Da quando è iniziata la crisi finanziaria dovuta ai mutui subprime americani, nel 2007, i prezzi delle case italiane e non hanno subito un calo costante del loro valore, questa analisi è stata fatta da Tecnocasa, l’agenzia immobiliare nr. 1 in Italia, dove ha riscontrato che i cali maggiori si trovano nelle metropoli come Roma, Firenze, Bologna, Genova, ma anche nelle piccole città si nota un calo sensibile, questo fatto è dovuto alla poca diponibilità economica per comprare, in sostanza è aumentata l’offerta mentre cala la domanda a tutto vantaggio per chi ha tanta “liquidità” in modo da poter comprare con poco delle belle case.
Purtroppo anche per chi sta cercando casa non è vita facile attualmente le banche chiedono troppo di mutuo e solo per chi è in grado di pagare a discapito di quelli che hanno un lavoro precario.
In ogni modo la tendenza continuerà anche per tutto il 2009, quindi non è il momento di vendere, bisognerebbe aspettare dopo il 2010 per poter ricavare un buon gruzzolo dalla propria casa.
Nel 2008 il mercato immobiliare ha continuato a registrare un calo di prezzi, cominciato nel 2007. A dirlo e’ Tecnocasa. Le citta’ in cui si registrano i cali maggiori sono Bologna e Genova (-7,6% sul 2007) e Palermo (-7,1%).
Via ansa
Prosegue in tutta Italia il calo dei prezzi delle case. Il costo medio scende in tutte le principali città italiane, ad esclusione di Roma e Milano, dove invece i prezzi continuano a salire.
A confermare questo trend di lieve decrescita è l’osservatorio dell’Agenzia del territorio, che divulga una serie di dati. Vediamo nel dettaglio i due casi probabilmente più interessanti, ovvero Roma e Milano.
Nella Capitale:
Per comprare un appartamento di 60 metri quadri in centro, nel secondo semestre del 2006, si spendevano 387 mila euro. Alla fine dell’anno scorso il prezzo è arrivato a 426 mila euro. Va un po’ meglio con gli affitti che nell’ultimo anno sono rimasti sostanzialmente invariati: 1.755 euro al mese per 60 metri quadri in un quartiere “alto” della città.
La crescita media appare quindi intorno al 10%, un risultato che supera abbondantemente la crescita dell’inflazione e dimostra come il mercato immobiliare romano sia in fermento.
Situazione simile a Milano:
Sessanta metri quadri nella zona di San Babila costano 550.500 euro, oltre 25 mila euro in più del secondo semestre 2006. Per un appartamento di 90 metri quadri si spendono invece 825.750 euro. Un box in centro di 20 metri quadri costa 100 mila euro, poco meno che a Roma. Crescono anche gli affitti: in centro si pagano 31,5 euro al metro quadro, rispetto ai 29,7 euro del secondo semestre 2006: per un appartamento di 60 metri quadri si spendono 115 euro in più ogni mese.
La crescita in questo caso sfiora il 5%, con una situazione simile a Roma.
La grande domanda che è ora sulla bocca degli investitori è: “fino a quando il mercato immobiliare continuerà comunque a tirare?”
A questa domanda non ci sono attualmente risposte certe, il mercato sembra essere in frenata, ma il mattone è sempre il rifugio per gli investitori più prudenti nei periodi di incertezza, come quello attuale. Quindi tutti gli scenari sono possibili!
C’è voluto un rapporto della UE per capire che gli agenti immobiliari italiani hanno superato quelli francesi in fatto di parcella, e guadagnano 4 volte di più del loro collega inglese, e la causa è da imputarsi alla bassa concorrenza.
Se vi rendete conto che ci sono agenzie immobiliari che chiedono una percentuale molto altra sulla vendita dell’immobile con il rischio che il guadagno diventi risicato tra noatio e, appunto, gli agenti immobiliari.
Provate a pensare che a New York c’è una agenzia immobiliare per persone facoltose che cercano casa dai 3 ai 15 milioni di dollari e gli agenti ne prendono il 1,5% / 2%, mentre in Italia gli agenti ne prendono il 5% / 6% di provvigione, basta qualche buon affare e sono economicamente a posto.
Purtroppo parecchi italiani si fanno affidamento a queste persone anche perchè non riescono a vendere la loro casa utilizzando il passaparola e sfruttando gli annunci giornali e considerato che la concorrenza è pressochè nulla ecco che l’esborso per il proprietario e acquirente diventano considerevoli.
“Secondo un rapporto indipendente della Commissione Ue gli agenti immobiliari italiani sono i più costosi d’Europa dopo i francesi. Su una casa dal valore di 250 mila euro, i nostri baldi ne incassano in media 15 mila.”
Vai lastampa
Con la crisi dei mutui subprime che ha coinvolto anche le banche inglesi di sua maestà, con il conseguente aumento delle rate del mutuo ha fi fatto generato una ulteriore crisi che ha coinvolto il mercato immobiliare.Questo mese il mercato delle case di Londra guida il piu’ forte ribasso dei prezzi in UK degli ultimi 5 anni, alla luce del fatto che il piu’ alto costo dei mutui e la prospettiva di ulteriori ribassi dei prezzi immobiliari tiene lontani i compratori.
Vai wallstreetitalia
In ogni modo se noi italiani volessimo aprofittare, vi ricordo che acquistare una casa a Londra o in Inghilterra non è una avventura semplice, e non soltanto per i prezzi (anche se i prezzi sono calati sono sempre più alti che in Italia), ma anche per tutta la procedura, molto diversa da quella italiana, che si deve seguire.
La prima differenza fondamentale è che non c’è il Notaio, l’intero procedimento di compravendita di un immobile (conveyancing) è gestito da Avvocati (Solicitors), ovviamente uno per il venditore (seller’s solicitor) ed uno per il compratore (buyer’s solicitor). Normalmente gli stessi agiscono anche, nel caso di mutui da estinguere o da accendere per le relative Banche o soggetti mutuanti.
In soli tre anni, i prezzi delle case solo salite di oltre un quarto e continuano a crescere: in particolare, per i capoluoghi si tratta di un aumento del 26,5% dal 2004 mentre per i comuni non capoluoghi l’incremento è stato del 23,2%. È questo il trend evidenziato dall’Osservatorio del mercato immobiliare pubblicato dall’Agenzia del Territorio e relativo ai primi sei mesi dell’anno. Dai dati, emerge che i prezzi delle case sono sempre in salita (+6,6%) mentre scende il numero delle compravendite nel settore residenziale del 3,4%.
Nel primo semestre dell’anno il volume delle compravendite nel settore
residenziale con 412.774 transazioni ha registrato un calo del 3,4% rispetto al
primo semestre del 2006 (il decremento comunque più contenuto rispetto agli
altri settori), mentre il volume delle compravendite complessivo è stato di
884.442 transazioni con una diminuzione pari al -3,9%, rispetto allo stesso
periodo dell’anno scorso. I dati fotografano «una inversione di ciclo già
preannunciata, che si riflette innanzitutto sulle compravendite e poi sui
prezzi, per i quali si assiste ad un lieve rallentamento del tasso di crescita,
che comunque resta positivo», ha sottolineato il direttore dell’Omi Gianni
Guerrieri.
Via Corriere