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Non dimentichiamoci dei risarcimenti.

Tuesday, September 23rd, 2008

Dalle cronache è evaporato lo”storico accordo” fra Italia e Libia per il risarcimento che noi cattivoni forniremo ai Libici per i prossimi 25 anni.

Strano che non se ne parli più perché da più parti è stato salutato come un capolavoro diplomatico

Per rinfrescare la memoria, vorrei ricordare di cosa si tratta.

Siccome fra il 1911 ed il 1943 l’Italia ha colonizzato la Libia comportandosi come tutti i colonizzatori, cioè non troppo bene con le popolazioni locali, ma costruendo infrastrutture delle quali ancora oggi la Libia usufruisce: scuole, strade, cinema, know how in ambito agricolo, industriale ed infrastrutturale; dopo vent’anni di tira e molla, abbiamo deciso di mollare qualcosa come 5 miliardi, (in cifra è così: 5.000.000.000) di € da versare in 25 comode rate, per farci perdonare ma solo dopo esserci fatti garantire da Gheddafi, che notoriamente tiene molto alla parola data, che ci aiuterà nella lotta all’immigrazione clandestina, e che avremo forti vantaggi su petrolio e gas, (chiaramente questi tre punti sono generici, non c’è nulla di scritto, mentre i miliardi dell’Italia sono scritti nero su bianco).

La somma promessa, che verrà spalmata in rate da 200 milioni di euro annue, servirà, in particolare a costruire l’autostrada litoranea, (3 miliardi), più un piano di edilizia abitativa e di infrastrutture per le zone rurali.

Come è stata accolta la notizia all’estero? Le ex colonie di qualsiasi paese, si sono dette soddisfatte e lo considerano un precedente, gli ex colonizzatori, di qualsiasi colore e paese, non ci pensano neppure lontanamente ad imitare l’Italia, (l’Inghilterra verrebbe sbancata e, per esempio, il Belgio, il cui re Leopoldo, fece commettere atrocità sulla popolazione congolese, dovrebbe pagare fino alla fine dei tempi).

I nostri sempre cari politici nel portare avanti l’accordo, si sono dimenticati di alcuni particolari: per esempio i 20.000 italiani che, un bel giorno del luglio 1970 furono cacciati dalla Libia che decide di tenersi tutti i beni degli scacciati, oppure potremmo citare gli imprenditori, sempre italiani che vantano crediti, nei confronti della Libia, per circa 250 milioni di euro e per finire potremmo farci tornare in mente gli accordi di pochi anni fa che ci avrebbero garantito niente più immigrati dalle coste Libiche che però hanno continuato a partire e ad arrivare.

Insomma: anche questa volta abbiamo fatto la nostra porca figura facendo in modo che gli italiani pensassero che i governanti sono stati bravissimi e noi saremo contentissimi di quanto deciso, (ci tengo a precisare che oggi è il governo di centro destra ma ieri, accordi simili con altri soldi arraffati agli italiani e monumenti riconsegnati, sono stati fatti da governi di centrosinistra…).

Sveglia ragazzi

Primi 120 giorni di Governo: un bilancio

Tuesday, September 2nd, 2008

Silvio BerlusconiIn Italia con l’estate sono passati i primi 120 giorni dell’ultimo governo Berlusconi. Molti i provvedimenti “d’urgenza” che hanno alimentato polemiche e discussioni e che ancora trovano spazio nelle pagine dei giornali italiani e non solo: primi atti di un governo che grazie ai risultati elettorali ha ottenuto una maggioranza parlamentare utile per approvazioni rapide e poco dialettiche di disegni di legge, manovrine etc. E l’opposizione, il Partito Democratico di Veltroni & Co. sta ancora esercitandosi a fare il governo ombra con poca energia e scarso senso critico.

Nel frattempo ripercorrendo le azioni del nuovo governo occorre prepararsi ad un autunno caldo di proteste, aumenti generalizzati e uno scoraggiante momento di recessione. E’ caduta la maschera dello statista pensieroso del bene comune di cui ha parlato Eugenio Scalfari in un editoriale pubblicato poco dopo l’esito delle elezioni di aprile e il Cavaliere ha potuto occuparsi del bene proprio, di sé stesso grazie al Lodo Alfano, legge spudoratamente ad personam anche per gli osservatori esteri di altri paesi europei come la Spagna e la Francia. E nel frattempo l’inflazione in Italia è continuata a salire, il 49% degli Italiani sono rimasti a casa o sono tornati prima del solito dalle vacanze, paure e insicurezze sono state continuamente alimentate da fatti di cronaca in cui sono coinvolti extra comunitari e immigrati clandestini. Il bilancio personale del Premier è di segno positivo soprattutto grazie alla rapida soluzione trovata per eliminare i rifiuti da Napoli e documentata dalle immagini del capoluogo campano finalmente liberato da immondizie di ogni genere. La gestione dell’affare Alitalia(l’attuale piano di risanamento, secondo il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, “si fa beffe di tutte le regole del mercato”, poiché intende separare la parte migliore della compagnia, per assegnarla ad un prezzo di favore ad un nuovo consorzio di imprenditori, mentre ad occuparsi del marcio restante sarà lo Stato italiano”) e le politiche sulla sicurezza (Questione dei rom e raccolta delle impronte digitali) sono già nella lista delle cose fatte e finite da Berlusconi. Alla scuola ci sta pensando la ministra Gelmini e tutto il consiglio dei Ministri si è preoccupato di abolire l’ICI a giugno, azione già intrapresa da Prodi per le categorie più svantaggiate che stavolta coinvolge anche i benestanti, lo zoccolo duro dell’elettorato berlusconiano. Altro provvedimento attuato durante la calura estiva, quell’emendamento che annulla la possibilità per i lavoratori, una volta fatto ricorso al giudice e constatata la irregolarità del rapporto di lavoro, che il contratto a tempo determinato possa essere trasformato a tempo indeterminato.

Le ultime immagini di Berlusconi ci mostrano il Presidente del Consiglio sorridente che stringe la mano a Gheddafi in Libia per costruire nuovi rapporti commerciali e soprattutto per avere un sostegno concreto dalle coste africane contro l’immigrazione clandestina.
Se le attività di Palazzo Chigi sembrano trovare molte risposte ai problemi che affliggono questa Italietta in rosso, restano ancora aperti molti interrogativi (difficile trovare la documentazione del piano di smaltimento rifiuti di Bertolaso) oltre ad altri dubbi per emergenze costruite ad arte con l’intento di spostare l’attenzione dei media, dei lettori e dei telespettatori su problemi concreti di natura strutturale. E poi come comprendere l’impegno del centro destra per la sicurezza dei suoi cittadini mentre si programmano tagli ai fondi pubblici destinati alle forze di polizia?
Si ha l’impressione di assistere, sui giornali come in televisione, allo spettacolo di un governo impegnato su tutti i fronti che lavora alacremente per il benessere degli italiani mentre il realtà la società, la cultura, l’economia e il welfare registrano quotidianamente dei passi indietro. E i passi indietro sono registrati anche in ambito internazionale con la Commissione europea, che non ha condiviso l’entusiasmo del Cavaliere per Napoli, per l’Alitalia e per la politica della sicurezza ed ha avviato delle procedure di infrazione.

Immagine di:  Gian-boy