Segui Trading Italia anche via RSS
Raccogliamo dal web gli articoli più interessanti su trading, mutui e finanziamenti e non solo. Articoli sul mondo politico, sul mondo economico e sulla sicurezza online. Ogni articolo riporterà la fonte per consentirti di approfondire online.
Segui Trading Italia anche via RSS. Non sai cos'è l'RSS?

Opinioni controcorrente sull’Università

Monday, November 10th, 2008

Dopo aver scritto di scuola e università su questo blog più volte, oggi mi permetto di fare copia ed incolla di brani di un articolo tratto da Noisefromamerika: blog di italiani che lavorano come docenti universitari negli USA, per due motivi: il primo è perchè condivido pienamente le argomentazioni ed il secondo è perchè il loro pulpito è sicuramente più autorevole del mio. Buona lettura

[...]Gli studenti in piazza non hanno capito nulla. Lamentano correttamente che l’educazione che ricevono garantirà loro un futuro senza opportunità. Giusto. Si stanno preparando a una vita di rivendicazioni vane. Ma hanno una visione classista della società.

[...]I genitori sono fieri dei propri figli che protestano e occupano. Tutti papà e mamma i nostri bei ragazzi. Per non parlare degli anziani professori che inneggiano al sessantotto che ritorna, nella speranza di aggrapparsi al traino della gioventù altrui.[...]Nè studenti, né genitori, né professori chiedono direttamente un sistema educativo di qualità. Chiedono piuttosto solo maggiori finanziamenti per l’educazione. Ma non è affatto di fondi che il sistema necessita. L’Italia spende per la scuola, dalla materna alle superiori, una percentuale del PIL essenzialmente pari alla media OCSE (dati riferiti al 2005, da OCSE, Education at a Glance, Settembre 2008). Per l’università la spesa annuale per studente, depurata dal numero eccezionale di fuori-corso, è addirittura inferiore solo a quella di USA, Svizzera, e Svezia.[...]

 

 [...]I rettori universitari minacciano le dimissioni di gruppo per protesta. Lo fanno ogni volta che sentono parlare di tagli. Nel Novembre 2006 lamentavano una insufficiente crescita del fondo di finanziamento, che avrebbe portato a «il blocco degli atenei, dei servizi, la cancellazione del futuro per i nostri giovani». Oggi si legge nella mozione della Conferenza dei Rettori, approvata all’unanimita nel Luglio 2008: «L’università non reggerà l’impatto. Una situazione che […] porterà inevitabilmente l’intero sistema universitario pubblico al dissesto». Davvero le amministrazioni universitarie non hanno alcuna colpa della lievitazione dei costi del sistema? Qualcuno ha sentito i rettori minacciare le dimissioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che le nuove regole per i concorsi inducano a promozioni in massa (dal 1999 al 2006 il numero di professori ordinari è cresciuto del 54%)? E sul fatto che nuovi atenei sorgono come funghi nelle sedi più improbabili? E sulla proliferazione di inutili corsi di laurea? Qualcuno ha sentito i rettori minacciare le dimissioni per richiedere finanziamenti basati sulla qualità dei loro atenei? Nel 2007 la quota percentuale dei finanziamenti assegnata sulla base dei “risultati” era del 2.2%; il 97.8% distribuito invece sulla base della spesa storica, cioé favorendo chi ha speso di più, e non meglio, in passato.[...]

Voi cosa ne pensate?

 

 

 

 

 

Fans di Mariastella Gelmini e No Gelmini

Monday, October 27th, 2008

Leggevo oggi sul Corriere un articolo interessante, ve ne riporto qualche stralcio e vi lascio un paio di immagini..
Titolo articolo: Scuola, la protesta dilaga su Facebook. ma ci sono anche i “fan di Maria Stella”.

All’interno:
Contro Gelmini:

Basta fare una semplice prova: cercando il nome “Gelmini” tra i numerosissimi gruppi di Facebook, ne saltano fuori ben 378 (alle 11 e 56 di lunedì 27 ottobre). Il risultato, però, non piacerà molto al ministro dell’Istruzione, nel mirino delle proteste di questi giorni. Uno dei gruppi più gettonati, infatti, è “Anch’io voglio che la Gelmini ripeta l’esame di stato”: 10.382 iscritti. Affollatissimi anche “Scommetto che almeno 5.000.0000 di persone detestano la Gelmini!” (oltre 17 mila “affiliati”) e “L’unico ministro che poteva fare peggio della Moratti: la Gelmini” (2.662).

Pro Gelmini:

Non mancano, ovviamente, i frequentatori di Facebook che appoggiano il ministro. “Sostegno al Ministro Gelmini per una scuola italiana migliore” conta 1.582 iscritti, mentre “fans di Maria Stella” ha quasi raggiunto quota 400.

Pi\ o meno, anche se con una preponderanza dei NoGelmini, si evince una certa equivalenza dei vari gruppi.

Casualmente si sono dimenticati una delle causes di Facebook…

A voi i commenti..

Ah, per chi vuole la causa su facebook la trovate qui: http://apps.facebook.com/causes/122796?m=7bf7bab2

Ryanair lancia la bomba Bossi sull’Italia

Friday, July 25th, 2008

Penso che l’immagine che vedrete non abbia bisogno di commenti. Ryanair, la principale compagnia low cost del mondo, nel sito italiano, attacca il Governo italiano con le sue stesse armi. Usa la bomba Bossi, e in particolare il suo dito medio contro l’inno di Mameli, per pubblicizzare una sua nuova promozione.

Non solo. La protesta è chiara: STOP ai continui aiuti ad Alitalia!
Questo il messaggio completo:

Il Governo…
Supporta le alte tariffe di Alitalia
Supporta i frequenti scioperi di Alitalia
Se ne frega dei passeggieri italiani

Bossi… Bossi… ma dovevi proprio tirarlo fuori quel dito? In ogni caso Bossi se l’è cercata, ma è un vero attacco alle istituzioni italiane.

Ryanair attacca l'Italia

p.s.: grazie a San Tin per la segnalazione!

Gli operai si sentono umiliati dagli onorevoli a doppio stipendio

Thursday, June 12th, 2008

Gli operai di Melfi scrivono al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per protestare contro gli onorevoli che cumulano il doppio incarico di parlamentare con quello di consigliere regionale, e in questo modo percepiscono doppio stipendio, mentre loro vivono con 1.200 euro al mese con una famiglia da mantenere, insomma questi onorevoli in un mese percepiscono quanto un operaio in un anno.

Questa protesta, tra l’altro giustissima, deve fare capire la situazione in cui versa l’Italia, come si può ottimizzare i costi della politica se ci sono casi come questo, che fanno solo umiliare quelli che lavorano duramente per avere poco.

il testo della lettera che gli operai di Melfi hanno inviato a Napolitano è il seguente:

“È proprio così difficile avere norme che impediscano cose di questo genere? Come si può chiedere a chi percepisce mille euro al mese di vivere onestamente se poi lo Stato permette queste cose? Presidente, speriamo in un suo autorevole intervento affinché cose come queste e tante altre (negative) che caratterizzano la pratica politica non si verifichino, se si vuole che i cittadini tornino ad avere fiducia nei loro rappresentanti”

Dopo questa protesta sono state fatte delle rettifiche, quindi per quelli che percepiscono doppia indennità dovranno scegliere, un solo incarico e dare le dimissioni per gli altri.

Però è assurdo che per risolvere questi problemi, dobbiamo sempre alzare la voce, mai una volta che ci pensino loro, anzi le orecchie da mercante erano una prassi, in casi come questo, da vergognarsi!

Vittorio Cilla ha due figli e 1.200 euro al mese in busta paga, assegni familiari compresi. Passa tutta la vita a realizzare sportelli che poi saranno montati sulla Fiat Punto. E un poco gli sono girate. “Perché ho fatto un conto: questi signori che cumulano il doppio incarico, quello di parlamentare e di consigliere regionale, in un mese intascano quanto me in un anno intero. Mi sembra uno scandalo, una vergogna”.

Via repubblica

Finalmente son tornati…

Tuesday, June 3rd, 2008

Finalmente sono tornati.photo by www.bloggers.it

Erano mesi che mi chiedevo dove fossero, che progetti avessero ma non giungevano notizie.

Bisogna ammettere che gli americani, nell’ultimo anno sono stati un po’ avari: in Iraq, pare che le cose vadano meglio, muoiono meno persone e, in ogni caso, non va più di moda; l’Afghanistan non li ha mai interessati più di tanto, le truppe in Libano erano un’idea di sinistra quindi non valeva la pena dimostrare.

C’era la speranza che il buon vecchio Bush se ne uscisse con qualche altro conflitto preventivo ma, aimè nulla di tutto questo.

Poi, improvvisamente, dopo qualche uscita minore che i giornali hanno si e no segnalato, ecco l’occasione: la discarica di Chiaiano, ed allora il fronte no global è tornato a compattarsi forte della partecipazione popolare a questa lotta contro la globalizzazione, (boh), contro l’imperialismo ed in nome della pace..

Eccoli sfilare duri massici ma pacifici; i sodali di Casarin, in prima fila avvertono che l’unica soluzione è la raccolta porta  a porta, dimenticando di domandarsi se i napoletani sono d’accordo visto che chi ha i bidoncini della differenziata spesso non li usa, (suggerisco di rivedersi la puntata di Report).

Oreste Scalzone, che dopo il ’68, (una disgrazia epocale per il nostro Paese), e la latitanza, non trova rivolte cruente a cui partecipare ed allora vola a Chiaiano sperando in qualche scontro nel quale rivivere i suoi verdi anni.

Senza entrare nel merito delle proteste degli abitanti della zona per i quali si deve avere rispetto se non altro perché negli ultimi vent’anni ogni qual volta gli è stato detto che si sarebbe risolto tutto, sono sempre stati presi in giro.

Se pur ritengo utile una dialettica fra individui che la pensino in modo diverso, mi domando come si faccia ad avere a che fare con i no global: persone intruppate e cieche davanti a tutto ciò che non riguarda chi loro odiano: l’Amerika, Berlusconi e, purtroppo, chi non la pensa come loro.