Come sappiamo, per i dipendenti del pubblico impiego la pensione di vecchiaia viene erogata a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le donne, per la UE questa regola viola la regola sulla discriminazione retribuitiva in base al sesso in quanto la donna prende meno dell’uomo e questa è una discriminazione, per questo la corte di giustizia di Bruxelles ha chiesto al governo italiano di togliere questa differenza in modo che la donna venga messa sullo stesso piano dell’uomo, altrimenti verrà multato.
Devo dire che il metro di valutazione della UE su questo campo mi pare troppo esagerato, sono d’accordo che la discriminazione tra uomo e donna deve sparire, siamo tutti sullo stesso piano, ma il rendimento lavorativo di una donna a 65 anni non è uguale a quello dell’uomo, poi bisogna anche considerare che se abbassano l’età, la pensione sarà ancora più bassa.
Per i dipendenti pubblici la diversa età per l’accesso alla pensione di vecchiaia - 60 anni per le donne e 65 per gli uomini - contrasta con uno dei principi del Trattato Ue, quello che vieta discriminazioni, basate sul sesso, nella retribuzione.
Via ilsole24ore
Entro il mese di giugno il governo Berlusconi emenderà un provvedimento che permetterà di abolire il divieto di cumulo tra pensione e reddito di lavoro, questa notizia è stata data dal ministro del welfare, Sacconi, in modo da poter continuare a lavorare anche se si ha raggiunto il limite contribuitivo, e quindi eliminare i disincentivi a proseguire il lavoro.
Questa misura fortemente voluta dal presidente della Banca d’Italia, Mario Draghi, servirà a rilanciare l’economia, ma il governo dovrà innalzare l’età contribuitiva, speriamo solo che non la innalzi troppo altrimenti come faremo a godere la pensione se saremo troppo vecchi.
Sicuramente per la fine dell’anno ci sara un altro emendamento che permetterà di andare in pensione a 65 anni, il che significherà 40-45 anni di contributi.
Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha detto oggi che entro giugno il governo presenterà un provvedimento per abolire il divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro.
Via wallstreetitalia
A Taranto hanno scoperto un truffatore a spese dello stato, si fingeva cieco in modo da avere lavoro come categoria protetta grazie ad un semplice certificato medico redatto nel 1984 e che attestava la sua cecità totale al 100%, diffatti è riuscito ad avere il lavoro come centralinista al carcere di Taranto e in più per 24 anni percepiva l’indennità di accompagnamento pari a 733,41 euro, non so quanti soldi prendesse di stipendio, ma se il reddito fosse stato sui 17.000 euro lordo ecco che avrebbe percepito una seconda pensione, quella dei ciechi assoluti, che è pari a 266.83 euro.
I carabinieri avevano anche riscontrato che questa persona di soli 45 anni, aveva la patente di guida abilitata a guidare le auto e le moto, e si era appena comprato una moto.
Devo dire che in Italia ci sono troppi furbi che cercano di frodare lo stato e quindi avere i soldi e lavoro con maggiore facilità a discapito di quelli che sono veramente ciechi e che hanno veramente bisogno di queste indennità per soppravivere, altro che moto e bella vita!
Aveva presentato un certificato medico che attestava la sua cecità totale, ed era stato assunto come centralinista al carcere di Taranto. E lì ha lavorato tranquillamente per ventiquattro anni. Peccato, però, che ci vedesse benissimo. Qualcuno se n’è accorto, ed è stato scoperto e denunciato per truffa aggravata ai danni dello Stato.
Via repubblica