Dopo mesi di stallo nel tentativo di dare un nome a due posizioni di grande rilievo
nell’amministrazione dello Stato italiano: manca un membro alla Corte Costituzionale e va eletto il nuovo presidente della vigilanza RAI; pare che finalmente qualcosa si muova.
Il centro sinistra, ha sempre indicato, riguardo la RAI, il nome di Orlando come l’unico candidato possibile ed il centrodestra, fino ad oggi, ha messo i paletti.
Persino il Presidente della Repubblica si è mosso spingendo i protagonisti delle vicende ad arrivare ad una soluzione.
Oggi, forse abbiamo trovato il bandolo della matassa: il segretario del PD Veltroni ha così dichiarato: “IL centrodestra ci presenti il suo candidato per la Corte Costituzionale e noi lo voteremo, a patto che Orlando si il candidato unico per la Vigilanza RAI”
Dopo anni passati a discorrere di meritocrazia e di selezione. Dopo tonnellate di convegni su come selezionare la nuova classe dirigente, ora sappiamo che si tratta solo di un bla bla senza alcun senso perché l’unico vero sistema selettivo usato dai nostri cari politici è il sistemare gli amici senza tanto badare alle capacità dell’individuo in questione, (senza nulla togliere a chiunque verrà eletto), sui temi che dovrà trattare, l’importante è che la pensi come loro.
Se pensate che questo sia normale, sappiate che, nelle democrazie compiute, si indicano, per certi ruoli, personaggi che certamente sono vicini a chi governa in un dato momento ma dando assoluta preminenza alle capacità tecniche.
Dopo aver risolto il problema dei rifiuti, il nodo Alitalia, tranquilizzato gli italiani sulla crisi economica ecco che la fiducia nei confronti del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, aumenta sempre di più fino ad arrivare al 70% a quanto pare sembra che Berlusconi piace quasi a tutti.
Queste analisi sono state fatte tramite un sondaggio telefonico tra il 10 e 11 ottobre su un campione di 1000 italiani intrevistati da Euromedia Research e pubblicato in esclusiva da Affaritaliani.it, questo dato potrebbe avere molti significati come potrebbe anche non averne in quanto il sondaggio è stato fatto su pochi italiani e i dubbi restano anche se la percentuale del 70% ci fa ben capire il lavoro fatto dal Berlusca per ingraziarsi i cittadini italiani e grazie a lui il Pdl ha ragguinto il 43% di preferenza contro il 30% del Pd, mentre l’Udc di Casini crolla, di contro l’Idv di DiPietro prende sempre più consensi.
In ogni modo abbiamo capito che Silvio Berlusconi governerà l’Italia ancora per parecchi anni finchè il suo fisico reggerà.
La fiducia nel presidente del Consiglio ha raggiunto il livello record del 70%. In crescita anche l’esecutivo. Il Pdl sfiora il 43%, la Lega oltre il 9. Il Pd sotto il 30%, sale l’Italia dei Valori, giù l’Udc.
Via affaritaliani
In ogni governo che si rispetti c’è sempre una opposizione che dovrebbe fare la sua parte instaurando dialoghi con la maggioranza, fare buone proposte, fare opposizione dura su cose che non vanno bene, invece vediamo che l’opposizione di sinistra che è nelle mani del Partito Democratico di Veltroni, non fa quasi nulla, anzi parla e basta.
Il dialogo tra la maggioranza e l’opposizione non esiste più, anzi Walter Veltroni insiste nel dire che Berlusconi sta rovinando l’Italia, senza poi fare proposte concrete per cambiare la situazione e tutto questo incide nel partito, diffatti l’indice di gradimento è in picchiata, attualmente la vera opposizione la fa Di Pietro con il suo partito de l’Italia dei Valori.
Mi viene in mente una battuta che fece anni fa, Nanni Moretti, rivolta a D’Alema che disse “D’Alema fai qualcosa di sinistra” ecco questa frase la rivolgerei a Walter in quanto non sta facendo nulla di sinistra anzi.
Purtroppo al peggio non c’è mai fine, Berlusconi sta diventando sempre più forte e la Sinistra sta diventanto sempre più debole e non si sa quale è la migliore soluzione per equlibrare il sistema.
Come rianimare il partito dalla sala di rianimazione? Il segretario non esita a riproporre il repertorio ds di «prima della svolta di Occhetto», come nota il ministro Bondi. Un discorso ai pargoli del Pd che indica il Pd come «partito del futuro» (cosa comprensibile, visto il presente), ma addita il male assoluto in una destra che «sta rovinando l’Italia economicamente, politicamente e moralmente».
Via ilgiornale
In Italia con l’estate sono passati i primi 120 giorni dell’ultimo governo Berlusconi. Molti i provvedimenti “d’urgenza” che hanno alimentato polemiche e discussioni e che ancora trovano spazio nelle pagine dei giornali italiani e non solo: primi atti di un governo che grazie ai risultati elettorali ha ottenuto una maggioranza parlamentare utile per approvazioni rapide e poco dialettiche di disegni di legge, manovrine etc. E l’opposizione, il Partito Democratico di Veltroni & Co. sta ancora esercitandosi a fare il governo ombra con poca energia e scarso senso critico.
Nel frattempo ripercorrendo le azioni del nuovo governo occorre prepararsi ad un autunno caldo di proteste, aumenti generalizzati e uno scoraggiante momento di recessione. E’ caduta la maschera dello statista pensieroso del bene comune di cui ha parlato Eugenio Scalfari in un editoriale pubblicato poco dopo l’esito delle elezioni di aprile e il Cavaliere ha potuto occuparsi del bene proprio, di sé stesso grazie al Lodo Alfano, legge spudoratamente ad personam anche per gli osservatori esteri di altri paesi europei come la Spagna e la Francia. E nel frattempo l’inflazione in Italia è continuata a salire, il 49% degli Italiani sono rimasti a casa o sono tornati prima del solito dalle vacanze, paure e insicurezze sono state continuamente alimentate da fatti di cronaca in cui sono coinvolti extra comunitari e immigrati clandestini. Il bilancio personale del Premier è di segno positivo soprattutto grazie alla rapida soluzione trovata per eliminare i rifiuti da Napoli e documentata dalle immagini del capoluogo campano finalmente liberato da immondizie di ogni genere. La gestione dell’affare Alitalia(l’attuale piano di risanamento, secondo il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, “si fa beffe di tutte le regole del mercato”, poiché intende separare la parte migliore della compagnia, per assegnarla ad un prezzo di favore ad un nuovo consorzio di imprenditori, mentre ad occuparsi del marcio restante sarà lo Stato italiano”) e le politiche sulla sicurezza (Questione dei rom e raccolta delle impronte digitali) sono già nella lista delle cose fatte e finite da Berlusconi. Alla scuola ci sta pensando la ministra Gelmini e tutto il consiglio dei Ministri si è preoccupato di abolire l’ICI a giugno, azione già intrapresa da Prodi per le categorie più svantaggiate che stavolta coinvolge anche i benestanti, lo zoccolo duro dell’elettorato berlusconiano. Altro provvedimento attuato durante la calura estiva, quell’emendamento che annulla la possibilità per i lavoratori, una volta fatto ricorso al giudice e constatata la irregolarità del rapporto di lavoro, che il contratto a tempo determinato possa essere trasformato a tempo indeterminato.
Le ultime immagini di Berlusconi ci mostrano il Presidente del Consiglio sorridente che stringe la mano a Gheddafi in Libia per costruire nuovi rapporti commerciali e soprattutto per avere un sostegno concreto dalle coste africane contro l’immigrazione clandestina.
Se le attività di Palazzo Chigi sembrano trovare molte risposte ai problemi che affliggono questa Italietta in rosso, restano ancora aperti molti interrogativi (difficile trovare la documentazione del piano di smaltimento rifiuti di Bertolaso) oltre ad altri dubbi per emergenze costruite ad arte con l’intento di spostare l’attenzione dei media, dei lettori e dei telespettatori su problemi concreti di natura strutturale. E poi come comprendere l’impegno del centro destra per la sicurezza dei suoi cittadini mentre si programmano tagli ai fondi pubblici destinati alle forze di polizia?
Si ha l’impressione di assistere, sui giornali come in televisione, allo spettacolo di un governo impegnato su tutti i fronti che lavora alacremente per il benessere degli italiani mentre il realtà la società, la cultura, l’economia e il welfare registrano quotidianamente dei passi indietro. E i passi indietro sono registrati anche in ambito internazionale con la Commissione europea, che non ha condiviso l’entusiasmo del Cavaliere per Napoli, per l’Alitalia e per la politica della sicurezza ed ha avviato delle procedure di infrazione.
Immagine di: Gian-boy
Sembrava che alla caduta dell’ex Repubblica, quindi dell’ex Governo Prodi, tutti fossero contenti di una cosa. Mandare a casa Prodi. Una campagna elettorale saltata a 2 piedi (e 4 mani) e centinaia di parole contro l’ex leader del centro sinistra: bistrattato da Destra (è quasi normale) ma moltissimo dalla sinistra, da i suoi compagni di merendine.
E adesso? Adesso è da pochi giorni estate, è la stagione del sole e dell’amore sbocciato in primavera. Le ferie si avvicinano e tutti siamo più buoni:
Dopo avere letto la lettera che Prodi gli ha indirizzato alla vigilia dell’assemblea per confermare le dimissioni ma anche la conferma della sua partecipazione e amicizia, Veltroni ha aggiunto: ”A Romano voglio tornare a chiedere con il grande affetto di tutti noi di restare alla presidenza del partito”. (via asca.it)
E così il buon Veltroni vuole consacrare nuovamente Romano Prodi presidente del partito (ora PD) nonostante le dimissioni ottenute. Il buon Romano agirà da vero uomo, mandando a fare in c**o tutti e andando a pescare con la sua bicicletta, oppure ricadrà nella tela del ragno politico?
Stanotte dopo gli exit poll sapremo, salvo imprevisti di sorta, chi governerà l’Italia e se il vincitore avrà la maggioranza alla Camera e al Senato o se ci sarà il tanto temputo pareggio che potrebbe peggiorare la situazione attuale.
In ogni modo si sa che Berlusconi o Veltroni quando saranno al potere non avranno vita facile tra debito pubblico in crescita e economia in ribasso e con annessa crescita pari a zero.
Le promesse dei leaders politici fatte in piena campagna elettorale verranno mantenute? chi lo sa! Comunque quello che più serve all’Italia per rialzarsi da questa crisi sono le riforme, prima si fanno meglio è, altrimenti rischiamo grosso.
Chi vincerà deve, quindi, rimboccarsi le maniche, evitare le polemiche con l’opposizione, partire a spron battuto con il taglio del cuneo fiscale, detessare gli straordinari e così via. Devono anche considerare che le entrate fiscali non sono eterne, prima o poi si fermeranno e quindi bisogna mettere la mano nella spesa pubblica, tagliare tutto ciò che è superfluo, cosa che il Pd ha detto di fare, mentre il Pdl è stato vago in questo contesto.
Riassumendo, martedì 15 Aprile, il vincitore dovrà capire che non sarà facile tirare avanti questa “baracca” e per farlo dovrà prendere decisioni impopolari, e in questo caso dico Auguri a Berlusconi o Veltroni (o Casini se ci sarà il fatidico pareggio).
Ma c’è un’altra cosa di cui, a partire da martedì, verremo poco per volta informati, ed è lo stato effettivo dell’Italia. Solo allora, infatti, i partiti potranno alleggerire la pressione che li induce a rappresentare la situazione dell’Italia in modo tendenzioso, evasivo, parziale. E solo allora, finalmente, i vincitori saranno costretti a suddividere le rispettive promesse in due gruppi: quelle che si possono mantenere subito e quelle che, «vista la situazione», non si possono che spalmare lungo i cinque anni della legislatura. Che cosa ci diranno, dunque?
Vai wallstreetitalia
Oggi è l’ultimo giorno di campagna elettorale e abbiamo visto il leader del Pdl, Berlusconi, attaccare chiunque non fosse d’accordo con lui, dava a tutti del comunista, ed è convinto che ci saranno dei brogli elettorali, mentre il leader del Pd, Veltroni, oltre a difendersi dagli attacchi di Berlusconi ha esposto il programma del Partito Democratico, ha cercato di far capire a tutti che per risollevare l’Italia bisogna attuare le riforme, cosa che Berlusconi non ha voluto sottolineare durante i suoi comizi in tutta Italia.
Ovvio che se vincerà il Pdl, sarà soggetto alle intemperanze della Lega di Bossi per cui sarà un pò difficile che possano mettersi d’accordo Bossi, Fini e Berlusconi, il 1994 insegna.
In ogni modo quello che conta, in questo momento, è l’attuazione delle riforme, dalla crescita del pil in modo che l’economia possa ripartire, limitare la precarizzazione, puntare sulla ricerca, e tanto altro.
Poi, per ogni parola chiave della sua campagna Veltroni cita e ringrazia un testimonial con lui sul palco a fargli da corona. Parla di impresa, di crescita del Pil come chiave fondamentale per ripartire e cita Matteo Colaninno. Parla di lavoro e cita Pietro Ichino «che lavora da anni per coniugare flessibilità e lavoro». Con una chiosa importante: «Sono tra quelli - dice - che non pensano che si possa attribuire la responsabilità della precarizzazione della vita delle persone alla legge Biagi. Anzi. Si tratta di una normativa che ha disciplinato la flessibilità». Parla di giovani e cita il venture capital «che esiste in Francia ma non da noi». Parla di ricerca e ovviamente cita e ringrazia Umberto Veronesi, approfittando per lanciare un duro monito: «Fuori la politica dagli ospedali.
Vai Sole24Ore
Durante la puntata di Omnibus sul canale La7, il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ha detto che, dopo le elezioni 2008, potrebbe dare la presidenza della camera al Partito Democratico solo se l’attuale presidente della Repubblica, Napolitano, si dimette.
Questa riposta del Cavaliere è dovuta dal fatto che la maggior parte delle istituzioni sono in mano alla sinistra, ma non si può giustificarlo, in quanto il preseidente della Repubblica è il presidente del popolo italiano e non si può dire che si deve dimettere se si vuol dare la camera al Pd, è una cosa senza senso.
Bisogna salvaguardare gli interessi dei contribuenti italiani che sono in una fase critica e pensare a come risollevare l’economia italiana che è praticamente ferma, invece di pensare alle presidenze della camera, del senato, alle dimissioni eventuali, queste sono cose che fanno solo perdere tempo e soldi!
Registrando la puntata di Omnibus su La7 risponde: «Credo che sarà difficile in questa situazione» dare la presidenza di una Camera all’opposizione, perché la sinistra ha in mano tutte le istituzioni. «Se tuttavia, avendo loro anche il Quirinale, il presidente della Repubblica decidesse di dimettersi per fare un gesto nei confronti della nuova situazione italiana, allora potremmo anche pensare di dare una Camera all’opposizione».
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