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L’Italia dei poveri in un’europa di ricchi

Tuesday, June 24th, 2008

Sembra che non ci siano medicine che possano fa risollevare l’, stiamo diventando sempre più poveri nei confronti dei paesi della , la Eurostat (l’istituto di statistica europea) ha stilato una classifica del pro capite europeo, e siamo terz’ultimi, peggio di noi stanno la Grecia e il Portogallo.

A parte il fatto che siamo appena un punto sopra la media europea, dobbiamo anche considerare che abbiamo perso 2 punti rispetto al 2007, mentre gli altri paesi della ci hanno solo guadagnato, il che significa che siamo messi male e non riusciamo a rialzare la testa, anzi ci stiamo solo piangendo addosso.

Il top resta il Lussemburgo con un pari a 276, e la seconda è l’Irlanda a146, mentre la medaglia di bronzo va all’Olanda con 131, questi numeri confrontati con il dell’ che è appena a 101, ci fanno capire quanto dobbiamo ancora lavorare e se tutto va bene nel 2012 dovremmo stare meglio.

Secondo i dati di Eurostat il Lussemburgo si conferma come il Paese leader in con un pro capite che nel 2007 si è attestato a quota 276. A seguire ci sono l’Irlanda (146), i Paesi Bassi (131), l’Austria (128). Sopra a Spagna e si attestano la Francia (111), la Germania (113) e il Regno Unito (116).

Via wallstreetitalia

Banca Centrale Europea: incertezza elevata sulle prospettive di crescita

Thursday, April 17th, 2008

Il quadro che emerge dal bollettino di aprile della Banca centrale europea individua sostanzialmente una lieve crescita del in termini reali, ma anche una elevata l’incertezza sulle prospettive future per le quali prevalgono rischi al ribasso. La causa di questa incertezza è da ricercarsi nelle turbolenze dei mercati finanziari.

Nel complesso, comunque, l’economica dell’area dell’ è caratterizzata ”da variabili fondamentali solide e non presenta squilibri di rilievo” e ci si attende nel medio lungo termine che ”la domanda sia interna che esterna dovrebbe sostenere il protrarsi della crescita del nell’area dell’” sebbene in misura minore rispetto al 2007.

Dati relativamente positivi sull’occupazione che, ”per effetto del miglioramento delle condizioni economiche e della moderazione salariale”, ha registrato un aumento significativo con di disoccupazione che sono scesi ‘’su livelli che non si osservavano da un quarto di secolo”.

Per quanto riguarda la politica monetaria, l’Istituto di Francoforte conferma la sua decisione di lasciare invariati i d’interesse. Un orientamento che, sostiene il Consiglio direttivo della , contribuirà al mantenimento della stabilità dei prezzi nel medio periodo, suo ”obiettivo primario”.

La Banca Centrale europea infine mette in guardia contro i rischi delle forme di indicizzazione dei ai prezzi al consumo. Queste, sottolinea, ”comportano il rischio che shock al rialzo sull’ inneschino una spirale -prezzi con ricadute negative sull’occupazione e sulla competitività nei paesi coinvolti”.

Fonti parziali:
AdnKronos
Sole24Ore
Repubblica

L’italia ed il debito pubblico, finalmente una notizia positiva

Tuesday, March 11th, 2008

Il debito pubblico a fine 2007 è risultato pari a 1.596.762 milioni (104,0% del ). Alla stessa data del 2006 esso era pari a 1.575.636 milioni (106,5% del ). Lo comunica la Banca d’.

In calo del 2% il fabbisogno della Pubblica Amministrazione
Il fabbisogno complessivo delle Amministrazioni pubbliche ha chiuso il 2007 al 2% del , in calo dal 3,7% del 2006. In termini assoluti, il dato si è attestato a 30,534 miliardi, a fronte dei 54,380 miliardi segnati alla fine dell’anno scorso. Nei due anni, segnala il Supplemento al Bollettino statistico di via Nazionale, il fabbisogno al netto delle dismissioni mobiliari è stato pari rispettivamente al 2,2% e al 3,7% del .

Via ilSole24ore

La UE abbassa la stima PIL dell’italia al 0,7%, ma per Montezemolo sarà ancora più basso!

Friday, February 22nd, 2008
Dopo L’aggiornamento, al ribasso, del italiano al 0,7% da parte delle , il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha sottolineato che se il prezzo del petrolio si mantiene sopra i 90 dollari al barile, il si avvicinerà più allo 0,3% che al 1%.

Come dire che l’aggiornamento in negativo fatto da Almunia, non ha stupito nessuno anzi è sovrastimato per gli industriali, in quanto l’ causata dall’eccessivo prezzo del greggio ha di fatto rallentato l’ italiana e se si mantiene a questi livelli la crescita sarà vicina allo zero.

Montezemolo ha anche sottolineato che il governo fa molto poco per arginare questa situazione di stallo e in più non è in grado di attuare le tanto agognate riforme.
Purtroppo il debito pubblico italiano è troppo consistente e per limarlo dobbiamo sacrificarci e questo super-petrolio non ci sta agevolando per niente.

In ogni modo per scrollarci di dosso questa dipendenza dal petrolio dovremmo puntare decisamente sul nucleare, solo così riusciremo ad recuperare, la nostra forza economica.

E’ brutto pensare che l’ sia ultima in fatto di crescita economica, ma purtroppo abbiamo un governo che pensa a sè stesso che per il paese!

Come diceva il buon Napolitano, il nostro presidente della Repubblica, bisogna fare le riforme altrimenti rischiamo la paralisi!

«Se il prezzo del petrolio si mantiene sopra i 90 dollari al barile, la nostra crescita sarà ancora inferiore a quella indicata oggi dall’: ci avvicineremo più allo 0,3% che all’1%». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, intervenendo ad un convegno di Assinform, con riferimento all’aggiornamento al ribasso del italiano da parte della .

Vai: lagazzettadelmezzogiorno

Quarto trimestre PIL in negativo, economia a rischio!

Monday, February 11th, 2008
Produzione industriale in netto calo a dicembre, il dato mensile destagionalizzato della produzione industriale e’ sceso dello 0,5% a quota 96,4, si tratta del livello dei 33 mesi.
Un risultato che proietta ombre sulla crescita economica del paese.

Ormai si capisce che l’ italiana stenta a crescere, anzi sta preggiorando sempre di più, sembra quasi un malato con la febbre a 38°, ma se il governo non c’è più dovremmo aspettare qualche mese perchè possano attuare le tanto agognate riforme che possono fare l’effetto di una medicina che possa risvegliare l’.

Ma il problema principale resta il potere di acquisto dei lavoratori, infatti se non si provvederà ad abbassare le sugli stipendi, si rischierà veramente la recessione!

Quarto mese con il segno meno per la produzione industriale italiana, che a dicembre ha registrato una contrazione dello 0,5% su base mensile e del 6,5% su base annua. Il pesante calo sorprende gli analisti che, in base alla mediana delle stime raccolte da Reuters, si attendevano una crescita congiunturale dello 0,5% e di una frenata tendenziale del 3,1%.

Vai: wallstreetitalia

Ocse: Pil +0,9% Nel terzo trim., Italia in coda con +0,4%

Monday, November 19th, 2007
Se l’ non cresce, economicamente perlando, rischiamo che l’ cresca ancora di più e di contro avremo più .
Oggi ha raggiunto +0,4% rispetto al europeo che è di 0,9%, siamo ultimi e non facciamo nulla per migliorare la situazione.
Il dell’area Ocse è salito dello 0,9% nel terzo trimestre dell’anno, accelerando la dinamica segnata nel secondo trimestre quando era cresciuto dello 0,6%.
Lo riporta l’Ocse nel suo aggiornamento della crescita dei paesi dell’organizzazione. L’, resta fanalino di coda con una crescita nel terzo trimestre di solo lo 0,4% contro lo 0,1% del trimestre precedente. Nel confronto
annuo la crescita è stata del 2,9% nell’Ocse contro il 2,5% del trimestre precedente e dell’1,9% in contro l’1,8% precedente.

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