Secondo un rapporto della OCSE che ha rilevato i salari di 30 paesi dell’Unione Europea e l’Italia è al 23mo posto praticamente tra gli ultimi, lo stipendio medio di un lavoratore italiano single, nel 2008, è stato di 15.878 euro netti pari a circa 22.468 euro lordi, rappresenta un valore molto distante dai 20606 euro netti che rappresentano la media europea, la causa principale è dovuta fatto che siamo troppo tassati, il peso fiscale di un lavoratore italiano è del 46.5% ì, quasi la metà, e in questo siamo tra i primi come imposizione fiscale.
Dopo questo rapporto il ministro Sacconi, ha voluto precisare che il governo sta lavorando per far abbassare il peso fiscale, ma questa “promessa” era già stata fatta ancora prima che entrasse il governo Berlusconi e addirittura il Governo Prodi aveva promesso che dal 2011 ci sarebbe stato un calo delle tasse.
Insomma i fatti sono chiari, se vogliamo vivere bene e quindi aumentare il potere di acquisto bisogna che il premier Berlusconi cominci già ad attuare dei tagli fiscali nelle buste paga di ogni lavoratore italiano, ma so che questo succederà solo se il debito venga diminuito di parecchio se non azzerato, purtroppo ci vorranno anni perchè possa succedere.
A fine 2008, l’Italia era al 23esimo posto per i salari sulla lista dei 30 paesi che fanno parte del l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Lo dice uno studio annuale dell’Ocse sulle imposte sui salari.
Via reuters
Molti di voi ricorderanno l’epoca del paninaro con le sue parole strane tipo sfitinzia che indicava una bella ragazza oppure profa al posto di professoressa, poi nel giro di 2/3 anni tutto era tornato come prima, adesso impazza lo slang dei giovani, stavolta alcuni esperti hanno valutato come saranno i vocaboli del futuro e li hanno messi in un dizionario, anzi in un Fictionario.
In questo Fictionario, Fictionary in inglese, ci sono dei vocaboli che sarebbero un miscuglio di parole in modo che possa comprendere più signiticati racchiudendoli in una sola parola, come inshonnia che è un termine che significa dipendenza dal web shopping, oppure cellurlare che indica una persona che urla al cellulare, per trovare tutti i vocaboli basterà andare nel sito inglese DailyCandy.
Insomma mi viene da pensare che questi cosidetti esperti hanno troppa fantasia e non è possibile sapere con esattezza come parleranno i giovani tra 10 anni, ogni anno è una storia a sè per cui il fictionaro non serve a nulla, anzi io sono per il dialetto che rasenta l’identità di colui che lo parla.
Ci sono malattie da cui è difficile riprendersi. L’inshonnia, ad esempio. Colpisce uomini e donne che amano troppo lo shopping e internet allo stesso tempo. Risultato: la notte, anziché dormire, trascorrono ore a fare acquisti on line. L’inshonnia è una sindrome da ventunesimo secolo, anzi da 2008 visto che, prima, la parola non esisteva neppure. Poi, non è che esista proprio: l’hanno creata gli autori del Fictionary, dizionario delle parole che non ci sono ma che, comunque, condizionano la nostra vita.
Via ilgiornale