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Il petrolio scende ancora, quali sono i vantaggi?

Tuesday, September 16th, 2008

Le quotazioni odierne del prezzo del petrolio a barile si sono assestate sui 92 dollari, la causa di questo ulteriore ribasso è dovuto alla notizia della bancarotta della Lehman Brothers il che ha messo in crisi l’economia americana.

Nonostante la Ocse avesse deciso di tagliare la produzione del greggio, sperano che il petrolio rialzasse la testa, invece sembra che si stia “rilassando” e questo potrà solo portare benefici alle imprese e anche per i consumatori (anche se il prezzo della materia prima tende a scendere molto lentamente).

Però a prescindere dai svantaggi e vantaggi che il petrolio implica, dobbiamo considerare che il greggio non è eterno e che prima o poi si esaurirà e a quel punto il prezzo aumenterà parecchio fino a che i governi mondiali non decidano al più presto possibile, una politica che permetta l’uso delle energie alternative, ma sappiamo che in mezzo ci sono troppi interessi economici che il greggio comporta il che significherà che passeremo a queste energie solo quando il petrolio si esaurirà completamente.

Il petrolio cede ancora e scende sotto i 92 dollari al barile, al minimo degli ultimi sette mesi. Le quotazioni sul mercato after hours di New York si sono portate a 91,70 dollari.

Via wallstreetitalia

Riuscirà il nostro eroe ad arrivari fino in fondo?

Wednesday, June 25th, 2008

Il ministro dell’istruzione, on. Gelmini, se le proposte diverranno realtà, pare voglia metterci dell’impegno nel photo by cheoresono.netrisanare la nostra povera scuola, (dovendo comunque tener presenti realtà regionali, purtroppo tutte al nord, con qualità pari ai migliori paesi OCSE).

I dati annunciati, prevedono una riduzione di 70mila cattedre e 40mila posti di personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario), tagli che si aggiungono ai 47mila già previsti dalla manovra del Governo Prodi. Inoltre, la Finanziaria 2009-2011 stabilisce risparmi per circa 3,2 miliardi di euro: 456 milioni per il 2009, 1.650 milioni per il 2010, 2.538 da raggiungere nel 2011 e 3.188 milioni a decorrere dal 2012. Cifre da sommare ai risparmi già previsti dalla Finanziaria 2007, per complessivi 4,6 miliardi, (fonte Sole 24 ore)

Chiaramente i dubbi si sprecano, se non altro per la già annunciata mobilitazione dei sindacati che considerano, da decenni, la scuola come un centro per l’ impiego per risorse da ascrivere a loro stessi.

Bene per l’impegno, bene i tagli, (doverosi per un’istituzione che, nonostante abbia numeri al di sopra di tanti paesi europei, in campo qualitativo peggiora di anno in anno); c’è un però, e deriva dal sentire comune della tante volte nominata “società civile” la quale, in un paese come la Finlandia, al primo posto nella classifica OCSE PISA, pretende che le aspettative nei confronti degli studenti siano elevate. Questo comporta la pretesa, da parte delle famiglie, di professori preparati, (da quelle parti si ha l’obbligo del master per insegnare a qualsiasi livello ed inoltre i tirocini vengono effettuati nelle scuole), che siano severi con gli alunni svogliati.

Purtroppo in Italia, latitiamo parecchio da questo punto di vista: spesso l’alunno/figlio, viene percepito dalla propria famiglia come il cucciolo da proteggere ad ogni costo, pieno di ottime virtù che solo per colpa degli insegnanti, non si esprimono.

Siamo sicuri che la cittadinanza appoggerà le drastiche ma inevitabili misure che il ministro vuole portare avanti?

Siamo certi che ai primi posti fra gli interessi dei genitori, (facendo chiaramente una media), ci sia una scuola di alto livello ma severa visto e considerato che, come riportato in passato, non si sono alzati grandi polveroni alla pubblicazione dell’indagine PISA che ha bocciato il sistema scuola italiano?

L’augurio è che, ai proclami possano seguire i fatti, cosa non successa, per esempio, riguardo l’annunciata eliminazione delle province) e che i nostri figli possano tornare ad essere al centro delle politiche scolastiche.

Ocse: Pil +0,9% Nel terzo trim., Italia in coda con +0,4%

Monday, November 19th, 2007
Se l’Italia non cresce, economicamente perlando, rischiamo che l’inflazione cresca ancora di più e di contro avremo più tasse.
Oggi ha raggiunto +0,4% rispetto al pil europeo che è di 0,9%, siamo ultimi e non facciamo nulla per migliorare la situazione.
Il Pil dell’area Ocse è salito dello 0,9% nel terzo trimestre dell’anno, accelerando la dinamica segnata nel secondo trimestre quando era cresciuto dello 0,6%.
Lo riporta l’Ocse nel suo aggiornamento della crescita dei paesi dell’organizzazione. L’Italia, resta fanalino di coda con una crescita nel terzo trimestre di solo lo 0,4% contro lo 0,1% del trimestre precedente. Nel confronto
annuo la crescita è stata del 2,9% nell’Ocse contro il 2,5% del trimestre precedente e dell’1,9% in Italia contro l’1,8% precedente.

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