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Il tesoretto che il Sud Italia non usa

Monday, September 8th, 2008

Tutti sanno che la differenza tra il Nord e il Sud è molto rilevante sutto tutti gli aspetti, ma la notizia più eclatante è che l’europa ha messo a disposizione per il Sud Italia ben 6 miliardi e 800 milioni di euro da spendere entro il 31 dicembre di quest’anno, sono così tanti soldi che potrebbero sistemare il loro patrimonio artistico e culturale, fare nuove scuole, creare nuovi posti di lavoro e tanto altro.
Evidentemente i politici del Sud hanno così tanti soldi che non sanno cosa farne che preferiscono rifiutare questi fondi europei e nessuno dice niente e si lamentano anche!

Ma la preoccupazione è che dopo questa osservazione lanciata dai giornali, questi politici nostrani possano spendere a man bassa per cose che non servono a nulla, per opere che non verranno mai finite, per ingrassare i portafogli altrui per consulenza d’oro, con il risultato finale che tutto resterà come prima.

Capisco che sotto sotto ci sia la mafia, la camorra, gli interessi personali, ma potrebbero spendere una piccola parte per creare più tarmovalorizzatori, più energie rinnovabili, più asili nido, insomma delle opere per permettano una migliore vita possibile al cittadino del Sud, ma so che tutto questo è un sogno.

Sei miliardi e ottocento milioni di euro da spendere entro il 31 dicembre. Eccolo il tesoretto del Sud, un patrimonio da investire, distribuire, erogare: altrimenti si perderà per sempre. Avere troppi soldi, così tanti da non sapere come spenderli.

Via ilgiornale

Chi sono questi signori per pontificare sulla vita?

Monday, August 4th, 2008

Credo sia giusto riflettere attentamente prima di toccare argomenti quali: le sorti di quella povera ragazza che da 16 anni vive in stato vegetativo e che risponde al nome di Eluana Englaro.

Personalmente ho già chiarito quale sia la mia posizione al riguardo e, nonostante abbia cercato di comprendere meglio, resto dubbioso sul cosa sia giusto fare.

Ciò che mi lascia allibito e mi sconvolge è l’arroganza con cui buona parte della nostra classe politica gioca con le sorti di una persona per la quale pochissimi di loro provano realmente pietà.

Mi infastidisce l’atteggiamento della Chiesa, a me cattolico, che, nelle parole di Mons.  Fisichella: uomo di grande spessore intellettuale e morale, si dice soddisfatto della decisione della Camera di voler dar contro la sentenza di appello che ha, ad oggi, dato il permesso al padre della ragazza di staccare il sondino che la nutre.

Chi da il diritto a questi signori di indicare la via giusta? Chi sono per poter giudicare la richiesta di un padre convinto di fare la volontà della figlia?

Per quel che riguarda la Chiesa: se è inevitabile, da parte Sua, la difesa ad oltranza della vita, credo sarebbe necessario, in frangenti quale quello di cui stiamo parlando, se non altro di un po’ di riserbo e di carità cristiana.

In Italia, le centinaia di persone che vivono in stato vegetativo permanente sono, per lo più, abbandonate a loro stesse e, in misura massima, sulle spalle dei famigliari che vivono “non vite” dedicando ogni sforzo economico, psicologico e fisico alla cura del corpo di coloro i quali, un tempo, furono i loro compagni/e e/o figli.

Allora, lor signori, prima di prendersi la briga, in nome della morale cristiana che, molti di loro non sanno neppure dove stia di casa, di andare contro le richieste di un padre che, semplicemente, ama la figlia, si mettano una mano sulla coscienza e smettano di voler arrogarsi il diritto di decidere per altri su cose troppo elevate per loro, (il riferimento è ai politici).

Come ho scritto in passato, non credo si possa immaginare una legge che possa permettere l’eutanasia attiva e/o passiva e tutto ciò che ne consegue, per mille motivi fra i quali l’ignoranza credo stia al primo posto ma, in un caso come quello di Eluana, forse, la cosa migliore, sarebbe il silenzio ed il rispetto per scelte che, a mio parere devono restare personali.

Un articolo del Sole 24 ore, mi ha riportato ala mente le parole di Montanelli nell’ultima battaglia che lo contraddistinse nei mesi precedenti la morte: “ Il diritto alla morte è un diritto sacrosanto come il diritto alla vita” ed a questo aggiungeva: “ Noi non pretendiamo che lo Stato riconosca i nostri principi, noi ci accontentiamo che non li perseguiti in pratica”

Credo non resti altro da dire.

 

Dopo i priviliegi dei politici eccovi i priviliegi dei sindacalisti

Monday, June 16th, 2008

Dopo aver fatto conoscere a tutta Italia i privilegi dei politici, i doppi stipendi, l’auto blu etc., il ministro Brunetta ha voluto fa sapere a tutti quali sono i privilegi di chi cerca di tutelare gli interessi dei dipendenti pubblici, i sindacalisti, devo dire che se noi lavoratori avessimo una piccola parte di questi privilegi ne saremmo ben felici.
Bisogna anche considerare che facendo il sindacalista e al contempo stesso lavorare nel pubblico impiego fanno doppia carriera, anche se lavorano a tempo pieno nel sindacato e lo stato è costretto a prendere un’altra persona per coprire il posto lasciato vacante ma che prendono lo stipendio lo stesso anche se di fatto non lavorano, insomma una fregatura per il contribuente, se poi consideriamo che alcuni dei funzionari del sindacato sono nel libro paga dello stato e non del sindacato di appartenenza, vuol dire che qualcosa non va!

Se poi valutiamo i sindacalisti dei ministeri che prendono più di tutti, 27.000 euro lordi annui, e in più percepiscono lo stipendio di lavoratore dipendente, premi produzione compresi e fanno anche carriera.

Qualora uno abbia finito il suo “distaccamento” da sindacalista, può tranquallamente riprendere il suo lavoro a discapito di chi c’era al suo posto, che può essere spostato in un altro ufficio o addirittura trasferito.

Ci sono anche dei casi eclatanti dove uno spazzino di un piccolo comune della provincia di Firenze essendo sindacalista distaccato, non può compiere il suo dovere di pulire le strade, il suo compito è quello di tutelare i lavoratori e quindi il sindaco di quella città è costretto a fare lui stesso il lavoro di operatore ecologico, ma non prende niente anzi è lo spazzino che percepisce lo stipendio per dei lavori fatti dal sindaco!

Insomma si capisce del perche il ministro Brunetta abbia alzato un polverone su questi privilegi, che dovrebbero essere, in gran parte, eliminati e quindi dividere il sindacato con il lavoro.

Ci si può fingere malati, timbrare il cartellino e poi uscire a fare shopping, o passare la giornata chiacchierando alla macchinetta del caffè. Ma c’è un modo più sicuro per prendere lo stipendio senza lavorare in ufficio: fare il sindacalista. O meglio, il «distaccato». È questa una particolare specie di sindacalista, tra i 700mila in Italia (sei volte i carabinieri), che riesce a tenere il piede in due scarpe. Uno nell’organizzazione sindacale in cui fa carriera, l’altro nell’amministrazione pubblica di provenienza da cui riceve regolare stipendio, contribuiti, integrativi e premi produzione compresi, come se passasse il suo tempo in ufficio per davvero.

Via ilgiornale