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I dipendenti regionali della Sicilia possono ancora usufruire della baby pensione

Wednesday, December 21st, 2011

Attualmente è in vigore la legge regionale, la 104 che vale solo in Sicilia, che permette ai dipendenti regionali di lasciare il proprio lavoro con soli 25 anni di contributi, solo per gli uomini e 20 anni solo per le donne. La pensione che riceveranno sarà quasi pari all’ultimo stipendio ricevuto. Questa ultima manovra di Monti, ha fatto si che questa legge dovesse essere eliminata al più presto. La commissione Bilancio dovrebbe approvare, oggi, na norma che di fatto blocca questa vergognosa legge. Adesso ci sono parecchi dipendenti della regione Sicilia che stanno cercando di “salvarsi” dalla manovra Mario Monti, mettendosi a “riposo” al più presto con una pensione molto conveniente! Ad oggi nel 2011 sono già andati in pensione ben 275 dipendenti grazie a questa legge 104 e l’anno deve ancora terminare. Bisogna anche tenere conto che anche diversi politici hanno seguito il “buon esempio”usufruendo questa benedetta legge.

Via repubblica

I giovani devono lavorare invece di piangere

Friday, July 8th, 2011

Spesso sento dire che i giovani non avranno un futuro roseo, economicamente parlando. Tra 30/40 anni le pensioni saranno ridotte e più della metà avra una pensione minima. Il problema è che quasi tutti i giovani d’oggi sono abituati ad avere la pappa pronta, non amano sacrificarsi e preferiscono i lavori comodi, di conseguenza si limitano a fare il minimo indispensabile. Ci sono dei precari che fanno dei lavori per 300/500 euro al mese, ci sono precchi cassintegrati a 600/800 euro al mese con il mutuo alle spalle e altri ancora, si lamentano, protestano, combattono per avere un buon lavoro fisso, ma non è questo il sistema adatto per affrontare il futuro. Non bisogna aprire il paracadute mentre si è già a terra. Bisogna mettersi in gioco, compromettersi, cercare di migliorarsi per avere un futuro migliore. La società ci sta offrendo tantissime opportunità, sta a noi trovarle e per farlo bisogna prima migliorarsi come persona. Le opportunità sono tantissime: franchising, MLM, internet etc, basta avere la volonta di mettersi in gioco seriamente.

La Moldova è l’eden dei pensionati italiani

Wednesday, May 12th, 2010

Da una analisi del Gazzettino è emerso che la Moldova è considerata l’eden dei pensionati italiani. Vivere in Italia con una pensione minima di 500 euro è praticamente impossibile. Ci sono dei pensionati che per campare mangiano alla mensa dei poveri, l’alternativa è quella di vivere in Moldova dove lo stipendio medio è di 200 euro. Basta avere una pensione di 1000 euro per vivere come un re. Ci sono anche delle belle ragazze, per cui si può anche rifarsi una bella vita con una bella “gnocca“. Inizialmente questo flusso migratorio è cominciato con le badanti che ritornavano nel loro paese di origine accompagnate dall’uomo da accudire, per poi sposarlo, e vivere benissimo. Ovvio che ci sono i lati negativi, la Moldova non è l’Italia, non puoi parlare italiano e nè tantomeno in dialetto, non ci sono ristoranti Italiani, la pizza fa schifo, d’inverno fa troppo freddo e altro ancora. Ma con pochi euro di pensione si vive bene e solo questo conta per la maggiornza dei pensionati d’Italia, sopratutto se a fianco hai una bella Moldava. Peccato solo che manchi il mare.

Moldova, Florida d’Italia. L’ultima spiaggia degli anziani del Bel Paese, stretti da pensioni smilze e costi della vita sempre più alti, potrebbe diventare questo Paese al centro dell’Europa e fuori dalla Ue. «Qui la vita costa poco e ci sono anche belle ragazze», scherza Enzo (nome in codice, quello vero non l’ha voluto dire), trevigiano, meno di 70 anni ma più di 60: «Con i miei mille euro di pensione posso godermela, e anche comprarmi una casetta».

Via ilgazzettino

La Ue multa l’Italia per l’età pensionabile

Thursday, June 25th, 2009

pensione-donneLa commissione Ue ha deciso di multare’Italia per non aver equiparato l’età pensionabile tra uomini e donne, insomma doveva già mettere in atto il proposito di allineare l’età da pensione delle donne con quella degli uomini, cioè 65 anni, in modo che il gentil sesso abbia lo stesso trattamento degli uomini, diffatti doveva essere applicato nel 2008, ma c’erano state troppe polemiche che avevao fatto slittare il procedimento.

Questo procedimento ha i suoi pro e contro, da una parte è giusto che le donne abbiano lo stesso trattamento degli uomini, dall’altra parte non va bene portare a 65 anni il limite in quanto le donne “lavorano” di più tra bambini, casa e lavoro.

La Commissione Ue invierà dunque all’Italia una lettera di avviso formale di messa in mora nella quale si sottolinea come il sistema previdenziale pubblico italiano violi il principio della parità di trattamento economico tra uomini e donne, mettendo in atto dunque una discriminazione basata sul sesso.

Via sole24ore

Pensioni, Inpdap cambia sistema conguaglio fiscale

Friday, February 6th, 2009

L’inpdap ha creato una procedura innovativa che permetterà di “salvare” parecchi pensionati italiani, evitando quei casi di eccessiva detrazione fiscale che “svuotano” la pensione riducendola ad una miseria causando di fatto non pochi problemi a quelli che vivono con la pensione bassa, questa procedura consiste in una modifica al sistema delle trattenute in fatto di conguaglio fiscale garantendo di fatto il pagamento minimo pari a 458,20 euro.

Di fatto questa operazione interesserà almeno 350.000 pensionati di cui 235.000 per detrazioni di imposta per famigliari a carico.

Niente piu’ pensioni di due euro al mese. Lo garantisce l’Inpdap, che ha modificato il sistema delle trattenute in sede di conguaglio fiscale.

Via wallstreetitalia

La donna va in pensione prima dell’uomo, per la UE è discriminazione

Friday, November 14th, 2008

Come sappiamo, per i dipendenti del pubblico impiego la pensione di vecchiaia viene erogata a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le donne, per la UE questa regola viola la regola sulla discriminazione retribuitiva in base al sesso in quanto la donna prende meno dell’uomo e questa è una discriminazione, per questo la corte di giustizia di Bruxelles ha chiesto al governo italiano di togliere questa differenza in modo che la donna venga messa sullo stesso piano dell’uomo, altrimenti verrà multato.

Devo dire che il metro di valutazione della UE su questo campo mi pare troppo esagerato, sono d’accordo che la discriminazione tra uomo e donna deve sparire, siamo tutti sullo stesso piano, ma il rendimento lavorativo di una donna a 65 anni non è uguale a quello dell’uomo, poi bisogna anche considerare che se abbassano l’età, la pensione sarà ancora più bassa.

Per i dipendenti pubblici la diversa età per l’accesso alla pensione di vecchiaia – 60 anni per le donne e 65 per gli uomini – contrasta con uno dei principi del Trattato Ue, quello che vieta discriminazioni, basate sul sesso, nella retribuzione.

Via ilsole24ore

Entro giugno verrà abolito il divieto di cumulo pensioni-reddito

Monday, June 2nd, 2008

Entro il mese di giugno il governo Berlusconi emenderà un provvedimento che permetterà di abolire il divieto di cumulo tra pensione e reddito di lavoro, questa notizia è stata data dal ministro del welfare, Sacconi, in modo da poter continuare a lavorare anche se si ha raggiunto il limite contribuitivo, e quindi eliminare i disincentivi a proseguire il lavoro.

Questa misura fortemente voluta dal presidente della Banca d’Italia, Mario Draghi, servirà a rilanciare l’economia, ma il governo dovrà innalzare l’età contribuitiva, speriamo solo che non la innalzi troppo altrimenti come faremo a godere la pensione se saremo troppo vecchi.

Sicuramente per la fine dell’anno ci sara un altro emendamento che permetterà di andare in pensione a 65 anni, il che significherà 40-45 anni di contributi.

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha detto oggi che entro giugno il governo presenterà un provvedimento per abolire il divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro.

Via wallstreetitalia

Uomo si finge cieco per avere lavoro e pensione.

Thursday, May 29th, 2008

A Taranto hanno scoperto un truffatore a spese dello stato, si fingeva cieco in modo da avere lavoro come categoria protetta grazie ad un semplice certificato medico redatto nel 1984 e che attestava la sua cecità totale al 100%, diffatti è riuscito ad avere il lavoro come centralinista al carcere di Taranto e in più per 24 anni percepiva l’indennità di accompagnamento pari a 733,41 euro, non so quanti soldi prendesse di stipendio, ma se il reddito fosse stato sui 17.000 euro lordo ecco che avrebbe percepito una seconda pensione, quella dei ciechi assoluti, che è pari a 266.83 euro.

I carabinieri avevano anche riscontrato che questa persona di soli 45 anni, aveva la patente di guida abilitata a guidare le auto e le moto, e si era appena comprato una moto.

Devo dire che in Italia ci sono troppi furbi che cercano di frodare lo stato e quindi avere i soldi e lavoro con maggiore facilità a discapito di quelli che sono veramente ciechi e che hanno veramente bisogno di queste indennità per soppravivere, altro che moto e bella vita!

Aveva presentato un certificato medico che attestava la sua cecità totale, ed era stato assunto come centralinista al carcere di Taranto. E lì ha lavorato tranquillamente per ventiquattro anni. Peccato, però, che ci vedesse benissimo. Qualcuno se n’è accorto, ed è stato scoperto e denunciato per truffa aggravata ai danni dello Stato.

Via repubblica