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Come vivere da ricchi in Italia con pochi euro

Friday, May 23rd, 2008

In America ci sono dei negozi di abbigliamento di marca, i golfini, pantaloni, vestiti, bustier e tanto altro di Calvin Klein, Armani, Westwood, Prada, etc. tutto rigorosamente usato dalle star hollywoodiane e dai ricchi che dopo averli usati una volta sola, li danno via e quelli che non possono permettersi questi capi fashion di alta moda a pieno prezzo, possono comprarli a meno della metà del suo prezzo originale.
Ci sono anche casi dove possono noleggiare una macchina di lusso, tipo BMW, utilizzando il "car sharing" dove con poca spesa la propria immagine si ingigantisce al cospetto degli altri che crederanno che siete ricchi.

Insomma la filisofia è quella di vivere come dei "paron" pagando poco, In Italia non c’è questa filisofia ma se uno si impegna con poco si può ottenere tanto, faccio un esempio su come può un italiano medio sembrare ricco con pochi soldi:

1) Abbigliamento: al mercato della propria città si possono trovare dei vestiti di buona fattura e a poco prezzo, oppure andare in vari outlet sparsi per l’Italia dove si possono trovare dei capi di marca a metà prezzo;
2) Auto: se si vuole una macchina sfarzosa, tipo Mercedes, BMW, Lexus, SUV basta guardare l’usato in giro e si riesce a trovare un bel usato di 2 anni a buon prezzo oppure utilizzare il noleggio dove con 300 euro al mese puoi avere una di queste macchine;
3) Casa: per avere una casa al mare o in montagna si possono utilizzare le opzioni della multiproprietà;
4) Accessori vari: vi manca un cellulare, un tavolo, un armadio, sfruttate i mercatini dell’usato dove sia possibile il baratto, date dentro un oggetto che non usate più e così potete avere quello che vi serve.

E mi fermo qui, possono esserci tante opzioni su come vivere al massimo pagando il minimo, basta avere un pò di fantasia e avrete il mondo ai vostri piedi con poco!

"Tutto è cominciato con quella lunga fila che si snodava fuori dal piccolo negozio di Manhattan fin dalle prime luci dell’alba. Dalle vetrine poste al piano rialzato si intravvedevano le morbide onde azzurrine firmate Alexander McQueen, i golfini Vivienne Westwood, i bustier ultra sexy Calvin Klein, le mise rosso ciliegia. No, non sono passati decenni ma solo poco tempo dall’affacciarsi alla ribalta di Ina Bernstein, adesso regina dell’usato di lusso, così nota che sembra dominare la scena da sempre. Quella prima folgorante volta della sua boutique (adesso ne ha cinque) si era materializzata quando si era sparsa la voce che la produzione di «Sex and the city» le aveva destinato una vagonata di abiti, quelli indossati da Sarah Jessica Parker nei panni di Carrie.
L’acquisto a metà prezzo di capi fashion e accessori di gran marca, indossati magari per una sola serata da star e top model, è diventato un assoluto must."

Via lastampa

Trenitalia è uno schifo di lusso

Thursday, April 17th, 2008

Uno dei grandi problemi italiani sono le ferrovie dello stato. E non parlo solo del fenomeno legato ai pendolari o alle linee e basso costo, ma anche di linee non proprio economiche come ad esempio il Pendolino Venezia-Roma.
Il treno, sto andando a roma ora, è in condizioni pietose. E’ sporco, i sedili bloccati, le tendine parasole rotte che non si abbassano e un bel ritardo di mezz’ora accumulato dopo Firenze.
Un lusso che costa quasi 50 €,
partenza da Rovigo: più’ del costo di venire in macchina.
Senza contare le numerose lussazioni per riuscire ad estrarre il portatile. Che poi tanto la copertura GPRS non c’e’ e di wireless condivisa chiaramente non ve n’e’ l’ombra.
Buon viaggio!

ore 1955, viaggio di ritorno. Sono nell’unico posto dove la presa di corrente non va. Il mio notebook si e’ spento a 11 minuti dalla fine e ho perso un limone di 12008 anni fa…

Tutto il mercato debole tranne il lusso

Wednesday, November 21st, 2007

Tutto il mercato è debole in questo momento fatto di mutui incerti, tassi che si alzano, titoli che scendono a picco e stipendi che non son da meno.

Un paio di dati dalla borsa di oggi:

Tensione sugli assicurativi, che risalgono sopra ai minimi della mattinata con Generali (-2,04% a 30,74 euro), Fondiaria-Sai (-2,51% a 28,72 euro) e Unipol (-2,46% a 2,3 euro). Non si allenta la tensione invece sulle banche, con Italease (-4,98% a 9,59 euro), scambiata ormai sotto i livelli del collocamento, i cui diritti per l’aumento di capitale cedono il 45%. Più cauto il Banco Popolare (-1,19% a 14,05 euro), mentre Bpm lascia sul campo il 3,94% a 9,29 euro. In calo anche Unicredit (-1,11% a 5,36 euro) con Intesa Sanpaolo (-1,7% a 5,09 euro) ed Mps (-1,79% a 3,62 euro), che ha ceduto la propria partecipazione nella Borsa di Londra, ricevuta in dote dopo lo scambio azionario per la fusione con Piazza Affari. Debole Mediobanca (-2,02% a 15,02 euro), che però risale sopra i 15 euro. Peggiora Telecom (-2,75% a 2,14 euro), in attesa delle nomine al vertice, mentre Tiscali lascia sul campo il 2,51% a 2,23 euro). Debole Pirelli (-1,81% a 0,77 euro), pesante Tod’s (-3,01% a 47,64 euro), in calo Alitalia (-1,67% a 0,83 euro) con Autogrill (-2,67% a 11,25 euro). In controtendenza Eni (+0,33% a 24,15 euro), tra i pochi titoli positivi, favorita dal nuovo record del greggio e dall’avvio di nuovi giacimenti di gas in Messico.

Via WallStreetItalia

L’unico settore che non scricchiola è il lusso questo quanto emerge dal convegno “Gli scenari futuri della moda e del lusso” tenutosi in questi giorni a Milano.
Il convegno è organizzato da Pambianco e da Intesa Sanpaolo che ha presentato in quest’occasione la ricerca “La moda italiana nello scenario economico internazionale”. Proprio da questa ricerca risulta che il settore del lusso (della moda in questo caso) è un settore rigoglioso che chiuderà l’anno in netto rialzo, nonostante tutto intorno ci sia una situazione di crisi diffusa.

Si fa presente però che nonostante il settore del lusso sia così attivo la situazione purtroppo è quella che indica una crisi, perciò il perdurare di questa crisi darà uno scossone anche a questo settore.
Si ricorda che il lusso italiano è benvisto soprattutto all’estero e che se l’euro rimarrà così forte le aspettative non possono essere rosee.

Per investire sui beni di lusso potendo contare sulla protezione quasi totale del capitale investito arriva in collocamento un nuovo certificato proposto da Banca Aletti. L’emittente del Banco Popolare prosegue con il filone dei View Certificate, i Borsa Protetta tematici: dopo l’acqua e l’energia rinnovabile questa nuova proposta è in collocamento fino al 6 dicembre. Nel dettaglio si tratta di un certificato di investimento della durata di tre anni, indicizzato ad un basket di sei azioni internazionali impegnate nell’industria dei gioielli ( Tiffany e Bulgari) o delle auto di lusso ( Porsche): ognuno dei sei titoli ( completano il paniere sottostante la francese Louis Vuitton, la statunitense Coach e la Richemont) pesa per un sesto nel basket. A scadenza, il certificato riconoscerà le performance positive del paniere nella misura del 60% ( per ogni 10% di rialzo verrà quindi riconosciuto un 6% di guadagno) e in caso di andamento negativo bloccherà le perdite al 10% sui 100 euro di emissione. Inoltre su questo certificato è da valutare positivamente l’adozione dello stile Quanto che annulla l’esposizione al tasso di cambio presente tra i titoli, nella maggior parte quotati in valuta diversa dall’euro, e il certificato.

Via WallStreetItalia

Il libro sul "Nuovo Lusso"

Monday, June 18th, 2007

Nuove forme di mercato che considerano la dimensione emozionale come componente principale del prezzo.

Quello analizzato in Trading Up invece è un altro tipo di lusso, diverso da quelli citati.
Il punto di partenza dei due autori è dato dall’osservazione che i consumatori americani dei segmenti intermedi tendono a ’spostarsi verso l’alto’, pagando dei premium price per determinate tipologie di beni, definiti il ‘nuovo lusso’.
Tali prodotti si caratterizzano per presentare una curva della domanda differente da quella tradizionale, infatti spostandosi su una fascia di prezzo premium (ma accessibile al consumatore medio) hanno visto crescere le quantità di venduto e, naturalmente, margini e profitti.

via Connecting Managers