Contestare una multa diventa ancora più difficile. Sì, perché sono stati dimezzati i giorni utili entro i quali ricorrere al Giudice di pace contro una sanzione per violazione del codice della strada. C’è chi parla di “snellimento delle procedure burocratiche”, ma in concreto ci sarà semplicemente meno tempo per far valere le proprie ragioni.
Il Decreto legislativo 150/2011, entrato in vigore il 7 ottobre, ha portato infatti da 60 a 30 i giorni a disposizione per contestare una multa dal Giudice di Pace; rimangono invece validi i 60 giorni per impugnare la sanzione dal prefetto.
Cosa cambia quindi per gli automobilisti che vogliono contestare una multa ritenuta illegittima?
Occorre attivarsi velocemente, perché i 30 giorni scattano dalla data di contestazione della violazione o dalla notifica del verbale di accertamento. E occorre fare attenzione: i 30 giorni vanno contati uno ad uno, perché non corrispondono ad un mese. Quindi, ad esempio, se la notifica risale al 3 ottobre, andrà contestata entro il 2 novembre, pena la nullità della richiesta.
Entro il termine previsto, quindi, bisogna raccogliere tutti gli elementi di prova a proprio favore per poterli proporre al Giudice di pace, pagando un contributo di 37 euro.
Attenzione: la nuova regola decorre per tutte le violazioni accertate dal 6 ottobre 2011.
foto Julosstock
In questi giorni è venuta fuori una notizia sconcertante, i semafori con il dispositivo T-Red, che fotografa chi passa con il rosso, erano truccati in parecchi comuni d’Italia, dimezzavano i tempi di passaggio dal giallo al rosso in modo che chi passava con il giallo veniva fotografato e multato, in sostanza si creava una buona torta da spartire grazia ad un cartello dove erano coinvolte alcune aziende di installazione dei T-Red, in sostanza il meccanismo funzionava in questo modo: si mettevano d’accordo con un funzionario del comune o con qualche tutore dell’ordine (leggi Sindaco e comadante dei vigili) dopodichè mandavano al comune la lista delle aziende che dovevano parteciapare all’appalto per l’installazione dei T-Red, (ovviamente aziende del cartello) e se entrava una azienda “estranea” facevano in modo che la busta venisse “perse” dando la colpa alle poste, quindi davano l’appalto all’azienda che comandava il cartello.
L’introito medio annuale era sui 500.000 euro di cui il 30% passava alla azienda appaltatrice e questo 30% veniva diviso tra le aziende del cartello e in più le casse del comune si ingrassavano senza bisogno di ulteriori tasse.
Tutto questo a discapito del “povero” automobilista, dobbiamo però considerare che hanno scoperto questo malaffare in appena 30 comuni, sicuramente il problema è in tutta Italia, e scoprirli tutti non sarà facile ci sarà sempre qualcuno che metterà i bastoni tra le ruote.
Per adesso quelli che sono stati “munti” dai T-Red truccati potranno richiedere l’annullamento della multa ricevuta tramite il giudice di pace o al peggio tramite avvocato e in più chiedere anche i danni morali!
Insomma cosa dovremmo fare noi “poveri” automobilisti? niente!
Un piccolo terremoto, mentre le fiamme gialle sequestrano 46 apparecchi a infrarossi in tutta Italia. È la corsa – senza autovelox – di quei sindaci che coi «signori delle multe» hanno nutrito i propri bilanci.
Via ilgiornale
Oramai l’assurdo sta inoltrandosi nella nostra vita senza tregua. Non bastano più telecamere in ogni punto della città, nè tanto meno postazioni nascoste dei vigili stile CIA. Non bastano neppure più gli autovelox in strade sperdute, dove il limiti di velocità è assolutamente segreto, e ci si inserisce nella strada da una via laterale o va via ai cinquantallora oppure è fregato.
Ora è il momento delle biciclette, l’unico mezzo realmente sano comodo e veloce. A Verona…
inflitta a un ciclista che parlava al telefono mentre pedalava nel centro storico della città. Secondo il comando dei vigili urbani Nicola Abati, 23 anni, avrebbe trasgredito l’articolo 173 del Codice della strada perché la bicicletta è un veicolo come un altro, e per ragioni di sicurezza entrambe le mani vanno tenute sul manubrio. (via repubblica)
Ricorso chiaramente richiesto immediatamente dal ciclista, ma beffa assolutamente non passata inosservata. Ora vogliono fare passare le biciclette al pari di moto e motorini, e addirittura vogliono proibire di andare in bicicletta con il lettore mp3. Ma come siamo messi? Ricordo ancora da ragazzino che i vigili mi hanno fermato un paio di volte perchè portavo un’amichetta sul tubo…
Secondo me oramai siamo a livelli ridicoli. Vogliono giustificare tutto con la sicurezza, per poi arricchire le casse dei Comuni.
foto di Amodiovalerio Verde