) e gli investitori non si calmeranno”, Jacques Tissier, fund manager di Stratege Finance, a Parigi.

Via Reuters.it: