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Essere poveri non conviene

Friday, September 10th, 2010

Ormai siamo in una società dove conta avere abbastanza soldi in tasca e un lavoro fisso, altrimenti sei ridotto alla stregua di un povero. Se ci capita un lavoro da precario o comunque un lavoro da pochi soldi che magari servono solo per mangiare solo per una persona. Se poi bisogna mantenere la famiglia ecco che tra bollette di vario genere, il carovita e quant’altro risulta impossibile andare avanti e spesso bisogna andare dalla caritas per poter mangiare un piatto di minestra. Il peggio arriva quando si è in attesa di un bambino, non si è in grado di garantirgli un futuro. Per questo motivo il tribunale dei minori di Trento ha disposto che ad una mamma le venissa tolto il bambino appena nato in modo che poter essere subito messa in affidamento. Questo senza che la mamma potesse fare ricorso in quanto lei aveva un lavoro da 500 euro al mese e poteva fare benissimo i suoi sacrifici a favore del bimbo, ma per i giudici, avere uno stipendio del genere significa essere in un condizione di povertà. Questo significa solo una cosa: essere poveri non conviene. Se penso che i nostri nonni avevano accudito i nostri genitori in condizioni di assoluta povertà durante il dopoguerra e nonostante tutto sono riusciti a mantenerli. Posso solo dire che tutto questo è veramente triste.

Via gazzettino

Aumentano i poveri, ci sono anche i separati e divorziati

Friday, December 4th, 2009

mensa_poveriRispetto ad alcuni anni fa dove il concetto di famiglia unita era molto radicato, i problemi venivano affrontati in famiglia, si dava una buona educazione ai figli, si sapeva tirare la cinghia. Adesso, con il passare del tempo, il concetto di famigli si è sminuito, ognuno fa quello che gli pare, se c’è un problema si tende a scaricarlo al partner, segono poco i figli e il risultato è che aumentano le separazioni e i divorzi sempre di più. Purtroppo questo ha generato anche una nuova classe di poveri che sono, appunto, quella dei separati e dei divorziati che dopo aver pagato gli alimenti alla ex moglie si ritrovano con pochissimi soldi per sè stessi e quindi per mangiare. Quindi per sopravvivere sono costretti ad andare alle mense dei poveri per mangiare, in sostanza la loro vita è lavorare 8 ore al giorno, pagare gli alimenti e bollette varie, infine mangiare con i poveri, se non si hanno i genitori che li aiutano. Troppo triste! Bisognerebbe fare qualcosa per loro!

Separazioni e i divorzi,trasformano questi lavoratori in’clochard’. Il 25% degli ospiti delle mense dei poveri sono separati. Molti dormono in auto, altri tornano dalle loro famiglie di origine.

Via unità

Con questa crisi anche i ricchi piangono

Monday, October 13th, 2008

Questa crisi economica che ha coinvolto tutto il mercato mondiale viene considerata come una bomba atomica, peggiore di quella del 1929, ogni giorno si “bruciano” miliardi di dollari e quelli che ci rimettono sono i ricchi che vivono con gli investimenti, come nel caso del ricco Abramovich, il presidente del Chelsea, o come Bronson il ricco proprietario di aerei, questi hanno perso così tanti soldi che alla fine rischiano di non avere più nulla.

Parecchi ricchi si ritroveranno, dopo questo tusnami economico, con la loro fortuna azzerata e dovranno cambiare il loro stile di vita, quindi più acqua e meno champagne, e quindi più attenzione agli sperperi.

Però so che questa crisi tenderà ad attenuarsi nel 2009 e tornerà tutto come prima, per i ricchi ovviamente, mentre per i poveri sarà sempre peggio.

I grandi magnati russi e inglesi, come tutti gli investitori del mondo, stanno facendo i conti con perdite colossali, per il tracollo dei mercati borsistici e finanziari. Abramovich e Deripaska perdono $230 miliardi negli ultimi 5 mesi.

Via wallstreetitalia

Petrolio e dollaro, inizia la crisi e cresce la paura!

Monday, June 9th, 2008

Ormai il prezzo del petrolio aumenterà sempre di più, adesso è arrivato a 140 dollari a barile, mentre a gennaio era appena poco più di 100 dollari a barile, il che fa pensare che per la fine dell’anno potrebbe benissimo arrivare a 170-180 dollari o addirittura a 200 dollari a barile!
Questa situazione non fa altro che peggiorare il sistema economico mondiale e il tasso interbancario è salito a 5,6, praticamente un record e l’euro sta diventando sempre più forte nei confronti del dollaro, queste condizioni stanno metterndo a dura prova il mercato mondiale in particolare modo gli USA e l’Europa, ma il problema è che nessuno fa qualcosa per sistemare questa "falla", anzi la alimentano (vedi Trichet).

Come ben sappiamo che le ragioni del’aumento del prezzo del greggio è dovuto all’aumento costante della domanda dei grandi paesi, in particolare modo quelli asiatici, mentre l’offerta è notevolmente più rigida il che dipende dalla perdita di valore del dollaro, poiché gran parte delle transazioni sul greggio avvengono in dollari quindi si è instaurato un rapporto tra il tasso di cambio del dollaro americano e il prezzo del petrolio ergo il dollaro cade e il prezzo del greggio aumenta.

Tutto questo, a lungo andare, genererà un aumento della povertà e un aumento del portafoglio di quelli che sono già ricchi, insomma la classe media sparirà e ci sarà un divario netto tra i poveri e ricchi, come 100 anni fa!

Insomma, se non facciamo qualcosa al più presto c’è da avere paura per il futuro, per noi e sopratutto per i nostri figli!

Con il petrolio a 140 dlr, dicono i consumatori, si alza il prezzo della bolletta energetica, con un impatto sull’inflazione del 4,3%.

Via ansa

Stiamo diventando più poveri o più ricchi?

Thursday, May 29th, 2008

L’Istat ha rilevato che nonostante l’occupazione si invariata, gli stipendi lordi dei dipendenti sono calati del 5% su base stagionale, anche se dice, in caratteri grandi che gli spipendi sono aumentati del 10,9% su base annua, ma questo dato non dice tutto in quanto ci sono 2 giorni in meno di lavoro rispetto all’anno precedente.

Insomma a parità di giorni lo stipendio è cresciuto, e questo valo solo per quei lavoratori delle grandi aziende, chissà come sono messi i dipendenti delle piccole aziende, forse stanno peggio.

In ogni modo Istat o no, non dobbiamo affidarci a queste statistiche che non focalizzano per bene la situazione economica dell’Italia, cioè che facciamo troppa fatica a soppravvivere a fine mese, 10 euro in più in busta paga non cambia la vita a nessuno!

Le retribuzioni lorde per ora lavorata nelle grandi imprese hanno registrato a marzo un aumento del 10,9% su base annua a fronte di una diminuzione congiunturale del 5%.

Via agi