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La Gelmini taglia e La Russa Sperpera

Wednesday, October 29th, 2008

Ignazio La Russa
Stupiti?
Il meglio deve ancora venire.

La celebrazione del 4 novembre, Giornata delle Forze Armate ed anche 90° anniversario della fine della I Guerra mondiale costerà la bellezza di 850 mila euro, a cui andranno aggiunti i l’indennità e lo straordinario dei militari.

Lo ha annunciato il ministro della Difesa Ignazio La Russa, spiegando che (cito testuale): “E’ stato attivato un fondo speciale di massimo 3 milioni di euro, al quale attingeremo soltanto in parte. La manifestazione conclusiva di Roma costerà 300 mila euro, più 200 mila per la comunicazione istituzionale e 250 mila per l’occupazione del suolo pubblico”. Inoltre la manifestazione vedrà la partecipazione di Andrea Bocelli, Fabrizio Frizzi e Rita Dalla Chiesa, bande e 150 tra orchestrali e coristi.

Mentre quindi da un lato si taglia l’istruzione e la ricerca dall’altro si spendono fino a 3 milioni di euro per celebrare il 4 Novembre, con in più l’importante partecipazione di Andrea Bocelli, Frizzi e Rita dalla Chiesa che presumibilmente saranno pagati.

Contenti?

Prima manifestazione nazionale dei Call Center - Roma

Thursday, September 25th, 2008

Diritti al Lavoro”, lo slogan scelto dalla SLC -Cgil, Fistel - Cisl e Uilcom- Uil promotrici del corteo del 19 settembre, riassume al meglio il senso e lo spirito di questa prima manifestazione nazionale della categoria Call Center che ha visto in piazza centinaria di lavoratici e lavoratori provenienti da tutta Italia.

Stabilizzati e precari, giovani e madri, padri di famiglia, tutti uniti dal bisogno e dalla volontà di rivendicare diritti, garanzie e tutele in un settore per anni reso invisibile e tenuto a distanza da ogni forma di sensibilizzazione e lotta sindacale; un settore cresciuto a dismisura e che oggi vede 24.000 dipendenti stabilizzati e oltre 30.000 lavoratori precari in tutta Italia.

Tra i principali obiettivi della manifestazione - ricorda Luca Alessandrini di Teleperformance- richiedere al Governo l’attuazione delle direttive dell’ex Ministro del Lavoro Damiano - solidale con i manifestanti e presente in piazza - e di tutti gli interventi messi in campo dal Governo Prodi nella direzione della progressiva stabilizzazione dei lavoratori precari nel call center. Senza dimenticare l’indispensabile e continuo lavoro di sensibilizzazione da svolgere, in tale direzione, nei confronti dell’opinione pubblica e dei clienti, cioè dei committenti delle società di Call Center.

Una “carta delle responsabilità aziendali”, ribadisce Luca, permetterebe un monitoraggio più efficace conferendo alle prestazioni degli operatori, soprattutto dei collaboratori occasionali non ancora stabilizzati, una dingità lavorativa e personale ad oggi negate.

Sul palco allestito a Piazza Venezia, nonostante la pioggia incessante, si alternano le testimonianze di lavoratrici, lavoratori e rappresentanti delle tre sigle sindacali.
Sono storie di deregolamentazioni selvaggie e di abusi, racconti di un quotidiano precariato mascherato da flessibilità e politiche aziendali, che rischiano di aggravarsi in seguito all’approvazione del decreto 112, la manovra economica triennale del governo Berlusconi in cui vengono demolite le garanzie per i precari introdotte dal governo Prodi. La riattivazione del Tavolo nazionale sui Call Center presso il Ministero del Lavoro risulta, dunque, un passaggio obbligato per evitare l’affondamento della “flotta” Call Center italiana.

Finalmente son tornati…

Tuesday, June 3rd, 2008

Finalmente sono tornati.photo by www.bloggers.it

Erano mesi che mi chiedevo dove fossero, che progetti avessero ma non giungevano notizie.

Bisogna ammettere che gli americani, nell’ultimo anno sono stati un po’ avari: in Iraq, pare che le cose vadano meglio, muoiono meno persone e, in ogni caso, non va più di moda; l’Afghanistan non li ha mai interessati più di tanto, le truppe in Libano erano un’idea di sinistra quindi non valeva la pena dimostrare.

C’era la speranza che il buon vecchio Bush se ne uscisse con qualche altro conflitto preventivo ma, aimè nulla di tutto questo.

Poi, improvvisamente, dopo qualche uscita minore che i giornali hanno si e no segnalato, ecco l’occasione: la discarica di Chiaiano, ed allora il fronte no global è tornato a compattarsi forte della partecipazione popolare a questa lotta contro la globalizzazione, (boh), contro l’imperialismo ed in nome della pace..

Eccoli sfilare duri massici ma pacifici; i sodali di Casarin, in prima fila avvertono che l’unica soluzione è la raccolta porta  a porta, dimenticando di domandarsi se i napoletani sono d’accordo visto che chi ha i bidoncini della differenziata spesso non li usa, (suggerisco di rivedersi la puntata di Report).

Oreste Scalzone, che dopo il ’68, (una disgrazia epocale per il nostro Paese), e la latitanza, non trova rivolte cruente a cui partecipare ed allora vola a Chiaiano sperando in qualche scontro nel quale rivivere i suoi verdi anni.

Senza entrare nel merito delle proteste degli abitanti della zona per i quali si deve avere rispetto se non altro perché negli ultimi vent’anni ogni qual volta gli è stato detto che si sarebbe risolto tutto, sono sempre stati presi in giro.

Se pur ritengo utile una dialettica fra individui che la pensino in modo diverso, mi domando come si faccia ad avere a che fare con i no global: persone intruppate e cieche davanti a tutto ciò che non riguarda chi loro odiano: l’Amerika, Berlusconi e, purtroppo, chi non la pensa come loro.