In questo momento il potere delle banche è aumentato notevolmente e la gestione di un conto corrente può diventare oneroso alla fine e poi se ci mettiamo di mezzo anche il mutuo da pagare ecco che le spese diventano isostenibili, però ci sono degli accorgimenti per far “dimagrire” i costi di gestione del proprio conto corrente e per abbatterli bisogna usare internet.
Qualsiasi operazione effettuata su internet verrà a costare molto meno che in uno sportello bancario, se si vuole fare un bonifico su internet costerà poco o nulla, l’estratto conto potrete guardarlo online e stamparlo, le bollette potete pagarle online oppure sottoscrivre un pagamento automatico.
Recapitolando possiamo dire che la gestione del proprio conto corrente su internet permetterà di risparmiare almeno il 40% sulle spese di gestione e in più si risparmia parecchio tempo!
Però devo dire che queste operazioni richiedono la massima attenzione, dovete sempre controllare che il vostro computer non abbia virus che potrebbe catturare le vostre informazioni e valutare che che ci sia SEMPRE il certificato di protezione aggiornato.
Sono molte le voci che fanno lievitare, anche di alcune decine di euro, le spese di gestione del conto corrente. Spesso, però, secondo un’inchiesta di Radiocor, bastano alcuni piccoli accorgimenti per abbattere i costi del proprio conto fino al 40%. La strada più pratica e veloce per sgonfiare i costi di gestione è internet.
Via ilgiornale
L’inflazione sta facendo sempre più vittime, sta portando tutti i prezzi verso l’alto tra questi c’è anche il tasso variabile che si è portato al 5,85% che, tra l’altro, è riferito al mese di giugno e quindi non considera l’aumento del tasso di interesse di un quarto di punto praticato dalla Bce, il che significherà che a luglio, i tassi aumenteranno ancora.
L’abi ha voluto sottolineare che la differenza tra il tasso nominale sui mutui e l’inflazione è più bassa rispetto a qualche anno fa, però questa informazione serve ben poco per le famiglie che hanno stipulato un mutuo a tasso variabile e che vedono, di mese in mese, lievitare la rata mensile del mutuo e per ovviare a questo problema cercano di spostarsi sul fisso, ovviamente ci sono le spese di mezzo ma la sicurezza di dover pagare una rata fissa vale più di ogni altra cosa, sopratutto in questa situazione economica.
Intanto per quelli stakanovisti del variabile, attendono la lettera della loro banca con le proposte di modifica del contratto, in particolare il passaggio dal tasso variabile a un tasso fisso calcolato sulla media del 2006, come stabilito dall’intesa tra Abi e il governo, che partirà da gennaio 2009.
In ogni modo io sono per il variabile, perchè so che dal 2009 tutto si stabilizzerà.
L’inflazione colpisce duramente i mutuo-people italiani. In giugno, cioè già prima del rialzo al 4,25% dei tassi ufficiali da parte della Banca centrale europea, il tasso sui prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni era arrivato al 5,85%, il massimo dall’agosto del 2002.
via ilgiornale
Hanno definito il testo dell’accordo tra Ministero dell’economia e l’Abi (Associazione Bancaria Italiana) che riguarda i mutui per la prima casa a tasso variabile stipulati prima del 29 maggio 2008, e pemette di dare fiato a quelle famiglie che non sono in grado di pagare le rate mensili troppo onerose per le loro tasche, ma è anche una arma a doppio taglio in quanto si paga di meno ma i mesi si prolungano.
In sostanza si può ridurre la rata del mutuo, ma i tempi si allungheranno con maggiori costi finali e se i tassi aumentano, aumenteranno anche i mesi da pagare, insomma questa possibilità è consigliata solo per chi non riesce a rispettare le scadenze.
Faccio un esempio di un mutuo di 100.000 euro in 30 anni stipulato a novembre 2005 con un tasso pari al 3,36% che permetteva di pagare 441,00 euro, mentre adesso si è arrivati a 578,00 euro.
Se sfrutto l’accordo, la rata passerà a 493,00 euro (85,00 euro in meno) ma invece di pagarli nei restanti 329 mesi complessivi li dovrò pagare in 408 mesi, in pratica sono 79 mesi in più per 34 anni complessivi, con un esborso finale di 13.000 euro in più.
Questo esempio deve far capire che non c’è nulla di conveniente, anzi ci guadagnano solo le banche.
Per una maggiore informazione relativa a questo accordo basta andare su abi .
Ecco come si fa a ridurre le rate del mutuo. Pubblichiamo il testo dell’accordo tra governo e banche, e ne sveliamo i segreti. A partire dal 1° gennaio 2008 quasi un milione e mezzo di famiglie italiane potrà pagare un po’ di meno.
Via wallstreetitalia
Secondo l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) il tasso di interesse dei mutui alle famiglie per l’acquisto della casa è aumentato ancora di 0,09%, arrivando a 5,75% il che significa il massimo dal 2003, questo dato sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili stipulati dalle banche.
Questa informazione deve far capire le difficoltà delle famiglie a comprare casa, sopratutto per le giovani coppie che si devono sposare e ha causato una inversione di tendenza, adesso le famiglie preferiscono l’affitto al mutuo in attesa dei tempi migliori.
Purtroppo siamo alla mercè delle banche che pensano solo a spremere il cliente senza considerare che se continuano così rischiano il patatrack, bisogna andare incontro alle esigenze del cliente valutando la condizione economica in cui sta versando dopodichè valutare i pro e i contro, altrimenti con questi tassi le insolvenze saranno nell’ordine del giorno!
Record a maggio per i tassi applicati dalle banche sui prestiti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni. Secondo le stime dell’Abi, riportate dal bollettino mesile dell’associazione bancaria italiana, il tasso è salito al 5,75% dal 5,66% di aprile superando il massimo degli ultimi cinque anni.
Via ilsole24ore