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Primi 120 giorni di Governo: un bilancio

Tuesday, September 2nd, 2008

Silvio BerlusconiIn Italia con l’estate sono passati i primi 120 giorni dell’ultimo governo Berlusconi. Molti i provvedimenti “d’urgenza” che hanno alimentato polemiche e discussioni e che ancora trovano spazio nelle pagine dei giornali italiani e non solo: primi atti di un governo che grazie ai risultati elettorali ha ottenuto una maggioranza parlamentare utile per approvazioni rapide e poco dialettiche di disegni di legge, manovrine etc. E l’opposizione, il Partito Democratico di Veltroni & Co. sta ancora esercitandosi a fare il governo ombra con poca energia e scarso senso critico.

Nel frattempo ripercorrendo le azioni del nuovo governo occorre prepararsi ad un autunno caldo di proteste, aumenti generalizzati e uno scoraggiante momento di recessione. E’ caduta la maschera dello statista pensieroso del bene comune di cui ha parlato Eugenio Scalfari in un editoriale pubblicato poco dopo l’esito delle elezioni di aprile e il Cavaliere ha potuto occuparsi del bene proprio, di sé stesso grazie al Lodo Alfano, legge spudoratamente ad personam anche per gli osservatori esteri di altri paesi europei come la Spagna e la Francia. E nel frattempo l’inflazione in Italia è continuata a salire, il 49% degli Italiani sono rimasti a casa o sono tornati prima del solito dalle vacanze, paure e insicurezze sono state continuamente alimentate da fatti di cronaca in cui sono coinvolti extra comunitari e immigrati clandestini. Il bilancio personale del Premier è di segno positivo soprattutto grazie alla rapida soluzione trovata per eliminare i rifiuti da Napoli e documentata dalle immagini del capoluogo campano finalmente liberato da immondizie di ogni genere. La gestione dell’affare Alitalia(l’attuale piano di risanamento, secondo il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, “si fa beffe di tutte le regole del mercato”, poiché intende separare la parte migliore della compagnia, per assegnarla ad un prezzo di favore ad un nuovo consorzio di imprenditori, mentre ad occuparsi del marcio restante sarà lo Stato italiano”) e le politiche sulla sicurezza (Questione dei rom e raccolta delle impronte digitali) sono già nella lista delle cose fatte e finite da Berlusconi. Alla scuola ci sta pensando la ministra Gelmini e tutto il consiglio dei Ministri si è preoccupato di abolire l’ICI a giugno, azione già intrapresa da Prodi per le categorie più svantaggiate che stavolta coinvolge anche i benestanti, lo zoccolo duro dell’elettorato berlusconiano. Altro provvedimento attuato durante la calura estiva, quell’emendamento che annulla la possibilità per i lavoratori, una volta fatto ricorso al giudice e constatata la irregolarità del rapporto di lavoro, che il contratto a tempo determinato possa essere trasformato a tempo indeterminato.

Le ultime immagini di Berlusconi ci mostrano il Presidente del Consiglio sorridente che stringe la mano a Gheddafi in Libia per costruire nuovi rapporti commerciali e soprattutto per avere un sostegno concreto dalle coste africane contro l’immigrazione clandestina.
Se le attività di Palazzo Chigi sembrano trovare molte risposte ai problemi che affliggono questa Italietta in rosso, restano ancora aperti molti interrogativi (difficile trovare la documentazione del piano di smaltimento rifiuti di Bertolaso) oltre ad altri dubbi per emergenze costruite ad arte con l’intento di spostare l’attenzione dei media, dei lettori e dei telespettatori su problemi concreti di natura strutturale. E poi come comprendere l’impegno del centro destra per la sicurezza dei suoi cittadini mentre si programmano tagli ai fondi pubblici destinati alle forze di polizia?
Si ha l’impressione di assistere, sui giornali come in televisione, allo spettacolo di un governo impegnato su tutti i fronti che lavora alacremente per il benessere degli italiani mentre il realtà la società, la cultura, l’economia e il welfare registrano quotidianamente dei passi indietro. E i passi indietro sono registrati anche in ambito internazionale con la Commissione europea, che non ha condiviso l’entusiasmo del Cavaliere per Napoli, per l’Alitalia e per la politica della sicurezza ed ha avviato delle procedure di infrazione.

Immagine di:  Gian-boy

Abbiamo bisogno di più Polizia?

Friday, May 23rd, 2008

photo by aandrea65La sicurezza oggi è al primo posto nei pensieri di: giornalisti, politici e, di conseguenza, dei cittadini che, pur hanno vissuto sulla loro pelle negli ultimi dieci anni, un peggioramento della qualità della vita dovuto all’espandersi di episodi di micro-criminalità: furti, scippi, rapine, specie nelle città di medie dimensioni.

Molto spesso, quando si parla di questo argomento, fra le cose primarie si elenca la necessità di potenziamento delle forze dell’ordine per venire incontro alle nuove e più ampie necessità.

Giusto per cercare di capire, mi sono preso la briga di controllare i numeri di addetti alla sicurezza: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia penitenziaria e Corpo Forestale, in Italia e negli altri Stati europei.

Ebbene, spulciando i dati, risulta che non esiste alcun paese in Europa che abbia un così gran numero di operatori appartenenti ai corpi di Polizia.

Per l’ esattezza, i dati riferiti al 2006, ci dicono che in Italia ci sono: 324.339 preposti i quali equivalgono a 550 operatori ogni 100.000 abitanti.

Il Paese che più si avvicina a noi è la Germania che, considerando i suoi 80 milioni di abitanti, ha (sempre dati 2006) 248.188 addetti equivalenti a 300 ogni 100.000 abitanti.

Se vogliamo prendere un altro esempio possiamo puntare sull’Inghilterra che, come numero di abitanti si avvicina all’Italia ma come controlli, per esempio, con l’etilometro, ne fa qualche milione in più; la perfida Albione, sempre stando ai dati del 2006, ha 141.381 operatori equivalenti a 266,5 ogni 100.000 abitanti, (fonte: Transcrime di dati Eurostat pubblicati in data 23/11/2007).

Ritengo sia inutile andare avanti; questi dati ci devono far porre una serie di domande: se tanti altri paesi hanno meno operatori di polizia: come mai noi viviamo questa emergenza? Credo intervengano almeno un paio di fattori il primo dei quali è l’effetto moltiplicatore che i media producono sugli eventi criminali: i fatti di cronaca suscitano la nostra attenzione ed alimentano le nostre preoccupazioni. Più siamo preoccupati più vogliamo sapere e leggere dei fatti di cronaca e più ci preoccupiamo.

Il secondo fattore credo riguardi il continuo invecchiamento della popolazione: più siamo anziani, soli e magari malati, più ci sentiamo insicuri e, sentendoci vulnerabili domandiamo sicurezza allo Stato del quale, però ci fidiamo poco. A quel punto, cercando un bersaglio, diventa facile guardare all’immigrato del quale nulla sappiamo e che spesso ci appare diverso.

Non credo sia demagogia il pretendere che chiunque: immigrato, rom, italiano e/o europeo, debba, sul nostro territorio, rispettare le nostre Leggi. Fino a quando chi delinque avrà buone probabilità di restare pochissimo, se non affatto, in carcere, (a proposito: l’effetto indulto è finito, siamo nuovamente al collasso della struttura carceraria), avremo un bel parlare di nuove leggi, decreti, nuove forze di polizia, ronde e quant’altro ma chi delinque continuerà a vederci come il paese del bengodi.

foto di aandrea65

Pacchetto sicurezza: analisi e commenti

Tuesday, May 20th, 2008

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni non cede di un millimetro: “Insisterò perché il Consiglio dei ministri introduca il reato di immigrazione clandestina e lo faccia già nel decreto legge”. Poi annuncia che “entro luglio le norme del pacchetto sicurezza entreranno in vigore”. Nel corso della trasmissione Porta a porta il titolare del Viminale sottolinea che “in paesi civilissimi come la Francia e la Germania il reato di immigrazione clandestina esiste già: consente il giudizio immediato e l’espulsione dopo la sentenza di condanna”.
Repubblica

Questo quanto detto, in sostanza, ieri sera a Porta a Porta dal Ministro dell’Interno Maroni.
Di cosa tratterà questo famoso “Pacchetto Sicurezza“?

Misure di Sicurezza Urbana:

  • Più competenze a sindaci e prefetti:
    I sindaci potranno firmare ordinanze non solo (come accade ora) per «gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini», ma anche «per eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità e la sicurezza urbana dei cittadini», ovvero «che arrecando un grave pregiudizio al decoro urbano».
  • Minori, stretta sullo sfruttamento:
    Chiunque si avvale per mendicare di un minore di14 anni o, comunque, non imputabile è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Il genitore condannato per la riduzione in schiavitù del figlio perde la potestà di genitore.
  • Compiti giudiziari ai vigili urbani:
    Gli agenti di polizia municipale potranno accedere allo schedario dei veicoli rubati o rinvenuti ed a quello dei documenti d’identità rubati o smarriti. Alla polizia municipale inoltre vengono assegnate funzioni di polizia giudiziaria nell’ambito dei «piani coordinati di controllo del territorio».
  • Potere di espulsione ai Prefetti:
    La riforma attribuisce al prefetto il potere di allontanamento di cittadini stranieri dal territorio nazionale per motivi di pubblica sicurezza. Un cittadino comunitario non puo’ risiedere in Italia per piu’ di tre mesi se non dimostra di essere in possesso di mezzi legali di sostentamento, in difetto può essere allontanato.
  • Occupazione abusiva di suolo pubblico:
    Il sindaco (o il prefetto sulle strade extraurbane) potrà disporre l’immediato ripristino dello stato dei luoghi a spese degli occupanti e la chiusura dell’esercizio fino all’adempimento dell’ordine.

Queste dovrebbero essere le principali novità. Ad una prima analisi il provvedimento sembra essere positivo, l’inasprimento delle pene per alcuni reati è, a parere di chi scrive molto importante, parlo ad esempio del reato di sfruttamento dei minori.
Si tralascia purtroppo, totalmente, l’aspetto di solidarietà, citato solo marginalmente per la questione delle donne straniere che denunciano una violenza. Si tratta purtroppo di un palliativo.
Purtroppo è necessario rispondere alle richieste della cittadinanza che chiede sicurezza e certezza della pena. Resta da capire quanto questa insicurezza percepita sia reale o indotta dai media.