Ci risiamo,
il Governo sta portando avanti, con urgenza, un provvedimento che, se passasse,
porterebbe al ritorno, mascherato, dell’autorizzazione a procedere.
Di cosa si tratta?
Si vuole che, anche per i reati derubricati a comuni, i ministri e gli ex ministri, non siano giudicati direttamente da un tribunale ma prima si debba richiedere la possibilità di procedere alla camera di appartenenza.
Chiaramente questo provvedimento sarebbe retroattivo.
Come mai questa urgenza?
pare che tutto derivi da un certo Altero Matteoli, ora ministro delle infrastrutture e nel passato governo Berlusconi, Ministro dell’ambiente, il quale si trova coinvolto in un processo per favoreggiamento nell’ambito di un’inchiesta su presunti illeciti edilizi commessi sull’isola d’Elba durante la precedente esperienza ministeriale del nostro.
Non sembra fatta a puntino questa legge urgentissima?
Colpisce, oltretutto il fatto che questa vicenda sia apparsa sul Sole 24 ore in un trafiletto a pag.18 e, che io sappia in poche altre testate, sempre comunque in posizione ben defilata,(inutile citare i telegiornali abituati a dire ciò che pensa chi governa).
Finalmente ci siamo: qualcuno ha pensato a prendere ai ricchi per donare ai poveri.
Dopo la tragicommedia di rifondazione comunista e dei suoi manifesti: “Anche i ricchi piangano”, il nuovo al governo ci ha donato la “Robin Hood tax”
Il principio sarebbe, se non erro: tolgo un po’ di soldi a chi ne guadagna tantissimi “vendendo” prodotti per i quali non si scappa, non se ne può fare a meno.
Oggi sul Sole 24 ore, si fa una prima stima e pare che solo 300 milioni andranno ai meno abbietti mentre il resto verrà trattenuto dall’erario. Oltretutto si corre il rischio, per non dire la certezza, che le perdite di ricavi dovute all’aumento dell’Ires, andranno a ricadere sui prezzi dei carburanti e dell’elettricità che non mi sembrano, attualmente, a buon mercato.
Detto tutto questo, un aspetto di questa manovra salta all’occhio: il tradimento del tanto richiamato, invocato e purtroppo vituperato liberalismo, (se non ricordo male il partito di riferimento si chiama Popolo delle Libertà) ed un grande populismo.
Se ci si tiene tanto a che le persone possano veder diminuire almeno un po’ i prezzi dell’energia, perché invece di ricorrere a sistemi pubblicitari ma inutili, non si comincia a fare un po’ di concorrenza reale?
Qualcuno a dato un’occhiata alle offerte per le famiglie sul “libero” mercato dell’energia? Tutte praticamente uguali, le differenze sono dell’ordine di 0,1 centesimo di € e, se prendete in mano, per esempio, il contratto dell’ENEL, venite informati che, riguardo l’erogazione di energia elettrica, risparmierete circa: dall’euro ai 5 euro all’anno….
Qui sta il problema, non certo nell’aumentare le tasse a chi guadagna molto solo per far vedere che si vuole bene al popolo, (bue, magari)
Purtroppo, in Italia, con la scusa del popolo sovrano, si cerca di fare le cose che possono compiacere e non quelle che realmente possono essere utili: lo dimostra l’ultimo richiamo della Corte dei Conti riguardo al “bonus” di 70 miliardi, (avete capito bene: miliardi) di € generato dall’adesione all’euro che sono spariti nelle pieghe dei bilanci pubblici negli ultimi dieci anni, (Governi di centro sinistra e di centro destra, se non sbaglio).
L’Europa boccia il cosiddetto prestito ponte per dare ossigeno ad Alitalia.
Nel frattempo il Governo si dice convinto che, a breve, (se non sbaglio la stessa cosa era stata detta a marzo…), la cordata verrà allo scoperto.
Ora mi domando: mettiamo pure il caso che i vari, (cito i nomi che vengono considerati papabili), Benetton, Tronchetti Provera, aggiungiamoci pure una qualche banca ed altri, mettano fuori i soldi e salvino Alitalia.
Mettiamo anche che tirino fuori abbastanza fondi per approntare un piano industriale degno: a quel punto? Chi se ne intende di aerei? Inoltre, crediamo che degli imprenditori seri sborsino soldi per un carrozzone qual è la nostra compagnia di bandiera senza avere nulla in cambio? E siamo sicuri anche che Il Governo non debba cedere a delle loro richieste per convincerli ad aprire i portafogli? Alla fine, tenendo presente solo questi due aspetti, c’è qualcuno che ci rimetterà? Secondo me i cittadini sulle cui teste voleranno accordi fatti: da una parte per non perdere la faccia, il Governo, e dall’altra, gli imprenditori, per trarre benefici che, in Italia solitamente si risolvono nella possibilità di operare in monopolio o quasi in un settore X, facendo pagare certi servizi più di quanto non occorra per aumentare i fatturati a scapito della qualità.
Tutta questa operazione è talmente trasparente che, (fonte il Sole 24ore), il Governo, con apposito provvedimento, ha deciso di contravvenire agli obblighi informativi delle società quotate: in pratica si introduce una deroga alla L. 474 del ’94, solo per Alitalia facendo si che il Consiglio dei ministri possa individuare per conto proprio la presentazione di un’offerta indirizzata alla società e, con il comma 3 del provvedimento, si aggiunge che nel periodo intercorrente fra l’individuazione del soggetto e la presentazione dell’offerta, “le attività finalizzate alla preparazione dell’offerta stessa, non danno luogo ad obblighi informativi ai sensi del Decreto Legislativo 24 febbraio ’98 n.58…Come dire: alla faccia dell’Authority di vigilanza.
Altro punto: una volta salvata Alitalia? Pensiamo sia autosufficiente? Ci rendiamo conto che oggi, anche a causa del prezzo del greggio, molte compagnie di dimensioni ben maggiori della nostra sono in seria difficoltà? Crediamo ci sia qualcuno disposto a comprarsi, mi ripeto, il nostro baraccone con annessi, (una flotta vecchia) e connessi, (i niet sindacali se non oggi, nel prossimo futuro)? Air France credo possiamo togliercelo dalla testa, nonostante le dichiarazioni di Berlusconi, dopo che il suo presidente Spinetta ha affermato che per salvare Alitalia ci vorrebbe un esorcista.
La dichiarazione che più spesso si sente ripetere è che bisogna evitare ad ogni costo il fallimento della compagnia, perché? Per quale motivo devo, io cittadino, continuare a sovvenzionare qualcosa che non funziona? Il fallimento non presuppone che in Italia non si volerà più, semplicemente si rifonda un’azienda cominciando un nuovo percorso, (vedasi Sabena e Swissair).
Nel frattempo, avremo risparmiato un sacco di soldi, continueremo a spostarci senza essere terrorizzati da scioperi imminenti e, per finire, l’Italia andrà avanti come sempre anzi, con un fardello in meno.
Monica mi segnala alcune novità in merito all’antiriciclaggio, in particolare dei cambiamenti sull’emissione degli assegni bancari e sull’autorità di controllo dell’antiriciclaggio.
Assegni bancari
(via Il Sole 24Ore 17.11.07 p. 31 Italia Oggi 17.11.07 p. 35)
Controlli
(Il Sole 24Ore 17.11.2007 p. 31 )
I controlli del rispetto della nuova disciplina in tema di antiriciclaggio saranno affidati all’Unità di informazione finanziaria per l’Italia (Uif), che sostituisce l’Ufficio Italiano Cambi (Uic); tale ultimo organismo è stato soppresso con l’approvazione del decreto legislativo che recepisce la direttiva europea in materia di antiriciclaggio.