Bollette più leggere per i cittadini dei comuni che ospiteranno impianti nucleari. E’ la promessa del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Intervistato da Sky Tg 24, il ministro annuncia: “Ci saranno grandi benefici per i cittadini che avranno il disturbo psicologico di ospitare un impianto nucleare: dovranno pagare molto meno e avere bollette più leggere”.
Barattare la sicurezza e la salute per pochi euro in meno sulla bolletta? Questa sembra essere la proposta del ministro Scajola. Risolvere il problema energetico in Italia è fondamentale. La dipendenza che ci lega con l’estero crea problematiche dure da risolvere, in particolare con la recente crescita del prezzo del greggio.
Resta da comprendere come mai in quasi tutti i paesi del mondo si stà puntando sulla R&S e sulle Rinnovabili (solare, Eolico e Geotermico) mentre in Italia si vuole puntare sul Nucleare. Venti anni fà la popolazione italiana si espresse con larga maggioranza contro il Nucleare. Cosa è cambiato rispetto ad allora? Sostanzialmente nulla, probabilmente la percezione del pericolo è diminuita.
La problematica principale sembra però essere un’altra. Dove fare le centrali?
Non riusciamo a posizionare delle discariche…
Se voletwe leggervi la storia del Nucleare in Italia:
WIKIPEDIA
Enel dice che senza rigassificatore (è un impianto che permette di riportare lo stato fisico di un fluido dallo stato liquido a quello gassoso) gli italiani pagano molto di più in energia elettrica, attualmente è in costruzione un rigassificatore a Porto Levante in provincia di Rovigo e sarà pronto nel 2009.Enel, Conti: senza rigassificatore 170 milioni sovrapprezzo annuo.
La mancanza di un rigassificatore in Italia che consenta ad Enel di lavorare in proprio i 4 miliardi di metri cubi di gas che il gruppo elettrico importa ogni anno comporta una spesa aggiuntiva di 170 milioni all’anno. Lo ha detto l’ad del gruppo elettrico Fulvio Conti, durante un’intervista che andrà in onda domani sera su Economics, il programma di economia di Rai Educational. Conti, alla richiesta di fare un esempio di sovraccosti sopportati dall’Italia per la mancata realizzazione di alcune opere infrastrutturali, ha parlato della mancanza di impianti di rigassificazione nel nostro Paese. “Noi siamo costretti a rigassificare il gas in Francia e questo, solo per i nostri 4 miliardi di metri cubi all’anno, comporta una maggiore spesa di 170 milioni che poi finisce in bolletta”.
Stiamo consumando più gas di quanto siamo in grado di importare. Stiamo intaccando le riserve, ma esistono per questo e non c’é da allarmarsi”. “Non avere un rigassificatore comporta un costo incrementarle, soltanto per i 4 miliardi di metri cubi di gas che importiamo dalla Nigeria e rigassifichiamo in Francia pari a 170 milioni di euro l’anno, che si scaricano sulle bollette degli italiani”.