Qualche giorno fa, prima di tutti (si accettano smentite, ndr) avevamo denunciato la mia più ferma contrarietà rispetto allo spot Tim. Si quello che la ragazza si accorge da un test di gravidanza di essere in attesa e che inizia a mandare decine di SMS, in quanto il padre non sapeva chi fosse. Per i dettagli del commento andate a rileggervi il post: Spot Tim »
Adesso però dovete dire come i genitori italiani possono spiegare questa cosa ai propri bambini, con la tranquillità del sorriso di lei! (via Trading Italia)
Di oggi l’articolo che la protesta è partita anche da parte delle autorità, nella persona di Alessandra Mussolini, nel ruolo di presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia, con Carlucci e Di Centa a seguito:
Alessandra Mussolini, presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e le deputate Gabriella Carlucci e Manuela Di Centa annunciano “un’ interpellanza urgente in commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati contro lo spot della TIM che rappresenta una immagine fuorviante, mortificante e superficiale della maternita’, contribuendo a diffondere in tal modo messaggi negativi al largo pubblico, specialmente adolescenziale, tendenti a sostenere costumi sessuali promiscui e irresponsabili (via Stato Oggi)
Notizia tra parentesi riportata anche dal Corriere. Insomma forse non avevo proprio torto, o visto male. La cosa che mi ha lasciato perplesso è quanto poco se ne sia parlato. Sono certo che nè Mussolini, nè Di Centa, nè la Carlucci hanno letto questo blog. Però almeno un segnale di moralità c’è! Moralità che non significa bigottismo, ma vivere con delle minime regole civili si!
Per tutti coloro non l’avessero visto ecco il video incriminato “Spot Maxi Estate Tim 2008: Aspettiamo un bambino“.
Da sempre in Italia siamo abituati a pagare il Canone RAI. O meglio teoricamente in base alla legge (Regio decreto-legge 2 febbraio 1938 n. 246, fu emanata dal Governo di Benito Mussolini per finanziare la macchina propagandistica del regime) siamo obbligati a pagarlo, anche se moltissimi sono quelli che non lo pagano.
Se fosse un servizio pubblico senza pubblicità troverei anche giusto pagarlo, e magari avere la possibilità di pagarlo solo per chi vuole usufruirne. Ma il servizio è comprensivo di molta pubblicità e, se mi permettete, il livello non sempre è paragonabile alle televisioni commerciali. Sicuramente inferiore rispetto alle pay tv, prime fra tutte Sky!
Le proposte di abolizione e le associazioni che si prodigano in questa opera sono molte.
Ad esempio l’UTELIT, associazione nazionale utenti televisivi e consumatori italiani propone una campagna con la possibilità di scaricare il modulo, inviarlo via fax, oppure di farlo online tramite un veloce form. Le loro motivazioni sono:
Aderisco:
- alla petizione popolare affinchè il Governo abolisca il canone RAI (tassa di possesso apparecchio TV), quale bene di pubblica ed essenziale utilità;
- alla Associazione Nazionale Utenti Televisivi e Consumatori (UTELIT) come Socio Ordinario a titolo gratuito;
C’è un’altra associazione che lotta per questo. Si chiama ADUC TLC, è l’associazione per i diritti degli utenti e i consumatori, e TLC contraddistingue i diritti degli utenti TV, Internet e Telefonia. E’ online una campagna STOP al canone RAI, alla quale potete aderire con la compilazione di un modulo online. Per aderire iscrivetevi qui.
Questa la proposta che fanno:
E’ una necessita’ civica che si perde nel tempo, da quando nel nostro etere, negli anni ‘70 del secolo scorso, non siamo piu’ stati costretti a vedere e ascoltare la radio e la tv di un solo gestore. Quando l’etere comincio’ a liberarsi, chi non e’ stato coinvolto in quello spirito che aleggiava nella canzone di Eugenio Finardi “se una radio e’ libera, ma libera veramente, io l’amo ancor di piu’ perche’ libera la mente…“? Ma era una sensazione d’animo che ha dovuto confrontarsi con un mastodonte: la Rai [...] (via Aduc)
Nota statisticha: secondo una ricerca del Corriere della Sera del 2005, sono 5 i milioni di italiani che non pagano il canone, con un danno per l’azienda pari a 500 milioni di Euro l’anno!
foto di oltreilvirgilio