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Banche centrali incerte = mercati più volatili ?

Monday, December 17th, 2007

L’ultimo periodo è per i mercati finanziari il più incerto ed altalenante dal 2000-2002. Alla base della crisi di queste settimane, come tutti ormai sappiamo, ci sono i mutui sub-prime statunitensi e le operazioni finanziarie ad essi collegate, il cui “collasso” ha creato una sorta di blocco del credito.
Questa situazione, in bilico tra le difficoltà del mercato del credito e l’inflazione in accelerazione sta mettendo le banche centrali europee e americane in una posizione estremamente difficile. Il periodo durante il quale le Banche centrali sembravano influenzare i mercati anticipando le proprie decisioni, ha lasciato il posto ad un atteggiamento decisamente più confuso e incerto che rischia di aggiungere volatilità a mercati finanziari che certo non ne hanno certo bisogno.
Lo studio segnala che:

In pratica, da luglio in avanti, le condizioni a cui le società e le banche
stesse si possono finanziare sono diventate molto più onerose. Chi si finanzia a
breve termine infatti ha dovuto fare i conti con un deciso aumento del tasso
Euribor, nonostante il fatto che i tassi di riferimento della BCE siano rimasti
inalterati e quelli della FED siano addirittura scesi (vedi grafici).
Chi invece si finanzia sul lungo termine,
ha dovuto subire (in media) in forte aumento dello spread di rendimento (cioè il
differenziale di rendimento con i titoli di Stato) richiesto dal mercato.Nel
complesso quindi le condizioni di finanziamento delle imprese sono peggiorate di
circa lo 0,80% in Europa e del 0,20% in USA (nonostante il ribasso dei Fed
Funds).
Fonte

Alcune mosse delle banche non fanno che agevolare questa teoria, infatti le mosse della FED e della BCE vann oproprio in questa direzione. Sempre lo stesso studio testimonia che:

Proprio la scorsa settimana, in occasione della riunione mensile della FED,
la decisione di ridurre di 0,25% sia il tasso sui Fed Funds (dal 4,50% al
4,25%), sia quello sui direct loans (dal 5% al 4,75%) ha contrariato i mercati.
Le attese erano per una riduzione dello 0,25% sui Fed Funds e del 0,50% sui
direct loans.La decisione, a quanto sembra, e stata presa a maggioranza e non
all’unanimità, confermando che all’interno della FED ci sono opinioni
contrastanti.

Tutto questo non può che significare una maggiore incertezza e volatilità, ma anche, per chi sa mantenere i nervi saldi, maggiori opportunità di individuare situazioni di eccesso che possono portare a ottime performance nel medio termine. La notizia di alcuni giorni fa della TAF (Term Auction Facility), uno sforzo coordinato delle maggiori Banche Centrali per consentire una migliore circolazione della liquidità, non fa che confermare l’attuale situazione di incertezza e di relativa impotenza degli strumenti tradizionali di politica monetaria.

Produttività del lavoro USA in rialzo? Europa ringrazia

Wednesday, December 5th, 2007

Mattinata molto movimentata nelle borse europee. Tutte in rialzo, nonostante le aspettative.

Questo slancio dei mercati europei è dovuto all’uscita dei dati statunitensi che hanno mostrato il più forte balzo della produttività del lavoro degli ultimi quattro anni (+6,3%) e una contestuale diminuzione del costo del lavoro unitario (-2%) superiore alle attese.

Dati che hanno smosso così i nostri mercati, coinvolti nell’ascesa Mibtel, S&P/Mib, il Dax tedesco, il Cac40 francese oltre che tutti i titoli dell’energia.

Nel settore dell’energia si sente la mano di OPEC, trainati dall’ascesa delle quotazioni del greggio

Intesa San Paolo ai ripari

Monday, August 20th, 2007

Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa SanPaolo, al meeting di rimini dichiara che il suo gruppo è al riparo dalla crisi di mercato tutta americana, una dichiarazione del tutto inaspettata dopo i tagli ai tassi e la lenta ripresa dei mercati europei.

Passera ricorda inoltre l’impegno del gruppo con Alitalia, titolo che quest’oggi ha segnato rialzi di 2 punti percentuale:

“Abbiamo supportato e supporteremo piani di risanamento e rilancio come quelli che ha presentato Carlo Toto, patron di AirOne - ha assicurato -. Poi dovra’ essere lui a decidere”. In questo senso Passera chiarisce anche che comunque “dipendera’ da cosa vorra’ dire esserci. Non sappiamo cosa intende fare l’azionista di maggioranza relativa in termini di proprieta’ dell’Alitalia. Oggi non sappiamo quali sono le intenzioni dell’azionista”.

Via Padovanews

Iea:petrolio,domanda mondiale 2008 aumenterà a ritmo più elevato

Friday, August 10th, 2007

Si prevede per il 2008 una crescita della domanda di 2,2 milioni di barili per giorno, questo quanto dice il rapporto mensile della Iea sul petrolio.
Il tutto condito da un crescente peggioramento dei mercati finanziari dovuto soprattutto alla crisi tutta statunitense del settore immobiliare.

Secondo l’agenzia, la domanda di greggio raggiungerà il prossimo anno una media di 88,2 milioni di barili al giorno.

L’incremento della domanda farà salire le richieste all’Opec di 700 milioni di barili al giorno, portandole a 32,1 milioni di barili.

La Iea ha ribadito la sua intenzione di richiedere all’Opec un incremento nella produzione, in occasione della riunione di quest’ultima a Vienna, in settembre.

Debolezza sui petroliferi. ENI cede il 2%; peggio ERG, che scivola del 7,2% dopo che i risultati, annunciati stamani prima dell’apertura del mercati, sono stati sotto le attese di qualche analista.
Nel frattempo Piazza Affari quest’oggi apre decisamente in ribasso e recupera lentamente forte delle grosse perdite registate a Wall Street ieri e sui mercati asiatici di stamani.

“E’ un mercato molto speculativo in un momento di forte tensione sui mercati”, dice un trader.

Alle 9,20 l’indice S&P/Mib perde lo 0,84% il Mibtel l’1%, Allstar -1,42%.

* Lettera diffusa su tutti i settori. In fondo al listino principale perdite di oltre il 4% per BULGARI, e IMPREGILO. Colpiti anche i finanziari.

* Uno scostamento al ribasso tra contratti ha fatto balzare GENERALI alle prime battute determinando un breve congelamento del titolo che segna in riapertura un rialzo di 1%.

Ed anche la Francia dice la sua sulla sua apertura al ribasso: “Siamo in un periodo di depressione globale. Durerà un po’, almeno fino a quando non si capirà l’esatta consistenza dei danni nel settore (subprime) e gli investitori non si calmeranno”, Jacques Tissier, fund manager di Stratege Finance, a Parigi.

Via Reuters.it: