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Prodi: un vero ailander!

Wednesday, June 25th, 2008

L'ultimo immortaleSembrava che alla caduta dell’ex , quindi dell’ex , tutti fossero contenti di una cosa. Mandare a casa . Una campagna elettorale saltata a 2 piedi (e 4 mani) e centinaia di parole contro l’ex leader del centro sinistra: bistrattato da Destra (è quasi normale) ma moltissimo dalla sinistra, da i suoi compagni di merendine.

E adesso? Adesso è da pochi giorni estate, è la stagione del sole e dell’amore sbocciato in primavera. Le ferie si avvicinano e tutti siamo più buoni:

Dopo avere letto la lettera che gli ha indirizzato alla vigilia dell’assemblea per confermare le dimissioni ma anche la conferma della sua partecipazione e amicizia, ha aggiunto: ”A Romano voglio tornare a chiedere con il grande affetto di tutti noi di restare alla presidenza del partito”. (via asca.it)

E così il buon vuole consacrare nuovamente Romano presidente del partito (ora ) nonostante le dimissioni ottenute. Il buon Romano agirà da vero uomo, mandando a fare in c**o tutti e andando a pescare con la sua bicicletta, oppure ricadrà nella tela del ragno politico?

Berlusconi e i suoi prodi non ruberanno più!

Thursday, May 29th, 2008

Questa volta Berluscuni e i suoi l’hanno fatta grossa.
Hanno rubato tutta la Nutella… ma noi li abbiamo beccati!

Erano tutti sporchi di cioccolato, ma hanno promesso, da bravi bimbi, che non lo faranno più!

Berlusconi e i suoi... Prodi

Petrolio sale, Opec indisponibile

Monday, April 21st, 2008

Con questa tautologia l’attuale premier , partecipa a uno dei suoi ultimi eventi ufficiali, lo IEF (International Energy Forum):

“E’ necessario che i prezzi petroliferi siano relativamente stabili a livelli accettabili sia per i consumatori che per i produttori. - ha detto - Prezzi del troppo alti pesano sull’economia mondiale, specie sui paesi più poveri, con un costo, diretto e indiretto, per l’economia mondiale stimabile in 500 miliardi di dollari ogni 10 dollari di aumento del prezzo al barile” (la repubblica)

Il problema è molto delicato. Nonostante il continuo calo di valore del dollaro americano, il prezzo al barile del continua la sua impennata, forse proprio per contrastare l’effetto down del dollaro stesso.

L’ (organizzazione dei paesi esportatori di ) non vede però i margini per gestire un’innalzamento della produzione, anzi segnala che il mercato è in perfetto equilibrio e che la colpa e solo dell’America e dell’attuale situazione di crisi in cui si trova.

ipotizza soluzioni tramite il dialogo:

la necessita’ di un dialogo strutturato tra consumatori e produttori di energia per una strategia condivisa sui temi della sicurezza energetica (agi)

Anche se a nostro avviso serve veramente un giro di vite forte. Almeno in sarebbero necessari forti tagli alle obsolete accise che uccidono il prezzo dei carburanti, che poi si trasferisce direttamente sul costo dei prodotti, alimentari compresi.

L’Italia a crescita zero? Possibile!

Monday, April 7th, 2008

Il Fondo monetario internazionale taglia drasticamente le prospettive di economica in per il 2008: l’incremento del Pil, infatti, non supererà lo 0,3% a fine anno.

Questi i dati del FMI che gettano una pesante ombra sul futuro dell’. Il dato, probabilmente ufficializzato nel Rapporto economico globale mercoledì prossimo, è dell’1% inferiore alle stime di ottobre, ma è anche la metà rispetto allo 0,6% che lo stesso Fmi riteneva raggiungibile ancora all’inizio di marzo.

Le reazioni a questa notizia non si sono fatte attendere, il primo a parlare è stato il numero uno dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, che si e’ dichiarato apertamente in disaccordo, poi il Governatore di Bankitalia, Mario Draghi che, anche non citando direttamente l’, ha pronunciato lo stesso giudizio (negativo) sulle previsioni per la zona , definendole eccessivamente pessimistiche. Stessa cosa ha sostenuto il commissario Ue, Joaquim Almunia.

Qualche dato per comprendere meglio:

Il rapporto deficit/pil dovrebbe attestarsi in al 2,5% sia quest’anno sia nel 2009, mentre il rapporto debito/pil dovrebbe essere quest’anno del 103,6%. Numeri in linea con le previsioni del (2,4%).
Secca riduzione della anche per la zona dell’. Il prodotto registrerà un aumento inferiore all’1,3%, a fronte dell’1,8% stimato a gennaio. Cifre che però Jean-Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo, contesta: “L’inflazione è la principale fonte di preoccupazione, ma non ci sono prospettive di recessione e la sarà maggiore di quanto preveda il fondo. Un Pil 2008 a +1,3% non è ipotesi realistica”. Contrarietà che Juncker estende anche alle cifre che riguardano l’.

Restano da comprendere le cause di questo “collasso”: subprime? calo generalizzato mondiale? Cina?

Fonti parziali:
Economist
Sole24Ore
Repubblica

Una Finanziaria leggera, corposa, di svolta

Saturday, September 29th, 2007

Soddisfatto per quella che definisce l’unanimità e la concordia della maggioranza. Pronto a rivendicare di aver onorato l’impegno a favore dei ceti più deboli. Sicuro nel promettere che la redistribuzione delle risorse ricavate dalla lotta all’evasione continuerà. E’ un Romano molto soddisfatto quello che dopo la maratona notturna illustra i contenuti e la filosofia della legge .

Una «leggera nei numeri e corposa nei provvedimenti». Una
«orgogliosa, di svolta, il cui obiettivo é affrontare in positivo i
problemi della società italiana». Così il presidente del Consiglio Romano ,
ha iniziato la conferenza stampa a Palazzo Chigi, per illustrare la manovra per
il 2008. «In precedenza abbiamo messo a posto i conti, adesso - ha sottolineato
- investiamo nel futuro. Abbiamo fatto un gioco di squadra a vantaggio di
cittadini, famiglie e imprese. Abbiamo rispettato gli impegni. Distribuiamo il
dividendo di una buona fiscale, diamo ai cittadini il frutto della
lotta all’evasione».Per il premier sono «sorprendenti» le critiche ricevute dal
per il passaggio in due tempi dal Consiglio dei ministri della manovra e
del collegato welfare e sui capital gain. Il premier ha confermato che dalla
tabella di marcia adottata il collegato sul welfare sarà approvato dal prossimo
Consiglio dei ministri, ma «data la mole di lavoro, ho ritenuto di dividere il
lavoro in due tempi». Punto centrale della manovra, la casa, sottolinea il
premier, che ha ricordato i 550 milioni per ristrutturare il patrimonio pubblico
edilizio e per dare inizio a un fondo che costituirà il volano per la
costruzione di nuove abitazioni. «È un grande piano per la casa che da decenni
non si vedeva nell’agenda italiana».

Via ilSole24Ore


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Draghi sale in cattedra e bacchetta gli alunni capitanati da Prodi

Tuesday, July 17th, 2007

Draghi, governatore della Banca d’: “aumentare gradualmente l’età media effettiva di pensionamento e sviluppare le forme di previdenza complementare”. Punta tutta la sua attenzione sulle pensioni e sulla trattativa in atto tra e sindacati.

Cruciale secondo il governatore il controllo della spesa pubblica per sanare l’.

Controllo della spesa. Il controllo della dinamica della
spesa pubblica “è cruciale”, spiega Draghi parlando del Dpef. Il documento, osserva, “ribadisce l’importanza del controllo della qualità e della quantità della spesa al fine di conciliare il risanamento dei conti con la riduzione della , che attualmente si colloca in prossimità dei valori massimi degli ultimi decenni”. In particolare, ha rilevato l’inquilino di via Nazionale, “la è passata dal 40,6 al 42,3%”. Per raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2011 - ha aggiunto il numero uno d Palazzo Koch - l’incidenza delle spese primarie sul Pil dovrà scendere di tre punti percentuali tra il 2008 e il 2011 con una riduzione media annua delle erogazioni in termini reali pari a circa lo 0,5%, a fronte dell’aumento medio del 2,3% registrato nell’ultimo decennio”. Draghi, poi, indica anche il modello da seguire. “Negli ultimi anni altri paesi europei sono riusciti a ridurre i disavanzi di bilancio agendo sul livello e la composizione delle spese”, afferma, aggiungendo che “in Germania, ad esempio, l’incidenza della spesa primaria sul prodotto è scesa dal 45,5% nel 2003 al 42,9% nel 2006, valore inferiore a quello dell’”.

Infine un occhio di riguardo ai contribuenti onesti: “la linea guida deve essere quella di far pagare le a tutti quelli che le devono pagare per diminuire le aliquote di tutti i contribuenti onesti”.

Un moderato ottimismo da parte di Draghi, un che ce la può fare e che deve ripetere il successo degli anni 93-95.

Via Repubblica.it